questa notte sto fissando la luna
è piena....sorride
le stelle tocco con le mani
fantasia....
non andartene via
sei rimasta solo tu
salviamo questo mondo
che va a rotoli
sognare fa bene
a volte conviene
corriamo corriamo
il tempo non basta
non so che pensare
ma in fondo son stanco
voglio vivere un giorno da leone
mettendoci un pizzico di fantasia
fra milioni di stelle
voglio prenderne una
portarla con me ...porterà fortuna
ci vuole fantasia
anche a credere in questo
che aspettiamo
non facciamo confusione
salutando il presente
diciamo addio per sempre
e buona fortuna.
Sei quella donna
che ogni uomo vorrebbe
e dama
dentro e fuori.
Sei un dolce soffio di
pura essenza reale
attenderò impaziente
il tramonto
perché so che l'alba
sei te.
Sei linfa per il mio respiro
senza sarei sabbia
sarei deserto.
Sei uno stupendo tramonto
ed alba a venire.
Sei una luce immensa
che scalda le mie vene
per regalarti
le pulsazione
del mio cuore.
Saltello tra un tetto e una stella
L'uno ardente, l'altra fredda,
mentre il cielo plumbeo è morto
e l'aria diviene densa come gelatina
si attacca addosso e non vuol saperne di andar via
e ti tira giù
mordendoti e frenando i tuoi piedi per spingerti in basso.
Mordi con le dita la tegola di un tetto
e il freddo penetra le carni come amante non richiesto;
tutto ciò che hai da dire è l'urlo incoerente del dolore
con l'altra mano mozzata che gocciola dal basso
e la pozza del tuo icore che brama ciò resta di te
chiamandoti giù
Ora sei giù, e nulla ha più senso
le tue carni un vago ricordo d'uomo
dimentica ciò che sei, per ricordare il solo dolore
ben al di là dell'umana comprensione
ben al di là della ragione.
Porpora è
denso corollario
di labbra e bisogno
Doloroso
l'arco del ricordo
rotto da espansioni
Umido
gesto di aderenza
vibra tra le mani
L'incollo
pelle su pelle
all'ultima lacrima
Arduo
credere
nel fragore del respiro
che l'amore è fatto
Dormi ora
T'ho riscaldato
accanto
il posto
Piegato sotto l'ennesimo ricordo
descrivo la vita come
percorso di porte
dove piegare testa e spalle
è azione obbligata prima d'ogni stanza.
E si che ben ricordo
il tempo cui passavo di stanza in stanza
a schiena retta,
forse m'hanno solo ristretto le porte,
forse sono solo più cresciuto.
Costretti siamo
a danzare un limbo semieterno
prima d'avvolgersi
in bianche e fredde lenzuola.
Ripensando al cuscino di pizzo ornato
mi domando:
"chissà se sollevata la campana
anche i vermi ringraziano il cielo!"
ed ora chissà dove sarai
tu che mi guardavi
senza ridere mai
ti prendevi cura
dei miei problemi
e non volevi mai il resto
davi tutto di te stesso
per sentirti libera.
Ora sicuramente
sarai felice
forse amerai di meno
ma starai godendo
di più
per non soffrire più
un pò come me
che a volte
quando sono solo
credo ancora nell’amore.
pianterai quel semesarà desiderio d'amore.Giurerai eterna passionedarai vita a un fiorecrescerà col tempocon pioggia e ventoil sole ne asciugherà il sudore.Gusterai con voglia le delizie di quella donna,come fiume d'amoreinonderà il cuore saziandone la sete.Seme d'amorelo coltiverai con curafiorirà tra un mesescalderà l'ardoreaccendendo passione.
All’orizzonte
di questo nostro niente,
di questa specie che si crede eterna,
sale foschia, sale un fumo denso
di spiegazioni che hanno perso il senso,
Abbiamo acceso pericolosi fuochi,
perso per strada il senso di noi stessi,
allontanato le motivazioni,
scherzato come scherza chi non sa,
Ora siamo qui, davanti ai nostri figli,
siamo finiti, privi di parole,
ci consoliamo parlando di domani,
Ti nascondevano
eri emarginato
piangevi
e nessuno sentiva
in quel corridoio
che a un tunnel assomigliava
dalle ciglie piegate
dissolte dall'inverno
gelato
interessato
al giardino segreto
protagonista di favola
inventata
protetta
dall'intelligenza
approdata
su segno sofferente
rinato
per mezzo di passaggi
frettolosi
che spiegavano
amorevolmente la verità
di un tempo assiderato
Ed il poeta, d’innanzi al suo pubblico,
fissa una per una negli occhi le sue muse.
Il cambiamento,
avverrà dopo la sua prima parola.
La fine,
giungerà dopo le sue ultime decantazioni.
Si danza.
In cerchio al poeta,
lo si alimenta come un focolare.
Lui tace. Lui urla.
Esclama i pensieri di ogni suo spettatore,
ed immobile scuote il mondo.
Un mondo,
composto dalle persone presenti.
Loro porteranno avanti la sua missione.
Lui li guarderà. Sa che tutto verrà frainteso.
Una cascata sbagliata.
La rivolta culturale.
Basta che inizi.
In una notte come tante
una stella scese per me
solo per me.
Una stella che mi accecò
con la sua luce intensa.
Pensavo fosse la mia stella
allora l'ho abbracciata stretta
per paura che potesse
smarrirsi nel cielo
tra tutte le stelle.
E' rimasta con me
fino a quando una notte
mi lasciò sola
non c'era più nel cielo
e forse
non ha mai brillato per me!
Brucio. Fogli di carta che cadono sotto la pioggia.
Il menestrello, tranquillo, si gode la scena.
Suoni di zoccoli sull'asfalto,
preannunciano l'arrivo dell'atteso Sire.
Sabba gioiosi si preparano in suo onore,
con alcune accuse di paganesimo,
esso si troverà presto sul patibolo
per gentile concessione della clemenza.
Scroscii di applausi ed un suono di chitarra.
Brucio. Si scorge l'alba immaginaria dietro la pioggia.
Un mattino insolente & burrascoso.
I negozi si aprono,
il lavoro non può cessare, neanche per il menestrello.
Atteso ritorno per il Fauno sempre-verde,
concesso solo in giorni festivi.
L'ansia elaborata dai polmoni è cosa curiosa!
"Venite intorno e vi canterò l'accaduto!"
Urla il menestrello in piazza
"Stanotte è morta la leggenda dell'Uomo perduto,
che ingravidò la ragazza,
di un ricco borghese
senza tante pretese!"
Brucio. Fogli di carta asciugati al primo sole.
Anche la donna cannone
ha avuto le sue storie
cosi cantava Francesco De Gregori
per poi pensare alla balena Moby Dick
di Banco del Mutuo Soccorso
le loro storie come Elio e le Storie Tese
della Donna Cannolo e del "ce famo du spaghi"
come il suono di una sirena di 100 Kg
che mangia noccioline
per digerire!
E' venuta cosi questa filastrocca
non so chiudere con la rima
che nessuna me la tocchi!
Una corona ottagonale
svetta su torri vicine al silenzio,
nella pioggia fanti e stendardi,
una preghiera per ogni rogo.
C'è un rosario
che torna al mondo,
come un amore mai del tutto dimenticato.
Avrei tanta voglia dei tuoi baci,
ma non ho che brina,
sui guanti e sulle labbra.
Mistici quadri su cui cammino
sotto un portico di vergini uccise.
(2011)








