l'attenzione del padrone
intento a scrivere
sulla sua scrivania
al centro di un salone
dalle grandi dimensioni
che intimoriva la fragilità
di una fanciulla sfortunata
lasciata e adottata
in tenera età
cresciuta e innamorata
di un uomo
figlio
del padrone
incidono nel presente
che se ne andrà
a pascolare
sulle alture
del ricettario
scaduto
munito di agende
segrete
assillanti
interruzioni
dibattiti
instancabili
forzati
dagli scontenti
amanti del piacere
rivestito
in un bicchiere
svuotato
nei teatri
di cose perdute
sfiorando il pensier
e audace sale
nel suo labirinto
infernale
che s'innalza
abbandonando la nave
degli allori
costernati
a ridosso del mare
del divagare
proiettato
dal tempo
tiranno
con un solo desiderio
di essere bello
seduttore
clandestino
impregnato
d'amor
fantasioso
tra braccia
insaziabili
avvolte in vestaglie
trasparenti
profumate
di intense sensazioni
destinate
a evaporar
Credimi
se dico spesso
che sono stanco.
I miei occhi vedono
quanto e più di anni fa
ed è per questo
che si socchiudono
come a creare
fotogrammi unici,
adesso.
Le mie gambe
corrono meno
eppure sostengono
storia minuta,
quindi eroica
come quella di tutti.
Personale.
Colonne nate deboli
come palafitte
evolvendosi,
rafforzandosi poi
nel viaggio.
Credimi
se dico spesso
che sono forte.
Mi sono preso per mano
in tempi lontani
ed in luoghi ieri noti
e oggi dimenticati
e ti garantisco
che è stato faticoso
camminare a lungo
nella sabbia incerta
del credersi uomo,
costringersi a proseguire,
e poi proseguire ancora
fino ad esserlo.
Non credo esista
un viaggio più denso
di incognite
e trappole,
più intimo e
ferocemente mai concluso.
Un viaggio.
Nella più completa assenza
di istruzioni,
sicuri esempi,
indicazioni
almeno rassicuranti,
se non certe.
Credimi infine
se ti dico
che sono felice.
E perdonami
se sono privo di pudore
nel dirlo:
so che “non sta bene”
affermarlo
così esplicitamente.
E chiedimi,
momento per momento,
di regalarti
tutte le età della mia vita.
Io, adesso, le possiedo tutte
e sono rapidissimo,
finalmente,
nel passare da una all'altra.
Senza alcun vincolo di tempo
o di pensiero...
con te.
Abner Rossi
(25 Dicembre 2011)
questa vita
percorriamo
i nostri destini
e involontariamente
ci facciamo travolgere
dalla furia degli uragani
che aggrediscono gli occhi
distruggendo ogni cosa
stelle di cartone
che non valgono più
niente
nel bel mezzo della recessione
dello spartimento
delle acque
lasciate scivolare
sulle scogliere
asciugate
dagli amori
che ammirano
le gocce spensierate
in un viaggio
immaginario
Potrei possedere l’inverno viennese,
infiltrato fra pietre e prigioni barocche,
potrei vincere il gelo con lana e mantelli
respirare sapori che valgono storia
potrei cuocere zuppe e guardarti dormire
sorella gemella e ipnotica amante
potrei stringere in tasca un pezzo di te
vederlo brillare dopo i tanti natali
contare le auto avvezze alla neve
e stringer le spalle alle ombra malvagie.
Ma a Vienna non siamo mai stati
e il freddo è impiccato sul molo di Kingston.
Ti amerò di fronte al tango delle nuvole e al bolero delle stelle
o sotto il sole dei Caraibi, con il sapore della parchita.
Ti amerò sempre, con l’aggravante di una lucidità europea.
Potrei appoggiare l’orecchio sul cuore di Bach
sentire il calore di un rogo di streghe
potrei leggere favole curando l’accento
parlare da uomo e incantare i bambini
potrei prendere i treni che fuggon la notte
amore segreto, amore sfrontato
potrei essere in tema geografico
in luna scientifica e di umore pittorico
stappare bottiglie di vini d’annata
e lasciare cadere il cappotto.
Ma a Vienna non siamo mai stati
e il raspo è lontano dal sole di Haiti.
Ti amerò di fronte al “din don” delle campane e agli addobbi di natale
con le treccine di Tobago, come le capanne di Bridgetown.
Ti amerò sempre, con l’aggravante di una sensibilità ligustica.
Carlo
Tra le lacrime, posi un sorriso
colmando lo scenario di stelle felici
letto devoto di folle beltà
arricchito di parole d’azzurro.
Così, si affacciò lieta la vita
dimorando sull’erba l’ebbrezza
di giorni, affamati d’amore
scanditi scrivendo la passione
e legato ai tuoi giochi
avvolti da dolenti silenzi
tremante soffocai il pensiero
avvolgendo il vuoto, con un “TI AMO”.
Ubriaca barcolla
minuta la fiamma
fra l'aria tremante
e la notte gialla,
le scuote la testa
un sospiro lontano
si china veloce
si rialza pian piano ,
si specchia un po'
sulla cera ondeggiante
e lascia cadere
calde lacrime stanche ,
perché vede una luce
un'amica un amore
ma e' solo un riflesso
e ne può solo bruciare.
Così piangendo
mi guarda e mi chiede
un pugno di vento
e io allora soffiai
una volta
cento ,
soffiai ancora
e soffiai di nuovo ,
ma fra fumi densi
la luce rimase
e sol io mi spensi .
solo in sogno ci si può arrivare.
Sto provando sensazioni
non è facile spiegare.
Attraverso col pensiero
orizzonti senza fine.
Sto varcando confini
dal mondo assai distanti.
Ci son bimbi in girotondo,
girotondo intorno al mondo
ed in mezzo ci sto io.
Faccio i conti con me stesso
non riesco a darmi pace
in codesto girotondo.
Girotondo intorno al mondo
in questo sogno
ci si può arrivare
basta un pò di fantasia.....
Donne che incontriamo tutti giorni sempre ben vestite e profumate
son donne del duemila
speciali....
con le storie
i loro amori
donne con mille pensieri
le donne del duemila
costruiscono la vita da sole
senza trucchi ne inganni
donne che hanno imparato a graffiare
quando son trattate male
donne che sanno essere dolcissime
quando ricevono una rosa
perchè il loro amore è vero
le donne del duemila
sempre indaffarate
che lavorano....
donne che han sempre quel tocco in più
son donne del duemila
donne moderne.
Sulla riva del mare inizio a ballare
Sulla riva del mare gioisco.
Sono completamente innamorata di te
e ti regalo tutto il mio amore
tra il mare e le stelle.
Le rose ti donano un profumo
cosi, come il mare che ti dona l’aria primaverile,
dammi tutto il tuo amore
qui, tra il mare e le stelle.
Che ne sarà di voi
giovani pieni di vita
non vi danno
nessuna speranza
voi ragazzi con gli zaini pesanti
persi a studiare
nei banchi di scuola
per avere un futuro migliore
ma poi chissà come andrà a finire
che ne sarà di voi...
Giovani con voglia di fare
con questo lavoro precario.
C'è tanta passione nel cuore
ma poca strada da fare
non vi danno opportunità giovani piene di vita
farete senz'altro fatica,
ma non fermate la vita...
Come carne nella pelle
anima nell'anima,
abbracciami forte
fatti sentire
mordimi le labbra
voglio assaggiare quel fiore
fammi gustare il sapore
danzami sulla pelle
prendimi alle spalle
fammi ricordare
il tuo gustoso amore
dimmi che vuoi di più....
baciami come sai fare
intensa sensazione
m'assale....
non smetter di danzare
voglio sentirti mia
urlami forte amore
prendi il mio fiore!






