Evviva Lei
ammaliatrice incallita
ti seduce
poi ti schianta la schiena
ti fa esplodere il cuore
con la gioia e il dolore che sa regalare
Ti appare improvvisa nel colore di un fiore
Nel vermiglio di una bacca nel bosco di neve
In un’ora d’amore
Nel sorriso che incroci per strada
Nelle risate tra amici
Nelle notti spese a sognare
Mentre lei fa la somma dei momenti sereni
e li aggiunge sul conto per farti pagare
Evviva Lei
che t’innalza agli apogei di pensieri esaltati
di sentieri percorsi e appagati da dolci piaceri
Che improvvisa si volta
E ti sbatte all’inferno
E ti presenta la fine senza resto sul conto

E la vita continua
nello scrosciare
dell'onde fra gli scogli,
sferzanti code
di fruste sui sassi.
Ed io qui, nei flutti...
Continua tra le foglie,
dove il vento si ritrova
e finalmente si accarezza,
dolce e placido.
Ed io, in perpetuo, lo respiro...
Continua
dove nascono le nuvole,
sopra le tue spalle
già volte
a commiato
dei miei desideri,
come un velo
portato in cielo
a ricamare
la mia vita.
Si è steso
sulla fredda
terra bruna...
non s’è accorto il mondo
che siamo caduti, tutti
chi prima, chi poi
più d’una volta
sagome vinte al suolo
e abbiamo visto
da impressioni in fuga
come tutto resta al suo posto
e noi giù a dar bracciate
umiliati gingilli
nel giro di rivoluzione
ci serriamo la vita
e quel po’ di massa
Ho visto l'alba
in un mattino d'inverno
aveva i tuoi occhi
l'alba con colori tenui
che andavano
incontro al giorno.
Era freddo e il silenzio
parlava con parole
che leggevano il cuore.
Ho visto l'alba
dentro il tuo sorriso
un sorriso caldo
come il sole che
stava per sorgere.
Quando stanche le membra
obliano al tempo
e alla sua catena ,
in volo
l'animo s'alza
e con artigli di passero
spifferi di vento
accarezza ,
in su
fino alle stelle ,
e nel notturno eterno
coglie un pallido fiore
per la tomba
del suo corpo.
Grazie Padre poiché mi hai salvato
Grazie Padre poiché mi hai perdonato
Grazie Padre poiché mi hai fatto figlia
Grazie Padre poiché mi hai aiutato sempre
Grazie Padre poiché mi hai dato tanti amici
Grazie Padre poiché mi hai allegrato
Grazie Padre poiché mi hai amato
Grazie Padre poiché mi hai lavato
Fontane come stazioni di via crucis
tagliano la torta di neve,
le candeline pendono viola
lungo l'inerzia dei portici
e la collina grande dirigibile
che ci fa ancor più innamorare.
L'ora del sole gigante non ha orario
nei passi rispettosi dell'alba;
io e nessuno,
un tram fila imbiancato
nella fossa degli orsi.
(2011)
Il vecchio e il bambino
sono amici lontani
si vedono per poco ma vanno per mano.
il passo del bambino è lento e insicuro,
il vecchio lo guida
lo porta lontano,
il vecchio e il bambino
vanno per mano.
la vita scorre lenta e inesorabile
il bambino è cresciuto
il vecchio è andato ,
l’uomo di un tempo è sparito.
il bambino è cresciuto adesso è un uomo
il suo passo è sicuro e tende la mano
ad un vecchio abbandonato lontano.
l’uomo è invecchiato la vita è finita
il bambino è cresciuto
ma tende la mano
per portare quel vecchio molto lontano
E mi deludo
di parole non dette
di semplici gesti,
io che dono il paradiso
che si legge negli occhi.
E mi deludo
quando nelle parole
non leggo la trasparenza
quando non sono limpide
come l'azzurro di un cielo.
E mi deludo quando
dono il mio cuore
un cuore che segue
solo un sentiero
che adesso sbarella
tra mille sentieri.
Sogno ad occhi aperti
e non vi è più riposo
tra le mie dita
che scavano fango
il petto, squarciato
dalla tua voce
è temporale dell’anima
più dolce, del canto di luna
che, al cader della rugiada
soffia al vento, parole
tra i rami di ferro
dove vive la pazzia dei colori
dove, il sole tenue d’inverno
solca i mari per il tuo viso
in queste vuote mura
mai sazie di Te
Quel dì remoto, in cui la tua Vita dedicasti,
fu un aspro giorno per l’imponente Arma,
[alla quale giurasti fedeltà.
Oggi ancor, per noi Fratelli, son giorni mesti,
nel rimembrare il tuo Atto, che molti salvò
[dall’umana ostilità.
Sapessi Tu, amato Fratello maggiore,
quant’io t’ammiro, quale umile servitore.
Sapessi quante volte, nella solitudine, ho meditato
Sul tuo eminente gesto, che da sì grande cuor venne dettato,
chiedendomi se anch’io mi fossi con tal ardimento sacrificato.
Ma vivo non v’è pensier, sì puro e profondo,
che possa eguagliare il tuo Gesto, unico in questo mondo.
Ora che la Tua Dimora è lì, accanto al Supremo Dio,
Sei l’unico che può dall’Alto giudicar, Fratello mio,
se sulla Terra v’è ancor quel puro senso di bontà
oppur esiste solo un’ostinata malvagità.
Sol Tu puoi stimar dall’immensità dell’Universo,
in quanta ipocrisia e crudeltà questo mondo è immerso.
Oh Salvo, mio Fratello esemplare,
aiutami Tu in questa Vita a trionfare,
nel contrastar dell’Uomo la nequizia,
pregando che sulla Terra possa dominar soltanto la Giustizia.
Prendo riprendo
riaccendo
spengo risplendo
risveglio.
Dico parole
diranno che strano tipo
ma un senso mi dice
che so cosa dico.
Apro pian piano
la porta del cuore
domani amore
sappiamo cosa fare.
Sveglio quel senso
amore fai piano
non riveliamo chi siamo.










