La poesia sana le ferite inferte dall'intelletto. Essa è appunto formata da elementi contrastanti - da una verità sublime e da un piacevole inganno. Conferendo all’ordinario un senso elevato, al consueto un aspetto misterioso, al conosciuto la dignità dell’ignoto, al finito un’apparenza infinita, io lo romantizzo». [ Cit. Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg ]
È l’immaginazione creatrice, la fantastica,
ma prima è isolamento, pietismo, dogma:
quel misticismo che conduce ad una ascesi,
la mortificazione di una vita di già terrena.
Eppure io voglio l’infinito e l’irraggiungibile,
voglio il desiderio, voglio l’amore kantiano,
e raccolgo per lei i mesti calici del myosotis,
fra le orecchie del topo, i mille fiori azzurri.
E sono come i miei pensieri, quelle piantine,
come lo furono già per Enrico e per Friedrich:
la fatalità, la vita racchiusa in sì pochi minuti,
lo spirito della poesia nel viso di una fanciulla.
Un giorno libererò il mondo da tanto ignoto,
dalla coercizione del tempo e dello spazio,
dall’immanenza di un sole sempre più nero:
sarà come rendersi trasparenti alla volontà.

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Ormai non ci speravo più di ricevere consenso per i questo pezzo