A chi ama
e non dimentica.
Per chi merita una rosa
anche se è poco.
Per chi aspetta il sole
che tarda ad arrivare.
Per quegli occhi belli
che sanno trovare
ed amano osservare
quanto è bello l’amore.
Per chi aspetta Natale
ma quello vero
che serve a far capire
quanto è bello stare insieme.
Per voi,per noi,per me,
per tutti….
Per quel povero cane
abbandonato dalla fretta,
anche per lui è Natale
povera bestiola.
A chi ama
e non trascura,
per le piccole cose
che possono diventare grandi.
Per voi,per noi,per me…..
Per tutti.
Se ciò che conta
è quello che rimane
la schiuma bianca di un’onda
piano… poi scompare
come i tuoi occhi
luce dentro ai miei
dopo quelle scure notti
a ripeterci increduli …ci sei
Se nel cielo restano le scie degli aerei
dove resteremo allora noi
forse ad aspettare seduti quei treni
nei giorni indecisi di sciopero e di poi
anche le lacrime sulle guance
lasciano linee di passaggio
andando a morire tra labbra strette da rinunce
ma di noi non c‘è nemmeno un messaggio
Se ciò che conta
è quello che rimane
alzerò del mio cuore ogni sponda
perché tu non debba mai tracimare
che arrovelli l'anima e la mente
e, nell'ardua salita,
aiuti il Sapiente
verso la Conoscenza.
Tu che sei perseguitato,
processato, condannato
dagli eterni inquisitori
che mai vacillano
nella loro pietrificata
e putrefatta ignoranza!
Tu, Speranza d'umida acqua
per chi muore d'arsura
d'umana certezza;
Tu, Angelo custode,
nell'impavido cammino
tienici per mano
e lasciaci sprofondare
nei tuoi oscuri meandri,
stretti e serpeggianti
cunicoli del pensiero,
sinuosi e ronzanti insetti
del nostro sentire,
eterni interrogativi
dell'Umano Limite!
Particolare gioia
del nostro sole
attraversava oggi
come un fascio di fulmini appassionato
un colossale ombrello di foglie
del miglior giallo
che avessi mai visto.
E' lì - mi son detto -
ripensandoci adesso, forse con poca convinzione,
che terminerà tutto
ricomincerà il viaggio
nella luce placida
abbagliati.
voglio solo dare gioia
al mio cuore,
prenderò nell'armadio
una coperta con i colori
dell'autunno.
La porgerò su te uomo
avvolto da poco calore
e poi con il freddo che penetra
su quella panchina
in silenzio mi avvicino
delicatamente per paura
di svegliarti.
Tu uomo infreddolito
al tuo risveglio
chissà cosa penserai!
Di aver sognato
ritrovandoti nel calore
dei colori dell'autunno.
Non farò regali ma forse
sarà un vero Natale
dentro il cuore.
tutto è cambiato.
Non sono più le stagioni di un tempo
i fiori nascevano
estate e inverno
i prati diventati deserti,
la primavera definita
la stagione dell’amore.
Non esiste primavera o inverno
per i cuori che amano,
che si illuminano.
Quando incontrano l’altra metà
sbocciano il più bel fiore
del mondo, anche se è inverno.
L’amore scalda i cuori
dei più forti,
che sembrano rocce
si sciolgono come neve al sole,
l’amore vero,trasforma
il deserto arido
in una distesa di fiori
e prati verdi,
le stagioni del cuore
sono infinite.
nonostante i fallimenti
nonostante i debiti
nonostante le bugie
nonostante i tradimenti
nonostante le ferite
e le lische nella gola.
Nonostante tutto posso ritenermi fortunato
anche se sono stato derubato
della casa e della mia moralità
anche se sono stato scippato
dell’onore e della mia onestà.
Nonostante tutto posso ritenermi fortunato
di essere qui a interloquire con voi
scrivere idiote poesie
che non portano a niente
se non ad acquietare
il mio io incosciente.
Ma cosa racconterò a mio figlio?
Lui se ne fotte della mia fortuna
lui mi chiede cosa sarà il domani
mi chiede se studiare servirà a qualcosa
mi chiede in quali mani è finito il mio sudore
mio figlio se ne fotte del mio dolore
delle poesie e della mia libertà
lui chiede e chiede
ed io non ho risposte
anche se continuo a ribadire
che siamo fortunati ad essere qui
nonostante tutto
nonostante i lividi e le imboscate
nonostante le piogge acide e la luna invisibile.
Nonostante tutto posso ritenermi fortunato.
Inutilmente
il pianto si arruffa
con gli spruzzi delle onde
mentre la rabbia
brucia la carne malnutrita
e sebbene gli occhi
siano colmi d'angoscia
nel cuore domina la speranza.
E pelle contro pelle
viaggiar come pesci nella rete
in un silenzio strano
pregando che il mare ozi
tra le spente stelle
sotto una luna che non sorride
forti e credenti nell'animo
di afferrare quella speranza
al di là del mare
per continuare a vivere.
che adulare la mia vanità di donna
e impacchettare fino alla nausea
complimenti e vezzeggiativi
alla bellezza esteriore
sia la via più breve
per arrivare al mio cuore
Pensi di me
che i miei sorrisi abbondino
come quelli degli stolti
e che incoraggiare la mia scemenza
ti spalanchi le porte alla convinzione
di conoscermi alla perfezione
Pensi di me
che io mi possa sfamare
solo di emozioni e sogni da favola
di parole sdolcinate e racconti inventati
di zucchero e miele impastati
Pensi di me
pensi di me...
Non credi però di me
una cosa semplice da afferrare
la troppa convinzione di te
la realtà ti fa travisare
e vedi solo ciò che potrei sembrare
La ragione è tutta tua
e tutto questo ti fa inventare
ciò che di me pensi di sapere
Mentre vivi…
tra le speranze e i limiti
bruciano le parole e i lividi
Che nessuno… vedrà mai
Guardi e invidi…
Gli uccelli e i loro nidi
Sospesi su quei brividi
Di aria che tu… non hai
Ti sorreggi su vuoti timidi
E speri ancora ci siano lidi
Dove potrai cancellare i sintomi
Delle sconfitte… che vivrai
Poi sorridi
E con dolcezza incidi
Nell’albero dei ricordi
I sogni che tu… ancora fai.
M’incanta questo tramonto
geometricamente perfetto
disegnato da coni ombrosi
in preghiera all’ora del vespro
mentre un cerchio infuocato
scende a cercar riposo nella notte.
Immagini che accompagnano
il mio vagar silente
che pensieroso stringo nel passato
del giorno ormai andato
e nell’aspettare che il buio mi rapisca
anch’io mi poso nel pregare.
Pregherò leggendo le parole
scritte nelle pagine dei velati poggi
che lievi si sfogliano al mio pensare
e…
pregherò per aver avuto amore
da te che… con amore hai offerto la vita.
una pianticella che nutro di pane e saperi.
Viviamo in mondi diversi, ci scriviamo
in una lingua che non ci appartiene,
ci raccontiamo a vicenda
usanze che ci paiono bizzarre.
Non saprò mai se da quella pianta dal nome esotico
sboccerà un fiore con un nuovo profumo
o se esso invece si confonderà coi mille fiori
che nascono e muoiono ogni momento
in ogni angolo del nostro pianeta.
Ma io penso che mai un fiore
sia identico ad un altro, e sono certo
che anche tu, Tawonga,
condividerai il tuo profumo unico
con chi saprà intenderlo e assaporarlo.
E chissà che un giorno, un nuovo aroma,
originato dai vostri profumi intrecciati,
sappia scuotere il mondo e liberarlo
dal lezzo disgustoso che lo soffoca sempre più.











