come terra arida lungo le sue piogge
in quel dissolverti in me dolcemente
sotto un cielo che tanto ci ama .
Come torrenti lungo tortuosi percorsi
travolgo i giorni che passano lenti
e ti stringo nei miei orizzonti
laddove cielo e acqua danzano prepotenti.
Ti sogno amore
nello scrigno delle lune nascoste
tra timide stelle di rara bellezza
e ti invento in quegli attimi di pazzia
diventando sospiro da una tua carezza.
E ti racconto cuor mio lontano
di parole mai dette e di sorrisi mai nati
di albe sopite nell’assenza di te
e delle tue mani che mi donavano
giorni di gelsomino lungo i prati.
In quel passaggio di calore sulla pelle
riposano baci celati d’eterno
sta spirando l’anima mia
coprendo gli occhi d’inverno.
Sorvolo maestose vette innevate
cavalcando un rigido vento
e lascio orme di ali spezzate
saranno sepolte
sotto valanghe da un urlo
che io non sento.
E io tra piogge sulle ciglia folte
stanche di chi nulla più spera
chiusa nello scrigno delle lune
dell’ultima nostra primavera.
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Esaltando l’ego fondato sul niente, si arriva
al niente si resta e basta che sembri migliore
di ciò che è altrui, disinteressa solo il perché.
E non ci appartenga, questo lirismo ostentato
Stridente in ogni strascico, resta e basta, strega
in prossimità di retina, c’è giustizia in conflitto
purtroppo, il respiro non ha mai traduzione.
Preferisco il rumore assordante in ogni sua variazione
Al tuo mutismo orchestrato, in privato si mercificavano spettri
di gloria in frastuono si svergognavano nani e saldi eufemismi
cliente di te stesso in stasi ricadi e già dovrebbe essere stato.
Fino al silenzio che vuoi
Sai di letargo interrotto di colpo
di nervo che affiora sai, si brucia
di me, sai, d’intreccio che occulta.
Fino all’orgasmo che avrai
Detesto versificare l’odio ma mi tocca
spero poi tolga la mano e venga a me
in preda al panico di forme, la grazia.
Figlio non leggi
la stanchezza del cuore
e la luce riflessa
in quegli occhi di madre?
Se ti soffermi solo un istante
puoi vedere le tue primavere
nei suoi occhi e ogni alba
del tuo giorno.
Un giorno forse lontano
leggerai nei versi di poesia
che tu eri per lei
il respiro del giorno
e vita della sua vita,
che ogni parola
senza amore
la faceva morire
per poi rinascere
nel tuo sole.
Allora vorrai fermare il tempo
andare indietro per entrare
in quegli occhi di madre
regalare quel sorriso
tanto desiderato.
Mah figlio!
Come vedi
è arrivato l'inverno
il sole si è spento
c'era tanta stanchezza
nel cuore di madre!
Danza d’autunno
danzano muti
ballan leggiadri
i miei sogni perduti
presente e passato
incrociano i passi
balli anche tu
credevo mi amassi
parole scontate
di un giorno lontano
danza anche lui
e ti prende per mano
ci sono tutti
i volti di ieri
gli errori banali
e i foschi pesieri
guida lo stuolo
di perse occasioni
l’inerzia mia stolta
con occhi sornioni
scandisce il tempo
di questo rondo`
l’amaro riflesso
di ciò che sarò.
Torna la quiete
non s’ode frastuono
ti volti mi osservi
lo sguardo lontano
non so chi sei
ma ti prendo per mano.
“Sai che non cerco il comando.
Disorientato dal tuo duro sguardo
Dalla tua intelligenza
Mi perdo dentro a un bicchiere.”
L’uomo nuota a stento
Dentro il suo alcolico mare
La donna si lamenta
Guardandolo annegare.
All’uomo rimane la forza
Si aggrappa alla donna
trascina rabbioso
nell’oblio silenzioso.
In due si respira
in due si annega.
“Compagna di viaggio,
voglio da te una promessa :
se ritorno uomo
mi prometti che abbandoni le tue paure
e ti lasci andare tra le mie braccia
in un pianto di liberazione ? “
Il carnevale è finito.
l’indimenticabile sorriso,
Immenso come l’universo
il caldo cuore,
Espanso come il sole
il profondo intelletto,
Eccelso come la vita di un eremita
il nobile animo,
Radiosa come la luce
la dolce parola,
Lontana come il cielo
ma presente nell’intimo di chi
ti ha amata e ti ama
GRAZIA, mia adorata sorella,
solamente un rosa, anzi un fascio, oggi posso offrirti
da questo svagato e triste mondo,
ove tutto parla di te
ma di te
io e il mio cuore più non sentiamo
gioia varcare la porta.
soffia dall'orizzonte sulla spiaggia
e morde la tua pelle
io respiro te
sei aria limpida di gemme rare
sei sorriso e pazzia
sei follia e amore
quando il vento dell'EST
soffia leggero nella mia stanza
intravedo i tuoi sensi
e sogno di te
inebriante e immobile dolce
realtà
acqua antica di amore gia provato
mai consumato
e sei folla e primavera
sei autunno in fiore
e parte di me che resto in te
quando il vento dell'EST
passa in silenzio tra i lampioni della notte
e si spargono i profuni dell'estate
il lungomare colorato
limpido e immenso
resta in te
e tu sei follia ragione
sei amore in mente
sei breccia nel cuore
pioggia d'altre terre
amica mia
non ti lasciare ancora sola
cercando me
torna con te lascia me
l'estate tornerà
ma la vita è una falla tua
e segui il vento dell'EST...
Nel mantice
la voce
sparisce
a favore
del ferreo
rumore,
il corpo rinasce
malfermo
e stordito.
Intercomunicante passaggio
su un terrazzo
dall'odor di scintille
dov'è chiodato
il vento
alla galleria.
Strano stato
allucinato
del treno fascista
che urla
bucando il cuore
dell'Appennino.
Antico contenitore di verità,
che riveli le forme dei sentimenti,
in cambio dei miei soldi.
Quando ti porto a spasso
nelle ipocrite vie della città,
la gente disgusta la nostra presenza.
Rappresenti il marcio.
Bottiglia, custode del mio alterEgo.
inconfondibile aiuto
ti doni totalmente
non ti tiri indietro
soffermandoti
nei punti bisognosi
cerchi di essere presente
ogni volta che la sofferenza permane
e si fa sempre pù intensa
nell'anima avvilita
dove il fiato viene a mancare
e ci si vuole isolare
fermandosi a pensare
L’animo mio riarso
d’incanto tornò come
anni fa v’era parso
per grazia dell’amore.
Ma a lei non chiesi il nome
sul momento! Il chiarore
dava lustro alla sera,
incitava all’allegria.
Vidi la primavera,
poi in un lampo, scappò via.
30/11/1993

E' una goccia
in mezzo al mare
sul fondale
mi fa arrivare.
negli abissi,
a pelo d'acqua,
fra gli scogli,
lo rimandi.
il mare ha dimenticato le sue onde
la terra il suo germogliare
ed il cielo con i suoi colori.
Sia che dormiamo
sia che vegliamo
l'aurora e il tramonto
si fondano nell'amplesso del tempo......
navi, treni e aerei
viaggiano nel cuore della notte
e l'acqua, la terra e il cielo
s'abbracciano
nel vagabondare dell'uomo
silenzioso e inquieto.
Il nostro andare
incerto e senza meta
non dimentica
l'aver abbandonato
affetti nel pozzo del distacco
e ci arrampichiamo su scivolose pareti
di nostalgia
e la speranza abbiamo sepolto
nel sarcofano dei sogni perduti.
Dove siamo non sappiamo.....
ma tutto e tranquillo qui.
il mondo aionico
dell'eterno essere.
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Speriamo che questa nostra esperienza sia accolta con piacere...... Grazie. Franco e Francesco.











