Il mattino s’alza in volo
su poggi e radure.

Una leggera nebbia
si sfalda, senza contorni,
nella quieta sonnolenza
delle campagne.

Pensieri e sogni,
come desideri abortiti, 
rimangono sospesi
tra la bruma e il mattino.



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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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A sera
Riordinati i pensieri
E raccolti i sospiri
Dimentico di gioie e dolori
Di tutta un’intera giornata
Mi chiudo sereno
A pregare con l’animo in pace.
Pregando ricordo la crisi
Il lavoro che manca
I giovani vuoti
Gli ammalati e derelitti
I vecchi che vivono afflitti
Lontani da tutto e da tutti;
Per quelli che stanno vicini
E per quelli che stanno lontani,
Gli affetti scolpiti nel cuore,
I figli, la dolce famiglia,
Ma poi alla fine ritrovo
La pace serena
Con l’ultima sola preghiera
Che dedico prima del sonno
A mio padre e mia madre.  
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Questa poesia risale al periodo in cui mi divertivo a dedicare versi agli oggetti più disparati, usandoli come allegoria. Ovviamente si tratta di …
 
STORIA DI UNA BIONDA
 
Così slanciato,
con quel suo metallico luccichio
era diverso da tutti gli altri.
Fu subito fuoco.
Fu subito incendio
ed io bruciavo per lui.
Ma sparì.
Io bruciavo, bruciavo...
Ardente era il mio desiderio
di vederlo ancora.
L'attesa sembrò eterna,
poi inutile.
Soltanto quando la mia vita
si stava spegnendo
lo rividi con altre bionde
che si accendevano per lui
come io stessa feci
quella prima volta
che ci incontrammo.
Fu solo allora
che mi resi conto
della mia vita andata in fumo,
spirali che volteggiavano nell'aria
e poi sparivano.
Poco male.
Fra le sue mani,
della sua bocca ho vissuto.
Altre,
in qualche parte dimenticate,
non hanno vissuto quest'amore.
Io invece amai, bruciai.
Ora non più.
 
 
 
…una sigaretta.
 
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Profilo Autore: Renato Dentice d'Accadia  

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E oggi cosa m’invento
come m’inganno?
Ieri appoggiato
con i gomiti sul davanzale
ho sognato di volare
ho contato tutte le stelle
ho immaginato di essere un Dio
e per un attimo ci ho pure creduto
mi sono entusiasmato, esaltato
ma quando qualcuno mi ha servito
un vino annacquato, ho capito
che era giunta l’ora di rientrare la testa
nelle tarme della mia esistenza.
E allora cosa m’invento?
Mi provoco un orgasmo
magari allo specchio
mentre ammiro la mia virilità
o forse è meglio che urlo
per non morire di normalità
oppure sputo in questo foglio bianco
cazzate e oscenità.
Qualcosa però mi devo inventare
qualsiasi cosa,
potrei saltare, bere, ballare,amare
ma devo continuare a barare
barare a me stesso che conosco le carte
e non riesco a fottermi
nemmeno quando mi giro
cercando l’alibi dall’altra parte.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Calma apparente 
in quel gutturale lamento
Sembrianze trasparenti
di spettri che volteggiano
confondendosi nel sogno
Non fu più sogno nell'attimo in cui
siepi ed alberi si confondono
dove le cime sono coniche
e dove il silenzio è silenzio

Da lì in vista i pianeti
che danzano in quell'accogliente
spazio chiamato "di benvenuto"
Leggera sorridi avanzando
nella pace della non materia
Lacrimano i tuoi occhi
per quel lascito prezioso
che in quell'acuto dolore
ti ha strappato a loro.

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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...eri tra le mie braccia, c'eri
ora ognuno per se, soli
noi raggianti, con gli sguardi fieri
eravamo insieme... ieri..

...mi stringevi, forte, ai tuoi seni
ora mi sento, perso e vuoto, mi credi
noi trasparenti, noi... così sinceri
a pensarci... era solo ieri...

...prima piangevi, poi mi baciavi
e nascondevi la faccia, tra le mie mani
poi sorridevi, poi... mi guardavi
e mi chiedevi... cosa faremo domani...

...eri tra le mie braccia, giuro c'eri
io non ti ho risposto, ma tu già sapevi
che l'indomani, sarebbero, tornati quei pensieri
eppure eravamo insieme, appena ieri...

eppure eravamo insieme...soltanto ieri...

 

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Quel giorno che deciderò di fare un giro dentro il corpo umano
sarà sicuramente dentro il mio e non in quello di un estraneo.
Non poco m'incuriosisce quel che succede dentro questa pelle
e molte volte mi sbigottisce il trambusto e ogni cosa che espelle.
Quel giorno che lo farò, dovrò per forza entrare da un orifizio
tanti ne abbiamo sparsi, alcuni nascosti per pudore, altri per vizio.
E voglio entrare da un posto dove è normale e più frequente uscire
ma che qui non oso nominare per non turbare gli animi d'amici puritani
quindi mi limito ad accennare che ha un'assonanza con la parola amo
si trova in basso tra lo scroto e l'osso sacro, ma non per quello lo preghiamo.
E' da lì che voglio entrare e cominciare la mia bella passeggiata
speriamo che quel giorno fili tutto liscio e che sia giornata tranquilla e profumata.
Entrerò fischiettando come se nulla fosse, ho esperienze, ma nel settore sono inetto
spalle larghe e torcia in mano, m'incamminerò imboccando il pertugio, quello retto.
Mi coprirò per benino, mi han detto che da quelli parti tira una brutta aria
e se qualche organo si ribellasse, lo tranquillizzerò dicendo che sono lì solo per guardare,
sono lì per sfiorare il perfetto meccanismo, che fa si che io sia perfetto come un Dio
ed estasiato chiederò al più attento e comprensivo: ma questo, è tutto mio?
Avanti, senza perdere tempo entrerò nel tunnel oscuro dell'addome
voglio toccare milza, fegato, rene e mi spingerò fino a sfiorare anche il polmone.
Adesso sì che tira un'altra aria e non manca nemmeno l'iperventilazione
mi spiegano che è tutto naturale se un estraneo gira indisturbato, è fifa, è commozione.
E quando all'improvviso m'apparirà il grande Re, cuore di leone
mi fermerò per ore ad ammirare questo strano muscolo campione
che da fuori immaginavo un toro scatenato e invece è un cucciolo che pompa tanto amore
e m'incanterò come al Louvre davanti alla Gioconda, io spettatore del mio dolce motore.
Quando sarà ora di uscire, lo farò a capo chino, ma ricorderò per sempre quella passeggiata
un'avventura che cominciò per sfida, per intrigo, dal mio primo tratto d'intestino
dal quel buco troppo bistrattato.

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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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La dolcezza del primo mattino
Ha il tuo nome scritto nel cielo
Azzurro di puro tepore
Carezza quest’anima mia
Mi volgo a cercare lontano
Quel briciolo di fantasia
Ma il sogno del tuo dolce nome
M’illumina gli occhi e contento
Respiro  e sorrido alla vita.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Stringere fra le mani
il nulla
fino a farsi sanguinare
senza sentir dolore,
e respirarti
nell'assenza
e sentirti
nello scorrere lento 
delle ore,
mentre il vento gioca 
sulle foglie
cadono senza far rumore,
e sento la tua ombra
come alito sul collo
e mi soffermo,
sugli spigoli appuntiti
del dolore.
 
Sapremo un giorno
andare oltre.
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Verso il cielo si alzano
i petali dell'upupa
gli aneliti
rametti di gemme
ancora non visibili

gli occhielli alati delle "elle"
delle "bi"
delle "ti" con il loro sfrecciante sottile becco di reginella,
arcuati, d'avocetta,
tutti a guardare in su verso il mistero
di quanto l'uomo sia perfetto.

A capo
la scala discende,
ti tengo per mano
la carta si distacca dalla pelle malata,
i pozzi dei gomiti delle "gi"
sono colmi di fumo denso
di ciglia aggrottate
agglomerate al peggio
che andiamo
a volte avidamente
cercando.



 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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annunciami al tuo cuore...mia Regina
ho per te doni di fortuna
un fiore di campagna
un simbolo di natura
e una frase d'amore
...nell'armatura

annunciami al tuo cuore...mia Regina
tutta la terra che possiedi
è nulla in confronto

ai passi che faranno
i nostri piedi
in terra di sogni
e di poeti

c'è un altro regno
ora non mi credi
ma non ha
ne mura e ne cancello
ne guardie, ne sparvieri
ne torri di castello...

dove tutto ciò che conta
è l'amore..

...basta quello!

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Le cose che ho fatto
Dimostrano che esisto
Io cado e insisto
 
Le cose che dimentico
Dimostrano in astratto
Che di nulla sono fatto
 
Le cose migliori
Le ho lasciate a domani
Si annidano tra le mie mani
 
Sono stato lontano dal sole
Sono stato un profeta del buio
Un archetipo tra le parole
 
In mezzo a mille passaggi
Vicino a niente
Ovunque nei paraggi
 
Le cose che ho fatto da un mese
Hanno un nome
Non hanno pretese
 
Le cose che ho fatto in un giorno
Sono tempere già sciolte
E spogliate dell’intorno
 
Le cose che ho scritto
Si impongono per il tono
Non significano affatto
Non trascendono
Si trattengono
Si assaporano al tatto
Si colorano col suono
Il rumore cade. Fitto.
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Profilo Autore: Matteo Baseggio  

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E' durata solo un attimo
uno scatto di vita
rubato al tempo
muti immobili pensieri
mentre la città sotto di noi
continua inutile il suo giro
tu sei quella che eri
rara clemenza
concessa dai giorni
che scorrono
su corpi appesi
ad un'emozione
alle speranze
di illusori ritorni

Ma che ritorni non sono

pallide istantanee
di una storia ingiallita
avvolte nel libro della memoria
scivolano impolverate
dalle dita di una mano
e due visi abbracciati
sbiadiscono
nel vortice del tempo.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Pian piano

avanza

l'onda sulla riva di sabbia,

schiumosa nasconde la riva

che timida e poi cocciuta

s'arretra s'oppone al suo

impulso giovanile di penetrarla.

 
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Profilo Autore: Francesco Falconetti  

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Il fumo della sigaretta disegna nell'aria
cerchi e linee deformate
che m'incuriosisce osservare
e la stanchezza della giornata si fa sentire

E intanto il tempo scorre noncurante
quel ticchettare dell'orologio
sviolina una monotona melodia
aspetto invano
rilassata sul divano
il ritorno dell'energico potere
ma sprofondo al cospetto di Morfeo

Mi accoglie a braccia aperte e sorridendo
mentre la notte avanza e vive
di stelle brillanti e silente gelido alitare alla luna
tonda e pallida
che i sogni ama vegliare

Delle ombre si muovono nel vento
portando al passo un frenetico andare
e volo in alto senza ali
verso il sole
oltre il mare
sfiorando nuvole di ciniglia con le dita
e quel senso di libertà mi cattura
in simbiosi
con calma e tranquillità dell'anima
che m'invadono completamente
la serenità è palpabile
e mi porta più lontano

Piano piano improvvisamente
rallenta il volo
e poi mi frena del tutto un pensiero strano
che dal basso si aggrappa alla caviglia
mi porta giù precipitando nel vuoto
è veloce la caduta

Immagini distorte si aggrovigliano
intorno a me
e dopo un urlo di panico
sono ferma
mi guardo intorno sbalordita
e sul divano mi ritrovo ansimante

Ripensando alla caduta dopo il volo
tutto torna al suo posto
e senza indugio ma ridendo
a Morfeo dedico un colorito soliloquio
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Profilo Autore: Anna  

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