Che  farai  di me?
Che faremo  di noi?
Or che abbiamo combattuto fianco a fianco,
respiro  con respiro;
or che siam  congiunti 
come in una mischia,
che nella saliva
abbiam sentito  il sapor del nostro sangue.
Che faremo di noi?
Se d’improvviso all’impatto abbiam ceduto
e un desiderio folle  ora ci invade
fino a voler  scambiarsi  l’anima.
Scossi , fino alle radici,
i baci  ora, diventano crudeli
-Tu mi scuoti,
e strano impeto mi prende!
-Dimmi che cos’è?
-Tu  mi vinci, tu mi schianti, mi annienti,
mi accechi, e son so più nulla,
non so , non so che sia.

.Io  lo  so…  lo so!
Non tormentarti  più,
dimmi ancora il nome tuo,
dimmi ancor cosa ti prende...
...questo  è  amore, e qui ti amo!

 
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Profilo Autore: Hera  

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Chino s’un fianco, sbandato, riposa
preda della notte sbiancata alla luna.
Con lacrime di ruggine striati i sogni.
Sono sogni salati dalle reti da pesca
dai pesci morenti a dibatter la coda
sull’assito lucente di squame argentate.
“Maledetta notte orfana delle tenebre
potesse celarmi allo sguardo del mondo!”
“Maledetta luna accecante ed impietosa
come le bestemmie lanciate alla bonaccia
dai pescatori stanchi di appassire al sole!”.

Ieri possedeva le onde di prua e godeva
delle preghiere del nocchiero alla tempesta
sfilacciate gomene oggi pendono al vento.
Ospita la sorte di un essere immondo
sdraiato s’un fianco, ubriaco, riposa.
Sogna di un fiasco e d’un misero pasto
del volto dei figli, della morte e sorride
sbava vino e memorie, di celarsi trascura.
Scorre rivolo di vomito sul ponte di legno
brilla di nuovo l’assito indurito e riarso
il vecchio peschereccio riflette ancora la luna.
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Profilo Autore: Marcello Caloro  

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Le strade piene di polvere   
bagnandole 
si accendevano i lampioni 
non c'era più nessuno
di cui interessava l'ora
quell'orologio era così 
fermo
Si schivavano i treni 
abbracciati 
rimanendo nel mezzo
gridavano i cani
per trovare un po'  di affetto 
i pipistrelli entravano dalle porte 
l'asfalto brillava con la luna 
L'edera vestiva gli archi
ancora pieni d'acqua 
un po' tutti li sentivano una casa 
i poster coprivano 
le pareti di quel mondo 
Eravamo dello stesso anno
ma lei era già grande
per quel tempo 
non c'era l'inganno della gelosia 
Nascosti dentro le fontane 
il respiro sfiorava le labbra 
senza far rumore 
ci amavamo 
 senza voler capire !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Velluto dentro e fuori
con la tranquillità delle gocce
che tuffano dove capita 
aprendo crateri
squarci richiusi

riveste ogni movimento
il pensiero che lo crea
il suo sentimento
strano nel suo essere
a vista
in quel brusco incontrare
caparbio nel proseguire
fumoso per ispirata volontà
innata
con mancato interesse
per i commenti stranieri
onnipresenti
d'importanza assenti
solo pettegolezzi
dei qualunque avvezzi
i colori cambiano all'umore
fendenti nemici paiono in certe ore
lasciano le catene
quei muri stanchi
anche se bendati
vanno comunque avanti
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Fra i tralicci dei sogni

albeggia un abisso di viole,

tulle elegante d’un costato di vino,

ed il pensier mio s’infrange sgualcito

fra capigliature di more lucenti

come orizzonte d’edera rabbrividito.


Ghirlande d’anima intarsiate dal vento

son polline d’un mattino riverso,

scoglio baciato dal triste silenzio,

i miei occhi accarezzano le schegge del tempo

come danza d’un gabbiano aggraziata d’inchino

e nell’autunno del sentimento sfinito

impugno il mio cuore come lacrima d’amore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Signor Jorge Mario Bergoglio,
poteva evitare un sì lungo viaggio;
qui c’è il fiore della chiesa onesta,
che naviga da sempre nell’imbroglio,
da cui giorno e notte trae vantaggio
ed il popolo bue plaude la sua festa.
Ma lei gli espedienti li conosce meglio
di questi che chierca più non hanno
e che, girando con baldanza per le calli
ben vestiti, barba e cresta come galli,
spesso alla beffa sommano l’inganno
illudendo gli asserviti al lor risveglio.
Da sempre dei papi la loro storia
contraddice ai precetti di quel Cristo,
che voi allora inchiodaste in croce;
ergo in Argentina torni senza boria,
dal suo insediamento già si è visto
che mai soldo e sfarzo perdon voce.
Lei è un politicante, attore di talento,
la scelta del conclave fu perfetta;
più che il vicario del povero Cristo,
lei è il contrario tra oro e argento,
che l’annoso clero mafioso infetta
da quella cupola, piovra anticristo.
Già le ho scritto ciò che or riscrivo:
dia al mondo dei poveri i tesori
dello Ior e tutti i beni ignoti e noti;
sia del povero Cristo apostol vivo,
vada per le strade ad alleviar dolori,
assolva così al dono dei suoi voti.
Poi decreti la castrazione ai preti,
che, se in pectore han la vocazione,
saranno attratti come dei magneti
dalla fede per la sublimazione.
Sia lei per primo a dar l’esempio
per cancellare il vostro stato empio.






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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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 E dopo tante venne lei,
intelligente come non mai,
e la sposai.
E venne Marco:
moretto, occhietti neri,
quasi perfetto;
ed ero padre.
E per secondo venne Luca,
bello, biondo, interessante;
e fui papà due volte.
E venne il brutto e venne il bello
e sopportai di tutto,
anche di quello di cui si muore.
E venne Davide:
capelli d’oro e occhi blu.
Poco passò ed ecco tu,
Ughino, birichino, assai carino.
Belli l’un l’altro, fragili, adorabili.
Così fui nonno.
E amai tutti, figli e nipoti, difetti e doti.
Non passò parecchio
e fui già vecchio.
E fui di troppo e fui di più,
ché non si porge orecchio al padre,
figli, unico scopo,
qualunque sia la sorte
in vita e morte
e dopo.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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All’inizio disperazione e lacrime

poi il sol pensiero che tu più non mi guidavi

che dei tuoi consigli attingere non più potevo

questo mi rattristava.



Poi…



Scoprii che delle ali avevo

ancora incelofanate,

le liberai,

le piume d’esse dolcemente

ad una ad una pettinai

e incominciai a saltellare

poi a volteggiare

facendo piccole acrobazie

e infine spiccai in volo.



Un volo senza ritorno …



Volai per tutto il pianeta,

volai da est

ad ovest

e da sud

a nord.

Conobbi gente e culture,

usanze e linguaggi,

tanti paesaggi,

a volte mi sembravano dei miraggi.



Ma poi mi fermai,

stavo invecchiando

e mi mancavi tu,

mi mancava il tuo sorriso

e non aver potuto con te

tutto questo almeno per un attimo

condiviso.

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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E’ come se il buio trattenuto all’arcano collassasse
e i volti del dolore formassero un guazzabuglio di forme
trame senza orientamento nella perdita della misura
in agonia col tempo spappolato d’illusioni rianimate per errore
e identità confuse imbustate dimentiche di indirizzo o ragione
come un rasoio rigonfio d’eventi senz’armonia e senza destino
reciso alla vena del sogno nella consapevolezza finale d’aver ceduto
la semina d’una qualche felicità devota di speranza all’unione fatale
nella rassegnazione vigliacca che ci sia valore nello svendersi alla prima occasione.
Difficile sottrarre la mente alla perdita d’aderenza alla realtà
quando quel che resta è imburrare il primo pensiero per ingoiare la verità
nell’assenza di prospettiva imbavagliando il cuore astemio all’estensione.
Un nodo a una stringa già piena di nodi per il gioco alla noia
tradito l’incanto risalente l’abisso e sanguinante silente simboli all’ignoto
ricco di follia nella ricerca della presunta chiave di svolta.
Quant’è reale il bisogno riverso su sé stesso se la vita mura viva la sua arte?
Se non v’è selezione vivificatrice di senso alla fine della luce, quale la scelta?
La visione ultima d’una anima in piena?
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Duole la vita

In un terreno stèrile…

Or urge altruismo!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vorrei render musicale

questo mio parlar fatale,

scrivo e getto il mio inchiostro

 fino a quando non dimostro

che il pensiero, dentro me,

è fondato sul perché.

Perché chiede il bambino

sono nato piccolino,

perché dice il grande re

son di carne come te.

Io che ci faccia al mondo,

non me ne rendo conto,

perché in questa società

è difficile campà ?

E chi è il Creatore,

un artista o un impostore ?

queste mille e più domande

che affollano la mente,

all’umano sottoposte

 troveranno le risposte

che, convien, sian suggerite,

dopo attenta riflessione

dalla mente e la ragione.

Ma…non bisogna sottacere…

le risposte saran vere

se dall’anima si parte,

con rimescolio di carte.

E per questo mi domando

cosa vo farneticando,

io che la sento in me

agitarsi sui perché.

Ma ne ho considerazione

forse più della ragione !

Se un giorno crescerò

ed un grande diverrò

sarà chè avrò trovato

l’equilibrio, un concordato

tra due belle dotazioni

per risolvere questioni

che ci affliggono allorquando

siamo in crisi in questo mondo.
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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fiocchi, a neve
- nel cuore
fiocca, la neve diventa
fuoco.

Muti frammenti, a nuvola
- nel cielo.
I silenzi si sentono
già alti.

Lo spirito può mutare
le anime delle cose,
se sono "vive"

come i non muti:
battiti taciti, il vento,
la saggezza di tacere.

Fiocca, la neve diventa fuoco...
Così muta, ciò che non è muto,
si mantiene l'intensità.

Gli altri
navigli

immortali nel cielo,
lenti cadono
persi sulla terra.
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Profilo Autore: Sonia Dritsakos  

Questo autore ha pubblicato 5 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Di nuovo al pianto apprestati,

anima mia, e al gran dolore

ch’il dì felice, se mai fu, si dilegua,

se pur ancora credesti no,

da quella imago sopra un rialto spinta,

se pur questo sai

che subitaneo e vago si rivela

e ch’il tempo, correndo senza tregua,

l’immenso rende vano,

ma non mai avvezza, o d’illusione,

colore de la vita e speranza,

di nuovo rapita, ancor cadesti.

E consolati, non c’è alcuno,

già che pur tra gli affetti siam soli,

o cosa che lenir ti possa,

se non quello stesso che tutto infossa,

o un poco questo sgualcito foglio,

e queste smorte righe, ov’io

a me stesso confido l’oblio che mi involve.

E se pur forse altri leggerà,

sperdendomi ne l’universo,

pur rinuncerei a queste dolenti note,

a questi umili versi,

rinuncerei a questo specchiarsi

ne l’acque tremule d’uno stagno,

per una sola gioia; o forse no,

benché questa vita mi sia noia

e cagione di ciò che sento,

forse a ragione così qualcuno volle,

forse questa, pur dentro me, è la via

ch’ alla divina armonia volge:

se non forse il dolore,

forse la poesia, benché tale sia.

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Profilo Autore: Pietro Luciano  

Questo autore ha pubblicato 53 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Voltarsi indietro

leggere il tempo

incorporeo, senza dimensione,

non nasce non muore

si ripete in moto perpetuo

nel cerchio della vita

Ci sono volte in cui

vive l'era di una rosa

piccolo bocciolo si apre

nella bellezza

di un balletto classico

per sfiorire come viso di donna

nell'età che avanza,

caduchi i petali sul selciato

sembrano attimi eppur son anni

vissuti, amati, sfuggiti

A volte il tempo è una condanna,

Sisifo spingeva quel sasso

che eternamente ritornava indietro,

mille lune sfilano nel cielo

uno sguardo alle spalle

il ieri è già domani

Rimane il retrogusto del miele,

la scia del profumo,

ed anche l'amaro in bocca

degli attimi infelici

Strana dimensione “il Tempo”

andare avanti sempre

mai perdere l'attimo

senza badare a quel che

si lascia sulla strada ….

non ci apparteneva …



Tratteniamo le emozioni, l'amore


potremo mutarci

in statua di sale

come la moglie di Lot,

la preziosità del tempo non vive

nel materiale ma nell'astratto

del tempo vissuto ...



























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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 504 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho finito la strada - mi disse -
rimangono spine di 
qualche verbo 
e tra esse le pause desertiche
del credersi perduti.

Ho finito di scrivere - disse ceruleando con la luna dello sfondo -
sono senza ferro dato il pallore della tua sera,
visto il mollissimo silenzio superstite.

Il cielo non è più, tra i fitti
aghi dei pini,
nell'ultimo acquitrino dove
una primula veniva pronunciata,
fra i pianeti rimembranze d'inganni.





Risultati immagini per paul klee opere



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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