Passi per strada e lo vedi lì
Buttato su un cartone, in silenzio
Quasi che lo scorrere del tempo non esistesse per lui
Tiene con sè tutta la sia vita:
due stracci sporchi,
un paio di ciabatte rotte
una coperta e quel prezioso carrellino arrugginito
così importante nei suoi viaggi verso l’ignoto
e tu non gli dai peso,
come fosse un pezzo di carta che non merita sguardo
senza pensare che anche lui ha un cuore
anche lui ha un’anima, sentimenti, sensazioni
e anche lui ha un passato
che forse ha inciso definitivamente
in quel modo di essere
e forse approfondendo i motivi della sua opzione,
magari ti accorgi che forse la sua scelta
è stata molto più razionale
di quante ne possa aver fatte tu
in tutta la tua triste esistenza.
Un coraggio di dare una svolta al suo vivere,
forse più giusto e dignitoso di quanti altri
credendo di essere qualcuno
sono invece meteore nell’universo
Pomeriggio riposi
fra le braccia
del sole
bevendo
il mare come
champagne.
Il sale del mare
ti brucia i colori
e ti specchi
dentro un bar.
Pomeriggio d’estate
e colori
fra la sabbia
e la realtà
di spiagge
inondate
dal sole,
come tanti anni
fà.
Come era bello
il mare
io aspettavo
sempre che
venisse l’estate
per poi piangere
quando tutto
finiva.
Cosi ricordo
i miei pomeriggi
d’estate che
non finivano
mai
perso come ero
dentro un grande
bar.
Passavo le ore
in quel magico
posto,a consumare
già il cuore
me ne tornavo
a casa da solo
e mi gonfiava
il cuore.
Che belli erano
quelli anni
della mia infanzia
non ancora
dimenticata
anche se
ormai
lontana.
Pomeriggio riposi
fra le braccia del
sole.
Un pastore di Babilonia così cantò:
"Oh passera.
Passera solitaria.
Perché voli
tutta sola
nell'aria?
Unisciti
all'allegra compagnia
di uccelli menestrelli
che cantan dolci
melodie d'amore,
che suonan sensuali
motivi di passione,
che danzan lascive danze
di seduzione".
Così, avvenne
un'orgia d'amor e pace
tra la passera ed i suoi uccelli,
tra la natura e l'umanità affamata d'amore e pace.
ma di onorare le sue visite
con tutto il mio cuore.
Esaminare i cupi misteri
del sangue
con mente allegra e
leggera,
conoscere il flusso delle emozioni
sciolte e veloci
come l'acqua.
La fonte sembra
qualche inesauribile
sorgente
all'interno della nostra doppia
o triplice essenza;
il nuovo viso che io
rivolgo a te
nessuno al mondo
l'ha visto
ancora.
Danzare in armonia, nel tempo
desiderando di non precipitare
salvando ricordi, sogni sfumati
chiusi, gelosamente nel cassetto.
Danzare oscillando con le stelle
tra preziosi baci, appassionati
della gioventù, oramai perduta
trascorsa, fra angeli e demoni.
Danzare ancora, senza fermarsi
annegando canti muti d’amore
laddove, l’alba in riva al mare
determina, il viaggio infinito.
Danzare felice nel temporale
nonostante stordisca il sorriso
e svellere, gli attimi di luce
come lieve carezza, della notte.
Rossetti
si mischiano
si sovrappongono.
Finestrini aperti
entra aria
escono
note
voci
respiri.
Esce la vita.
Stop.
Luci rosse
non sono i fari
ci perdi i polmoni
ci perdi i neuroni.
Stop.
Discorsi sul futuro
troppo lontano
inesistente
forse già passato.
Lezioni di vita.
Stop.
Fame.
Sete.
Bisogni fisiologici.
Escrescenze fisiologiche.
Dati di fatto.
Dati oggettivi.
Stop.
Torti alle amiche.
Tentativi di scuse.
Scuse accettate.
grazie,
la prossima volta
si compirti meglio.
Stop.
Il tuo sguardo nel buio
incoscienza
inconsapevolezza
che siamo noi.
Stop.
Rammendo tipo.
Camicia bruciata.
Stop.
Abbandono.
Strada di casa.
Certezza.
di un pianeta domato,
bello
per le sapienti mani.
Non sanno
che sapiente
è la Luce
fiorente arcobaleno
che unisce terra e cielo.
Da dove la luce
che sgrana il monte e dilava
la valle disseccata...
Contro la nube
rari alberi infitti
ed impietrite forme
sospese.
Dopo,
sia l'uragano che devasta
o l'acqua che rigenera,
non sarà più
sulla terra in attesa
questo
Sguardo
totale.
E' un tramonto bellissimo
con colori forti
che acciecano gli occhi!
Lo spettacolo è grande
ed io non voglio perdere
l'avvolgere di tale bellezza!
Ascolterò in silenzio
questa dolce musica.
Mi illumino inebriandomi
finchè sera non giunga!
Aspettava le parole grevi
insospettabili nel mezzogiorno di Giugno;
ma aveva il vento fra le dita
il Maestrale del roseto,
una stagione di pane imburrato,
di succo di stella di mare.
Lui la cercava all’ombra di un fiore
ramarro del grano di sabbia,
formica che riempie la noia del saggio.
Lei offriva le ali al respiro del popolo
e volava in spirale sui vicoli vuoti,
all’ora di pranzo,
quando il ricordo è più chiaro
nel semplice dei panni stesi,
nelle vedute che rubi al Golfo;
francobolli da decifrare, età lontana.
Loro sapevano prevedere l’Autunno
studiarlo attraverso lo sputo,
scovarlo sul fondo di botti di rovere.
Portofino, Charlie Parker, una candela puntata
sugli occhi;
mondi di sabbia, sovrapposti, creati nel vetro
perché l’iride li possa riflettere.
Lui aveva antenati scolpiti dalle onde
cullati nel ricordo dal beccheggio,
preziose conchiglie portate dalla marea.
Lei portava nel sangue Marechiaro e Far West,
Meridione flamenco e Napoli carioca;
tutti i colori più cari a Picasso.
Ci sono parole che non si dissolvono nell’aria
fossili, corallo, radici, e carte da far fruttare;
menti impegnate dal volo delle mosche.
Ci sono la passeggiata sul mare
e il sentiero del bosco,
il buio indiscreto della casa sull’albero,
lo scoglio, la ghiaia, i mattoni rossi;
tanti piccoli girasole contenti di non sapere
parlare.
Piangete amanti!! scivolate nel collo del fiore,
in questa corolla mediterranea,
piccolo gioiello di un giorno che fu.
Bellezza chiara solo ai vostri occhi.
Io perso e troppo piccolo in mezzo a tutta questa gente
ho spalancato orizzonti che non si sono visti mai
ho pianto quando vedevo un umile riflesso del sole
nella mia mano, non ti ho mai dimenticato
non si smette mai di imparare
la felicità non esiste
è solo un pò di arcobaleno
perso nel nostro quotidiano diluvio.
Eppure sembra che possa
non finire mai.




