di stare oltre il mare
sopra le montagne
concedimi il blu
lo spazio infinito
la densità perfetta
concedimi solamente di essere
sospeso in corpo e mente
pelle da sfiorare
concedimi l’introspezione
la magia del tempo
che si ferma
Camminavo sui bastoncelli
con quello sguardo fisso;
Io corro lungo il guscio della chiocciola
s'un'antica mappa disegnata in spire
e la terra d'Utopia ritrovo
(o son solo macchie di tabacco?)
e così più ci metterò.
Ma quante curve strane
e schizzi di tribù in contorsioni;
mi dicevi che quel coso di porcellana
era un vero fossile di vecchi mondi
per aprirmi il portone senza ritorno
e sentivo nel fondo indizi mugghianti.
Per questo un po' fossile era davvero
e ancora voglio credere
che sia stato manto di paguri estinti,
copricapo di condottieri, tesoro di navi,
sacro turibolo d'indigeni
e labirinto leggendario di mosche.
Eppure era solo un guscio a chiazze marroni di terre.
Fossile forse veramente non era
e lo è ora del tempo che mi tende esule un dito
ma so che al mercatino me lo comprò.
Intanto, solo,
sprofondo nel ghiaccio bollente,
attendo e la pioggia voglio
ché quel che manca pioverà,
dal niente pioverà. Dal niente pioverà.
Forse spunterà domani
e sarà piovuto niente.
Ma la chiocciola fischiettava il mare
-sovrappensiero-
anelante nello schiumare
e forse per ricordarsi un po' meglio
quel che non rivedrà.
Io l'ho perso nel fondo di casa
e da anni lo sto ricercando;
dove sei, mio vecchio guscio?!
Un’emozione da togliere il fiato
Colora l’amore
Una magia
La stagione dei fiori

E' faticoso arrampicarsi per il sentiero
che alla cima del monte porta,
lo spettagolo di cui si gode
meraviglioso agli occhi appare
Appaga la fatica, stanne certo, sarai contento
io ci ho provato ed esterefatto sono stato
anche se senza fiato,
apri le braccia ed esso ritorna
ed insieme la volontà di provarci un'altra volta ancora
Se il calore del sole non vuoi che la pelle ti baci
nasconditi sotto la tenda e sentirai il cuore
battere i denti dal freddo.
Odorare non vuoi il profumo del cielo
trattieni il fiato forse morirai
ignorando un'altra opportunità
Se una volta giunto sulla sommità
la veduta che ai tuoi occhi si allarga
non vuoi vedere, tieni la benda che il buio dona
fai due passi in più e cadrai nel vuoto,
il destino che volevi arriverà
ma se il desiderio di tornare indietro
ti sfiorerà la mente, ricorda anche Icaro ci provò
ma gli uomini non hanno ali per volare
Inspira profondamente, pensa intensamente
questo pacchetto è un dono che il tempo vuole farti
è un'opportunità ancora dalla vita offerta
su un piatto d'argento, non sdegnarla
sputerai sangue ma c'è l'ha puoi fare
la vita è bella in ogni modo sempre
amore mio non la sprecare !!
Quando riavvolgo questo nastro
e mi rivedo in questo amore nostro
non c’è nient’altro che abbia un senso
che appartenerci in questo immenso
vuoto che adesso mi addolora
che trasfigura ogni ora
che sia di sera o sia mattino
che sia vittoria o sia declino
sei l’unica che ho… chiamato amore
sei l’unica che ho… chiamato amore
quando la sera sono stanco
vorrei poterti avere a fianco
senza affogare i sogni in un bicchiere
e smettere così di bere
tutto d’un fiato questa vita
troppo difficile da domare
che sia discesa o sia salita
che sia partire o sia aspettare
sei l’unica che ho… chiamato amore
sei l’unica che ho… chiamato amore
quando il silenzio poi mi avvisa
che il tempo è diventato corto
io so indossare una divisa
bussare alla tua porta e dire che è morto
questo amore così giovane
troppo ruvido e troppo sincero
che sia idea oppure immagine
che sia ricordo o sia pensiero
sei l’unica che ho… chiamato amore
sei l’unica che ho… chiamato amore
Il vento sfiora
i tuoi capelli
sei appoggiata alla porta
aspetti che il sole
ti venga a trovare.
Chiudi gli occhi
ed ascolti la musica del mare.
E non c’è nessun dubbio
un equilibrio perfetto
il tuo cuore che cerca l’amore
ogni giorno di più.
Ci morirei di te
ogni volta che vuoi
ci morirei tranquillamente.
Tu che sai dare amore
regina del mio cuore
ora ti posso dire
cosa sarai per me.
Sarai quel mare
l’evento più speciale
la donna dell’amore
anche quando non c’è il sole.
Quella che aspetta
davanti ad una porta.
Ci morirei di te
Regina del mio cuore
ogni volta che vorrai
io ci sarò
dietro la porta
e aspetterò impaziente
accarezzandoti insieme al vento.
cigolante
come una nave nel porto
Accarezzando i contorni delimitati dal paesaggio
il mare annusa l’aria
assaggiando nuovi sapori ed acri profumi
Nel suo corpo
crespe d’onda
strade obbligate, dalla luna delineate
Chiama a raccolta anche ciò che non vorrebbe la natura
la sera lo impone ed il mare annuisce
Drastico il segnale del tempo
che vibra i momenti
Assaggia la stagione
questo nuovo mondo alla deriva
dondolami dentro l’indaco
fammi volare
dentro il viola che diventa blu
dipingimi
tra il fresco e la serenità
nascondimi dentro le labbra
stringimi sopra ogni cosa
fammi sognare
dentro l’amaranto che diventa rosso
segnami
tra passione ed amore
vestimi di pelle tua
adornami con ghirlanda di gocce
portami via
dentro il bianco che diventa azzurro
insegnami
tra l’io e l’es
fammi volare
fammi sognare
fammi amare
fino a quando
acqua e terra
aria e fuoco
non diventeranno tuttuno
Mi sfrutta.
Mi teme.
Mi cinge con dita tremanti,
piu bianche se vuoi delle cere.
Mi cerca al bisogno, sennò non mi guarda,
io nera memoria del lento suo dramma.
Son plastica e ferro con dentro il suo umore,
dì come potrei io lenirgli il dolore?
Non fossi una penna e con questo colore.
Non fossi d'inchiostro.
Se avessi anch'io un cuore.
La fresca gentilezza del tuo sorriso
accarezza gli sguardi incantati
e la grazia dei tuoi gesti è melodia
che addolcisce lo spazio che ti circonda.
Sei puro come un fiocco di neve
che sta per toccare terra, e vibrante
come violini tzigani agli sposalizi.
Sei incontaminata isola d'innocenza
in mezzo alle acque tormentate
dall'insulso furore di chi si dice adulto.
Soffro al pensare che la tua amabilità di sentimenti
possa essere violentata dall'incalzare degli eventi,
aggredita dagli atteggiamenti ingannevoli di un mondo
che si esprime con squallidi atti vestiti a festa,
frustrata dall’invasiva sete di sopraffazione
che anima i gesti più futili dei singoli individui.
So che non v'è rifugio, né riparo, né asilo
che possa essere scudo insuperabile alla bile
che monta costante dalle viscere dell’umanità.
Ma noi, che ti amiamo,
ci armeremo di occhi vigili, di orecchie attente,
persino di braccia potenti, per donarti una serena transizione
dall’attuale candore fin alla soglia del peccato originale,
che non è quello con cui si nasce,
bensì quello che incontriamo, inevitabilmente,
a toglierci ogni traccia d'innocenza e soavità,
durante il nostro cammino verso il nulla senza respiro.
Di più non potremo fare.
Starà a te, e solo a te,
non oltrepassare quella sinistra soglia.
Là al Foro si voltano un attimo
e tornano a festeggiare le loro proteste
con un certo volume troppo basso
Il fiume intanto parla nel sonno
con la sua coperta raccorciata a morsi
Le madonne in vacanza galleggiano
dove non c'è sale
accanto agli isolotti deserti delle anatre rimaste
Loro sono rintanati
e chissà in quale di questi buchi
Tolgono il fiato a San Bartolomeo
un po' per pudore
un po' per i fumi nella foga di lavorare
Regalano spille usurate ai segreti che non hanno
e vecchi con l'oro in bocca
l'argento fra i capelli
e il piombo sulle gambe
spazzano i cortili
come per pulire pigotte mai animate
Si perdono dietro i fogliami
fili elettrici
cimiteri di scorribande
miagolii
grida di ragazzini
prospettive inglesi
e mentre i citofoni confondono le voci
e le voci le dita
si fa l'inventario dei secoli
passati a guardarci alla finestra
della mia tristezza
che si fa sconforto
nell’io quotidiano
mi vien di pensare
che tutto va male
che tutto è al contrario
di come dovrebbe,
che la morte sovrasta la vita
che l’amore è al contrario di sempre
che l’uomo fa leggi che non vuole nessuno
l’impero il potere il dolore
son come serpenti di un Eden nefasto,
che i fiumi ci odiano
e i monti ci uccidono
che il mare ruggisce
tremendo a vedersi.
Nelle pieghe della mia tristezza
il mondo è al contrario
con tanto di male che sradica il bene.
ho preso il coraggio a due mani per scriverla, dopo aver letto le profondissime/bellissime poesie di Demetrio-"non sarò mai il poeta"- "l'mbrunire" di Raffaello e "l'ultima speranza" di renato, che mi hanno letteralmente folgorato, vi ringrazio e scusate.nanni
in punta di piedi
senza far rumore.
Sfumerà la mia immagine
lentamente
come una canzone.
Poi sarò finalmente libero.
Andrò giù
un'ultima volta
a confondere i miei passi
con la gente,
prima di apparire
dall'altra parte della vita
a ritrovare Te
per camminare insieme
ad occhi spalancati da turisti
e celebrare ciò che gli altri
chiamano soltanto morte.










