Forse un giorno
torneremo indietro
nella cicatrice di un inverno
in quelle notti senza lune
eravamo luce
eravamo il calore
che si espandeva sulle dune.
Forse splenderà il sole negli occhi
indicando ad una lacrima
la strada di ritorno
forse d’istinto abbasserai
lo sguardo
dipingendo sull’asfalto
un flash arrivato in ritardo.
In quell’immagine
vedrai l’oscuro negli
angoli smussati e accartocciati
dal tempo e dalla pioggia
vedrai l’inverno riflesso nei capelli
e una farfalla senza nome
sopravvissuta ai fiocchi
portandoli sulle ali
così fragili e belle.
Siamo foglie cadute
su panchine stanche
dei sospiri e del peso dei racconti
mulini a vento costruiti
nel cielo azzurro toccando i tramonti.
Gabbiani tra i capelli
mare dentro gli occhi
gli argini che fermavano il tempo
congelando i ricordi.
E poi abbraccerai il tuo oggi
mentre io sono già domani
non ho imparato ad aspettare
sfuggendo all’innocenza
in quel credere che tutto è
nelle mie mani.
Guardando le curve delle colline
saprai descrivermi
cominciando dal cuore
per poi fermarti
nel dolore rimasto
senza fiato
ero solo quello io
un cuore che tanto ti ha dato
un cuore che immensamente
ha amato.
++++++++++++++++++

Ti guardo che stai per morire
folla e colori di volti abbronzati
profumo di mare e sole alto
tra le magliette e i vestiti appesi
cerco qualcosa che non hai
poi mi ricordo che sei sempre nuda
perchè è più facile sognare
perchè il sudore dei nostri corpi
si attacchi meglio su noi...
...dietro le tende del bar
tra le granite e un gelato
con in mano il bicchiere
ascoltavi questa mia canzone
che usciva dal JUKE BOX del locale
e intanto cercavi pagliette e collane
da indossare ogni sera tu
perchè tu sei cosi
incantevole ebrezza sulla mia schiena
e ti vesti soltanto di me
in queste giornate d'estate
infuocate e vissute
Le bancarelle non hanno più quel sapore
di un anno fa quando soli andavamo a cercare qualcosa
che non era per noi
ed apparivi distante invece gia c'eri
eri vicina eri lontana
ma eri dentro i miei giorni
dentro i tramonti e dentro le ciliegie raccolte
nel giardino di fronte
dove ricordi c'eri tu che disegnavi sorrisi
d'intesa e sguardi d'autore e
ora è tutto più limpido
tutto più vero
dietro le auto ci sei tu
dietro i barconi nell'acqua
e non sei non sei non sei
amore breve di un'estate
bacio improvviso no
sei autunno sei estate
sei vita che inizia
e non smette di vivere
le bancarelle son chiuse
ho comprato l'amore ed un cappotto
ho comprato per te
ciò che sognavi da bambina
ciò che volevi nel giardino
quel che ti darò stanotte
cantando insieme canzoni d'amore
e adagiati tra gli scogli noi...
ti darò AMORE amore amore
amore amore amore...
+++++++++++++++
La sarta
Ricamo con lo sguardo l’aria.
Vento punge un pensiero.
Il filo si perde.
++++++++++++++++++
Ombre di latugga
Sentiero nelle orme di bava.
Casa vuota.
Lumaca nuda al sole.
++++++++++++++++++++
Tanka del pensiero.
Pensieri dimezzati tritati.
Mezza luna.
Ragione mutata
salsa impazzita.
++++++++++
Stelle
Acqua dolce, sensi allerta.
Disseta labbra nel fior di loto.
Spasmi di vita aprono la porta
verso l’eterno.
++++++++++++++++
Caro Alessandro t., nella mia poesia "Ti scrissi L'amore"commentando
mi hai lanciato una sfida ....ma sì la definirei simpatica.
Scrivere in tre versi immagini certo non è da tutti.
Ma io non ho mai detto e nemmeno pensato di essere brava,
scrivo da sempre parole unendole con il mio respiro.
Certo si può scrivere in tanti modi, io sono ritornata a scrivere come scrivevo da piccola,
senza pensare, senza badare e senza cercare parole ad effetto, per tanto tempo avevo smesso e le mie
poesie sono lunghe perchè ho tanto da dire evidentemente, non perchè io non sia capace di esprimermi
con pochi versi. Detto questo, ti ho scritto tre cose di sopra, giuro che è solo un modo per conoscersi
e sorridere, e visto che lo spazio è limitato mi sembrava ingiusto sprecare il mio per delle cose
che ho scritto per una sfida in pochi secondi.Spero che pur non piacendoti, ti portino almeno
un sorriso, quello anche senza versi resta il più bello. Un caro saluto e benvenuto anche da me
visto che finora non abbiamo avuto il piacere di conversare.
ad ogni fruscio mi sono persa
specchiata
nel tuo mondo permaloso
che cercava sicurezza
mai ritrovata
aprendo un cuore
non compreso
offeso nel suo dolore
partito per una destinazione
lontana
dal mare in burrasca
per la sua partenza frettolosa
troppo matura
per coronare
un amore
finito
Dammene uno, uno solo, e che sia vero!
“Peter, la calzamaglia ti va un po’ stretta,
hai delle mani dure di vita, delle cicatrici sotto la maglietta,
la barba incolta,
su togli il cappello che è estate
così che possa guardare i tuoi lunghi capelli...”
Ehi tu, mia piccola Wendy, mio piccolo desiderio,
diventeresti rossa e sanguineresti d’amore
se ti dicessi
che ho la barba e i capelli più lunghi
per cercar d’inseguirti ed infine piacerti?
Hai le guance un po’ rosse!
Colleghi ora il tempo in cui scelsi
la pelle dai gusti più forti,
i vestiti che porti, non proprio da Wendy,
e i tuoi capelli un po’ strani, più neri e più corti?
In te vedevo la stella per sentirmi a casa,
più alta o più bassa non conta,
per toccarla bastava pensare,
bastava un pensiero felice,
è scontato, bastava volare,
bastavi tu.
E ora? Te ne stai lontano?
Wendy cara, mi hai forse tradito?
Un bacio e una punta di ago
mi lasci per mano
uno straccio di seta per tuo vestito?
Wendy dolce, perché mi hai lasciato?
Hai più paura dell’ago
o del bacio vero che non ti ho rubato?
Wendy mia, sono triste,
due mesi è finita una storia,
Peter Pan che non vola
e che porta tre finti orecchini
e ha la barba tagliata,
oh Wendy mia che tristezza!
Me ne torno sull’isola che non c’è mai stata
col cuore che invecchia.
“Ragazzo, perché piangi?”
Non lo so. Una lacrima per ogni pensiero felice.
Sento nel cuore
un canto armonioso
gioioso leggiadro
come volo di farfalla
Vola l'anima
nella brezza leggera
verso lidi sereni,
mi chiedo perchè?
Gli affanni son sempre
vivi e presenti
eppur una melodia
sgorga dalla gola
non so trattenerla,
vai o dolce canto
nell'aria serenamente
a ristorar i cuori
altrui malati
di nostalgia
Il sorriso si sostituisce
alle lacrime
oggi è un giorno strano,
osservo il cielo azzurro
il sole mi acceca
caldo potente
nell'estate ormai giunta
in me sento amore,
amore per la natura
per gli uomini
per la vita
In fondo perchè
vestirmi di tristezza
ogni giorno
forse
che gli affanni svaniscono
come neve al sole?
Bramo indossare il color
serenità
aprire il cuore alla pace
il cammino affrontare
con baldanza
se ferite avrò
saprò guarirle
oggi canto,
canto alla vita
per me, per chi mi ama
e per voi tutti
che leggerete queste parole
La tua pelle al sole
Risplendeva limpida
Accecava gli occhi miei
Mentre ti guardavo
Le tue mani di sabbia
Toccarono il mio petto
Ardente non per il sole
Poi ci inseguimmo fino al mare
Per bagnarci le labbra e scambiandoci un bacio
Si fece più forte il sapore di te
E comprarti un gelato al gusto caffè
Dividerlo noi
Rincasammo nel pomeriggio
Decidemmo di farci l’amore
E tu con gli occhi chiedevi di più
Affannati e sudati ridemmo dicendoci “TI AMO”
Venne la sera
Ti vestivi di bianco e aspettavi me
Mi portavi a guardare i lampioni e com’era limpida la stagione
Mi insegnasti con gli occhi a parlarti per bene
E comprarti un gelato al gusto caffè
Dividerlo noi
Divertiti e complici dicendoci “ti amo”…
delicatamente
i gusti dell'amore
per entrare
nei desideri proibiti
che il piacere regala.
Piacere infinito
di fantasie d'amore
che si soffermano
dentro il paradiso,
di lui uomo,
che impazzisce
di un corpo morbido
assecondando
calde voglie
di donna
che lo trasportano,
fino a sfinirsi
di un frutto proibito
che a lei piace.
nell’inconscio
balaustre di fuochi,
frecce amare di luce
a fiumi negli occhi
Tu, le mani altrove,
randagio d’amore
maledetto mito di me
su lune straniere;
la nostra, spogliata
dà la schiena al coltello
piovono lamine,
-distacchi assoluti -
brilla perfido il blu
sgretolato
La ferita della notte
lancia un lamento ghiacciato,
è cruda la morte
dallo sguardo fisso











