Ho il silenzio delle parole quando scrivoricami di lettere tra ali di sogno
smosse da echi di bimbo incantato
disegni di pace su quaderni in fiore.
Di tanto in tanto, inseguo aquiloni
arcobaleni bagnati di pioggia
al tempo dell’anima nell’infinita meraviglia
cortese in un mondo indifeso alla vita.
Il desiderio è ritrovarmi grembo
pulsante dimora d’incredulo amore
prima d’essere scheggia
lampo di morte senza coscienza.
Sanguinanti di perdono al dolore
sono culle bianche d’ispirazione
le familiari passioni di tormento
stravolte e irriconoscibili di dolcezza
allevate con cura nella notte.
Lacrime in mutamento di risposta
inquieta e indisturbata anima commossa
dove tutta la storia s’arresta alla pretesa
di liberare il cuore dalla paura.
L’emozione s’adagia su un letto in guerra
mi perdo nella poesia che culla la mia terra. Lunghe strade ferrate
separano la tua realtà
dai miei sogni.
Veloce corre
il mio pensiero
rivolto a te.
E non ha alcuna fermata
questo amor mio
per te.
Nessuna coincidenza
per questo pianto
sacrificato al mio dolore
Il biglietto di ritorno
l’ho strappato,
come ho strappato la mia vita.
E prendendo quel maledetto treno
mi sono allontanato non solo da te,
ma da me stesso.
Per ritornar infine
a quei sogni
che ancora oggi chiamo incubi.
Sai, osservo ancora adesso
quelle lunghe strade ferrate
che passano dalla mia vita
e arrivano dritte al cuore.
E mi domando spesso
se giungono a te
come una volta.
Tra la mia branda di tela
e la canottiera
un sudore da malato
l'inverno torna all'alba sulle croste terrestri
la serie imprevista di parole che si snocciolano
in un regalo-brivido
non particolarmente gradito
la radiettina impagliata / blim blim blim Radio Praga /
accanto ho solo il comodino
porta tutte le impronte delle battaglie subite.
Vieni amore.
Sopra la mia nuvola
c’è posto anche per te
si sta pure comodi
a cullarci ci saranno
due Angeli.
La mia nuvola
è un sogno
ci si sta volentieri
sarà un eterno riposo
per il cuore.
Vieni amore.
In questo mondo
che non c’è
e sogna insieme a me.
Lì il tempo
non passerà mai
vedremo bambini giocare felici
perché i prati
saranno di cioccolata.
Non diventeremo mai vecchi
perché non servirà invecchiare.
Ascolteremo il vento
sarà talmente vicino
sembrerà di ascoltare
una musica dolcissima
entrerà nell’anima
non ci lascerà più.
Vieni amore.
Sopra questa nuvola.
Sogna insieme a me…
Ma come adesso, su due piedi?
No vi prego, non mi chiedete questo
adesso non mi va
non mi va di scrivere baggianate
ho solo voglia di farmi due risate.
No e poi no...non mi va!
Non mi va di scrivere della luna
dell'amore e del dolore
del mare infinito dei girasoli.
E poi vi pare
che arrivi così l'ispirazione?
Come se niente fosse
come un rutto, un peto
o un colpo di tosse.
Io scrivo al buio del mio tormento
nel tarlo che mi corrode il cervello
io scrivo per liberarmi del fardello
sputando l'amarezza
e la mia mancata certezza.
Scrivo e affogo
nella vastità della mia solitudine,
la poesia non la cerco
è la poesia che mi cerca
e mi chiama
come una puttana alla finestra
ed io a lei mi concedo
e mi faccio infilzare
come nel petto uno scalpello
mi faccio schiacciare
così come mi schiaccia il tempo
senza reagire
fermo, immobile
sull'incudine della mia inquietudine.
Una poesia?
No, adesso no, ho tanto da fare
devo distrarmi dalle parole
e devo scrocchiarmi le dita...

Ti ho cercato
che
volevi far l’amore.
Ma il letto non c’era,
c’era il bambino.
Ma l’acqua non c’è,
ma c’era il mulino.
Poi, come sempre, s’arrese
e senza più pretese guardò l’orologio
e in frigo smistò le buste delle spese.
C’è poca gioia
in questo campo di ruminanti
allora t’ho cercato
in mezzo ai legni che ti somigliano
dalla mia testa fiorita al balcone
e cadendo dagli occhi
sento le tue stesse dita per aggrapparmi
a un Aleppo -padre
mai dimenticato
Della natura ho fatto codici e mescolanze
RS
che nella
classifica annuale
primeggia.
Per la sua tenerezza donata in beneficenza
che spunta da una bianca zuppiera
imitando l'ortensia
e per la sua malinconia così campestre
dovuta a quel cadere piano
involontario
con le due scarpette di cenere blu tenute in mano
giù dalle scale della sera.
il vestito dell'amore
di quel colore
che prende i tuoi occhi
mentre la tua mano forte
sfiora i capelli profumati
e le labbra ti invitano
a una danza di passione.
E poi senza esitare
cadrò teneramente
nell'abbraccio intenso
e sussurrando le parole
che fanno impazzire
morirò con te
solo con te
tra queste lenzuola
di morbida seta.
« La lotta degli operai per migliorare la loro esistenza discende dalla natura stessa della vita; con nessun mezzo è possibile fermarla, essa è inevitabile. Al di sopra di questa lotta di classe resta il potere supremo dello zar, il quale non appartiene a nessun ordine, classe e partito, e circonda tutto il suo popolo della sua paterna e amorevole protezione ». Cit.
Fu durante l’incendio del 1837, a S. Pietroburgo,
che nella rotonda del Palazzo d’Inverno, vidi Dio.
Serravo in mano i nostri quattro sogni più giusti,
e portavo al collo un amuleto di malachite verde:
mi avrebbe difeso quel giorno, salvato dal rogo,
sessantotto anni prima della domenica di sangue.
E Lui lo sapeva che non potevo ancora morire, io,
che ad avermi sarebbe stata l’artiglieria cosacca,
sulla Nevskij, coi ragazzi abbarbicati sugli alberi,
mentre imploravo la storia di non farci più male.
Sono il fantasma della rivoluzione, sono la folla,
libertà o morte, sono milleduecentosedici morti
che rivendicano il diritto di pensare e di parlare:
sono la neve rossa del giardino Aleksandrovskij
che era bianca prima di posarsi sul mio sangue.
Quando la guardavo scendere, pacificamente,
e dal balcone del palazzo, ancora le credevo.
Dormono tutti
anche i sogni
ormai svaniti
come tutto il resto.
Dormono i pensieri
di un giorno
perfetto fino a ieri
ed ora diventato lontano
come non fosse mai esistito.
Brucia il cuore
ardente la rabbia.
Ed ora niente rimane
soltanto briciole
da prendere in pugno
disperdendole nel vento.
Dormono tutti
E tu sei sveglio
in questo secondo tempo
della tua vita
così complicata
difficile da capire.
Intanto il cuore
è diventato carbone
e la tua vita
ha perso i colori
un foglio di carta
in bianco e nero.
Come una foto
dei giorni migliori
rivivi il tempo
e vedi lei
ti colpisce al primo sguardo
ma è subito nebbia
nei tuoi ricordi
ma non puoi dirlo a nessuno
il mondo dorme
o ti gira le spalle
rimane solo una cosa da fare
imparare a vivere
senza più odiare….
Come la sabbia
il mare,
Come le nuvole
il sole,
Come le stelle
il cielo.
Aspetto
Come la rugiada
l'erba,
Come la foglia
l'albero,
Come un nido
le rondinelle.
Aspetto
Come un brivido
la pelle,
Come un sorriso
le labbra,
Come l'abbraccio
Il tuo.











