Gioco
allegramente con la mia Vita
tra spine erba e pozzanghere
e il mio ego
sorride soave
tra le pagine dei giorni
Cristalli
sui ghiacciai
mentre
Cavalli Nitriscono
e gracidano i rospi nello stagno
nel pianto di un sorriso
 
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Profilo Autore: fgl  

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Leggo tutte le poesie
Belle facili e armoniose
Come fossero le rose
Di un prato di armonie,
Ma di tutte non so dire
Quale fosse la più bella
So soltanto che l’ardire
Dello sguardo di una stella
Suggerisce che l’amore
È la parte della vita
Che da luce nel colore
Alla disputa infinita
Della dolce poesia
Che risplende di armonia
E per questo in quella stella
Do un augurio ad Antonella.
 
 Buon compleanno
Nanni 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Non ho altro da offrirmi

che questo vento fortunale;

spacca i rami,

forse spacca e basta.

 

Chiudo allora gli occhi,

non li riapro.

Non ho altro da offrirmi

che la sua rabbia,

che gratta via le nubi

da un termosifone arrugginito.

 

Mi dice di tacere.

E' lui la mia voce ora.

Tutte le parole

che non ho saputo dire agli uccelli

le sta sputando in alto.

 

Mi addormento al suo urlo pulito.

Barzellette imprecise

passano da ogni fessura marcia.

E' la guerra che mi voglio meritare.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Vorrei essere una pietra,
inerte, impassibile, tranquilla,
incorruttibile,
dolcemente e lentamente
levigata dalla carezza
dell’acqua corrente e piovana,
dai sospiri degli innamorati
che mi incrociano nel cammino,
dal sangue dei soldati
che si uccidono per conquistare
altre pietre,
dal sudore dei contadini
immobili al sole tiepido
in attesa di un'altra primavera.
Vorrei essere una pietra
con lo sguardo lungo e
immobile delle stelle,
rubare le preghiere
degli eremiti e dei passanti
e avvicinarmi così all’origine del granito,
del sogno,
dell’impassibilità.

 
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Mille rumori 
impediscono il sonno. 

Fitte allo stomaco 
mi inducono ad alzarmi. 

Cammino per casa 
nell’assoluto silenzio. 

Regna la pace 
nella confusione mentale. 

Ombre accompagnano 
questa notte interminabile.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Per la via che ti mostrai
solo spigoli e piante carnivore, restano oggi a far da sponda
a segnar il percorso, che fu di lana e paglia
sotto suole dure, lise, ma decise

Il vento indaffarato nei boschi, si rifiuta di seguirlo
su dirupi, pietre, scaglie e polvere
rotolano, si dileguano scivolando
 
Pazzi echi, si sgretolano fra grotte
alberi e rocce stropicciate, che abitano qui

Sei inciampata sulla via che era facile e vicina
per i tuoi rossetti colorati, per la tua età debole e scellerata
i tuoi passi ubriachi e barcollanti

Hai ospitato il gatto e la volpe, che hanno visto l'affare

Compromesso è stato il percorso 
ed irta la strada abbandonata

Hai lasciato che i tuoi pensieri diventassero amici di altri
infausti e ladri
e se ne andassero a braccio, verso un faro diamante

Ti ho preso per i capelli, lavato il corpo
ricomposta la mente, raddrizzato il viso e parlato soavemente
con gli occhi di un tempo, con le stesse intenzioni

Il tendone del circo, è vicino al tuo indirizzo

è sempre in attesa di una tua esibizione
del tuo arrivo





 




















 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Non cercavo nulla stamattina

se non sbrigare una faccenda quotidiana

ma la brina

sconfina da sè a granelli dalle orme al sole.

Come il garzone del pane che ogni mattina

entra in casa 
con la sua voce strozzata.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Sempre  più spesso sono assalito da una immensa 
pigrizia, come se mi fossi già stancato di respirare.
Penso di fare una cosa, poi mi dico: a che pro? 
Così ci ripenso e lascio stare.

Guardo i giovani senza invidia.
In mezzo a tanto dolore nel mondo,
so di essere stato più fortunato di molti di loro.
Ma anche a me, alla fine, non resterà nulla.

Non mi pongo nemmeno più la domanda
del perché mi sono ritrovato su questa Terra,
perché almeno una cosa l'ho capita, 
che la risposta è al di fuori della nostra portata.

Il testamento, per quel poco che ho,
l'ho già scritto e messo nel cassetto.
Ho anche disposto di essere cremato,
sarà più semplice trovare posto al cimitero.

M'accorgo che chiudo sempre più spesso gli occhi,
come a voler fare esperienza del buio eterno che m'aspetta.
Ascolto con sottile masochismo il Requiem di Fauré,
e m'arrabbio con chi non è venuto al mio funerale
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Profilo Autore: Falug  

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Tutte le donne nel Rap sono pezzi di carne

con le ossa graffiate e i figli morti di fame

Sai le donne del Rap si sono già emancipate

col rossetto alle labbra ma due palle quadrate

 

Le trovi marchiate con tatuaggi sulla pelle

si truccano gli occhi ma non raccontano balle

danno schiaffi agli amanti contro le scritte sui muri

altre hanno case d'inverno ma loro restano fuori

 

Senza ideali vendono caro il loro corpo

ma solo quando si buttano e sferrano un colpo

sono macchine rifatte senza il bisogno di un antifurto

A forza di rime combattono un Occidente contorto

 

Tutte le donne nel Rap sono le donne del capo

sono l'accessorio serale di un gioco malato

Ma le donne del Rap hanno strappato a morsi il guinzaglio

e non erano cani, a qualcuno hanno creato scompiglio

 

Tengono testa a testate a qualche testa di cazzo virile

ma quando t'accarezzano c'è tutta la forza femminile

C'è ancora qualcuno che ha interpretato male la natura

hanno morso le sbarre e sono uscite da un'altra galera

 

Era quel carcere in cui i mariti violenti buttavano le chiavi

Erano rari i pentimenti di chi aveva gli occhi più nuovi

e brave che vestono l'anima con quel che vogliono vestire

Le modelle sono troppo svilite per potersi cambiare

 

Sono ancora in poche ad aver conquistato un locale

le donne del Rap girano sole e nessuno le può stuprare

o ti castrano a mano e ti fanno capire cos'è il male

e un'ora dopo le trovi sotto le stelle a farsi marchiare

 

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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E' na pace senza fardello
sta davanti ar focherello,
passà sto tempo così bello,
pensi a la giovinezza che se n'è annata
veloce come da matina a la serata,
come na breve passeggiata,
te la sei bevuta tutta de 'n sorzo
poi te rimane er rimorzo,
si er monno è 'n discorzo
noi semo na virgoletta,
tante anzie sempre de fretta,
ma nun sai che t'aspetta
la vita è 'n foco deggenere
se ne va l'anonimo e 'r celebbre
tutto va a finì come la cenere,
brucia l'anni, li dolori, le passioni,
l'abbracci, le rotture de cojoni,
quà nun c'è amnistia.
li sorisi, li scazzi, l'allegria
tutto viè portato via,
nun rimane gnente e nisuno,
tanto la vita viè da 'n grumo,
poi a la fime na fiammetta e 'n pò de fumo.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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E ritrovo in una spuma bianca
l'estate della mia vita,
a piedi nudi granello dopo granello la salsedine,
istanti fragili,  fuggevoli,
frammenti  di ricordi
e dettagli incancellabili...
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Freddo e grigiore,
polvere e fango.
Meditazioni indefinite
s’ annullano nella magnificenza
di una disprezzata penombra.
 
Solitudine immobile
attraversata da nuvole.
Colori umbratili ed evanescenti
come i toni di un paesaggio
disperso in nostalgici sorrisi.
 
L’aria è fredda
e il vento sibila
tra le foglie secche,
affastellate in impalpabili paludi.
 
Rumore di mulinelli
fra mura ingrigite
e scrosci irregolari di pioggia.
 
Sulle onde fiacche
di un lago diafano,
tra stanchezza di palpebre
e indifferenza di gesti,
si spegne la mia sete di verità.
 
Fuori dell’uscio di casa
suoni tristi e rabbiosi
avvolgono la disperazione dell’anima
con parole assenti di anonima protesta.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Maledetto il vivere con un senso;

già: quello più distorto.

Maledetto tutto ciò che penso.

Non ha paura chi è già morto.

 

Maledette le bastarde coincidenze,

l'unica via per una volta solitaria.

Tutti gli insulti alle scemenze,

il bruciore di una processionaria.

 

Maledetta questa vita a digiuno,

ma dal digiuno il sangue porta al cervello

ciò che non può capire nessuno:

non capire niente è così bello!

 

Maledette le sorprese a tarda notte,

gli incontri che ha voluto il destino,

ogni singola serpe che ti fotte,

il prezzo della resa non lo riporta il listino.

 

Ti amo piccolo dolce mattatoio:

questa lenta morte mi tiene compagnia:

non il taglio netto di un rasoio,

ma la morte che lenta mi porta via.

 

Mi porta via senza l'inganno degli stili;

senza lo scrupolo della punteggiatura.

Senza neppure tagliare i fili,

senza neppure farmi una puntura.

 

Ora che si incrociano i destini

voglio lasciarmici schiacciare contro

e per i palati più sopraffini

mi ci lascerò spazzare dentro.

 

Aveva un amante la scienza,

così pure l'amore ma non la crudeltà.

Ho un banchino solitario in una stanza:

l'unico sfuggito alla realtà!

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Io giocavo con la tua foto
come un gatto
temporeggia al sole;
aspettavo la tua venuta
o partenza,
poi mi accorsi
che eri nel mezzo.
L'ultima pagina era solo
un sogno scolorito
di pause.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

Questo autore ha pubblicato 261 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
fotografo il vento
mi culla
mentre mi risveglio
dalla vita eterna
AMEN
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Profilo Autore: fgl  

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