giunge in sospiri
come un canto
che a ogni tramonto
accarezza il mare
svegliando piano il cuore
Rinasce ancora
la vibrante emozione
e consumando i pensieri
lo sguardo si estende
raccogliendo i sorrisi
in questa notte compagna
Cosi il tempo si ferma
nella meraviglia del viso
e le piccole ombre
di note turbate
come vetro
vanno in frantumi
- ed è Amore -
Dimmelo in lingua accadica che mi ami ancora,
imprimilo sulla pietra con scrittura cuneiforme:
e dillo agli dei, nel tuo arcaico dialetto semitico.
Nella terra fra i fiumi semineremo altro amore,
e dai piani alti del nostro ziqqurat, piangeremo,
rideremo, e fissando il cielo chiederemo aiuto.
Non sono Assiro, Sumero, Persiano, Babilonese,
non sono il re, non sono astrologo, sono l’oggi,
e se saprai sperare, sarò anche l’uomo che ama.
Sei stella a cinque punte tu, in proporzione aurea,
ed io un povero tombarolo, predone e ladrone,
ridotto al saccheggio da forze più grandi di me.
Mia Shahrazād, io ti amo dagli albori del tempo,
e non diventerò mai come Shāhrīyār il Tartaro,
non ci saranno inutili e vane storie nella storia:
sarà senza inganno che ascolterò quelle fiabe.
Anche se tu già lo sai che non sarà per sempre,
e che l’amore durerà solo per mille e una notte.
Alle falde
d'un godimento
mai estinto
quando il cuor
non più convinto
d'una sua ulteriore
avventata mossa
da sciorinare al vento
si quieta e affossa
gli ultimi fuochi
d'una fisicità
prorompente.
E' allor
che tu invochi
e sicuramente ottieni
quell'amore scevro
d'ogni giovanile
e smanioso assillo.
.
Quell'amore
che diventa più esigente
e più importante.
Che riesce a distrugger
ogni stupido cavillo
e diviene vessillo
di nuova verità
emergente.
Quell'amore
ch'esalta e sostiene
le emozioni piene
e i gesti delicati
di un'altra età.
D'un pensiero nuovo
che si palesa
aspettandoti fiero
sui gradini disagevoli
dell'offesa del tempo.
e si riflette
dentro il sole
per poi tuffarsi
nella luna
da uno sguardo
ad un altro
volano parole
sulle ali
delle stagioni
ecco un primo passo
e poi di nuovo
sale e riprende
il ritmo
della vita
da un fiore
sotto il cielo azzurro
sgorga ancora
lento e trasparente
il fiume della vita
sotto braccio me
sotto braccio te
danzeremo
tra inchiostri
e contrappunti
senza mai distogliere
l’attenzione dall’amore
senza mai dimenticare
il suo passato
con i suoi segreti
Sono lacrime del tempo,
sono lacrime di un treno,
sono lacrime di un sogno
mai avverato...
L’uomo che piange
sono lacrime su un foglio bianco
che è restato bianco...
Sono le macchie del tempo
che non vengono via,
sono i sogni
che sono fuggiti...
sono lacrime
su inchiostro,
lacrime su pagine bianche
che sono restate
bianche...
L’uomo che piange
sono io allo specchio,
sono io che penso ad un futuro,
sono io che vorrei dare,
sono io che amo,
sono io che guardo lo specchio
e quei fogli bianchi
che,
nel tempo,
sono restati bianchi...
increspato
nelle onde del mare
vanitosa la luna vacilla
e delle acque e del suo bel canto
se ne innamora.
Incontro breve di destini
tra acqua e luce
e venti di tramontana.
S'abbraccia al mare il suo tacere
e s'addormenta!
Eterna è ogni notte!

anche questa giornata è terminata
spalle curve
faccio ritorno nella mia tana
e come ogni sera
la solita strada.
Ecco
una luce traspare
la stessa che scuote i miei sogni;
tangente alla luna, traccia una scia
ed è il percorso che voglio evitare.
Ecco
la mente distraggo
abbindolo gli occhi al riflesso
ma non è una sconfitta
è affidarsi a se stesso.
Ecco
di corsa faccio le scale
una croce trafigge la mia giugulare
domani sarò cavaliere
pronto per nuove crociate;
senz'elmo e senza coraggio
sfiderò ancora il vento
mettendo a dura prova il mio senno.
Ecco
sulla poltrona sprofondo
resetto e comprendo
che l'amore e l'ingegno
non fermeranno il mio tempo
ma serviranno ad alleviare
questo infinito vagare
nel cercare ragione al domani.
Povero cuore
ora che il buio
avvolge i pensieri
di un giorno
sembrava importante
ed invece era un giorno qualunque.
Ma perché questa nebbia
nonostante la stagione
con la pioggia
caduta in abbondanza
ora nascosta in qualche parte del cielo
come le parole
disperse nel vento.
Povero cuore
dovrà sopportare
isteriche sensazioni
piangerà tanto per questo.
Un cuore nato per amare
e non odiare
dovrà vestirsi di nuova stagione
ed imparare a vivere
in questo mondo.
Al tepore soave
Del sole di marzo
Intonando fra gemme
Inneggianti alla vita
Quel canto armonioso
Che sa di dolcezza
Nel caldo mattino
Che odora di luce.
Lo vedo fremente
Fra mille colori
Cantare speranza
Alle anime chiare
A tutto il creato
Che appena si desta
A dolci promesse
Di tempi più lieti
Ai tanti segreti
Dei dì che verranno.
Lo ammiro radioso
Nel suo cinguettare
Che aspetta le rondini
Al bivio del cielo;
Continua, non smette,
Capisco!
Lui canta soltanto
Per chiedere amore
Alla sua cardellina.
“Il nome giusto”
Stiamo perdendo l'uso della parola,
del nostro io-vocabolo-pittorico,
dell'arte rivelatoria del pensiero,
del potere associativo del suono,
delle infinite tonalità dei colori,
di un mondo solitamente tattile.
E ci dilegueremo, gradualmente,
come fa il suono nel pentagramma,
come tanti corvi e lupi, per il mondo;
saremo viandanti con la barba cadente,
e la bugia che nel sogno diventa quasi vera.
Nell’islam Dio ha novantanove nomi, troppi,
ma nei miti scandinavi sono Wotan e Donur,
ubriachi di idromele, a vincere il caos coi versi.
La nascita del suono e della forma, il significato.
Con la guerra, con la magia, col simbolismo Bahai,
studiando l’epoca vichinga e la tradizione norrena,
il numinoso e la profezia, troveremo il nome giusto:
perché si dice sia il centesimo, quello più grande di tutti.
Prove tecniche di un addio
via le luci siamo al buio
tu che dici, non ti sento
riprova c'era il microfono spento
Balla il cuore sulle assi
di questo nostro palco
poco prima che tu mi lasciassi
gridandomi sei solo un porco
Prove tecniche di un addio
nell'occhio di bue ci sono io
con in mano un foglio di chissà
ecco qui stacchi e va la pubblicità
Pensoloni sta il filo
che dà vita allo schermo
è caduto da quel palo
che non è mai stato fermo
Prove tecniche di un addio
sembra che tutto sia a posto
la mia parte è ferma sul leggio
ma c'è su come una macchia d'inchiostro
...è il nome tuo...










