Evviva Lei

ammaliatrice incallita

ti seduce

 poi  ti schianta la schiena

ti fa esplodere il cuore

con la gioia e il dolore che sa regalare

Ti  appare  improvvisa nel colore di un fiore

Nel vermiglio di una bacca nel bosco di neve

In un’ora d’amore

Nel sorriso che incroci per strada

Nelle risate tra amici

Nelle notti spese a sognare

Mentre lei fa la somma dei momenti sereni

e li aggiunge sul conto per farti pagare

 Evviva Lei

che t’innalza agli apogei di pensieri esaltati

di sentieri percorsi e appagati da dolci piaceri

Che improvvisa si volta

E ti sbatte all’inferno

E ti presenta la fine senza resto sul conto
 

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Profilo Autore: Rebecca  

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E la vita continua
nello scrosciare
dell'onde fra gli scogli,
sferzanti code
di fruste sui sassi.
Ed io qui, nei flutti...

Continua tra le foglie,
dove il vento si ritrova
e finalmente si accarezza,
dolce e placido.
Ed io, in perpetuo, lo respiro...

Continua
dove nascono le nuvole,
sopra le tue spalle
già volte
a commiato
dei miei desideri,
come un velo
portato in cielo
a ricamare
la mia vita.

Si è steso
sulla fredda
terra bruna... 

 

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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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non s’è accorto il mondo

che siamo caduti, tutti

 

chi prima, chi poi

più d’una volta

sagome vinte al suolo

 

e abbiamo visto

da impressioni in fuga

come tutto resta al suo posto

e noi giù a dar bracciate

 

umiliati gingilli

nel giro di rivoluzione

ci serriamo la vita

e quel po’ di massa

 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ho visto l'alba
in un mattino d'inverno
aveva i tuoi occhi
l'alba con colori tenui
che andavano
incontro al giorno.
Era freddo e il silenzio
parlava con parole
che leggevano il cuore.
Ho visto l'alba
dentro il tuo sorriso
un sorriso caldo
come il sole che
stava per sorgere.

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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Quando stanche le membra

obliano al tempo

e alla sua catena ,

in volo

l'animo s'alza

e con artigli di passero

spifferi di vento

accarezza ,

in su

fino alle stelle ,

e nel notturno eterno

coglie un pallido fiore

per la tomba

del suo corpo.



 

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Profilo Autore: FRA  

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Grazie Padre poiché mi hai salvato
Grazie Padre poiché mi hai perdonato
Grazie Padre poiché mi hai fatto figlia
Grazie Padre poiché mi hai aiutato sempre
Grazie Padre poiché mi hai dato tanti amici
Grazie Padre poiché mi hai allegrato
Grazie Padre poiché mi hai amato
Grazie Padre poiché mi hai lavato

 

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Profilo Autore: claudia montenegro  

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Fontane come stazioni di via crucis
tagliano la torta di neve,
le candeline pendono viola
lungo l'inerzia dei portici
e la collina grande dirigibile
che ci fa ancor più innamorare.

L'ora del sole gigante non ha orario
nei passi rispettosi dell'alba;
io e nessuno,
un tram fila imbiancato
nella fossa degli orsi.




(2011)

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Il vecchio e il bambino

sono amici lontani

si vedono per poco ma vanno per mano.

il passo del  bambino è lento e insicuro,

il vecchio lo guida

lo porta lontano,

il vecchio e il bambino

vanno per mano.

la vita scorre lenta e inesorabile

il bambino è cresciuto

il vecchio è andato ,

l’uomo di un tempo è sparito.

il bambino è cresciuto adesso è un uomo

il suo passo è sicuro  e tende la mano

ad un vecchio  abbandonato lontano.

l’uomo è invecchiato la vita è finita

il bambino è cresciuto

ma  tende la mano

per portare quel vecchio molto lontano

 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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E mi deludo
di parole non dette
di semplici gesti,
io che dono il paradiso
che si legge negli occhi.
E mi deludo
quando nelle parole
non leggo la trasparenza
quando non sono limpide
come l'azzurro di un cielo.
E mi deludo quando
dono il mio cuore 
un cuore che segue
solo un sentiero
che adesso sbarella
tra mille sentieri.

 
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Sogno ad occhi aperti

e non vi è più riposo

tra le mie dita

che scavano fango

 

il petto, squarciato

dalla tua voce

è temporale dell’anima

più dolce, del canto di luna

 

che, al cader della rugiada

soffia al vento, parole

tra i rami di ferro

dove vive la pazzia dei colori

 

dove, il sole tenue d’inverno

solca i mari per il tuo viso

in queste vuote mura

mai sazie di Te

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Quel dì remoto, in cui la tua Vita dedicasti,

fu un aspro giorno per l’imponente Arma,

                [alla quale giurasti fedeltà.

 

Oggi ancor, per noi Fratelli, son giorni mesti,

nel rimembrare il tuo Atto, che molti salvò

                              [dall’umana ostilità.

 

Sapessi Tu, amato Fratello maggiore,

quant’io t’ammiro, quale umile servitore.

 

Sapessi quante volte, nella solitudine, ho meditato

Sul tuo eminente gesto, che da sì grande cuor venne dettato,

chiedendomi se anch’io mi fossi con tal ardimento sacrificato.

 

Ma vivo non v’è pensier, sì puro e profondo,

che possa eguagliare il tuo Gesto, unico in questo mondo.

 

Ora che la Tua Dimora è lì, accanto al Supremo Dio,

Sei l’unico che può dall’Alto giudicar, Fratello mio,

se sulla Terra v’è ancor quel puro senso di bontà

oppur esiste solo un’ostinata malvagità.

 

Sol Tu puoi stimar dall’immensità dell’Universo,

in quanta ipocrisia e crudeltà questo mondo è immerso.

 

Oh Salvo, mio Fratello esemplare,

aiutami Tu in questa Vita a trionfare,

 

nel contrastar dell’Uomo la nequizia,

pregando che sulla Terra possa dominar soltanto la Giustizia.

 

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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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Prendo riprendo
riaccendo
spengo risplendo
risveglio.
Dico parole   
diranno che strano tipo                                                                                                                                                                                   
ma un  senso mi dice
che so cosa dico.
Apro pian piano
la porta del cuore
domani amore
sappiamo cosa fare.
Sveglio quel senso
amore fai piano
non riveliamo chi siamo.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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La neve di guerra sul comodino fra gli spiccioli di un'euro sconfitto.
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Profilo Autore: ralph danton  

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Sguardo vitreo velato da lacrime,
nodo alla gola...
Grido strozzato di disperazione......


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Profilo Autore: oscis*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

Questo autore ha pubblicato 51 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 

Alitano le bocche dei fossi

sui fianchi della strada

che al mattino si dispiega

tra la luce fioca della nebbia.

 

Così s'infonde, lieve,

la prima voce del giorno

come un profondo respiro

che inumidisce e colora

il viso pallido di seta.

 

Ma ormai la strada è un lungo

fiume: silenzioso fluisce.

E le ultime spighe di brina

fluttuano ai lati, inseguendo il vento,

impazzite e vivaci,

per dare ancora un saluto

alla stagione che fugge.

 

La foschia s'alza assieme al sole,

di continuo nasce e di continuo muore,

vago e  maestoso, l'orizzonte è un abbozzo

e io più non riconosco l'alba dal tramonto.

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Profilo Autore: marianna  

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