Ci sarai ancora.
Dolce compagna della notte
degli anni senza fiato.
Vorrei averti sempre
senza perdere un attimo
senza inventare parole.
Dipingerei sui muri
ogni istante d’amore
ogni particolare importante.
Mi vorrai ancora.
Ora me ne sto da solo
ad osservare il soffitto
immaginando il cielo.
L’anima mia si perde amore
senza di te è una nuvola
disciolta nel cielo.
Dimmi dove sei
 io ti stò pensando
dolcissimo tormento
del mio cuore.
Sai!Ho sognato te
eri dentro il letto
insieme a me.
Mancava solo poco
a dirsi ti amo
è successo qualcosa di incredibile
mi son perso
ha raccogliere le stelle
su in cielo
svegliandomi poi solo
nel letto non c’eri più…
Amore dove sei
dov’è finita l’allegria
dolce compagnia
di giorni fantastici.
Vorrei tanto mordere ancora
quelle tenere labbra.
invece di starmene solo
osservando il soffitto
immaginando l’amore…

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Ci cammino senza intoppi, senza esser preceduto, ne seguito
Nell’interesse stupito, ascolto i miei passi cadenzati, echeggiare
Dall’alto le luci gialle al rallentatore, muovono le ombre, che mi fanno compagnia
Osservo la solitudine dei parcheggi, il ronzio di un campanello elettrico si fa sentire
mentre si spegne.
Non c’è altro suono, che distrae
Indimenticabile è l’ora
Poter sigillare tutto nell’immediato, sarebbe una gioia
Affido una preghiera  al cielo, per questo.
Un colpo di vento caldo giunge, quasi come risposta.
Quest’ora tarda, mi attraversa con velocità e la sento sorella
In questa notte, mi pare un giovane zampillo
che bagna, donando freschezza
facendomi sentire leggero
in un paradiso
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Carta che giaci sulla mia scrivania
non vedi l'ora di essere portato via.
Carta nascosta,  non ti trovo più:
forse scherzi per tirarmi su.
Carta su carta il vento ti porterà via:
il tuo sogno è questo senza gelosia.
Sogni di evadere e di essere sfiorata 
da una penna d'oca immacolata,
impugnata da un poeta che con fervore 
scrive parole d'amore con gran ardore.

 
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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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Sapresti tu dirmi dove riposa
la parola trattenuta nell’assenza
o l’atto giudicato inadatto al fatto
o la deriva di vita allagata d’insipienza?
Sapresti tu dirmi dove avanza l’armonia
laddove rimorso e rimpianto  si fanno compagnia
laddove muore il lamento dal salvifico squarcio
laddove l’io è solo un luogo d’intralcio
lungo vene sclerotiche di malinconia?
Sapresti tu dirmi se c’è raccolto l’espediente
nel cestino dei sogni all’alba d’un cuore
dal triste giogo che trema e gorgoglia amore
quando il pensier lucido brucia parole sotto la soglia
e la libertà più vera ama chiamarsi pena?
Ecco solo allora la luce sconvolge e scioglie.
Sapresti tu dirmi al fine nella vita
dov’è il tempo schermato e persuaso di doglie
che partorite  malate illusioni è risolto in veglie?
Sapresti tu dirmi come si sceglie la pelle
per il sapere e il dolore d’essere
oltre le stelle lacrime di neve?
O come finge d’esser al fine morente
ma solo sino all’attimo contingente
la risacca china a far risalire la cima fino all’anima
spianata indicibile nell’inquietudine fetida
che si diverte a insultare i muri con la domanda nota?
“Sapresti tu dirmi dov’io son morta?”
“E se la mia poesia al fine è risorta?”
 

 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Battente, scrosciante,
sia fitta o leggera,
o rada, inzuppante,
di giorno o di sera!
A cielo coperto
di nuvole nere,
intoni un concerto
di gocce a scacchiere;
oppure a sereno,
magari col sole
e l'arcobaleno,
disseti le viole!
Ti piace bagnarci
come dei pulcini
o al caldo cullarci
accanto ai camini!
Sei fresca, invitante
se scrosci d'estate:
all'afa assillante
dai tregue insperate!
Sei umile, pura:
sei l'acqua preziosa!
E terra e natura
fai tu rigogliosa!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Come possiamo aiutare
se nel cuore non c'è niente
lasciandoci condizionare
dalle vistose indifferenze, di cuori
egoisti che pensano al ricco
impresso nella mente?
Come possiamo essere generosi
inseguendo paroloni che aiutano
solo la carta stampata
e non il povero uomo
che si muove a piccoli passi
sulle linee tratteggiate
delle anime perdute, sotto ponti
straripati?
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 
C’è un posto qui vicino al mio cuore
dove qualcuno ha detto sia nato il mare:
è un sentiero aspro, forse quasi frastagliato,
che, come fra la spiaggia di Capolungo
e l’occulta ciste del Porticciolo di Ponente,
ancora oggi si pensa segnali al viaggiatore
l’imminenza di un pericolo, la precarietà.

È da lì che passa il soffio del Vento Maestrale,
fra le quattro guardiole della Torre del Fieno
e le feritoie che sputano sangue e sale
sulla panoramica, su queste reti secche.
E fra l’aroma del parco, e fra il borgo e il cielo,
la mia paura si trasforma nel tuo sguardo:
qui, dove anche il sogno si fa Esistenzialismo.

A Nervi il tempo sembra immobile, eppure scorre;
come la condizione umana al Théâtre de Babylone,
come il nulla fra due barboni e una panchina,
come il nonsenso della vita, come l’attesa.
Ed è un Godot qualsiasi, comunque,
quello che cerco e non arriva mai.
 
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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si accende la passione 
il piacere, il desiderio di te. 

Sulla pelle 
un fuoco che non si spegne. 

Il profumo di noi 
sguardi penetranti. 

Accompagnati 
da un amplesso interminabile. 

Scivoli dolcemente 
dentro me. 

I corpi nudi si toccano 
con le labbra infuocate.

Notte d’amore, centimetro dopo centimetro 
assapori il mio corpo.  

Movimenti sublimi dei corpi... 
sospiri. 

Estasi di piacere  
brividi di passione.

 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Come va, Signora Doroty?
Spero che le mie lettere non si perdano
nel vuoto dei suoi occhi o sul fondale della piscina.
Sempre opachi, questi umori, di una rassegnata indifferenza,
accecati da un'eterna rabbia quando pensa,
quando le fa Cucù! il giardiniere allegro.

 

Una nobildonna che sfoggia con disprezzo
e menefreghismo, come in un gioco forzato che accetta,
le sue lune e le sue collane d'oro, foulard francesi e cappelli,
ma poi lo so, lo ignora il materialismo,
quando l'orecchio si ovatta.

 

Giornate vuote e senza senso, riempite
da un'antica nostalgia di bordelli e strade,
di ali e verginità rubate. Un marito troppo infelice,
con la nausea nel vedere le sue vetrine,
la sua vasta collezione di piscine, e si consola amaramente
in quella guerra dell'oppio in cui non sa con chi stare.

 

Ogni notte il letto è bianco, vuoto e stanco,
senza appetito, o l'amata noia d'un lenzuolo un po' sgualcito:
suo marito è già fuggito, una fuga di sbandati amori,
banconote sparpagliate da 100 sul suo guanciale,
il suo modo per scusarsi di tutto il male.

 

Signora Doroty, è infelice: quanto è bella la miseria,
più della sua stroncata voce, ma la pelle d’oliva
e le carnose labbra ci sanno ancora fare; cinquant’anni stuccati,
le guance nascoste dal trucco che si scrosta dal suo viso,
come un muro abbattuto dalle pallonate.

 

Acerba vecchiaia, giovinezza mai sbocciata.
Chiacchiera intanto la servitù:
lei ci ride col drappo in gola,
ma una bestia disinnamorata di se stessa
non mollerà mai
il suo bastardo osso!

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Nell’aria tra i cristalli

una lacrima cade,

su territori ebbri

segna il tuo confine.

Cade insicura, tremolante plana

in lampi di luci i colori acceca,

cade da un viso oppresso

stilla amarezza nel silenzio amoroso.

È la lacrima del desiderio

la più rara!

Fa’ fremere le carni ,

silenziosa tra i germogli.

Hà la rossa veste

e il suo intimo è fugace ,

dispone il generoso riso

e ad ogni bacio dà il suo ben venuto.

Cade sugli urlati musi

del fresco radioso,

nell’inviolato viso

gli scellerati sentimenti.

È della migliore specie !

Rara si indora in toni rosa ,

da un inguaribile germe

il vento l’allontana .

È tua quella lacrima !

Non ha nessuna vita ,

in sé non ha più amore

ha spento la candela del misero focolare.

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

Questo autore ha pubblicato 110 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Da quanto non ci sei più ho assunto le tue caratteristiche
per compensare la mancanza, il mio viso è ormai il tuo mausoleo
e non c'è niente in questo mondo che più ti somiglia,
anche se spesso sorride a cose che tu non troveresti mai divertenti.
Vorrei svaligiarmi l'anima come una cantina
piena di riviste sbiadite di estate e alberi malati
e lasciarci solo le pareti;
per diventare essenziale,
come il marmo che ha reso ricchi i tuoi genitori.
Non potendo evocarti con il mio
lessico che si conta sulle dita, ho evitato di farlo,
e tutto quello che mi ricordo di te me lo sono tenuto
vicino come schegge di reliquia dopo un bombardamento
che si sono insinuate nelle porosità della pietra pomice
che ha sostituito la mia pelle.
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Profilo Autore: Monte Altissimo  

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Che il tuo nome sia Javhè, Allah,
Tu sei Dio, l'unico, il solo vero Dio
d'amore l'essenza sei,
misericordia riempie il Tuo essere
Al tuo richiamo che dalle guglie delle cattedrali
come stelle lucenti arriva al cuore,
dal suono delle campane voci angeliche gloria ti rendono,
io rispondo aggrappandomi a te umile piccola donna
Mi farò tempio del tuo volere, cercherò in te
la luce che dal buio mi strappò un tempo,
ed ora che già il grigio mi avvolge
ed il freddo si fa pungente del tuo calore abbisogno
Aprirò la mia anima a te o Signore
affinchè possa entrare la luce,
strumento mi farò nel condividere
questo dono meraviglioso, nulla sarà per mio merito
perchè il tutto è tuo ed il tutto da Te viene
La mia vita avrà un nuovo senso,
una nuova emozione, sia nella gioia
che nel dolore che meno spine avrà
e molte più rose ne vestiranno i rami
Porterò il tuo messaggio di luce
a chi nel buio galleggia
mai nulla verrà da me, sarò la tua orma
lasciata sulla sabbia, coloro che seguire
la vorranno mai più si perderanno nei vicoli bui della vita
A te mi affido ed inchino o Dio
dai molti nomi ma unico, solo e vero Dio








 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Un giorno si aprì a me l’estate !

Piena ,calda ,profumava di salsedine ,

era rovente la battigia …

Corpi nudi s’immergevano nell’eden .

L'estate verrà e non si piange!

Deserto è l'ultimo miraggio.

… miraggio che di sera tanto ispira

e ne fa veglia …

L'estate è l'ombrello il cappello dell'amore,

sotto il suo mantello cuori solitari :

pallidi e freddi gli umori

una sferzata di vita li fa gioire .

… e l'estate verrà e sarà virile

se voi amate vi scalda il cuore,

il voler sentire la musica del mare ;

con voi la mia anima cammina .

E non c'è uscio per quell'onda

non c'è strada per ricominciare.

Nessuno!

Solo mani tese clemenza chiedono

un nulla o un chissà cosa ,

scrivono versi sotto l’ombrellone ,

sanguinanti d’illusione

scotta la sabbia calcando nostalgia .

… ma dove porta quella porta?…

Dove?…

E dove esce?

Nessuno sbocco e né entrata,

c'è l'estate che è arrivata:

Calda

libera

Innamorata …

 

 

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Si innalzano strinando l'appisolato orizzonte

biancazzurro sfocato e vapori dorati di borotalco

terse creste; pulsa il cuore del cielo.

 

Il soldato caduto e senza più sangue caldo,

senza scudi, si trascina senza "ma" dovunque;

decida il braccio titano del mare. Od un sasso senza moto,

litigato e strattonato fra le correnti intrecciate.

 

L'anima intanto incastrata in un eterno groviglio,

una sfera: di rami secchi e marciti, impigliati

fra erbacce verdeggianti cresciute sulla sponda di un fiume.


COMMENTO: NELLA PRIMA STROFA, LE ONDE DEL MARE RIESCONO A TOCCARE L’ORIZZONTE ED I RAGGI DEL TRAMONTO, INNALZANDOSI. IL COLORE DELLE ONDE E’ TERSO, MOLTO SIMILE AL BIANCAZZURRO DELL’ORIZZONTE: LE DUE COMPONENTI QUINDI SI FONDONO E, CON L’AGGIUNTA DEI RAGGI DEL SOLE, SEMBRA CHE IL CIELO COMPIA UN MOVIMENTO E MOSTRI UN CENNO DI VITALITA'’, SEMBRA CHE PULSI. LA STROFA RAPPRESENTA L’INESTINGUIBILE FORZA DELLA NATURA, ANCHE QUANDO IL SOLE TRAMONTA.

 

LA SECONDA STROFA RAPPRESENTA L’UOMO CHE NON PUO’ CONTROLLARE LA PROPRIA VITA, MOSSO COME UNA PEDINA DAL BRACCIO TITANO DEL MARE (IL DESTINO) E LITIGATO FRA LE CORRENTI INTRECCIATE (LA SORTE). L’UOMO NON MOSTRA MOVIMENTO, E’ COME MORTO (SENZA SANGUE) DI FRONTE A FORZE DI GRAN LUNGA SUPERIORI A LUI.

 

NELLA TERZA STROFA VI E’ L’ANIMA INTRAPPOLATA IN UNGROVIGLIO: LA MORTE, RAPPRESENTATA CON I RAMI MARCITI E SECCHI, RIMANE IMPIGLIATA NELLA VITA, MISERA COME LE ERBACCE VERDEGGIANTI CHE CRESCONO SULLA SPONDA DEL FIUME (IL TEMPO).

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Eccolo qui quell'eccentrico
che compra in Texas le poesie
la sabbia laggiù è sopra ogni scarpa, ogni scarpone,
anche a farseli lustrare dai ragazzini
ci rimane tuttavia quell'ombra afosa
da salita faticosa in gradini abbaglianti al sole -

mentre la funivia

è sempre appena partita

con i pensieri vuoti

con i capogiri del crepuscolo che durano poco.
 

 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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