ascoltando voci del vento
ho guardato il mondo
mirando ed ammirando
gocce di poesia
fatte di zucchero profumato
e mazzi di lavanda
sbeffeggiato dal sole
che si nascondeva agli occhi
ho raccolto colori profondi
levigati da onde
che portavano a loro
e con loro
segreti per pochi
vestito di nuovo
ho avvolto il corpo
in delizie di Giugno
silenziosamente assonanti
con i respiri dei vigneti
liberi di parlare
di antica natura
mi sono bagnato
di questa leggera estate
profumando polsi
e guance
di spazio infinito
aperto e terso
come mai prima
nun llo sò ma pe mme è 'n gran soriso,
na gioja ch'ariva senza preavviso,
è là 'ndo gnente è nojoso,
tutto è svejo ma è più dorce der riposo,
è 'n poraccio cor soriso radioso,
na bianca sposa ch'aritrova lo sposo.
E de na cosa sò certo
è come 'n gran concerto,
ogni anima na nota
tutte stanno 'n arta quota,
è na gran danza na gran rota,
nun c'è pià la tua la mia,
solo n'infinita euforia,
tutte sò na sola sinfonia.
Ognuno qua è spettatore,
ognuno fa da esecutore,
è' 'r capolavoro der gran direttore.
Va in briciole ogni mio sorriso
si spoglia di tracce passate
e senza peso sospeso sui respiri
vola via anche l’ultimo grido
I passi si muovono lenti
si smarriscono oltre la tristezza
là dove la speranza non ha parole
e la luce piano si spegne
Mi scuote solo il vento
lasciando un livido sul viso
mentre la paura
inganna la falsa armonia
che abita oltre la mia porta
E ingoio lacrime
da dietro una maschera
che più non mi appartiene
mentre si spengono le stelle
e m’involo oltre la porta
come una farfalla senza le ali
incontro al destino
nel vento e nella notte nera,
come orchestre le cicale
friniscono tra gli alberi un pugno d'emozione.
E se per un solo istante accendo la luce,
...zittiscono!
Solo il vento continua a travolgere
quest' estate pellegrina.
il chiarore della via
mi rammenta la vacanza che verrà
Attira il sole nel cielo chiaro
al suo solito posto
alto
Ombre e luci si riflettono sull’asfalto, mosse da leggeri fili d’aria
I passi sono pesanti ed il respiro lento
Brucia l’erba abbandonata e senza padrone
All’orizzonte tutto è nascosto
Trascorre la giornata, tra aria fresca e persone abbronzate
Arriva lentamente la sera, che si oscura solo a tarda ora
Mi siedo osservando il luogo, i tetti e le stelle
La luna le accompagna
si sta trasformando
illuminati sono i suoi mari e l’intorno
La tranquillità si espande, senza fine
Non ho voglia di rientrare e qui mi vorrei addormentare
e ci sono ragioni per aspettare
per diventare un vincente
e cancellare il peccatore
sono stato via per molto tempo
dal mio corpo
ho abbandonato a lungo
le emozioni ed i sogni
ho pianto
anche quando non dovevo
ho sofferto
anche quando non potevo
sono stato leggero
per non pesare
sono stato ombra
per non ammaliare
è dura la vita
quando la vivi
quando spingi forte
e non riesci
è dura la vita
quando ti afferra
quando non puoi evitarla
e ti senti rincorso
è un lungo volo
che parte dalla mente
ed arriva dentro il corpo
ed ancora oltre
indugiando con prontezza le tue succose prede.
Parole spente traboccano dalle tue tetre fauci ingenti ,
di falsi sorrisi e grani di pregiudizi.
Con foga furbizia canti le lodi del tuo Io,
frantumando le stirpi di ingenui versi .
I tuoi contorti pensieri si tessono come serpi,
sputando veleno su chi non ti decanta.
Indietro a ripijà tutti l'anni mia
cacherei 'n testa a quella spia,
poi co' abbile manovra virerei
portanno 'n saluto all'arabbi e all'ebbrei,
volerei a capo de tutti 'i cortei,
sur cranio de l'infami beccherei,
volerei felice su la montagna,
asciugherei le lecrime de che se lagna,
a li bastardi starei sempre a le carcagna,
cercanno de nun cadè ne la fogna.
Riscenne a tera è 'na bella rogna
ma quest'è 'r rischio de chi sogna.
i turbanti rosati che mi sono apparsi
e credo non sia comune incontrarli insieme e
toglierseli facilmente dal pensiero -
tornerà così il primo dei due
e la neve sulle cime dei monti sopra Malcèsine
veniva sollevata magicamente dalle rocce
il dolore mi permetteva almeno il cammino
o era un velo alzato dalle spose
per dare alla sorella
quei baci ripetuti
il pane in tante briciole
da colomba.

come dal primo attimo
quando i nostri sguardi
si fusero in uno solo
Chiamami, amore,
raccoglierò le piume perse
dai gabbiani sulla spiaggia, ali ne farò
e da te verrò ovunque tu sei o sarai
Chiamami piccolo amore,
anche se immensa son per te,
immensa nell'anima, nel pensiero
che tu riempi con i fiori
sbocciati dai tuoi capelli
Chiamami amore,
ed ogni carezza che verrà
sarà una nuova, bellissima novità,
tra le tue braccia di passione tremerò
come la nostra prima volta
Ti chiamo amore, ti chiamo forte
come il vento che porta
in viaggio le nuvole per i cieli immensi,
che fa danzare i tuoi capelli
e brillare gli occhi tuoi belli
Ti chiamo amore,
leggo sulle tue labbra
le parole rese mute da Dio
affinchè tu col cuore e con l'anima possa parlare
Il nostro nome è Amore
e nell'aurora che ogni dì ci saluta
ci scioglieremo come neve al sole
emanando nell'aria il profumo
della nostra essenza
e nutro emozioni che
vibrano come foglie cadute,
attorniate da sfumature autunnali
che rammentano
la bellezza dei tuoi occhi …
Rosso è il tramonto che spazia nei cieli
della tua bocca e le brume dei respiri
scivolano sul mio petto saziato dal tuo calore.
Ama me !!!
Un umile uomo ,
che viaggia tra i binari della tua esistenza ,
cercando nei giardini di speranze innate nella danza del tempo …
… la luce del nostro amore.
stavamo tutti sur confine
chi a cortivà piantine
chi a combatte co le medicine
chi a cercà le veline
chi a svotà le vetrine
chi a rubbà le galline
chi nun conosceva le tabbelline
chi smorzava le candeline
che te faceva le moine
chi dormiva su le panchine
chi s'allisciava le ballerine
chi se tojeva le spine
chi scappava su le colline;
tutto sto casino de gente
che s'aggitava pe gnente
su 'sta sfera ardente
che girava coerente;
io annavo controcorente
come er barcarolo d'antica memoria
e qua finisce la storia
semo tutti iti in gloria
su li campi celesti,si,
tutti a fa cicoria.

e vieni via con me
qui c’è tanfo di rugiada
parole senza via d’uscita
e il cuore si è arruffato
arreso all’avversità.
Vieni tra le mie braccia
so che anche tu lo vuoi
varcheremo il confine
dell’ibrido orizzonte
e non lasceremo tracce
in questa umanità.
Lo senti anche tu il richiamo?
Lo senti il profumo?
E’ la vita travestita da morte
è l’amore truccato da sorte
è Dio negligente e ferito
son io stanco e piegato
che cerco la scia del nostro respiro
impigliato tra la lingua e i denti
nel dubbio e nell’incoscienza
tra le nuvole e i fili d’erba
di un inutile rimanere.
Vieni e voleremo oltre il tramonto
l’alba non è mai stata così perfetta.








