L’amore vero
Lei mi ha cercato molto più in là
Di ogni altro concetto o pregiudizio
Lei mi ha donato la sua libertà
La gioia vera, non solo un indizio
Mi ha cercato fra le onde del mare
Il mio sorriso per lei aveva colore
Si trasformava di notte per fare l’amore
Ed annusava tra le sue mani, il mio odore
Io la ricordo come se fosse qui, ancora, adesso
Sento il suo piacere esplodermi addosso
E nelle notti nascosti nel nostro cielo
Fatto solo da due stelle, noi pensammo… fosse vero…
pensammo forse è vero…
…amore…
Se lei saprà
di miti zoccoli nella neve
e di uno scroscio di oche,
un ramo rosso
a tenerle a bada
se lei saprà
stare in silenzio fissa
con occhi poveri
d'azzurro-cardo
lei saprà
rispondermi
aspettando,
e darmi lo specchio
tanto cercato.
che castiga ogni pulsione animalesca
E’ come un maglione che sa
di sapone di Marsiglia
di biancheria nera
di un peccato innocente che non arriva mai
E’ come in un velluto macchiato
ci si perde di nascosto.
i pensieri più belli
di un piccolo sogno
hanno trascinato
in balia di un'improvvisa tempesta
brandelli di cielo
tra le onde increspate
dei sentimenti
relitti infranti sulla riva
Parole infilate fuori posto
in collisione col suo dire
hanno lasciato che il velo cadesse
e mostrasse il suo io
insieme alla convinzione
del sicuro nascondiglio
scovato
Le sensazioni hanno conferma
è una delusione annunciata
tra i pensieri trafugati
e fa luce su detriti taglienti
Dolenti goccie di sale brillano silenziose
e un pò di tristezza
scivola lenta e abbraccia
un cuore ormai stanco di dissapori
Lieve e lento ora è il sereno
ma ci sarà ancora
coi ticchettii del tempo
un nuovo vento riparatore
che come sempre
porterà lontano
le ceneri e le nuvole
e pensieri riscaldati dal sole
saneranno puntualmente le ferite
Quasi lo ascolta.
Non resiste ai suoi occhi.
Lo accarezza.
Avverte il suo amore sincero
che non lascia spazio a bisogni,
in quell’attimo immenso
mentre il mondo
che li ha lasciati soli
perde con i loro gesti
il sale della vita.
Fra bianche case,
desolate strade,
gente distratta,
nascosti dal sole
si scaldano l’anima stanca
un uomo ed un cane
dimenticati.
Questo germoglio di asfalto
e questo freddo continentale
si nascondono nella mia mano,
quella più grande, quella spenta.
Questa distesa di gelo viola e blu
e il giallo acido del mio dito indice,
raccolgono opinioni troppo fredde;
ormai perse nella morsa del ghiaccio.
Prova a cambiare il corso degli eventi,
se vuoi, e ci allontaneremo di nuovo:
oltre il settimo grado di separazione,
fino all'ottavo, al nono, al decimo.
Sono partito dal grande disegno
della mia mano, quella diaccia,
per arrivare al dettaglio cupo
di tessuti più intimi e spenti;
dove il silenzio ci spiega
l'unicità dell'esistenza.
A.A.A.
Offro al miglior offerente
un conto corrente in rosso perenne
due assegni bancari posdatati
e cinque cambiali protestate
siccome siamo nel mese di strenne
vi cedo tre azioni che non valgono niente.
A.A.A
Cedo in comodato d'uso
una bottega artigiana ben avviata
ammetto, il lavoro è leggermente pesante
ma in compenso soddisfacente
oppure accetto lo scambio alla pari
con l'alcova di una puttana di strada.
A.A.A.
Vendo appartamento luminoso
con mutuo a tasso bloccato
libero da subito ma ipotecato
ci lascio pure le piante innaffiate
e l'abbonamento a Sky già pagato.
Vendo pure nello stesso lotto
una cantina di un metro quadrato
locale un po' stretto ma ben arredato
ideale per un cinese o un disoccupato.
A.A.A
Vendo auto con tutte le rate
finanziamento di Banca Ducato
l'albero magico al profumo di pino
lo lascio attaccato al finestrino
questo è un regalo per il danno subito.
A.A.A.
Vendo una moglie senza più voglie
in aggiunta ci metto l'amante
e se non vi offendete anche le mie mutande
non mi date del pazzo se compreso nel prezzo
ci metto un rene e pure il mio pene
però di quello solo un pezzetto.
E poi in blocco
e vi giuro che non è un pacco
una carta per gli acquisti prepagata
una Viacard per l'autostrada
cento tessere raccogli punti
e ci metto pure due film porno
ma haimè questi sono un po' spinti
un lucida labbra e un candelabro
una porta blindata e la mia migliore cazzata
le mie poesie e tutte le mie idiozie
un disco al vinile di Massimo Priviero
Non ci credete? È tutto vero...
Infine cerco
magari in cambio di tutto questo e in blocco
un angolo di mondo dove non sarò più coinvolto
in tutta questa melma che sembrerebbe una favola
e invece è un modo di vivere reale
una regola, una trappola...da dove è impossibile fuggire...
fiumi senza nomi
nelle terre aride
sono così i giovani
in forma di crisalide
hanno per nemici i giorni
e si sentono vittime del mondo
hanno auricolari e sigarette a turni
e moderni cavalli a dondolo
sui quali sfrecciano nei pomeriggi
alcuni si fermano e si baciano
ben nascosti nei parcheggi
dove come bestie, braccate, si rifugiano
i giovani d'oggi, non hanno pensieri
ma hanno più sogni, più sogni di ieri...
i giovani d'oggi, sembra non abbian pensieri
ma hanno più sogni, più sogni di ieri.
luce è vita
è energia trasparente
è la speranza di un momento da vivere
con i nostri sogni e
le nostre realtà.
Luce è la purezza della nostra anima
A te tanta luce
ci sia sempre in ogni momento
e per te anima mia il sole
splenda e…
anche un raggio di sole
ti faccia compagnia… sempre!!!
Adesso non ci sei
la tua anima
se ne è andata
accumulando
l'incertezza di una vita
spesa male
L'hai ridotta a brandelli
nei ricordi sempre accesi
con la fermezza dei tuoi sbagli
e delle tue illusioni
che hanno distrutto l'amore
che viaggia spesso
nel suo passato
che non dimenticherà mai
portandoselo appresso
con i suoi bagagli
di perenni, eterni pensieri
una pinza che strappa via il dente
senza anestesia
l'unghia estirpata per tortura
prende lo stomaco
lo attorciglia cartoccio vuoto
di caldarroste sulle piazze
E' un grido muto
che trapassa il cielo
fulmine luminoso
trafigge la mente come
una freccia scagliata
da un arciere venuto dall'Inferno
E' labirinto dove non esiste
Filo di Arianna per venirne fuori
un coltello rovente
che rigira in una piaga aperta
nessun unguento la rimarginerà
E' così la mia sofferenza
ogni giorno ogni attimo
ogni pensiero di te
eppure vivo, respiro, rido e piango
vado a far la spesa e colazione al bar
lo faccio per me, lo faccio per te
finchè tu vivi io vivo
poi si vedrà ….
in chi non vuole amore.
corpi segregati in compartimenti stagni.
Abbracci che non riscaldano.
Echi di parole accattivanti le mie chiuse orecchie
non intendono.
una lettera sgualcita chissa' da chi e da dove spedita.
Contiene parole di amicizia.
Ma non posso tollerarle.
Occhi che parlano senza favella;
mi urlano comprensione;
supplicano pieta';
implorano solidarieta'.
Il cuore e' un sasso; la mente ottusa;
l'anima dannata.
Il seme della noncuranza germoglia in una strada sterrata.
E insieme a tanti semi biondeggia insieme alle messi.
La gramigna e' la sua compagna.
e insieme andranno incontro ad eterna morte.
In cucina la mamma taglia
arance a fettine sottili,
tre giorni sono state nell'acqua
e tre notti
a morire
...esattamente...
...negativamente...
...strumentale...tre mesi al di là delle Alpi...
...promulgate...
...testimonianza...presidenza...
...commissione cardinalizia...
...dai contenuti accenni...
...vengono qui pubblicate...
le mie schegge
dallo scarso significato.
e spezzarmi le dita.
Cancellare le parole dette e scritte
che non dicono più niente
che non sia già stato detto e scritto
per secoli, senza alcun costrutto.
Voglio svuotare le librerie e bruciare i documenti,
cancellare le storie di ognuno e la Storia di tutti.
Voglio che l'asteroide colpisca
nel centro geometrico del pianeta
e che il cielo resti oscuro e impenetrabile
per quaranta giorni e quaranta notti.
Voglio che sulla Terra, tornata informe e deserta,
ricoperta dalle tenebre, non vi sia il minimo ricordo
né la minima traccia del mondo d'oggi.
Voglio che il pianeta torni puro e vergine,
come un neonato addormentato
e che al primo raggio di luce che trapassi l'oscurità
si oda un chiaro vagito ed in ciò che resta degli oceani
un nuovo protozoo, colpito dal fascio luminoso,
inizi a dividersi e rinasca così la vita.
Voglio che la nuova vita si evolva in soluzioni diverse
da quella a cui siamo arrivati oggi
e che fra cinque miliardi di anni il nuovo io,
i nuovi noi, abbiano qualche gene in meno
dell'aggressività e qualche gene in più della compassione.
Voglio che la loro lingua e le loro mani
dicano e scrivano della bellezza dell'universo
e della grazia degli esseri viventi.
Voglio che leggi non si chiamino leggi,
ma siano dette armonie e siano scritte in versi leggeri.
Voglio...
Poi è suonata la sveglia...










