Risultati immagini per dolce erotico

Un gusto così
dal sapore di fragola
e tu lo assapori
dolcemente….
Bella attraente
ti stordisce la mente
faresti  i salti mortali
per poterla assaggiare
dolcissimamente….
La spogli con gli occhi
gustandola a piccoli morsi.
Una fragola,
dolce,saporita…
Lecchi le dita
cercando l’emozione
di una fantastica sensazione.
 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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 Il mio Signore non ha figura alcuna,
ma la mia mente all’uopo la dipinge.
M’incanta l’illusione come la luna
e la sua grazia l’anima mi avvince.
Non pongo biffe all’alta fantasia
e l’Interlocutore mi sta di fronte.
Sublimi accenti nel silenzio invia
e pure mia favella è acqua di fonte;
il mio sguardo mira il suo candore
e la trascendenza m’illumina i pensieri.
Chi adora la falsa imago è in errore,
perché così adora idoli non veri;
rivela che la sua mente non è pregna
di quell’amore che l’intelletto pinge.
Clero chercuto, dalla lingua indegna,
che al mercato d’icone sgoli la laringe,
vendendo madonne e santi aureolati,
per i monti, per le piane e per le valli,
attaccati un peso al collo per i falli
per affondare nel mare dei dannati
e dal medesimo più non risalire.
S’annienti così il virulento seme
del mal perverso, di cui mi pesa dire,
che inficia la fede e poi la speme.



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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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L’equazione del destino

fu galassia d’una grandinata d’amore,

grondaia d’una scogliera di cuore,

sintassi addizionale d’un prato d’illusioni

tra sazi vitigni d’emozionanti cristalli di luce.


Gomitoli d’arcobaleno danzarono nel vento

come coriandoli d’amache affaccendate d’arena,

baciati dal sognante canto d’arpe imperlate,

e nell’equazione del destino

pagine di miele affrancarono il bacio del mio domani.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Cercherei di ripartire da dove mi fermai.
Al crucivia questa volta girerei a destra.
Non ti abbandonerei in quell'orfanotrofio.

Farei con coraggio
quello che per codardia non feci.
Ti terrei stretto a me
anche se nelle difficoltà...

Staresti con me
ovunque
e ti farei crescere al sicuro.

Anche se avrei dovuto mangiare
pane e pane,
a  te avrei cercato di dare il meglio.

Ora non mi rimproverare
non lo sopporterei,
piangendo me ne andrei
e nient'altro potrei fare.

Come poter cambiare il passato?

Dimmi dov'è la macchina del tempo
o dimmi dove è stata  nascosta la bacchetta magica...
E io per te e per  la tua serenità la adopererei.

Sento freddo nelle mie ossa,
le mie mani rugose tremano,
adesso che vorrei arrivare ai confini del mondo,
il mio mondo è questa fredda stanza
di un ricovero per vecchi,
dove attendo che qualcuno si ricordi
di me
e mi venga a trovare.

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Guardami come si guarda il vento
danzerò per te in folte chiome

Ascoltami come si ascolta la pioggia
canterò per te note argentate

Gustami come si gusta l'alba
sarò il primo frutto della tua stagione

Accarezzami come si accarezza il tramonto
scalderò con il mio raggio obliquo la tua mano

Odorami come fai con la pagina preferita
sarò viale di tigli per i tuoi pensieri
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Profilo Autore: nicoletta  

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Verso l’infinito l’intarsio
frullio ad arco nell’ascesa in volo
Due solitudini divelte nell’assolo
madrepore recise all’indifeso
flusso aureo del cosmo:
non un arrivo a penetrare
lo scorrere del sentire,
non un nome a designare
l’inconfessato allo stupore,
ma incontro a confessione
senza paure o derisione .
La mia fragilità sul tuo cuore
com’inno di giglio all’altura
la forza della resa al pianto
come ferita scarnifica di cosmo
piegata all’istante incontro
dal timore al confronto
dal dialogo al perdono
conservato nell’essenza estrema
della paura guantata d’oblio.
Senza filtri, rivestimenti o corazze
una lotta d’occhi negli occhi
e mani tese all’accoglienza,
solitudine nella solitudine
a specchio di linfa
senza giudizio o distacco
veleggiando armonie dipinte
sull’arazzo liso del tempo.
Sensi accoglienti d’empatia
sino a divenire verginità
vittorie d’intimo spirito
danza di nudi emotivi.
La vita ha la forza del parto
il coraggio del sorriso, il sogno
il sole nel dolore, l’amore.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Scampoli d’anima ricamano la marea,

il pensier mio s’annoda in rastrelli di luce

come fazzoletto di gelsomini e parole,

pentagrammi orchestrali dal buio imperlati.


Brividi di stelle sulle labbra tacciono

ed il cuor è vino d’asfalto di luna,

bozzolo di tela d’un sorriso disilluso.


Stringo l’orizzonte come goccia,

pistilli di giorni svirgolati d’attesa

lacrimano sul selciato della terra

ed un fagotto di cielo coccola i miei capelli:

è rossetto celebrale dei miei incipriati silenzi.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Una volta
spegnevo i fari
e si accendeva la notte

mettevo il cuore
da un’altra parte
e giù a fare “l’amore”

Avrei voluto
restare forte
abbracciato per ore

A quel corpo
ma quel corpo
non era l’amore

tu non c’eri
eri distante
avevo un padre di nome
ed un amico importante

ma li ho persi nel vento
nel cambiamento del tempo
ed ho trovato
il mio cuore

con te spegnevo la notte
e si accendeva la vita
mettevo il cuore
nel tuo e al buio
facevamo l’amore

avrei voluto
restassi ancora un minuto
perché non avevo il passato
ma nel futuro ti ho avuto

ma tu hai acceso i fari
ed hai spento la notte
e mentre ti allontanavi
ho riscoperto la morte
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Profilo Autore: tempo di poesia  

Questo autore ha pubblicato 194 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che vergogna! Se l'avesse visto un bambino...                
Questa frase è ambita nel mondo degli adulti.
Infatti, tendiamo a non rendere pubblico il nostro disprezzo per qualcosa che reputiamo osceno. 
Preferiamo esternare lo sdegno, giocando la carta di paladini dell'innocenza infantile.
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Profilo Autore: jostance  

Questo autore ha pubblicato 73 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Rivisti
dietro le curve dei banchi
dall'odore di chiuso
finanche impregnato nelle porte
facce smorte
capelli arruffati
terminata la Domenica
come dimenticati

12 mesi passati
nelle distanze d'altro mondo
nei verbi al passato
quel che è stato, è stato
invecchiati dentro
c'era un piccolo fuoco, ora spento
nessun biglietto, letto con fervore
nessun saluto, solo quello delle ore 
cheti sguardi abbassati
occhi imbarazzati
rumori lenti
trattenuti per rispetto      
ritorni a casa, nascosti dal buio 
parole senza aprir bocca
segni d'affetto

Rivisti
dietro le curve dei banchi
sembravan vivi

nei saluti tanti 

Eran giovani
dai capelli bianchi 
       





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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Porgo lo sguardo
verso levante,
fin dove, la linea del cielo
bacia l’azzurro mare.

Aria ed acqua
in un eterno abbraccio.

Mare che mi regala
riflessi d’argento di giovane luna
e iridescenti albe,
tra le azzurre aurore.

Ancora ferma come prima,
guardo all’opposto,
medesime intensità di emozioni,
la natura generosa pur di là mi offre.

Fitte le colline di verdeggianti ulivi,
e più su, le fresca montagna,
coi suoi castagni, faggi e secolari abeti.

Filtrano i rossi tramonti tra i rami,
allorchè il sole d’estate,
nei tardi tramonti,
s’incastona,
quale rubino pregiato,
nei tratti più alti, lì dove,
le cime sembran ricamare il cielo.

Giocano così,
il mare e i monti miei,
le mie albe e tramonti,
il caldo e il freddo delle stagioni.

Eterno quadro questo mio
di azzurro e di smeraldo,
e ogni nuovo giorno così si spera.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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P otremmo
O norarla
E seguendo
S oltanto
I nni
A utorevoli

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Senza quasi farsi notare
lacrima l’idea solleticante viscere
taedium vitae alla deriva del morso
con in bocca una filastrocca d’aria
l’acrobazia d’aseità del tempo
e la fede nella bellezza sepolta viva
in levità antalgiche d’apostasia
per far credere agli occhi dove sia l’oblio
e dove i buoni e i cattivi in cerchio
sorreggano stretti in girotondo
la cometa del perdono, sogno profondo
cuna verginea di deliquio eterno
dall’arto morto d’un dio mai sorto.
Senza quasi farsi notare
sorride la malinconia all’ombra della mediocrità
scivola via allegra d’aver commesso un furto
a chi indietro s’è rifiutato di mentire
dove sia la sponda altera dell’al di là
come a voler vivere tutto d’un sorso
quell’inquietudine tanto cara a chi è già morto.
Senza quasi farmi notare
io continuo ad amare il verso circonflesso
di graziose vacuità nella speranza d’esser
refolo di vento sulle questioni dell’al di qua.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Disorientata...smarrita...
eppure un posto a me molto caro.

Tanti anni sono passati,
tanti ricordi di gioventù.

Una grande e bella città
anni meravigliosi.

Non esisteva notte
nè giorno.

Lavoratrici di giorno
girovaghi di notte.

Anni che non
dimenticherò mai.

Rivedere quella stazione a distanza di molti anni
cosi cambiata...ma identica nella mia memoria.

Un tuppo nel passato
un tuffo nei ricordi.

Archiviati nei cassetti del cuore
ma ben custoditi

Seppur in un giorno triste
è stato molto bello rivedere quella stazione.

Dove i ricordi
nessuno cancellerà mai.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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I pellegrini sono le persone che lasciano camminare i pensieri
lasciando aperto il cuore
cercando le risposte trovano altre domande
trovando altre mete ne fanno partenze.
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Profilo Autore: Tiziana Gay  

Questo autore ha pubblicato 18 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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