Veloce corre il treno
ormai lontano dal saluto
allegro viaggio
disegnato per i bambini
nuovi colori nuovi orizzonti
tempo di crescere
tempo di scoprire
accompagnati dalla magia
silenziosità profumata
di luoghi inaspettati
giusta goliardicità
giocata al ritmo giusto
magia nascosta
dietro candidi segreti
magia esplosa
tra sorrisi e vestiti colorati
corse e canti
danze e qualche lacrima
la magia di essere lontani
la magia di crescere
ormai lontano dal saluto
allegro viaggio
disegnato per i bambini
nuovi colori nuovi orizzonti
tempo di crescere
tempo di scoprire
accompagnati dalla magia
silenziosità profumata
di luoghi inaspettati
giusta goliardicità
giocata al ritmo giusto
magia nascosta
dietro candidi segreti
magia esplosa
tra sorrisi e vestiti colorati
corse e canti
danze e qualche lacrima
la magia di essere lontani
la magia di crescere
2 commenti
CLAWN
SIMPATICO AMICO,
APPARI UN ESSERE AMBIGUO.
PERCHE’ CELI LA TUA IMMAGINE
OSANDO SMARRIRE
LA TUA VERA IDENTITA’.
I TUOI OCCHI RIVELANO LO STRAZIO
DI UNA VITA SOFFERTA,
BENSI’ LE LABBRA AD UN SORRISO
SI SCHIUDONO, COME PRIMULA
AL NOVELLO SOLE.
AMICO CLAWN, PERCHE’ TI CELI,
FORSE TAL MODO TI SENTIRAI DIFESO
A NARRAR LIBERAMENTE LA REALTA’.
SARAI PIU’ ABILE A BIASIMARE
LA CORRUZIONE, IL MALE,
LA DEBOLEZZA DEL CUORE.
LA VERITA’ IN TE RACCHIUSA
E’ TANTA PERO’
E COL TUO VOLUTO TRAVESTIR
DIVENTI SPECCHIO
DI NOI PAGLIACCI PONDERATI,
CHE TACCIAMO L’IPOCRISIA
ALLA VERA VITA.
SIMPATICO AMICO,
APPARI UN ESSERE AMBIGUO.
PERCHE’ CELI LA TUA IMMAGINE
OSANDO SMARRIRE
LA TUA VERA IDENTITA’.
I TUOI OCCHI RIVELANO LO STRAZIO
DI UNA VITA SOFFERTA,
BENSI’ LE LABBRA AD UN SORRISO
SI SCHIUDONO, COME PRIMULA
AL NOVELLO SOLE.
AMICO CLAWN, PERCHE’ TI CELI,
FORSE TAL MODO TI SENTIRAI DIFESO
A NARRAR LIBERAMENTE LA REALTA’.
SARAI PIU’ ABILE A BIASIMARE
LA CORRUZIONE, IL MALE,
LA DEBOLEZZA DEL CUORE.
LA VERITA’ IN TE RACCHIUSA
E’ TANTA PERO’
E COL TUO VOLUTO TRAVESTIR
DIVENTI SPECCHIO
DI NOI PAGLIACCI PONDERATI,
CHE TACCIAMO L’IPOCRISIA
ALLA VERA VITA.
Perché nun posso fa l’amor co te ?
Me piaci. Semo amichi e che vor di ?
Nun è che vojo offendette de che,
so famo, mejo tu potrai capì,
ch’er sentimento mio nun è amicizia,
ma amore granne, incommensurato
vissuto in estrema mia letizia
che sia anima e corpo infin saziato.
Anche perché se il tutto non va bene
potremmo dire con estrema gioia
lassamoce come se conviene,
c’amor nun era, era solo noia.
Sinnò che amichi semo,
che ce parlamo a fa,
manco se conoscemo,
volemo bestemmià ?
Che poi è na mestizia
dovesse innamorà
senza quell’amicizia
che te fa sospirà.
Nun è che abbia voja solo de copulà
ma armeno de capì si te potrei amà,
allora te propongo con gran semplicità
amore e amici insieme, nun credi se po fa ?
Me piaci. Semo amichi e che vor di ?
Nun è che vojo offendette de che,
so famo, mejo tu potrai capì,
ch’er sentimento mio nun è amicizia,
ma amore granne, incommensurato
vissuto in estrema mia letizia
che sia anima e corpo infin saziato.
Anche perché se il tutto non va bene
potremmo dire con estrema gioia
lassamoce come se conviene,
c’amor nun era, era solo noia.
Sinnò che amichi semo,
che ce parlamo a fa,
manco se conoscemo,
volemo bestemmià ?
Che poi è na mestizia
dovesse innamorà
senza quell’amicizia
che te fa sospirà.
Nun è che abbia voja solo de copulà
ma armeno de capì si te potrei amà,
allora te propongo con gran semplicità
amore e amici insieme, nun credi se po fa ?
Non tristezza,
Non angoscia,
Ma Vertigine…
pre-istante del non essere.
Movimento metamorfico
della solida realtà
che si scioglie,
che finisce.
E’ di rosso
il messaggio all’orizzonte,
scritto a sangue
di ferite d’innocenti.
Le feroci lingue infuocate,
si fondono
al blu mare,
al verde terra,
con segni
di flessuosa fine.
Macchia informe,
materia primordiale
è di nuovo il tutto!
Del mio corpo
sento l’esplosione;
le mani sorreggono la testa
e l’urlo parte.
La bocca sferica,
diventa ovale molle
e smunto di dolore.
Urlo Apocalittico!
Profezia
del non domani,
che s’irradia
e attraversa il cosmo .
NO, IMPERATIVO!
NO, STORICO…
Ma il conflitto è già!
Si espande indisturbato
dalla sapiente e barbara
contemporaneità…
che non ama ormai più
connettersi.
Non angoscia,
Ma Vertigine…
pre-istante del non essere.
Movimento metamorfico
della solida realtà
che si scioglie,
che finisce.
E’ di rosso
il messaggio all’orizzonte,
scritto a sangue
di ferite d’innocenti.
Le feroci lingue infuocate,
si fondono
al blu mare,
al verde terra,
con segni
di flessuosa fine.
Macchia informe,
materia primordiale
è di nuovo il tutto!
Del mio corpo
sento l’esplosione;
le mani sorreggono la testa
e l’urlo parte.
La bocca sferica,
diventa ovale molle
e smunto di dolore.
Urlo Apocalittico!
Profezia
del non domani,
che s’irradia
e attraversa il cosmo .
NO, IMPERATIVO!
NO, STORICO…
Ma il conflitto è già!
Si espande indisturbato
dalla sapiente e barbara
contemporaneità…
che non ama ormai più
connettersi.
La donna sotto la pensilina chiudeva gli occhi,
nascosti dagli occhiali,
per prendere il sole aspettando il treno.
Stava per piovere.
Tutti accennavano a correre,
a scendere, ma le loro borse erano pesanti.
Fluivano pensieri semisciocchi,
la paura del controllore, dell'anonimato,
dell'impossibilità di difendersi con il potere
se fosse successo qualcosa di irritante.
Il treno si era logorato in poco tempo,
la ragazza di fronte sentiva il peso della retta,
quello del tempo. Il ragazzo accanto, in carne,
sembrava imbarazzato ma felice
che una così, sconosciuta, non si fosse vergognata
di sedersi vicino a lui.
Qualcuno di loro avrebbe scritto una tesi interessante,
un saggio premiato, una storia di importanza stagionale,
qualcuno sarebbe addirittura riuscito ad andarsene.
E poi c'eravamo noi: i loro miseri immortalatori
per immortalare noi stessi.
Eravamo quelli consumati dall'educazione dei sensi,
di fattura fittizia e miopi un po' per moda scarsa
e un po' perché tutto ciò che riuscivamo a vedere
erano le 7 di sera.
All'arrivo, il treno perdeva persone
così come un cervo ferito perde sangue.
Saluti ponderati fra chi si era sempre conosciuto
solo e soltanto di vista.
Anche quel giorno eravamo stati fregati con la violenza,
con la raccomandazione di non sputare nell'oblio.
nascosti dagli occhiali,
per prendere il sole aspettando il treno.
Stava per piovere.
Tutti accennavano a correre,
a scendere, ma le loro borse erano pesanti.
Fluivano pensieri semisciocchi,
la paura del controllore, dell'anonimato,
dell'impossibilità di difendersi con il potere
se fosse successo qualcosa di irritante.
Il treno si era logorato in poco tempo,
la ragazza di fronte sentiva il peso della retta,
quello del tempo. Il ragazzo accanto, in carne,
sembrava imbarazzato ma felice
che una così, sconosciuta, non si fosse vergognata
di sedersi vicino a lui.
Qualcuno di loro avrebbe scritto una tesi interessante,
un saggio premiato, una storia di importanza stagionale,
qualcuno sarebbe addirittura riuscito ad andarsene.
E poi c'eravamo noi: i loro miseri immortalatori
per immortalare noi stessi.
Eravamo quelli consumati dall'educazione dei sensi,
di fattura fittizia e miopi un po' per moda scarsa
e un po' perché tutto ciò che riuscivamo a vedere
erano le 7 di sera.
All'arrivo, il treno perdeva persone
così come un cervo ferito perde sangue.
Saluti ponderati fra chi si era sempre conosciuto
solo e soltanto di vista.
Anche quel giorno eravamo stati fregati con la violenza,
con la raccomandazione di non sputare nell'oblio.
Rapsodia di un meriggio
infuocò il tuono della solitudine
e nell’aria esplosero quiete,
fantasticando sul ciglio degli abissi,
albe di seta abbacinate
da un respiro di cosmologia femminile.
Negli oceani del sentimento,
cuori saggiamente affastellati
come l’estetica di baci rubati
disciolta in pentagrammi lunari,
così un respiro di cosmologia femminile
s’infranse come tenera brina d’orizzonte.
Parafrasi d’uno sguardo d’universo,
solstizio d’equazione stellare,
mareggiata d’alfabeto spettinato,
frammenti d’animo orlati d’eleganza,
geografie accoltellate dalla poetica del sogno,
un respiro di cosmologia femminile
è germoglio d’un pensiero indaffarato.
infuocò il tuono della solitudine
e nell’aria esplosero quiete,
fantasticando sul ciglio degli abissi,
albe di seta abbacinate
da un respiro di cosmologia femminile.
Negli oceani del sentimento,
cuori saggiamente affastellati
come l’estetica di baci rubati
disciolta in pentagrammi lunari,
così un respiro di cosmologia femminile
s’infranse come tenera brina d’orizzonte.
Parafrasi d’uno sguardo d’universo,
solstizio d’equazione stellare,
mareggiata d’alfabeto spettinato,
frammenti d’animo orlati d’eleganza,
geografie accoltellate dalla poetica del sogno,
un respiro di cosmologia femminile
è germoglio d’un pensiero indaffarato.
E’ SERA
Esausta e sonnolenta,
uno sguardo al cielo
e silenziose preghiere.
Abbracci la vita,
accarezzi un volto che non c’è
ed accendi i pensieri.
Immagini in bianco e nero.
Immagini di posti vicini
ma lontani nel tempo.
Gioie vissute, nitide e chiare.
Via vai di leggiadre libellule
solleticano, ispirano i sensi
e risvegliano il cuore.
Sbocciano le idee
come primule tra campi innevati
e danzano le soavi parole,
come volo di farfalle
tra frutti maturi.
Da ogni verso,
da ogni memoria,
nasce un’icona,
un’ode nuova
che tu, dolce poesia
fecondi,
mentre è sera.
Esausta e sonnolenta,
uno sguardo al cielo
e silenziose preghiere.
Abbracci la vita,
accarezzi un volto che non c’è
ed accendi i pensieri.
Immagini in bianco e nero.
Immagini di posti vicini
ma lontani nel tempo.
Gioie vissute, nitide e chiare.
Via vai di leggiadre libellule
solleticano, ispirano i sensi
e risvegliano il cuore.
Sbocciano le idee
come primule tra campi innevati
e danzano le soavi parole,
come volo di farfalle
tra frutti maturi.
Da ogni verso,
da ogni memoria,
nasce un’icona,
un’ode nuova
che tu, dolce poesia
fecondi,
mentre è sera.
Quello sguardo dolce
quel sorriso accattivante
quell'amorevole tremore
quella sensazione piacevole
che passa
dall'uno all'altra,
quella comunicazione silenziosa;
quel dire senza dire
quel chiedere senza chiedere
quelle parole senza parole
quell'intesa che riscalda
e rassicura i cuori,
quel fluido impalpabile
non è solo amicizia.
quel sorriso accattivante
quell'amorevole tremore
quella sensazione piacevole
che passa
dall'uno all'altra,
quella comunicazione silenziosa;
quel dire senza dire
quel chiedere senza chiedere
quelle parole senza parole
quell'intesa che riscalda
e rassicura i cuori,
quel fluido impalpabile
non è solo amicizia.
… Ho dato tempo al tempo
perché qualcosa cambiasse,
tempo ad un tempo che passava
e consumava.
…Tempo ad una parola,
chè si cancellasse,
a qualcuno che capisse.
… Ad una carezza, ho dato tempo,
perché fosse di complicità,
di profonda unione
e
ad un abbraccio che accogliesse,
ad una stretta che mi scuotesse.
… Ho dato tempo all’ignoranza d’istruirsi,
all’arroganza di frenare,
a quell’orecchio sordo perché guarisse:
cominciasse a sentire!
… Tanto ne ho dato alle ferite per ricucirsi,
al cuore per ritrovare, ancora,
angoli di paradiso.
La mente ha avuto tempo,
perché sbiadisse ricordi amari,
l’indifferenza, poi ricominciasse.
… Niente!...
Ho smarrito quei giorni,
le ore!...
Riprendo a volare, a sognare:
è tempo di virare,
prendo tutto il mio tempo,
per vivere…
perché qualcosa cambiasse,
tempo ad un tempo che passava
e consumava.
…Tempo ad una parola,
chè si cancellasse,
a qualcuno che capisse.
… Ad una carezza, ho dato tempo,
perché fosse di complicità,
di profonda unione
e
ad un abbraccio che accogliesse,
ad una stretta che mi scuotesse.
… Ho dato tempo all’ignoranza d’istruirsi,
all’arroganza di frenare,
a quell’orecchio sordo perché guarisse:
cominciasse a sentire!
… Tanto ne ho dato alle ferite per ricucirsi,
al cuore per ritrovare, ancora,
angoli di paradiso.
La mente ha avuto tempo,
perché sbiadisse ricordi amari,
l’indifferenza, poi ricominciasse.
… Niente!...
Ho smarrito quei giorni,
le ore!...
Riprendo a volare, a sognare:
è tempo di virare,
prendo tutto il mio tempo,
per vivere…
Aprendo la finestra
dall'alto d'arate terre
profumi senza mezzi toni
pigolii dal richiamar affamato
sento di amare
con il volto in un accecantissimo sole
le narici divaricate
nella palestra infervorata
dalla caduta delle foglie prosciugate
Salti e capriole
silenziosi
in disparte
si disegnano
al richiamo di castagne sul fuoco
lo scorrere di vino nuovo
il gallo fuori orario
Sento di amare
l'aria tutta
venuta da lontano
portatrice di suoni e voci stranieri
pioggia ultima
nuovi desideri
Salti e capriole
senza muoversi
solo nell'intenzione
in una folata
fuori dal bosco
In lei mi riconosco
dall'alto d'arate terre
profumi senza mezzi toni
pigolii dal richiamar affamato
sento di amare
con il volto in un accecantissimo sole
le narici divaricate
nella palestra infervorata
dalla caduta delle foglie prosciugate
Salti e capriole
silenziosi
in disparte
si disegnano
al richiamo di castagne sul fuoco
lo scorrere di vino nuovo
il gallo fuori orario
Sento di amare
l'aria tutta
venuta da lontano
portatrice di suoni e voci stranieri
pioggia ultima
nuovi desideri
Salti e capriole
senza muoversi
solo nell'intenzione
in una folata
fuori dal bosco
In lei mi riconosco
Fare l’amore, che se ne possa dire,
non è poi cosa semplice da fare.
Non basta l’accoppiata cuore-amore
per farlo nascere e poi continuare !
Bisogna ascoltar prima se stessi,
poi notare se farà progressi,
assicurarsi d’essere in sintonia
con l’altra e non andar più via.
Ci vuole pure la continuità
d’amare l’altro per l’eternità.
E chi non è a questo preparato,
vacilla, come fosse ubriacato.
L’amor non viene se non s’è capito questo
e muore anche se nel contesto,
buone intenzioni e un sacco di promesse
hanno speranza che non verran represse.
Non son deluso e manco renitente
di far l’amore non me ne importa niente.
Non amo i vincoli e la moralità
per far parte di questo gioco qua.
Mi piace anche, talvolta, di barare,
di fare credere che so anche amare,
ma innalzo un inno alla libertà
e amare anche con gran semplicità.
Sono un ometto grande e maturo
potrò io costruire il mio futuro ?
Però…per esaudire le mie voglie…
vi prego non dite niente a mia moglie !
non è poi cosa semplice da fare.
Non basta l’accoppiata cuore-amore
per farlo nascere e poi continuare !
Bisogna ascoltar prima se stessi,
poi notare se farà progressi,
assicurarsi d’essere in sintonia
con l’altra e non andar più via.
Ci vuole pure la continuità
d’amare l’altro per l’eternità.
E chi non è a questo preparato,
vacilla, come fosse ubriacato.
L’amor non viene se non s’è capito questo
e muore anche se nel contesto,
buone intenzioni e un sacco di promesse
hanno speranza che non verran represse.
Non son deluso e manco renitente
di far l’amore non me ne importa niente.
Non amo i vincoli e la moralità
per far parte di questo gioco qua.
Mi piace anche, talvolta, di barare,
di fare credere che so anche amare,
ma innalzo un inno alla libertà
e amare anche con gran semplicità.
Sono un ometto grande e maturo
potrò io costruire il mio futuro ?
Però…per esaudire le mie voglie…
vi prego non dite niente a mia moglie !











