Dove siete poeti e poetesse?
Stanotte siete forse li a sognare
Qualcosa che vi faccia poetare,
Oppure si potrebbe o si potesse
 
Cambiare questa notte misteriosa
Di luna che si alza nella sera
In questa tormentata primavera
Di poco o dei romantici noiosa,
 
O stelle che vi brillano  nel cuore
Facendovi stormire nel sussulto
Di un sogno come un tenero virgulto
Svegliandovi a forza e malincuore
 
Da poca liberante poesia
Che dorme nello spirito sopito
Qual petalo di fiore rattrappito
Che manca di recondita armonia; 
 
Stanotte dove siete ameni vati
Che fatte respirare i sogni veri
Perché ci siete stati fino a ieri
Ed ora ve ne siete tutti andati.

 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Vola  nella gaia selva del cuore

la libellula che mi hai donato

posandosi su cespugli di bambù

con soffici mosse

guarendomi dai graffi

di spine  logore  e  dimentiche

 

Vola

come hai voluto, come hai saputo

nel credo del tuo andare

nell’insistenza del tuo fare

nella potenza del volere

 

Vola, mai doma

negli anfratti più bui   

in sfuggenti angoli del cuore

che da tempo lontano, lascio senza chiavi

senza guardiani

senza recinzioni





















 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Giorni di festa... senza differenza 
il tempo passa. 

Il tuo ricordo è sempre 
come il primo giorno che ci hai lasciati. 

A volte guardo il cielo  
forse cerco una stella cometa. 

Che ci segua... 
ci guidi.

Non ci diamo pace 
tutti dicono...

Era troppo buono ! ! 
e io mi chiedo allora. 

Perchè 
non ci sei più?

Il tuo sorriso 
sarà sempre nei nostri ricordi. 

Una luce  
brilla nel cielo. 

La stella cometa 
ci accompagnerà sempre. 

La sera 
guardando il tramonto. 

Penso... a quella terra lontana 
che adesso è la tua casa. 

lontana 
da noi.




PER LA PREMATURA SCOMPARSA DI MIO COGNATO MARIO, UN FRATELLO PER TUTTI NOI, NON TI DIMENTICHEREMO MAI, SARAI SEMPRE PRESENTE DA LASSU', COME LO ERI QUANDO ERI CON NOI, MANCHI TANTISSIMO A TUTTI.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Oltre la luce
c'è un respiro
che nasce
e veloce
si nasconde
fra rive
di un tempo
che giudica
ma non conosce
cosa si respira
in quell'aria silenziosa
inseguita da pregiudizi
dolorosi, che indeboliscono
il cuore, e lo mettono
a macerare, con la testa abbassata
negli occhi spenti, dei tramonti bucati

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Forse la credevi una vincita a non so quale lotteria,

dimmelo un po' tu;

ti sentivi risorgere guardando

quegli svanimenti delle stelle spacciate per stelle

non so da chi o per quale motivo.

Ora sai di che si tratta:

 

le scie, per te vita genericamente,

portano borracce,

portano la metà dell'opera

contesa sul divano in certi pomeriggi.

 

Non ci credevo

o meglio non in questo modo

e avevo ragione,

aspettavo solo di crederci

a sessantanni luce da qui!

Eppure,

ti tenevo per mano mentre ti accucciavi:

oscura e a me fin troppo chiara.

Forse sono troppo freddo

per darti una passata alla chioma,

non temere perciò di ripassare ogni tanto

con la tua scia finalmente orgogliosa.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Lavorerai col sudore della fronte
qualcuno nel Divino ha minacciato
nell’Eden del Principio consacrato
inizio della vita e della fonte,
 
ma poi quel sudore nella storia
ha fatto devastanti iniquità
nel senso che ha diviso alla metà
le genti per quel poco di memoria
 
che ora stanno qui nel sacrificio  
di essere sin qui disoccupati
o miseri oppure macellati
da tanta ipocrisia d’un Ufficio
 
che  allora del sudore della guancia
si fa pericolosa la tornata
per dire che non sempre sembra fatta
la gioia del riempire la sua pancia
 
e intanto con la fame tanta gente
convive ogni giorno nel sudore
di vivere nel buio e nel dolore
col poco o tristemente con il niente.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Chiusi cornicioni in pezzi cadono
la carrozza non se n'è nemmeno accorta
come del resto la scatola di latta coi re di Danimarca
dipinti sopra
che si ritrova nella sabbia
spostata solo di qualche centimetro

siamo tutti più lontani dal tetto della lampada gialla.

Se mi impunto finirà che davvero piango
fermando lo sguardo
sulle punte di un caro forbicione grigio,
a che serve starmi accanto...



 
 

 
 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Sogna pure, tanto sono fogli di carta.

La carta si può riciclare, strappare,

si può colorare, ci si possono fare

barche o aeroplani.

 

Sogna pure tu, di fogli ne ho a bizzeffe

e te ne posso regalare almeno una cinquantina.

Sono spazi bianchi, sforzati almeno un po'.

Tanto sono leggeri, tanto è la misura dei tuoi disegni

a risparmiare lo spazio.

 

Su quei fogli ho scritto lettere d'amore,

lettere ignorate dal sindaco,

indirizzi a cui spedirle,

manifesti popolari, scarabocchi sovrappensiero,

discorsi più o meno importanti.

 

Si notano poco i fogli,

ma non lasciarli ingiallire nei cassetti della scrivania.

A volte, per errore, ne butti uno buono nel tritacarte

al posto di uno ormai inutile con cui l'avevi confuso.

Non ci piangere mai sopra un foglio:

la carta bagnata è pesante e si strappa facilmente.

 

Non preoccuparti se si stropicciano un po' in tasca

o se a volte restano addirittura in bianco.

Il miglior foglio è quello che aspetta il suo disegno.

Il miglior disegno è di chi non è pittore.

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Amami se puoi
amami anche per una sola notte
o per un istante
oppure quanto tu  vorrai.
Amami
accoglimi nel tuo seno
in quel paradiso
che accende in me il desiderio
fammi entrare
in quello spazio libero
in quella voragine
dove non esiste il tempo
dove la carne diventa spirito
e per un attimo sarò uomo- uccello.
Amami
e senza indugi stringimi
in un peccaminoso Valzer
amami e sfiniscimi
disorientami
annullami
esaltami
feriscimi.
Amami
t’aspetterò  sul bordo di un arcobaleno
e sulla coda di una nota
come in una giostra
girerò intorno all’infinito.
Amami
e ingoia il mio cuore
dissetati
e ubriacati
di veleno d’amore.
Amami
e poi uccidimi
morirò esangue
come muore un  sogno
alle prime luci del mattino
e tra le labbra il tuo nome.
 
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Come non siamo
l'hai detto
annegando l'iride nel fumo
In qualche orbita saremmo altri
chissà dove, un'offerta perenne
una lanterna magica

Ora: frusciano giallastre le foglie
le carte, i nomi

ristagna la mente
con una maschera curiosa
per cuscino
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Domani all’alba vorrei
che il mondo fosse diverso
da oggi,
vorrei che Israele
non odiasse i Palestinesi
e che la Palestina tornasse ad essere
il luogo della Natività;
vorrei che Gesù
tornasse il Galilea
e rifacesse la strada
con i discepoli di Emmaus,
vorrei domani sentire che i ragazzi
non muoiono più
e le mamme non piangano
per la morte dei loro figli,
vorrei domani che il sole
davvero sorgesse per tutti,
perché in fondo siamo fragili
ed esposti al respiro del destino.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Che avrà visto il cieco quando mi vide?

Passai di lì e mi vide davvero.

Pensai fosse ancora la solita frode,

ma tutto il suo buio era sincero.

 

Aveva gli occhi come lumini lontani dal vento,

qualche folata forse dalle processioni intorno,

ma in fondo quel fuoco chi l'ha mai spento?

Nonostante l'orecchio non vorrebbe star fermo.

 

Che vide quel cieco quando mi vide?

Io lo vedo passare ma ci vedo meno di lui;

vede dell'altro, ecco perché sorride;

sorride perché sono balle i giorni più bui.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Parli, perchè non hai nulla
che il tempo ti possa dare
per farti innamorare
e sperare che un giorno nuovo
torni a sbocciare in te
anche se non hai avuto
la fortuna di vivere la vita
con la gioia nel cuore
come volevi tu
Parli, perchè speri di ritrovare
quel tempo perso, e prenderlo
per mano, senza lasciarlo più
e cancellare quello che ti ha fatto
stare male, sulla soglia di un portone
che ha raccolto, la tua desolata storia

 




 
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Dolci labbra
il respiro della vita
l'anima cogli
Un sorso d'aria
sotto gli alberi
carezzevoli
e gioie simili
Ninfa fuggitiva
specchio innocente
sempre in affanno
a provare vere gioie
In quali istanti
incontrerai prati
di calle selvatiche
rifugio di spiriti affini.
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Profilo Autore: Raffaele Di Palma  

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Lucià, lo conosco quel rumore dei baci a vuoto.

E' come chiamare un gatto,

sapendo però che i gatti si stanno accoppiando sui tetti;

è come strofinare le labbra sovrappensiero,

ma senza far caso al fatto che si contorcano in astinenza.

Lucià, questi rumori riecheggiano violenti nelle stanze.

Lo senti quando qualcuno prova il primo bacio da solo,

quando quel rumore fa surf sulle onde dello stereo,

quando qualcuno sembra idiota in questa testardaggine.

Lucià, quando le labbra toccano così il fondo

aprono barattoli di parole e li mangiano col cucchiaio in cucina.

Da sole. Sempre con quello stesso rumore.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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