dove tutto sembra
Nei campi terrazzati
a raccogliere il sole
tra le foglie ingiallite.
Più in là
un ciclamino un fiore di lillà
un gretto crepuscolo
scendi tra i prati umidi
di guazza;
tuffati nel bosco,
rompi per primo
le trame dei ragni
i cui fili di seta
sono perlati dalle gocce
di rugiada.
Odora i profumi freschi
inebrianti della natura;
osserva la multiforme veste
di cui si ricopre la terra;
corri sui campi,
renditi ragione
del senso di libertà;
vivi la gioia naturale
che ti pervade.
non voglio che si perda
tutt’intorno,
non voglio che l’aria rubi
qualche sospiro,
qualche briciola di carezza.
Per me,
solo per me
questa dolce tenerezza
che nasce tra i baci
e scorre sulla pelle.
Non voglio svegliare le stelle,
mi basta questa luce fioca,
magia di brividi.
…La luna?...
No,
non ti curare…
lei è lì
tutte le notti,
lei sa,
lei non ruba…
Complice e discreta,
strizza l’occhio,
sorride,
si gira
e
lascia fare!...
si erge in cielo,
ci stritola le tempie,
ne fa brandello.
Ci dimeniamo
nel reflusso gastrico
di una vita
mai abbastanza piena,
colma di tutto l'inutile:
schiamazzi, urla, grida,
pensieri.
E allora che ci crolli in testa,
che i cocci cadano
in ogni angolo
che scompaia per sempre
ciò che ci divise dalla luce,
che la filtra,
la rende illegibile.
O crolla il mondo,
o crolli tu.
mi piace questo tuo
non comprendere
il mio parlare
tu mi dici
visionario
ed io puntualmente
ti amo
tu non conosci le spine
ma hai odorato le rose
e hai giocato nel mio dolore
con l'amore
tu non mi concedi di parlare
al tuo cuore
vuoi solo sesso
vuoi solo notti accese
da lune
tu non mi conosci eppure
sei venuta sorridendo
con la falce in mano
per andare
nel tuo mondo
mi hai chiesto di amarti
rivoli di rugiada
coprono l'orizzonte
intravedo alberi
dai colori verdi e gialli
che sembrano appoggiarsi
a questa stagione
anche oggi
il tempo sembra difficile
l'autunno scivola sulle spalle
come sferzata di vento
quasi non ho voglia
ancora riguardo le note
che suona il mondo esterno
e riverberano sulla mia pelle
in dissonanti melodie
eppure dovrei amarlo
guardo allo specchio
il lento decadere
della natura e dei pensieri
misto al rigoglire
dei frutti di stagioni
e dei sogni cerco
e ne sento la fragranza
in turbinio di emozioni
mi distendo su foglie cadute
ed ascolto il silenzio dell'autunno
come scintille d' agave
nei territori del meriggio,
naufragi assolati di stelle
e diluvio primaverile di parole,
notturno chiacchierò,
inginocchiandosi sconcertato
ai romanzi dell' animo.
Primule indifese
all' alba del solstizio,
planisfero sentimentale,
palpito d' intelletto
e parafrasi d' universo,
così i lucernari del sogno
confusero il loro bisogno.
Il bacio dell' immaginazione
scricchiolò come cuore accartocciato
tra petali d' angoscia e nostalgia
e i lucernari del sogno,
timidi ambasciatori d' utopia,
amarono silenziosamente notturno
spremuto in gocce di malinconia.

Fulgido fascio dona…
In vita, un giùbilo!
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La poesiola è stata forgiata, secondo lo stile metrico dell’haiku giapponese, scorrendo un aforisma di Gustave Flaubert, scrittore francese del 1800, conosciuto soprattutto per essere l'autore del romanzo Madame Bovary:
“Il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra, ma si regala”.
quer venticello discreto e birichino,
che nasce e, incosciente, va a planà
dove c’è solo bisogno de sognà.
Ma, a vorte, puro lui è sparagnino,
se spenge proprio quanno è a te vicino.
E’ inutile allora lusingà,
cambia la musica, ’nce sta niente da fa.
Ora però je faccio na preghiera
perché a necessità è proprio vera.
Parlasse ad Eolo e a le divinità,
de famme trovà donna…pe fatte lavorà.
Che se nun ce sta materia prima
nun ce sta nemmeno…er clima,
de fatte manco appena soffià,
er tuo sarebbe solo uno “spirà”.
Giallo sole
il mio limone
Arancio tramonto
le mie esperidi
Nero inchiostro
le mie more
Rosso fuoco
le mie dita appena punte
e la mia pelle graffiata
da grovigli di rami e spine
Con cura infilzo sullo stelo slanciato
le mie more di rovo selvatico
Imbrunite le mie labbra
Incavo scuro le mie mani
Nero
il colore dei miei frutti perduti
Nei miei occhi
passaggi di memorie

Lasciati trasportare dalle melodie
dei ricordi del cuore ogni canzone
a una sua emozione accompagnata ad un evento
in volo nei luoghi dove ti sussurra il cuore
pagine della nostra vita
ascoltiamo nel silenzio momenti intesi
incatenati nell'anima
che diventa un concerto
e ci vestiamo al suono di vento
sotto un cielo
io di me ho solo note
sorrido ai ricordi del cuore
con il tuo solito rumore
puntuale, preciso.
Mi piace ascoltare il tuo dolce suono,
mi accarezza, mi fa immaginare
un mare di sogni ed emozioni.
Scendo in strada
la gente è nervosa
nessuno ti adora come me.
Le luci delle automobili
disegnano sfumature
quasi un arcobaleno in movimento.
Tu stai li...
ai margini della strada
come volessi far dispetti ai passanti.
Continui a scendere
goccia...
dopo goccia.
con una spada di fuoco,
una giostra sinti in perpetuo movimento,
che balla di colori accesi e discesi;
la mia persona arde fatua,
dacché svolazza disinvolta e spreme
di guardia aceto di mele.
Ho lasciato il mio cuore
in un cellofan di resina,
a riposare tutta la notte,
ed ora è di nuovo lucido e
presentabilmente bello.
Il tuo regno notturno non mi spaventa,
solo è miserabile e
immeritamente autunnale,
quel palpito che guardandoti
dovrebbe ridere
e voltarsi chino,
e invece imbrunisce,
e bulimico impreca d'attesa.












