C'è una dolcezza nel vivere le cose
che solo chi ha sofferto conosce
trasformare la rabbia e la delusione
in quieto sospiro
come passare al setaccio il fango
per tenere solo piccole perle di luce
far decantare il dolore
come alta marea dell' anima
per poi raccogliere stelle marine
sulla spiaggia baciata dal sole
non pensare alle burrascose onde ormai lontane
ma alla dolce musica della risacca
dimenticare il vento freddo di tramontana
per farsi accarezzare dalla dolce brezza che sempre arriva
uscire dall'ego
e gioire per esserci ancora
E’ necessario che io trovi la forza
di riaccendere i miei versi!
Ora, che il silenzio del vuoto è intorno a me,
Ora, che il silenzio del vuoto è intorno a me,
ora, che la musica si è placata,
e pesanti son le movenze dell’anima
che rallentano i versi del mio vivere.
Voglia il cielo allearsi a me
attraverso le parole!
Che sappiano sedurre, illuminare,
cogliere il ritmo pacato del cuore che sente
e dell’occhio che vede.
E’ necessario!
E' necessario…
E' necessario…
…sperando che ci sia ancora
un’ingenuo lettore disposto a leggermi.
Quale ricompensa ricevere, sennò?
Quale angelo inesistente
mi potrebbe mai porgere aiuto
mi potrebbe mai porgere aiuto
dopo aver letto tutta la pura verità
e il tormento che comporta la poesia?
Spero che ci sia ancora
un lettore disposto a leggermi…
a…farmi compagnia!


Lapislazzuli d'azzurro bacio
ed un sorbetto d'uragano di ginestra
adornavano stanche lacrime di nuvole
ed una nevicata gemmata d'arcobaleni
parafraso' pergolati d'inverni dismessi
fra stoviglie allattate di virgole di sale.
Fra i riflessi del mattino intonacati
un raggio infuocato d'estuario d'aurora
intarsiava capigliatura di claudicanti finestre
ed amorfi calici ubriachi di luce
s'acciottolavano come raggrinzita scorza di sole.
ed un sorbetto d'uragano di ginestra
adornavano stanche lacrime di nuvole
ed una nevicata gemmata d'arcobaleni
parafraso' pergolati d'inverni dismessi
fra stoviglie allattate di virgole di sale.
Fra i riflessi del mattino intonacati
un raggio infuocato d'estuario d'aurora
intarsiava capigliatura di claudicanti finestre
ed amorfi calici ubriachi di luce
s'acciottolavano come raggrinzita scorza di sole.
È MORTO MIO NONNO
mentre compravo dolci e aspettavamo la sborrata del brachetto
è morto mio nonno
e nel mio mondo è morto 30 minuti dopo
non c'era linea a Camella
ritorno a casa, senza che lo dico proprio, pioveva
e c'erano strane folate di vento
e in casa c'erano tutte le finestre aperte
come in un rito pagano balenato nell'iperspazio della mia credulità ardente stelle comete incendie
ove l'anima si disperde a folate dal corpo involucro morto
di mio nonno sbiancato
elegante come ai tempi in cui non avrei potuto assistere
è morto sì è un ritornello mio nonno
ed io non ci sto capendo un cazzo
non è facile collegare 99 più 27 anni
e ho tante immagini dietro i vetri delle finestre aperte
che si confondono con il cielo dietro, senza che lo dico proprio, grigio
alla fine è successo come quando ero zico zico
sarà morto un migliaio di volte
una per tutte le volte che ci siamo guardati.
OH OH OH, hai la mia mano che stringe la tua tremante
mano tremante infinitamente meno fragile della mia forte
nonno, io ti tengo la mano fragile l'appiglio
oh oh oh sono così debole vicino al tuo diventare carta
oh oh oh nonno,
sono io ora il tuo appiglio che ti tiene al mondo?
o sei tu, sempre tu, ancora tu
a non farmi evaporare with you?
mentre compravo dolci e aspettavamo la sborrata del brachetto
è morto mio nonno
e nel mio mondo è morto 30 minuti dopo
non c'era linea a Camella
ritorno a casa, senza che lo dico proprio, pioveva
e c'erano strane folate di vento
e in casa c'erano tutte le finestre aperte
come in un rito pagano balenato nell'iperspazio della mia credulità ardente stelle comete incendie
ove l'anima si disperde a folate dal corpo involucro morto
di mio nonno sbiancato
elegante come ai tempi in cui non avrei potuto assistere
è morto sì è un ritornello mio nonno
ed io non ci sto capendo un cazzo
non è facile collegare 99 più 27 anni
e ho tante immagini dietro i vetri delle finestre aperte
che si confondono con il cielo dietro, senza che lo dico proprio, grigio
alla fine è successo come quando ero zico zico
sarà morto un migliaio di volte
una per tutte le volte che ci siamo guardati.
OH OH OH, hai la mia mano che stringe la tua tremante
mano tremante infinitamente meno fragile della mia forte
nonno, io ti tengo la mano fragile l'appiglio
oh oh oh sono così debole vicino al tuo diventare carta
oh oh oh nonno,
sono io ora il tuo appiglio che ti tiene al mondo?
o sei tu, sempre tu, ancora tu
a non farmi evaporare with you?
Arpeggia il verde chiomato del pino
un ti amo alla mimosa e un lieve inchino
fasciano sospiri sui tetti festosi.
L’aria si solleva zefiro in tiepido afflato
tra filari di mirto e cespugli di ginestra.
Quanta delicatezza, quanta purezza una rosa
piange prima della sua fine
agli occhi del divino la sua breve promessa.
Sinuosa saluta il campanile una rondinella
adagio il volo conquista la sosta
la sua croce in cerca d’una fugace mensa.
Ha dita nodose il tempo danzante
mutevole primavera smorfiosa
volubile tramuta tocchi di lampi rosacei
in torpori gementi, rossori di memorie d’amore
sussurranti antiche storie di labbra devote.
Curva morbida la collina sul passo roccioso
e fiordalisi d’azzurro pallido
imitano il cielo spiccando il volo
in desideri addolciti e decori di trame,
opulente sintesi di fugaci bellezze
liquidi accordi allo stato puro,
devozioni romantiche.
Ha occhi pietosi l’uomo al sacro suo grembo
spirito amato figlio di ventre squarciato
dal sonno in delirio e dal suo folle gesto,
lui che ospite sul pianeta celeste
febbrile suddito cieco non riconosce
la fragilità della gloriosa,
l’amata madre umana,
la nostra terra.
Il sonno tanto disiato
tarda a venire.
Col corpo ingaggia una dura lotta
che non vuol mai finire.
Un profumo intenso
di freschissime rose
sorprende e accarezza
il mio capezzale.
La santita' di Padre,
umile e burbero
si comunica a me,
senza alcun ritegno.
Di far parte
della sua famiglia
non son degno.
Gloria a Cristo!
Ràbbuni misericordioso.
Illumini un mortale
nel peccato ozioso
Laudata Maria!
Tua prediletta Madre.
Le sue ininterrotte preghiere
hanno comosso te, o Padre.
Segnaledi una promessa esaudita.
tarda a venire.
Col corpo ingaggia una dura lotta
che non vuol mai finire.
Un profumo intenso
di freschissime rose
sorprende e accarezza
il mio capezzale.
La santita' di Padre,
umile e burbero
si comunica a me,
senza alcun ritegno.
Di far parte
della sua famiglia
non son degno.
Gloria a Cristo!
Ràbbuni misericordioso.
Illumini un mortale
nel peccato ozioso
Laudata Maria!
Tua prediletta Madre.
Le sue ininterrotte preghiere
hanno comosso te, o Padre.
Segnaledi una promessa esaudita.
Chiaro lampo illumina la sera
rumore disperato accompagna
i pensieri nel divenire del crepuscolo
e le immagini passate litigano
per farsi belle
agli occhi di chi le guarda
sfidando il grigiore
delle pagine di un album fotografico
scoppia il tuono
la pioggia bagna
un risveglio nostalgico
il chiarore di un fuoco
bruciando su ceppi ardenti
riscalda il senso di malinconia
dà luce alla nostalgica bellezza
di anni più giovani
tempi di irriducibili sogni
e tormentate idee
schianta il cielo
tuona l'immortale natura
l'anima di un vecchio uomo
davanti al fuoco prende congedo
mentre l'ultima fiamma
si inerpica su nubi grigie
e il rumore del tuono si perde
nell'oblio del presente.
rumore disperato accompagna
i pensieri nel divenire del crepuscolo
e le immagini passate litigano
per farsi belle
agli occhi di chi le guarda
sfidando il grigiore
delle pagine di un album fotografico
scoppia il tuono
la pioggia bagna
un risveglio nostalgico
il chiarore di un fuoco
bruciando su ceppi ardenti
riscalda il senso di malinconia
dà luce alla nostalgica bellezza
di anni più giovani
tempi di irriducibili sogni
e tormentate idee
schianta il cielo
tuona l'immortale natura
l'anima di un vecchio uomo
davanti al fuoco prende congedo
mentre l'ultima fiamma
si inerpica su nubi grigie
e il rumore del tuono si perde
nell'oblio del presente.
(Baudelaire & Miles, the albatross & the magpie)
« This record must have been made in heaven »
Tu che sei ladra,
che ti nutri di carogne,
e di insetti, e di ragni;
tu che sei uccello
del malaugurio,
e che non cerchi,
come me, il riscatto
di chi è buon credente:
lasciami almeno alterare
le mie facoltà mentali.
È verso il coma franco
che noi si procede,
con andamento
ondivago,
snocciolando
quasi a memoria
la nostra canzone:
persi, come sempre,
nella frammentazione
di un sonno inconscio
che più non ristora.
Però, se lo vuoi,
aiutami tu
ad uscire
dal solco,
dal meccanismo
della proiezione,
dal gusto per l’infinito
e dal conflitto fra orrore e estasi.
E poi impara a fluttuare con me,
nell’arte ignobile della poesia,
così, senza un motivo,
se non per ridare
anche alle mie
ali d’albatro,
la dignità
di chi per vivere
non può che volare.
« ...più o meno in quel periodo, cominciai a capire che i musicisti rock non sapevano niente della musica. Non la studiavano, non potevano studiare stili differenti, e di leggerla non se ne parlava nemmeno. Ma erano popolari e vendevano un mucchio di dischi perché davano al pubblico un certo sound e quello che voleva ascoltare. Così cominciai a pensare che se loro potevano raggiungere tutta questa gente e vendere tutti quei dischi senza nemmeno sapere che cosa stessero facendo, bene, potevo farlo anch'io e per di più meglio. »
« This record must have been made in heaven »
Tu che sei ladra,
che ti nutri di carogne,
e di insetti, e di ragni;
tu che sei uccello
del malaugurio,
e che non cerchi,
come me, il riscatto
di chi è buon credente:
lasciami almeno alterare
le mie facoltà mentali.
È verso il coma franco
che noi si procede,
con andamento
ondivago,
snocciolando
quasi a memoria
la nostra canzone:
persi, come sempre,
nella frammentazione
di un sonno inconscio
che più non ristora.
Però, se lo vuoi,
aiutami tu
ad uscire
dal solco,
dal meccanismo
della proiezione,
dal gusto per l’infinito
e dal conflitto fra orrore e estasi.
E poi impara a fluttuare con me,
nell’arte ignobile della poesia,
così, senza un motivo,
se non per ridare
anche alle mie
ali d’albatro,
la dignità
di chi per vivere
non può che volare.
« ...più o meno in quel periodo, cominciai a capire che i musicisti rock non sapevano niente della musica. Non la studiavano, non potevano studiare stili differenti, e di leggerla non se ne parlava nemmeno. Ma erano popolari e vendevano un mucchio di dischi perché davano al pubblico un certo sound e quello che voleva ascoltare. Così cominciai a pensare che se loro potevano raggiungere tutta questa gente e vendere tutti quei dischi senza nemmeno sapere che cosa stessero facendo, bene, potevo farlo anch'io e per di più meglio. »
Seduta All'ombra
di questo scoglio
attendo
l'aurora.
Attendo
i raggi
del sole che
salgono.
Sul confine
tra cielo e mare
ed è li che si
compie la magia.
Il sole
si trasforma
in una
stella cometa.
Traccia
contorni e
sfumature

Mi fa bene di te
delle tue labbra
quando mi dici che fai.
Mi vanno bene
le tue parole
perché ho capito
quanto sei importante
e mi fa morire la voglia
che ho di te.
Mi fa bene di te
sapere che ci stai bene con me
anche se sbaglio
e a volte sono stupido
dimenticandomi di averti detto
che sono diverso dagli altri uomini.
Vorrei farti sognare
dicendoti
che nel cielo c’è una stella in più
facendoti immaginare amore
d’averla messa io per te
perché mi fa bene di te
anche quando sto assorto
nei miei mille problemi
ma poi so che ci sei tu
la mia piccola stella
e così trovo un senso
a tutto
anche quando non c’è.
Bella come una pianta di vitalba
quando è illuminata dalle prime luci dell'alba
Avvolta dai caldi raggi del sole
di mattino inoltrato,
ha un fascino incantevole
grazie al suo aspetto fatato
Circondata da antichi portici,
rigogliosa di magnifiche piazze,
piena di stupendi monumenti,
sgargiante di vivaci colori,
animata da fantastiche serate
Dai suoi sapori resto sempre ingolosito,
dalla sua bellezza vengo ogni volta rapito
O la si vive o la si sogna,
la superba Bologna
quando è illuminata dalle prime luci dell'alba
Avvolta dai caldi raggi del sole
di mattino inoltrato,
ha un fascino incantevole
grazie al suo aspetto fatato
Circondata da antichi portici,
rigogliosa di magnifiche piazze,
piena di stupendi monumenti,
sgargiante di vivaci colori,
animata da fantastiche serate
Dai suoi sapori resto sempre ingolosito,
dalla sua bellezza vengo ogni volta rapito
O la si vive o la si sogna,
la superba Bologna
Godi, fanciullo mio; se oltre la siepe
Immaginasti, e pur non giunga voce
Alcuna, qui su le mortali sponde,
Ch’avverse furono al tuo guardo un dì,
Odi ancor, tra le sparse genti e i campi,
Mormorare il passero e i tuoi canti,
Onde non posò il tuo stanco cor, né mai.
Immaginasti, e pur non giunga voce
Alcuna, qui su le mortali sponde,
Ch’avverse furono al tuo guardo un dì,
Odi ancor, tra le sparse genti e i campi,
Mormorare il passero e i tuoi canti,
Onde non posò il tuo stanco cor, né mai.














