cosi vezzoso e mai uguale
e nel tuo defluire perpetuo
lavi piegando ogni male
Il tuo appellativo è fiume
in te le sorgenti si riversano
e s'involano alla volta del mare
alimentando la terra che ami
Ma è di notte che ti assaporo
quando ammantato di leste stelle
impenetrabile come un tesoro
fai sfondo alla luna e agli amanti
Saranno di già i soliti piccoli tesori di marzo,
all'apice da questa angolazione formano
Anche il resto, tutt'intorno, nasconde a malapena
la tristezza del giorno,
e del poeta una specie di anestesia
fatta con un soffio alle parole.
la vita raccolta insieme
come viola del deserto
frastornata di primavera,
come sogno ambrato
affamato di felicità,
come brina d’ aurora
affascinata di serenità,
come pioggia rincorsa
riversa sull’ altare del tempo.
Bandisci dalle vesti dell’ io
le sillabe crudeli del dolore
come fuoco d’ immago
arroccato in tenero sguardo,
come volto imprecisato
sillabato dal peccato,
come mani consolate
stropicciate ed assolate,
come granai di stelle
d’ illusione affaccendati.
Affanna ogni scrupolo d’ amore,
destabilizza il cielo del sospetto,
ammaestra la vita di rispetto,
rifletti sui solstizi del cuore,
calpesta d’ incerto il pregiudizio,
abbraccia lo spazio ed il tempo,
difenditi di vita e d’ amore.
giro e rigiro
sbattendo contro pareti trasparenti
e specchi che deformano l'immagine
quasi trascinato
da vertigo chiari
cerco di risalire
l'aria penetra dentro la testa
e mi disorienta
sono vestito di nulla
fatico a ritrovarmi
sfioro la mia pelle
mi tocco
ci sono
ho bisogno di respirare
corro verso quel che rimane
un lampo
un momento
e sono fuori
torno ad inspirare il mondo
raccolgo i colori
e disegno nuove tracciabilità
sono ancora io
sento la tua voce è cosi dolce
mi riempie di emozioni
ti ammiro lo sai?
vorrei essere come te
superare ogni stagione difficile
ogni ostacolo della vita
risorgere ad ogni primavera
con lo splendore dei tuoi frutti
vorrei guardare il mondo dalla tua prospettiva
assaporare le semplici cose
che la terra, la nostra madre
ci offre ogni anno, mese, giorno, istante
erchè io uomo per colpa delmio essere ho dimenticato e perso
come l'affetto che sento pervenire
dalla tua immensa aurea
che non accecherei;
sulle mie labbra,
è forte la traccia su di noi!
io sono tua.

Si espande
in ogni dove,
il grido disperato
della guerra.
Nessuno sente
le urla di terrore
degli innocenti
uccisi dalla follia
di chi più niente
ha di umano.
Dormono
le coscienze
di chi potrebbe ma
finge di non vedere,
di chi correo
e succube
del dio denaro,
si spreca
in menzogne
e penose parole
di circostanza.
Un bagliore come quando vedi un arcobaleno
Il giallo immenso e caldo
L'azzurro come ali di un angelo
Blu come il cielo di una notte magnifica
Verde come i prati in primavera
Viola come un profumo portata dal vento
e rosso come il colore del mio cuore
e cusì amara?
chi n'di sacciu figgju
jeu d'avi quasi vint'anni
chi su ta sta tomba
no mi ricordu chiu nenti.
Chi ti pozzu diri mamma
u sai ca chiangiu tutti i jorni
pecchì ti penzu sempri
mi ricordu tutti i sacrifici
chi facisti un'di crisci senza
u me patri,
ora si ca chiusa chi penzu
ca mancu l'ossa ti restaru,
sai u papà è sempri u stessu
no cangia mai sempri chida testa.
Chi voi u fai fijicedu meu
è fattu così jeu u sopportai
pe tanti anni
e mo u supportu puru ca
chi su morta.
Mamma n'daiu u ti dicu na cosa
moriu u to fraticedu Tury
n'daviva assai chi jera malatu.
U sacciu fijiu u sacciu
mo è ca cu mia, anzi ti saluta
e je dispiaciutu
ca no vi potistuvu vidiri chiù
comunqui mo è cuntentu
pecchì finiu i soffriri.
Mamma pecchì a vita è cusì amara...
impercettibile suono ad affiorar sul fiume,
destar ascolto in fievol sospiro.
Il giorno evolve in chiaror di luce,
ombre ad affiorar ai margini del fiume.
Amplesso d'amore,
sogno in sospensione,
colori a catturar occhi,
ninfee a cullar acqua che scorre.
Attimo ad imbrunir sera,
soave tintinnio d'oboe,
cuore a sospirar beatitudine.
Incanto di stupore,
anima in assopite note,
profumi ad inebriar spazio.
Cantano i fiori al risvegliar della primavera
inno d'amore, viole, glicini e mimosa,
al bisbigliar del vento in tenue parole.
Ascoltiamola canta per noi!
di questa canzone
gli attimi illusi
sospesi nel cuore,
nostalgia di un ricordo
che credevi smarrito.
Esiste un momento
fermarsi,
guardare se dentro,
cercare nell'angolo
a noi più recondito
non solamente
nembi
scuri di pioggia,
ma il luogo ostinato
e sicuro
adatto ad un timido
raggio di sole.
Ha forza
questo dolce pensiero,
finita è l'attesa
meraviglioso è vedere
l'immensa bellezza,
rinascere un fiore
la vita per sempre.
sempre sorridente e gioioso.
Le tue visite a casa nostra
erano feste.
Bastava il tuo nome
per rallegrare tutti.
Te ne sei andato così
dopo tanta sofferenza
fra le lacrime di tutti.
Avrei voluto vederti e abbracciarti
ma purtroppo non ho avuto la possibilità.
Troppo presi dai problemi quotidiani
trascuriamo gli affetti piu cari.
Un senso di colpa e di
mancanza mi colpisce e mi rattrista.
CIAO ZIO TURI.














