E siamo cresciuti cosi
con la voglia di avere quello che
ci spetta
poi siamo stati scaricati via
come sacchi ingombranti
da sgombero.
E siamo cresciuti cosi
con la testa piena di canzoni
con amare verità da non svelare
con ricordi a volte da cullare.
Siamo cresciuti cosi
con le scritte sui muri del quartiere
a sentire mille cantilene
della durezza della vita.
Siamo cresciuti cosi
come se fosse un sogno
dipinto d'amore
e poi accorgersi che chi
parlava era solo il tuo cuore.
Siamo crescuti cosi
con quella scritta rude su quel muro:
"In tanti ci han visto nascere
nessuno ci vedrà morire"
noi che lottiamo a muso duro
stellata
piena di magia
scoppiettano
scaldano nudi corpi
di giovani cuori
che osservano incantati
con lucidi occhi
le rosse fiamme
innalzarsi sempre più
Essi, dai stupendi lineamenti
dalla bellezza
impeccabile
in un nido d'amore
avvolgente
spiato dalla luna
si abbracciano
assaporando
la luminosa morbida pelle
lasciando scivolare le mani
lungo il corpo
mentre la passione li avvolge
nel turbine del piacere
profondo
al rodeo non pensava
quel verde brillante si posava
sui suoi fianchi
tramite gli occhi
di lui
che desideravano prendere
esplorare
la sua pelle vellutata
centimetro per centimetro
delicatamente
per non farla pentire
di diventare donna
e un giorno sposa
donandosi
completamente
a muscoli forti
a volte respinti
scoprivo la sua comprensione
il suo malumore
che si abbassava
e capiva l'errore
commesso
ritirandosi nei suoi svaghi
preferiti
coltivati con passione
e riflessione
chiusa nel cuore
custode di timori
che scavano la sua vita
il suo passato
ancora presente
spesso cercato
nella sua malinconia
Steli, erba,
persone che
bevono e che
parlano e ridono.
Ubriachi di felicità.
Aspettano
cercano
sognano
vivono
la loro realtà
s’incontrano e dopo un pò
sono già amici, in casa loro,
qualcuno grasso e prepotente
li ha cacciati via.
Sentono dalle televisioni
delle altre case
i risultati delle partite
di calcio.
Mentre lì a guardare la televisione
c’è un bambino che sognerà domani.
Allora, cercami ancora
nelle foto, nei pensieri di ieri
nel riposo della follia,
perfino fra le inutili parole.
Cercami ancora, nelle pallottole
che, segnano orme sulle gote,
nella polvere di un vecchio grammofono
tra le note, che si dileguano come aria.
Cercami ancora, nei rintocchi sordi
in dissenso, con il cuore
che soffre, per un’indolenza
dominata e mai nata.
Cercami nel tuo pensiero,
in quelle giornate
dove la malinconia ti prende,
cercami nelle parole d'amore
che sapevi ascoltare in silenzio
e ti scaldavano il cuore
lasciandoti senza respiro!
Se puoi cercami ancora
per assaporare quei baci
che scivolavano sulla pelle
insieme a quella carezza
che ti abbracciava
nelle tue notti insonni
quando il pensiero di quella donna
si perdeva nel tuo!
E allora cercami
se desideri ti invadono
per quell'amore
che scalda il cuor tuo
quando il gelo è dentro te!
Cercami ancora!
Una colombaia come alloggio
di luce crema intarsiata:
è così che allora ti vidi
appoggiata a una poesia.
Ma fu un attimo
prima di sera.
Ti hanno forse riportata al chiuso,
al sicuro dalle nubi sfiorite
per non arrossire
alle mie parole.
(2011)
Piccoli petali ad alveare.
La pioggia ristagna sulle panchine.
Fiori esplosi fuori dalla serra.
Il giardiniere ha i guanti azzurri.
Con le mani tien ferma la terra,
con la fantasia astrazioni,
nei suoi pensieri
fogliame di luna.
(2011)
fischiettando
aggiungerò la musica
non potrai sentire
la mia melodia
ormai sono oltre i tuoi passi
al di sopra vedo li sbagli
cantano insonorizzati
da te che non guardi
non senti
la dolcezza
dell'essenzialità
la paura dell'errore
è mia madre
mi accarezza
mi culla
con calma
con calma
ora posso vedere
il domani.
Sboccia un fiore
malgrado fuori piova
la speranza la trovi anche nel deserto.
Dopo infinite sofferenze scende la pioggia
per cancellare il male.
E' forse un Dio che piange
le sue lacrime colpiscono tutta la terra
e le zone più deboli del nostro animo.
Siamo solo di passaggio
ne capisco il messaggio
fuori c'è un'intralcio di gente e di passioni
come quando fuori piove.
“Il fiume Во́лга è agitato questa notte,
lo posso vedere muovere fra i tuoi capelli-
e come l’iridescenza di un aurora boreale,
così il tuo sguardo rapisce la mia mente
e rallenta il fluire del tempo.
Bolli l’acqua amore mio,
che sarà un inverno lungo.
Ci riscalderemo con spasimi di libertà,
con il tè verde e con il vino.
Con il tepore dei nostri corpi.
Ti amerò, ti accarezzerò, ti vezzeggerò,
mi specchierò nelle acque del fiume,
e toccandoti ti farò vibrare.
Il fiume Во́лга vigila sul nostro amore,
danza elegantemente fra sogno e realtà-
e come l’armonia di una primavera antica
così il tuo sospiro si impossesserà di me
insegnandomi il valore del tempo.
Bolli l’acqua amore mio,
che sarà un inverno lungo.
Ci riscalderemo con morsi di felicità,
con le zuppe e con il caffè.
con l’energia dei nostri baci.
Ti amerò, ti accarezzerò, ti vezzeggerò,
mi specchierò nelle acque del fiume,
e guardandoti mi abbandonerò alla gravità.
Sentirò il tuo polso, ed imparerò a scrivere canzoni
sul ritmo del tuo cuore.
E l’eco del nostro respiro si diffonderà
per tutta la madre terra, la tua Russia,
la nostra voce comune.
Mi guardo intorno, e sto sempre seguendo il fiume.
Anche se in fondo sono convinto di una cosa.
È lui che segue me-
Carlo




