Anni luce di percezioni
nel giardino dei giochi di ruolo delle stelle
che comprende stranieri
solo uno sguardo lontano da casa.
Si tratta di un universo estremamente intimo.
Esci.
Mettiti in ginocchio nel terreno.
Pianta fiori.
Quando guarderai le tue mani,
le stelle
brilleranno sotto le unghie come un segno
di qualche lavoro onesto cosmico ben-fatto.
d’occhi smarriti in fraseggio l’inerzia smussata nel trucco
accecante onori la posa scodinzolando nel fianco paterno
unto come il muso di fronte cola il sudore e libera lo sputo
dai tempi andati in cadenza si sbracciano nervi ed autorità
in zuppa ormai i polmoni sono ceci triti all’odore di menta
e d’hashish s’inebriano i ritmi di Rabat ed il fragore
dalla corte baldoria s’eleva in controtempo fin sopra
i tetti ammirano vacillanti bacini e parabole
d’umanità polveriera soffocata sul sintetico
darbuka
e nessuno a sottrarre violenza al mutismo.
“Piange il montone atteso dentro nel petto
del sacrificio essenziale del taglio”, rivolta
verso la stanza macello un continuo mirare
la promessa bavosa aggirarsi tra uteri nuovi
le mie dita in assolo, il tuo giacere abissale.
***
Questi versi sono nati durante la mia permanenza in Marocco mentre suonavo al matrimonio di Malika, diciasettenne promessa sposa ad un vecchio facoltoso bastardo.
Guardami
cogli dal mio sguardo
lame di luce
che d'amore parlano
Posa sul mio petto
il capo
ascolta i battiti del cuore
scandiscono le emozioni,
come l'orologio
il tempo che scorre
Dissetati delle stille salate
degli occhi miei
mutale in stelle
uccidendo il dolore
Accarezza la mia pelle
dai vita alla passione
sarò tua ancora
una volta è per mille
altre volte
Amami semplicemente
come solo tu sai fare
come solo tu mi sai
amare
Mi avevi,
come un soffio
intrappolata tra le rocce
mi avevi tra le braccia,
mi hai assaporata tra le labbra
mi hai accarezzata mentre
sbocciavo per te lentamente
in una danza tra le gocce
mi trasformavo sentendoti nel ventre
Mi avevi, mi amavi
e poi dimenticavi
chi sono io ora
e cosa sarò se non il vento
che ti terrà sveglio nella notte
sibili tra le dita
e dolore che non sento
ma io pulso ancora
in questa via infinita
sarò l’amore
nei fiori di ciliegio
mi trasformerò
in mille fiori avidi di calore
sarò l’amore
soffio di emozioni
petali aperti
senza inibizioni
e sarò amore
nell’essenza di mille rose
e loto sensuale
sarò la primavera
nello sguardo velato
di amore
sarò avrò
amore
e tu…
la neve in un inverno dimenticato.
Nei tormenti delle tue notti
diventerò bucaneve
per attraversarti il cuore
mentre il mio batte
in una danza
che non muore
quella della speranza
in un corpo che si muove sinuoso
tra alberi prendendo i colori
della mia primavera
sarò ovunque e ovunque
mi sentirai…sono profumo vero di fiori.
Hai mai visto il polline
bagnato di desideri sinceri
hai mai visto un giardino
dove balla il vento nudo
dove non esiste ieri
e domani è solo un cammino
che io assopisco
con il nettare del mio vino
bevimi e stai lontano
dal calore mio
ti scioglierai , ancora non lo sai
sono amore
leggimi sulla tua mano
aprila e mi vedrai.
++++++++++++++++
Da ormai oltre cinqu'anni
mi tieni su il pensiero,
mischiando al desiderio
un poco di profitto.
Spacciandolo per allegro
quel pezzo sconosciuto
racconti quella parte
che più di te mi piace.
Montagne di Sale cresciute alle spalle,
Bicchiere sempre colmo al seno,
li pronto a ricordargli
che se batte troppo forte
sai farlo rallentare.
se non facciamo uno sforzo
ognuno deve provvedere
al proprio sostentamento
guardarsi dentro
interiormente
rivedendo i propri bilanci
e mantenere un certo equilibrio
almeno io è quello che penso
quando la paura prende
il sopravvento
e si perdeva in quella notizia
di una paziente greca
che non trovava il suo farmaco
della vita
malata di cancro
nel paese colpito
dal crollo monetario
senza prospettive sicure
per la propria popolazione
Lume mio
danzandomi gli occhi nel dolore
dove bruciano le gocce
ardente cera copre mente e cuore.
Mille volte ti pregavo in
mille volti mi trasformavo
nel viale della sofferenza
mi hai mandato
destino mio
l’amore vero io ho trovato
Nella dolcezza vile
e l’illusione m’abbracciavi
onor a te
che mi pugnalavi
con crudeltà
mentre m’accarezzavi
nel sorriso mio
guardandomi negli occhi
morivo …
e io che credevo
mi salvassi.
Come due piume
in volo ci hai portati
ci siamo ciecamente di te fidati
cosa sei destino tu
se due angeli
con cuor in mano
pregandoti
hai
abbandonati.
Se avaro eri di amore
perché da me sei arrivato
e hai acceso quel lume
nelle notti aspettato
che ora non riflette più
il mio sguardo
nel rovo delle delusioni
raggomitolato
e poi bruciato.
Foglie asfissiate
coprono l’anima
rimasta orfana di emozioni
fedeli restano al mio pianto
soffocando lentamente
gemiti e dolori
nello spartito mio
dove non nasceranno
mai
più speranze e suoni.
++++++++++++++++
Il superfluo abita nei ripiani del frigorifero
nella voglia di eccedere per dimenticare
nelle fobie perverse< il dire insieme al fare
nel mezzo che cè...>
sono la sorpresa dell'ovino kinder quella stupida ma inattesa
sono il numero sul celluare anonimo
la pubblicità che odia gli sprechi; la voce fuoricampo che semina idee
sono la ciotola vuota, nelle mani dello spreco
sono il latte che i seni negano
sono la vipera sotto i cuscini mordidi
il mostro che esce dal vostro di più, quello che vi eccita
sono il bambino adottato a distanza che vi manda una foto
che vi ringrazia in silenzio
sono i cereali croccanti al mattino
nella tazza colorata
nel sacco dell'immondezza la voce che urla
apro l'ovino contento per una nuova sorpresa
spogliatevi dagli strati inutili
dipingete un sole con i raggi lunghi
due occhi
una bocca
come eravate felici
sarete felici
accaparratevi del dolore di chi soffre
sarà un regalo
al vostro cuore
la sorpresina sarà incommensurabile
ora vi racconto la mia.
Nell'attesa del tuo grido
immagino i tuoi occhi
e non sò spiegarmi questa forza nuova che muta
il cuore esplodeva oggi alle cinque
quando dalla tua e un po mia bocca
<babbo aspettiamo un figlio>
nonno sarò nonno
un non so che ha colorato la mia anima
l'ha alzata, nell'orecchio mi ha sussurrato
questo è il mio regalo
la tua cura rinasci...
lacrime cosi belle luccicavano nel cadere
mi sentivo ripulito fresco nuovo
conterò i minuti per i tuoi occhi
scriverò per raccontarti tuo nonno
le sue paure i suoi sbagli il suo cuore
ma non scriverò nemmeno una parola sul dolore
perchè è fuggito oggi da me
e se i miei occhi non vedranno i tuoi
rinascero orsacchiotto
tuo nonno.
Cavalcavi il cavallo d'acciaio
docile sotto la tua guida
diventavi un tutt'uno
con le due ruote
uno spettacolo guardarti
ameno e da brividi
La consapevolezza
del rischiare la vita
ogni volta
non sminuiva la gioia
la voglia di vittoria
non solo in gara
ma nella vita
Un giovane come tanti
esente dal male del successo,
verso il prossimo volgevi il cuore,
in silenzio senza pubblicità
aiutavi chi meno di te
era nato sotto una buona stella
Già …. una buona stella
che smise di brillare
troppo presto
proprio come te dolce
giovane cavaliere,
una stella che si spense
lasciandoti sull'asfalto
senza respiro
senza ricordi
i capelli rossi adagiati
a terra come un manto
Oggi un posto vuoto
alla griglia di partenza
di ogni circuito
non più il tuo sorriso
dal sapore di bambino felice
la tua zazzera al vento
infilata sotto il casco a fatica
Un posto che vuoto resterà
per sempre
perchè il SIC era uno solo
unico eri tu
che ora cavalchi il tuo cavallo d'acciaio
tra le nuvole del cielo
dove non puoi morire più
dove i tuoi capelli rossi
sono liberi di incorniciare il tuo
bel viso, ed il tuo sorriso
mai si spegnerà
“VAI SIC INSEGNA AGLI ANGELI AD IMPENNARE”
sarai sempre con noi
(SONETTO CONTINUO)
Struttura rimica :ABAB ABAB BAB ABA (endecasillabi)
Poesia racchiudi in te il senso
d’amore d’odio di storia di vita
così ti sento senza ch’io ti penso
emozione in musica vestita.
Del ciel racchiudi l’orizzonte immenso
dal mare raccogli odor di vita
traducendo in una frase il senso
Immagine d’amor, pietra scolpita .
Così rivedo te dolce smarrita
solo un momento d’ amore denso
destinato a finir su salita.
Stanco di poetare di nuovo penso
Mente malata ingorgo avvita
Incubo mi porti nero intenso.
N.B.
Il sonetto è un tipico componimento della letteratura italiana; nella sua forma più tipica è strutturato in quattordici Endecasillabi così composti :
- Una fronte, di due quartine a rima alternata o incrociata.
- Una Sirma , di due terzine a rima varia.
Guardami dentro le cicatrici
tocca con mano il mio dolore
fammi addormentare nel racconto
di favole dove il bene salvi il male
Guardami con occhi d'anima
come si fa con chi si ama
ricoprimi di petali di parole
nude all'alba, vestite di sole
Guardami nella foto dei vorrei
baciandone i contorni , ci sei
come cieco inizia a toccare i punti
unendoli in soave paradiso di sensi
Ecco ora cerca il limite dell'incontro
spingiti ardito fino in fondo
raccogli le viole del pensiero
perchè possano fiorire sul mio sentiero.
Guardami con occhi nuovi
ubriaco di folli emozioni
attraverso le quali nuotare
fino a me nel mio a...mare.







