oltrepassi la carne
fisso le bianche mani tremule
assenti e sorde
Serro gli occhi nello sciogliere tiepido
e calo nel profumo della viva schiuma
che penetra nel brivido e ormeggia
in quella pietra che fa sagoma ai miei piedi
Come ali di farfalle
volteggiano i bianchi capelli
nel tiepido cielo balsamico
arranco ai margini, sostando silenziosa
rapace di suoni
in quel dono naturale
che mi circonda
svelando passo dopo passo
i sensi sopiti nel tempo
T’aggiungo ai miei ricordi
sfrangiati e ingrigiti
strascico di un lieve profumo alle mie narici
il tuo nel mio, casa.
al destino del tuo dolore
celato nell’animo.
Ho solo chiesto ai tuoi
occhi di ritornare a brillare
come stelle e dare sollievo
al tuo cuore che non riesce
a sentire la bellezza del Sole.
Sei persa nei labirinti dei tuoi mali
seminando grani di speranze,
aspettando che il tempo possa
ricucire i pezzi dell’ anima
lacerata da un amore misero.
Vorrei riuscire a colorare
I tuoi incubi ridando luce
al quel sorriso spento.
Ci saranno nuove albe
nel cielo della tua vita
e veglierò perché
nessun tramonto ti porti
via la serenità.
nun sai mai da do comincià,
poi inizià da l'amore
ma così te viè er tremore,
s'incominci da le stelle
'ndo le trovi rime pe loro belle,
nun te dico si inizi dar cielo
davanti l'occhi te s'abbassa 'n velo,
te poi buttà su la politica
qua la rima se fa critica,
parti pure co l'animali
ma t'escheno parole bestiali.
La poesia 'ndo cominci cominci
pija sempre sentieri sguinci
tu parto cor sentimento
e t'aritrovi presto sgomento;
senti, damme retta,
posa 'a penna, nun avè fretta
si la rima te se blocca su le dita
la poesia più bella
te la scriverà la vita.
All'ora che ci pare,
tanto il tempo l'hanno bidonato
sotto questa finestra bianca da cui guardi.
Uno di quei vetri che usano negli interrogatori:
si vede da fuori ma non da dentro:
tutti vediamo come sei stasera;
hai lanciato un secchio di tempo e liquami giù,
avrà preso in testa qualche ragazzino.
All'ora che ci pare
andremo via da questo gioco pieno di giochi;
l'unico modo per dire "All'ora che ci pare"
era fingere di non sapere dello sciopero dei trasporti.
su una bici Bianchi
molto vecchia
parla pacato
con una signora
sulla panchina
un signore trasandato
nell'angolo
si fuma una sigaretta
calmo e invincibile
2 ragazzi aspettano
quello per l'università
come me
sono bagnaticci
e se li acchiappi
mentre guardano
l'orologio
si capisce
che stanno sbagliando
a vivere
io mi pulisco il naso
con un dito
scavo a fondo
nella narice destra
mentre l'altro me
mi guarda
da un'auto che passa
e se la ride
e l'altro me
combatte
alle porte di Gerusalemme
una qualche guerra sacra
a cui non crede
tira 'n'ariaccia cattiva
questa pò esse 'na sera
de quarche era primitiva.
'ndo tutto annava a la deriva,
qua er foco brucia da paura
questa è la cura più sicura
pe' vince 'sta notte dura.
Li ricordi torneno a l'albori
quanno girevamo tutti cacciatori,
tra mammutte e rettili giganti,
aivoja a pregà madonne e santi,
nun esisteva gnente allora,
tutto se n'annava a la malora.
Fù pe caso che no scimmione estroverso
cominciò a farfujà quarche verso,
erano sono duri e biechi
ma così na sfirza de colleghi
je s'accodò appresso pe la via,
allora tra 'n gruggnito e n'acrobazzia
sti parenti nostri inventarono la poesia
Piove su questa casa
rimasta vuota
senza cielo.
E le mie mani
cercano ancora di difendersi
da raffiche di vento
venuto da lontano.
Uno schiaffo infinito
m’ha colpito in viso.
Piove così forte
fa rumore il fiume
trasformato in torrente.
Una voragine impazzita
ha trasformato la mia vita.
Ora non c’è più cielo
e la notte la vedo da vicino.
Cammino solo
con questo fischio assordante.
Non mi da pace
vorrei correre lontano
per disperderlo.
Piove ancora…
Quel fiume che era così calmo
scende a valle vertiginosamente.
Come il mio cuore
precipitato in un abisso
di dolore…
come un bagliore
scorgi la verità nella notte...
Ciò che scuote l'anima
non svanisce nel nulla,
è un lento e continuo
riversare sè stessi.
Nell'oscurità delle tenebre,
la via della consapevolezza
è il tiepido raggio di luna,
la tua salvezza nel dolore.
Fu una vendetta
consumata
sull'innocenza,
ma sii consapevole...
Impara,
la perfezione
non esiste.
e persone nella vita che amiamo molto.
Ma tu hai un posto
speciale nella mia vita.
La distanza ci separa
ma non esistono chilometri
che possano spezzare certi legami.
Riusciamo a sorridere
e piangere anche da lontano.
Legami che nascono da piccoli
si consolidano con il passare del tempo.
Esperienze ed emozioni che lasciano
un segno indelebile nelle nostre vite.
Tappe della vita che solo
con una sorella come te
si possono superare.
DEDICA PER MIA SORELLA CHE AMO PROFONDAMENTE.
ancora bagnate
scalderò il tuo viso
con mani amiche
coprirò il tuo corpo
con vesti leggere
soffierò sulle tue labbra
dipingendo un nuovo sorriso
crescerò in te
la tua anima
il tuo potere
darò valore
al tuo sguardo
alla tua forza
spingerò ancora più in alto
i tuoi pensieri
le tue parole
porterò nuovi colori
nel tuo giardino
fino a quando
tutto sarà

Mi sento inutile dinanzi al dolore
che tormenta il mio pianto
capire il senso della tua
inaspettata esistenza
Stringermi tra lo scorrere
dei giorni per ricordare
il traguardo della vita
Conoscere il presente
senza reiterare gli errori del passato
per poi vivere in un futuro incerto
braccando la più grande
pena e diventare se stessi prima di morire
…Tu sei vita che va oltre la vita…
l'ultimo battito,
l'ultimo respiro...
Dio ti ha preso per mano
e con sé ti ha portato in un luogo lontano...
Ore 22:50...
ora del decesso...
due occhi che si chiudono per sempre...
Come una foglia, in primavera,
ti sei staccata dal ramo della vita...
nel mese in cui fioriscono i prati
e vivaci profumi ci sono nell'aria
tu sei appassita
e solo ti avvolgeva un odore di morte...
nel mese in cui gli uccelli cinguettano
solo ti avvolgeva un silenzio tombale...
Quasi mai verso lacrime per te,
ma piango dentro...
tra poco il cuore mio annegherà...
La tua mancanza è la più grande presenza...
Ma con questi versi ti sentirò meno lontano,
io che ormai più non so vivere
senza una penna in mano!
Ormai è lancio
quante volte l'ho scritto lì vicino
lasciato intuire
tu col giavellotto puntato alle nubi
plastico
pronto a copiare le fantasie dell'acqua dei fiumi
risentire come in un vecchio camerino: "Adelaide, la penna d'oro, presto!".
E poter tracciare il sole.
Ma, dobbiamo,
tornare in noi,
caro lettore.
Lui è un contabile d'ufficio.
Lo so per certo.
Scarponcini in pelle e cuoio, lenti quadrate,
Parka imbottito.
Gomma pulita come un pargolo avvolto nel manto di tela,
lapis appuntito come un campanile,
pialla ruvida e funzionante come una lingua felina.
Il Perfettino.
Egli mi detesta: lui conosce i numeri, io li do.
Io ho paura di volare, lui sa di non poter avere le ali.
Egli conosce, conosce e distingue i fili del tram
dalle ragnatele dei suonatori alla stazione
e da buon dipendente pubblico
si sottomette ai supercapi, cordialmente risponde
alle domande per logica di pensiero,
adagio trova sempre il nesso.
Lui è la sentinella dell'esercito aziendale,
sul diario scrive ogni novità sebbene inutile.
Egli sopravvive a questo mondo: sì pesce piccolo,
ma tanto piccolo da rendersi invisibile ai
pescisaurus rex negro angelus.
Ah, dimenticavo! Egli nutre il senso d'oggetti e forme.
Ad esempio, la penna con cui ho scritto questo trattato
me l'aveva prestata lui, solo che ora l'ho persa.
Tra cent'anni (se ci sarò io domani) egli si ricorderà
della penna che gli devo.
Aspetta...ma, se la penna l'ho persa,
con cosa diavolo sto scrivendo?








