Quel dì remoto, in cui la tua Vita dedicasti,
fu un aspro giorno per l’imponente Arma,
[alla quale giurasti fedeltà.
Oggi ancor, per noi Fratelli, son giorni mesti,
nel rimembrare il tuo Atto, che molti salvò
[dall’umana ostilità.
Sapessi Tu, amato Fratello maggiore,
quant’io t’ammiro, quale umile servitore.
Sapessi quante volte, nella solitudine, ho meditato
Sul tuo eminente gesto, che da sì grande cuor venne dettato,
chiedendomi se anch’io mi fossi con tal ardimento sacrificato.
Ma vivo non v’è pensier, sì puro e profondo,
che possa eguagliare il tuo Gesto, unico in questo mondo.
Ora che la Tua Dimora è lì, accanto al Supremo Dio,
Sei l’unico che può dall’Alto giudicar, Fratello mio,
se sulla Terra v’è ancor quel puro senso di bontà
oppur esiste solo un’ostinata malvagità.
Sol Tu puoi stimar dall’immensità dell’Universo,
in quanta ipocrisia e crudeltà questo mondo è immerso.
Oh Salvo, mio Fratello esemplare,
aiutami Tu in questa Vita a trionfare,
nel contrastar dell’Uomo la nequizia,
pregando che sulla Terra possa dominar soltanto la Giustizia.

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