La guerra l'ho vinta ma l'ho persa.
I perdenti se ne vanno timbrati di lacrime
e i vincitori cancellano il rossetto dalle rocce.
Vola solo del bitume in questa fittezza infernale
e le travi reggono il peso morale degli eroi.
Ma tanto morirà ogni soldato:
chiamala guerra, chiamalo gioco;
quando arriva il momento
crolla il palco con tutti gli attori.
Cosa rimane?
La mania della certezza.
E da quel buco, ci potete giurare,
non esce mai nessuno:
il cordone ombelicale si spezza prima.
la trovo cosa piccola e stupida
che la lolita di turno
mi suscita meno interesse dello sfondo
che lascia al passaggio
cheppure l'eccentrismo
l'irraziocinio che shokka
non si potrà mai paragonare
all'ebbrezza del cambiare la lampadina
il dito dell'uomo della cappella sistina
che si avvicina al filo scoperto
fluorescente
per quel che sento dentro
lolita potrebbe pure andare a scamazzarsi
nella prima onda passionale da mestruo
sotto il ghigno della luna viola
in questi giorni amerei solo la cocotte
smaturata di gozzano
una che quando si fa uscire una parola
sa dove farla arrivare
amare come una mamma che ti ama
e ti da il suo amore in latte e capezzoli
e carezze calde
un amore commosso primordiale
che me lo fa alzare
pure adesso mentre scrivo
ma alla fine amo il dopo
soltanto il multiverso
creato su misura a quella cocotte in versi
alla fine amo gozzano
ma alla fine,
proprio solo quando finisce il pezzo
e il mondo torna a capo
Arsi di siccità
boccheggianti nei piatti
troppo pieni
Senza nostalgia
degli automi soffrono
immortalmente lesi
alle giunture
E nessun dolore inizia
né finisce, in oblio d’occhi
troppo vuoti
Mentre oltre i muri
cirri bianchi corrono
in assenza di aquiloni
[mentre fuori piove]
e i bambini piangono
con i piedi nelle pozzanghere
un amico lontano
fra nebbie che coprono il cielo
non può regalare un sorriso,
ma io lo sostengo
con versi indelebili
di forte amicizia
e con tanto vigore
che credo domani col sole
che l’alba riporta dai monti
ritorni a cantare
con me.
forza Enzo
come dame di corte circondano la regina,
regina della notte di bellezza brilla
Lei più non ispira il mio cuore
di versi per far poesia
Oh Calliope Musa ispiratrice
di grandi e piccoli scrittori,
dove sei? Lontana da me anni luce
ed io poetessa mancata sono ormai
Dentro l'anima mia un urlo scaturisce
arriva in alto fino a squarciare l'universo,
piovono gocce d'argento dal cielo
vestono gli alberi di fiori preziosi
Preziosi come gli sguardi tuoi,
come i battiti del tuo cuore
musica soave quando li ascolto
mentre dormi sereno come un bambino
Gocce di mercurio
ricoprono la terra di erba profumata,
profumata come ogni lieve carezza
che sul mio viso posi ….
Gocce di mercurio dolci come miele,
sono baci donati alle mie labbra,
li assaporo frutti della passione,
quella passione che da sempre ci lega
Lo squarcio nell'universo si chiude
la luce della luna mi illumina
la Musa si è ricordata nuovamente di me
emozionata dal nostro amore
Sì - luccichii di grigio
è in tavola una processione di relitti
una mirabile esposizione
di cornini di limacce con Victoria come capitale
sopracciglia le tue, ombretto di malva di muffe
quante parole amica da pressare una sull'altra
assemblare
fogli d'album dentro uno stupido filo di refe
spezzato in fretta coi denti.
della foglia che cade,
nella pioggia prosciugata
dal sole di passioni estive,
nei lucernari dei viottoli randagi,
nel flebile ondeggiare
delle candele bianche di chiesa,
nell'aria compressa
dalle mani giunte dei mistici,
nel mormorìo sommesso
di labbra angosciate
dai tuoni della guerra,
nei rumori delle piazze
e delle strade solcate
da regine e miseri musicanti,
nell'angusta ottusità di un infinito
che mi scoppia nelle vene.
preoccupazione
pensieri che si sovrappongono.
Un momento critico
molte persone a te care
sono con te.
Anche se lontani
gli amici come me
ti vogliono bene, ti pensano.
Manchi tanto
a tutti noi
la tua assenza pesa.
Tu che pensi sempre a tutti
adesso noi
pensiamo a te.
Ti aspettiamo fra noi
come e più di prima
non sei solo.
TANTI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE, TI ASPETTIAMO TUTTI CON ANSIA, SEI IL NOSTRO AMICO CARISSIMO, QUESTA FAMIGLIA LAI CREATA TU, QUA E' IL TUO POSTO CON NOI, GRAZIE DI TUTTO A PRESTO, UN ABBRACCIO IMMENSO, CIAO ENZO.
Belle facili e armoniose
Come fossero le rose
Di un prato di armonie,
Ma di tutte non so dire
Quale fosse la più bella
So soltanto che l’ardire
Dello sguardo di una stella
Suggerisce che l’amore
È la parte della vita
Che da luce nel colore
Alla disputa infinita
Della dolce poesia
Che risplende di armonia
E per questo in quella stella
Do un augurio ad Antonella.
Buon compleanno
Nanni
Non ho altro da offrirmi
che questo vento fortunale;
spacca i rami,
forse spacca e basta.
Chiudo allora gli occhi,
non li riapro.
Non ho altro da offrirmi
che la sua rabbia,
che gratta via le nubi
da un termosifone arrugginito.
Mi dice di tacere.
E' lui la mia voce ora.
Tutte le parole
che non ho saputo dire agli uccelli
le sta sputando in alto.
Mi addormento al suo urlo pulito.
Barzellette imprecise
passano da ogni fessura marcia.
E' la guerra che mi voglio meritare.
inerte, impassibile, tranquilla,
incorruttibile,
dolcemente e lentamente
levigata dalla carezza
dell’acqua corrente e piovana,
dai sospiri degli innamorati
che mi incrociano nel cammino,
dal sangue dei soldati
che si uccidono per conquistare
altre pietre,
dal sudore dei contadini
immobili al sole tiepido
in attesa di un'altra primavera.
Vorrei essere una pietra
con lo sguardo lungo e
immobile delle stelle,
rubare le preghiere
degli eremiti e dei passanti
e avvicinarmi così all’origine del granito,
del sogno,
dell’impassibilità.
solo spigoli e piante carnivore, restano oggi a far da sponda
a segnar il percorso, che fu di lana e paglia
sotto suole dure, lise, ma decise
Il vento indaffarato nei boschi, si rifiuta di seguirlo
su dirupi, pietre, scaglie e polvere
rotolano, si dileguano scivolando
Pazzi echi, si sgretolano fra grotte
alberi e rocce stropicciate, che abitano qui
Sei inciampata sulla via che era facile e vicina
per i tuoi rossetti colorati, per la tua età debole e scellerata
i tuoi passi ubriachi e barcollanti
Hai ospitato il gatto e la volpe, che hanno visto l'affare
Compromesso è stato il percorso
ed irta la strada abbandonata
Hai lasciato che i tuoi pensieri diventassero amici di altri
infausti e ladri
e se ne andassero a braccio, verso un faro diamante
Ti ho preso per i capelli, lavato il corpo
ricomposta la mente, raddrizzato il viso e parlato soavemente
con gli occhi di un tempo, con le stesse intenzioni
Il tendone del circo, è vicino al tuo indirizzo
è sempre in attesa di una tua esibizione
del tuo arrivo







