Nel giardino dei miei pensieri
ci sono tanti fiori
li ascolto, li guardo
ne assorbo i colori
poi ci sono gli alberi
ognuno ha la sua storia
tanta saggezza
di radici hanno memoria
oggi è arrivata la pioggia
piangeva dal mio cielo
il sole nascosto
da un oscuro velo
allora chiamato una stella
e oltre la finestra
è arrivato un profumo
polline di ginestra
in questo giardino
coltivo una meraviglia
cercare nel normale
ciò che non è banale
assaporare il bello
che è sempre seducente
vederlo anche nel brutto
e sempre nel presente
ci sono tanti fiori
li ascolto, li guardo
ne assorbo i colori
poi ci sono gli alberi
ognuno ha la sua storia
tanta saggezza
di radici hanno memoria
oggi è arrivata la pioggia
piangeva dal mio cielo
il sole nascosto
da un oscuro velo
allora chiamato una stella
e oltre la finestra
è arrivato un profumo
polline di ginestra
in questo giardino
coltivo una meraviglia
cercare nel normale
ciò che non è banale
assaporare il bello
che è sempre seducente
vederlo anche nel brutto
e sempre nel presente
22 commenti
Giorni, notti, ore...
Viaggiano con tristezza
ed apatia
senza destinazione.
Le stelle si sono spente,
giorni e pagine strappate
i pensieri vagano
nell’immensità dell’universo.
Ma poi...
Quelle pagine strappate
si riempiono
con un
arcobaleno di colori.
Tutto riprende forma,
le stelle
tornano a brillare,
il sole risplende.
Incollo
quelle pagine strappate
e i pensieri
tornano a volare.
Viaggiano con tristezza
ed apatia
senza destinazione.
Le stelle si sono spente,
giorni e pagine strappate
i pensieri vagano
nell’immensità dell’universo.
Ma poi...
Quelle pagine strappate
si riempiono
con un
arcobaleno di colori.
Tutto riprende forma,
le stelle
tornano a brillare,
il sole risplende.
Incollo
quelle pagine strappate
e i pensieri
tornano a volare.
Una strana Cena la Sua..
senza musici, né canti,
né dadi, né carte.
Lui è
dolorante,
al centro
di un doloroso spazio,
con i suoi diletti.
Inquieto silenzio!
Il pane intatto,
i calici
ancora vuoti.
ancora vuoti.
Dov’è il vino?
Dov’è il sangue?
Eppur
qualcuno ha già usato
qualcuno ha già usato
un pugnale.
E' sul quel tavolo
la mano che lo tradisce:
la mano che lo tradisce:
Giuda,
è già ingoiato dalla notte;
è già ingoiato dalla notte;
e Pietro…
…non sa più chi è.
Giovanni,
come puro bimbo
come puro bimbo
dorme,
ignaro dell’imminente fine.
Cristo,
purifica i loro piedi…
ed esce…
… avvolto in suprema solitudine.
Solo la pace di quell'ulivo,
piegato e stanco
lo attende.
Accoglie, il suo rosso sudore.
non vuol esser
albero di croce!
lo attende.
Accoglie, il suo rosso sudore.
non vuol esser
albero di croce!
Il dramma è pronto!
la terra si prepara
a raccoglier grande pianto.
la terra si prepara
a raccoglier grande pianto.
Via crucis
e travaglio immane
e travaglio immane
sotto possente Croce,
verso il suo dolce Calvario.
……………………………………………………….
Ma quanto
avete peccato figli miei diletti?
avete peccato figli miei diletti?
Fa male,il ferro dei chiodi,
e punge le mie meningi
la spinosa corona;
Scende sangue
che non riesco
più a ingoiare.
più a ingoiare.
Ma quanto
avete peccato figli miei?
avete peccato figli miei?
Ora, ancor, io vi amo!
…Abbraccio
questo Estemo Sacrificio
questo Estemo Sacrificio
somma volontà!… di salvezza.!
e l'etremo Divin Disegno
Sia!
Buona Resurrezione a l'intero Mondo!

Sia!
Buona Resurrezione a l'intero Mondo!

Ti chiedo infinito perdono
Se non ho saputo dare spazio alla tua voce
Non conoscevo il silenzio allora
Per poterne avere timore,
e non potevo respingere altro che non fosse
bersaglio preciso nella mia compassione.
Narciso sei stato per me,bevendo alla fonte
L’arsura vivida della luce
Ed è stato un lusso rincorrersi in quel mite deserto
Gridando il tuo nome,scrivendolo sulle pareti di roccia
Che mietevano battesimi in tutto il mio cuore.
Ero confusa e vinta dalle tue parole,
mi soddisfacevo nel tuo sguardo,
ero Eco silenziosa del tuo Io
che seminava dolci ombre alle mie luci.
Non mi accorgevo allora,
che saresti stato un oscuro mantello alle mie gioie!
E ti accoglievo tra le braccia cullandoti come lievito del mio sangue
Facendomi e sole e notte
E nebbia e oscurità.
Ma ora che mi risolvo in amare sconfitte,
la tua memoria incide nel mio cuore dolorose parole d’addio
che posso solo tradurre in silenzio, perforante silenzio!
Da sola
questa goccia calcarea
buca pensieri di carta velina
fa stalagmiti di lanugine
Eppure anche un granello
è spiaggia
ma non c'è nulla
che vorticando s'acquatti
e si lasci prendere
Eccomi di nuovo
a fare il pesce
ad abboccare a quest'amo
che fissa l'astrolabio
e proietta fuori dall'acqua
Qua tutto è bianco
non c'è una fine
o un orizzonte
è tutto sospeso
tutto afono
tra parole che fluttuano
nella loro perfezione
Qua la tua pelle è di pesca
e il cielo piange
qua posso scegliere
di accarezzare
barbaglio
zeugma
o quello che voglio
perché c'è tutto
qua sono solo io
posso far ridere un bambino
illuminare i tuoi occhi
accendere fuocherelli
che riscaldano davvero
questa goccia calcarea
buca pensieri di carta velina
fa stalagmiti di lanugine
Eppure anche un granello
è spiaggia
ma non c'è nulla
che vorticando s'acquatti
e si lasci prendere
Eccomi di nuovo
a fare il pesce
ad abboccare a quest'amo
che fissa l'astrolabio
e proietta fuori dall'acqua
Qua tutto è bianco
non c'è una fine
o un orizzonte
è tutto sospeso
tutto afono
tra parole che fluttuano
nella loro perfezione
Qua la tua pelle è di pesca
e il cielo piange
qua posso scegliere
di accarezzare
barbaglio
zeugma
o quello che voglio
perché c'è tutto
qua sono solo io
posso far ridere un bambino
illuminare i tuoi occhi
accendere fuocherelli
che riscaldano davvero
Talco di luna incipria la mia pelle,
vespaio d’ombre è la muta felce,
l’orizzonte evapora al chiarore
fra diamanti annuvolati di piccoli boccioli
e poi capriole silenziose di nude foglie,
fragile rugiada di polvere e parole.
Talco di luna incipria la mia pelle,
pioggia d’erba è lacrima terrestre,
petalo di vento un lampione spento
che fra ghiaia d’asfalto riposa quieto,
ed io finestre dal buio accecate contemplo
fra minestre ambrate di stelle arrovellate.
vespaio d’ombre è la muta felce,
l’orizzonte evapora al chiarore
fra diamanti annuvolati di piccoli boccioli
e poi capriole silenziose di nude foglie,
fragile rugiada di polvere e parole.
Talco di luna incipria la mia pelle,
pioggia d’erba è lacrima terrestre,
petalo di vento un lampione spento
che fra ghiaia d’asfalto riposa quieto,
ed io finestre dal buio accecate contemplo
fra minestre ambrate di stelle arrovellate.
Mai scorderò l'ultimo tuo sguardo,
una lacrima scivolava lenta
dai tuoi occhi tanto amati,
il tuo saluto mentre la vita
via da te fluiva nel vento dell'eternità
L'ultimo bacio posato sulle tue labbra
sigillo di un amore
oltre la vita, oltre la morte
l'ultimo abbraccio al tuo corpo
ancora tiepido mentre il cuore
batteva gli ultimi suoi rintocchi
Grazie amore, mi hai rivelato il sorriso
mi hai donato la tua voglia di vivere
quando la vita per me era buia,
ho conosciuto la gioia
dell'unione di due corpi e due anime
fuse in un unico solo essere noi
Troppo silenzio in queste stanze senza te,
assente la luce che emanavi pur soffrendo,
piango … si piango liberandomi l'anima
dell'amaro fiele che scorre nelle mie vene
Con forza, lotterò come tu hai lottato
vivrò i giorni a venire onorando il tuo ricordo,
a raccontare la tua bontà, la caparbietà
propria di un Guerriero senza scudo e senza lancia
che lotta per la sopravvivenza,
avendo si vinto tante battaglie
senza arrendersi mai
consapevole di perdere la guerra,
Dell'amore per te ho cantato mille volte
ed ancora canterò
in versi che non son poesia
ma inno alla tua vita,
al tuo coraggio, a te,
unico, immenso ed eterno
amore della mia vita ed oltre ….
Cari amici, vorrei chiedervi una cortesia, non mettete stelline su questo scritto,
desidero condividere con voi le mie emozioni in nome della nostra amicizia e non come
scrittritce di poesie .... so che comprenderete questa mia richiesta .... un caloroso abbraccio !!!!
Cari amici, vorrei chiedervi una cortesia, non mettete stelline su questo scritto,
desidero condividere con voi le mie emozioni in nome della nostra amicizia e non come
scrittritce di poesie .... so che comprenderete questa mia richiesta .... un caloroso abbraccio !!!!
E alla fine
chiuse gli occhi...
Dopo essere stata
picchiata, umiliata
maltrattata...
Chiuse gli occhi sorridendo,
con l'unica colpa
di esser nata
nel luogo sbagliato.
Era bella questa donna
nascosta da un velo
da lei mai accettato.
Quanto amore poteva dare
solo se fosse stata capita,
povera donna!
Ora è lì supina,
sepolta da mille sassate...
A VOLTE FACCIAMO FINTA DI NON SAPERE
Camminare su un prato
dove non si è mai camminato.
Ispirare l'aria
che non si è mai respirato.
Gioire di una gioia
mai provata prima.
Piangere
ma senza lacrima alcuna.
Sentire dentro l'urlo della disperazione
ma esprimerlo soltanto con un fil di voce.
Vedere la prima stella del mattino
quando è apparentemente notte.
Sentire un brivido
nel bel mezzo del torrido Sahara.
Sentire l'acqua calda del mare
quando è già mezzanotte.
Pretendere di abbronzarsi
quando il cielo è coperto.
Innamorarsi senza essere contraccambiati.
Desiderare il buio
dopo che si è visto benissimo.
Volere il silenzio e la solitudine
dopo essere stati tanto in compagnia.
Emozionarsi senza un motivo vero per farlo.
E desiderare la morte quando si è ancora pieni di vita....
dove non si è mai camminato.
Ispirare l'aria
che non si è mai respirato.
Gioire di una gioia
mai provata prima.
Piangere
ma senza lacrima alcuna.
Sentire dentro l'urlo della disperazione
ma esprimerlo soltanto con un fil di voce.
Vedere la prima stella del mattino
quando è apparentemente notte.
Sentire un brivido
nel bel mezzo del torrido Sahara.
Sentire l'acqua calda del mare
quando è già mezzanotte.
Pretendere di abbronzarsi
quando il cielo è coperto.
Innamorarsi senza essere contraccambiati.
Desiderare il buio
dopo che si è visto benissimo.
Volere il silenzio e la solitudine
dopo essere stati tanto in compagnia.
Emozionarsi senza un motivo vero per farlo.
E desiderare la morte quando si è ancora pieni di vita....
La dolcezza non è una colpa
sospirò la lacrima
all’incontro con la bocca
in un gesto silenzioso.
Il dolore accarezzati gli occhi
accompagnò l’anima.
alla solitudine in ascolto.
Non sentiva il domani la pelle
gelido sferzare il tempo
nell’agonia che sanguinava pensieri
sulle ore fino a colmarle di sale.
La dolcezza non è una colpa
sussurrò la tenerezza
all’incontro con la scelta
in un sì di confusa resa.
Fu allora che parlò la vita
il perdono ad essa rivolta
senza riserve di convenienza
senza distinzione di sorta.
Resta ora solo una leggera intesa
una presenza nell’assenza
erosa da una smorfia
intima farsa impressa
sulla bocca rimasta chiusa.
“Homo sum, humani nihil a me alienum puto.”
(Cit. Terenzio)
È
la noia,
sempre lei,
donna crudele
dal fare vanitoso
e nauseabondo,
feroce persona
dabbene
che
goccia
dopo goccia
svela al suo uomo
il vuoto della propria
esistenza.
È la miseria
del fuorilegge,
dell’eroe bandito,
e tu sei la moglie
del brigante,
e piangi,
sciolta in
quel tuo stato
di insoddisfazione
che ha risvolti
simili
all’essenza
dell’esistenza.
Forse anche tu
sei uguale
a me,
che sono
mascalzone
e vigliacco,
che sono
niente,
e
che
come
un dio
fallito
vivo
nel
dissapore
della primavera,
della polvere
e dell’uva.
È stato
acino
dopo
acino
che
anche
tu ed io
siamo giunti
al nudo raspo.
« L'inferno sono gli altri »
(Cit. Jean Paule Sartre)
Come ali di farfalla
gocce di rugiada,
essenze unite da un sentire
che nulla può disgiungere.
Amo quando ami,
sogno nei tuoi sogni,
sfioro quando mi sfiori,
sensazioni impercettibili e palpiti di cuori
divengono ritmo ancestrale.
Anime trascendenti dagli corpi ignudi,
ora faceti e stanchi emblemi di un vuoto apparire.
Anime nella cui lontananza si sostanzia la sublimazione di
questo nostro grande e vero Amore.
gocce di rugiada,
essenze unite da un sentire
che nulla può disgiungere.
Amo quando ami,
sogno nei tuoi sogni,
sfioro quando mi sfiori,
sensazioni impercettibili e palpiti di cuori
divengono ritmo ancestrale.
Anime trascendenti dagli corpi ignudi,
ora faceti e stanchi emblemi di un vuoto apparire.
Anime nella cui lontananza si sostanzia la sublimazione di
questo nostro grande e vero Amore.
Ora che tutte queste persone entrano in Europa
Sono lasciate al loro destino
si deve insegnare a loro cos’è la vita,
cos’è la libertà e che cos è la schiavitù
si deve mandarli a scuola,dal + piccolo al + anziano
solo cosi estirperemo il male,vogliono entrare in Europa
che entrino..se non insegneremo a loro queste cose,
non ci sarà mai una pace.
Sono lasciate al loro destino
si deve insegnare a loro cos’è la vita,
cos’è la libertà e che cos è la schiavitù
si deve mandarli a scuola,dal + piccolo al + anziano
solo cosi estirperemo il male,vogliono entrare in Europa
che entrino..se non insegneremo a loro queste cose,
non ci sarà mai una pace.
La Regina è morta
del suo regno oramai
ne restano le briciole
tra servi pensatori
giullari e pretendenti
uniti di fronte al funereo trono
si insinua il terribile sospetto
chi ha versato il veleno
chi ha dato inizio
alla cospirazione
chi ha fatto cadere
la corona
forse gli intrighi di palazzo
la destra conservatrice
il clero i servizi deviati
i riformisti le frange anarchiche
Chiamarono il giudice ed il boia
per adempiere al loro dovere
ma vennero presto congedati
insieme appesi alla forca
la mani si strinsero
assaporando il potere
del loro esercizio sulle loro carni
Venne chiamata a dare
i sacramenti
la voce di Dio in persona
tra litanie frasi solenni e lacrime
i partecipanti
tra sguardi severi
e sorrisi compiacenti
decisero di celebrare
il doloroso tributo
Chiamati i musicisti di corte
iniziarono a suonare come furie
ed un suono pesante ed oscuro
travolse gli animi
non vi fu più ricordo
di quelle discussioni all'infinito
tra dame e poeti
tra fede e dubbio
tra scienza e religione
E presto
tra vino assenzio e cortigiane
l'abbandono ai sensi
divenne naturale
Nel frattempo
il Re che tornava dalla guerra
infuriò di fronte a tanto spergiuro
poiché nessuno
si fosse informato
del lutto reale
"Maestà la credevamo impegnato
nel difendere le mura
del suo regno oramai
ne restano le briciole
tra servi pensatori
giullari e pretendenti
uniti di fronte al funereo trono
si insinua il terribile sospetto
chi ha versato il veleno
chi ha dato inizio
alla cospirazione
chi ha fatto cadere
la corona
forse gli intrighi di palazzo
la destra conservatrice
il clero i servizi deviati
i riformisti le frange anarchiche
Chiamarono il giudice ed il boia
per adempiere al loro dovere
ma vennero presto congedati
insieme appesi alla forca
la mani si strinsero
assaporando il potere
del loro esercizio sulle loro carni
Venne chiamata a dare
i sacramenti
la voce di Dio in persona
tra litanie frasi solenni e lacrime
i partecipanti
tra sguardi severi
e sorrisi compiacenti
decisero di celebrare
il doloroso tributo
Chiamati i musicisti di corte
iniziarono a suonare come furie
ed un suono pesante ed oscuro
travolse gli animi
non vi fu più ricordo
di quelle discussioni all'infinito
tra dame e poeti
tra fede e dubbio
tra scienza e religione
E presto
tra vino assenzio e cortigiane
l'abbandono ai sensi
divenne naturale
Nel frattempo
il Re che tornava dalla guerra
infuriò di fronte a tanto spergiuro
poiché nessuno
si fosse informato
del lutto reale
"Maestà la credevamo impegnato
nel difendere le mura
della Santa Città
dagli invasori
messaggeri
di un falso credo
le sanguinose battaglie
le epiche imprese
compiute da voi
e il vostro seguito"
"Non c'è guerra
che abbiamo combattuto
ce ne siamo fregati
Io e il mio stato maggiore
siamo rimasti in disparte
nel guardare le citta' bruciare
e i corvi che mangiavano le anime
ma siamo comunque
degni della gloria
assolti dai nostri peccati"
Intanto la tentazione
di partecipare a tanto godimento
divenne incontrollabile
cosicchè sua Maestà
dimenticò presto lo sfacelo
del suo regno .
dagli invasori
messaggeri
di un falso credo
le sanguinose battaglie
le epiche imprese
compiute da voi
e il vostro seguito"
"Non c'è guerra
che abbiamo combattuto
ce ne siamo fregati
Io e il mio stato maggiore
siamo rimasti in disparte
nel guardare le citta' bruciare
e i corvi che mangiavano le anime
ma siamo comunque
degni della gloria
assolti dai nostri peccati"
Intanto la tentazione
di partecipare a tanto godimento
divenne incontrollabile
cosicchè sua Maestà
dimenticò presto lo sfacelo
del suo regno .
Nebbia ocre
incenerisce gli umori,
e piove col sole
gocce perlate
al tocco dei suoi raggi.
Polvere di desertica sabbia,
magicamente asciuga
e tutto indora,
come a voler
render meno mesti
i giorni di Passione.
Rintocchi cupi, rauchi,
quasi muti,
il campanile rammenta
il tempo presente.
Le rondini garriscono
al peso delle ali madide
di leggera pioggia,
e nel basso volo,
sotto i tetti, fabbricano.
Vanitosi alberi
si lasciano immortalare
coi nuovi abiti smeraldo,
mentre cespugli di biancospino
tutto intorno spuntano candidi,
ricamando fiori e pensieri.
Il sole fatica,
tra il tiepido vento, a spegnere
gli ultimi sigari di fumo grigio
e offrire fragranze fiorite,
in ogni scorcio come dipinto,
sulla scia di primavera.













