Il melo
s’alberava di luce,
grandinava nell’aria
come naviglio d’arcobaleno
mentre dardi d’ombre cromatiche
intricavano un confetto di cielo.
Scintille d’alba,
fioccavano come batuffoli di giorno,
schiarivano le geometrie del suolo
fra pagliuzze di muschio d’avorio
ed un violino d’agghindata primavera
briciole sfinite d’inverno accoltellò.
s’alberava di luce,
grandinava nell’aria
come naviglio d’arcobaleno
mentre dardi d’ombre cromatiche
intricavano un confetto di cielo.
Scintille d’alba,
fioccavano come batuffoli di giorno,
schiarivano le geometrie del suolo
fra pagliuzze di muschio d’avorio
ed un violino d’agghindata primavera
briciole sfinite d’inverno accoltellò.
3 commenti
Vorrei volare
sulle ali del tempo
disperdermi nel presente e nel domani
per ricordare i giorni passati
Vorrei volare
sulle ali del vento,
per carpire l'emozione
di un solo momento.
Senza di te mi manca qualcosa
come un giardino senza una rosa
dei tuoi occhi vorrei nuotare
nel tuo sguardo.
sulle ali del tempo
disperdermi nel presente e nel domani
per ricordare i giorni passati
Vorrei volare
sulle ali del vento,
per carpire l'emozione
di un solo momento.
Senza di te mi manca qualcosa
come un giardino senza una rosa
dei tuoi occhi vorrei nuotare
nel tuo sguardo.
Come silfidi
leggiadre e discrete,
stormi di cicogne
si levano in volo,
festose.
Tante anime di bimbi
pescano in fondo agli stagni;
belati di gioia
si innalzano canori
dai pargoli in posa.
Il tacito volo
ha il punto d'approdo
sulla cima di un campanile.
o sui tetti di una chiesa.
La bianca cicogna
non vanta onori nè meriti.
Artefice di vita,
negatrice di morte,
partecipa ad un progetto arcano
di natura
leggiadre e discrete,
stormi di cicogne
si levano in volo,
festose.
Tante anime di bimbi
pescano in fondo agli stagni;
belati di gioia
si innalzano canori
dai pargoli in posa.
Il tacito volo
ha il punto d'approdo
sulla cima di un campanile.
o sui tetti di una chiesa.
La bianca cicogna
non vanta onori nè meriti.
Artefice di vita,
negatrice di morte,
partecipa ad un progetto arcano
di natura
Quando le memorie si insaporiscono di passato,
i miei nostalgici occhi evocano frammenti di ricordi.
Compare così l'arcobaleno su sfondi neri
ed io m'intenerisco e sorrido guardando foto sbiadite.
Poi compiaciuta, osservo nuvole di fumo scrivere racconti sui muri,
mentre l'aria s'impregna di una piacevole musica che suona lì, dove la legna arde.
i miei nostalgici occhi evocano frammenti di ricordi.
Compare così l'arcobaleno su sfondi neri
ed io m'intenerisco e sorrido guardando foto sbiadite.
Poi compiaciuta, osservo nuvole di fumo scrivere racconti sui muri,
mentre l'aria s'impregna di una piacevole musica che suona lì, dove la legna arde.
Oggi visto abbattersi il silenzio
come una bomba esplosa in volo
sulle nostre teste.
Eravamo tutti affaccendati
a ritarare il termometro dell'indignazione mediatica
come lupi da scrivania
rassegnati all'infefficacia della nostra solitudine.
E questi fatti sconcertanti
- come vuole il principio del Piacere-
dopo qualche giorno erano moda,
poi ancora corredo del campo visivo abituale.
Oggi un'altra donna massacrata,
domani un'altra stazione bruciata,
un altro attentato
per il training delle nostre menti.
Sono arrivati tutti i buoni sentimenti
a rovinare l'opera del silenzio.
Che ci stava riuscendo,
come un poliziotto in borghese
travestito da indifferenza.
Loro hanno spifferato tutto.
La mia mente oggi è Politica,
e sì un fuoco freddo.
All'arcobaleno nella foto
ho preferito un ombrello
per la tempesta che l'ha preceduto.
come una bomba esplosa in volo
sulle nostre teste.
Eravamo tutti affaccendati
a ritarare il termometro dell'indignazione mediatica
come lupi da scrivania
rassegnati all'infefficacia della nostra solitudine.
E questi fatti sconcertanti
- come vuole il principio del Piacere-
dopo qualche giorno erano moda,
poi ancora corredo del campo visivo abituale.
Oggi un'altra donna massacrata,
domani un'altra stazione bruciata,
un altro attentato
per il training delle nostre menti.
Sono arrivati tutti i buoni sentimenti
a rovinare l'opera del silenzio.
Che ci stava riuscendo,
come un poliziotto in borghese
travestito da indifferenza.
Loro hanno spifferato tutto.
La mia mente oggi è Politica,
e sì un fuoco freddo.
All'arcobaleno nella foto
ho preferito un ombrello
per la tempesta che l'ha preceduto.
Ancora stanotte
le stelle
hanno inseguito la luna.
L’aria era così leggera
ed io sentivo il suo respiro
accanto al mio.
Ancora stanotte
eravamo insieme abbracciati
aggrappati ad un filo di luce
e sognavamo insieme
l’amore non ancora finito
e sempre più infinito.
Stanotte tutto era tranquillo
anche la pioggia
s’è fatta da parte
lasciandoci gustare
la bellezza di un cielo senza nuvole
e sotto quel cielo
c’eravamo io e te
a continuare ancora
la nostra storia d’amore.
Scorgo un pallido sole
alto nel cielo,
accompagnato da un debole,
leggero venticello
che blandisce il mio viso con zelo
Il canto degli uccellini al mio risveglio
mi fa sentire meglio
Intorno regna la calma e la quiete,
profondo è questo silenzio,
che mi ristora come assenzio
quando sono in preda alla sete
Mi godo queste lunghe giornate
dal mattino fino alla sera,
tutte quante caratterizzate
dalla splendida primavera
alto nel cielo,
accompagnato da un debole,
leggero venticello
che blandisce il mio viso con zelo
Il canto degli uccellini al mio risveglio
mi fa sentire meglio
Intorno regna la calma e la quiete,
profondo è questo silenzio,
che mi ristora come assenzio
quando sono in preda alla sete
Mi godo queste lunghe giornate
dal mattino fino alla sera,
tutte quante caratterizzate
dalla splendida primavera
E' stata la mia finora un rallentare continuo,
un mangiare al sacco briciole di rupi spruzzate di lavanda,
è stata finora un ricordare brezze
anch'esse in tramontana -
oh, mia Yfir, i pensieri felici
se li son presi un po' per uno
Punteggiatura di grano
spumeggiava come radice solare,
era cuore di piuma di miele spettinata,
farina d’un parto di stelle arroventata.
Le spighe cullavano apatiche sillabe di sera,
ricamavano silenziosi cortili di maggio,
nuvole di vento zampillavano come cenere
ed i chicchi braccialetti di luce intrecciavano.
All’orizzonte sbiadiva un vecchio casolare,
rastrelli di foglie rasserenavano zolle di cielo,
punteggiatura di grano
era goccia d’alveolo di mandorla sbucciata,
muschio lunare fra radici di finestre dimenticate.
spumeggiava come radice solare,
era cuore di piuma di miele spettinata,
farina d’un parto di stelle arroventata.
Le spighe cullavano apatiche sillabe di sera,
ricamavano silenziosi cortili di maggio,
nuvole di vento zampillavano come cenere
ed i chicchi braccialetti di luce intrecciavano.
All’orizzonte sbiadiva un vecchio casolare,
rastrelli di foglie rasserenavano zolle di cielo,
punteggiatura di grano
era goccia d’alveolo di mandorla sbucciata,
muschio lunare fra radici di finestre dimenticate.
Imbevuta e attarversata d’arte
toturata dall’ “Ideale”…
…aborrisco, qualsiasi forma di bruttura
o degradazione dello spirito.
Sottilissimo, potentissimo ,
il senso estetico
segna l’equilibrio del mio spirito!
La bellezza è l’asse del mio essere,
intorno al quale tutte le passioni girano
le cose appaiono nelle loro forma vera,
nel loro autentico colore.
Precise, chiarissime,
in una temporanea morte del desiderio
in una temporanea assenza della memoria,
in una perfetta oggettività
della contemplazione
che è la sola causa del grande godimento.
L’arte e’ abisso vertiginoso…
...trova il bene, anche nel male!
...trova il bene, anche nel male!
SANGUE EMILIANO SCORRE LUNGO IL PO
CHE TRASCINA CON FURIOSO IMPETO
CASE, AVERI, FAMIGLIE, BAMBINI, VECCHI,
PENSIERI, AMORE, ODIO
BORETTO PORTA CON SE LA MIA ESPERIENZA
DI VITA IMMERSA NELLA MELMA DELLA
MASSA D’ACQUA CHE CANCELLA LA MEMORIA,
L’OPEROSITA’ DI QUESTA GENTE
LABORIOSA ED AFFABILE
APPARE NEL SILENZIO TERRIFICANTE UN’AUREOLA
DI SPERANZA DI VITA
LA MIA MENTE RITORNA IN QUEI LUOGHI
E MI SI STRINGE IL CUORE
Lingua retrattile
e sempre mobile.
Ex angelo divino,
avido di potenza tronfia,
non si libra in volo
con pancia troppo gonfia;
il belatodell'Agnello
ti accusa dinanzi almondo
di inumana crudelta'
la bocca dei profeti
ti inchioda senza scampo
al banco degli accusati
Il sangue dei martiri
impantana il tuo cammino,
arrestandoti
nelle piu' profonde cloache,
dove ben
riesci a districarti.
e sempre mobile.
Ex angelo divino,
avido di potenza tronfia,
non si libra in volo
con pancia troppo gonfia;
il belatodell'Agnello
ti accusa dinanzi almondo
di inumana crudelta'
la bocca dei profeti
ti inchioda senza scampo
al banco degli accusati
Il sangue dei martiri
impantana il tuo cammino,
arrestandoti
nelle piu' profonde cloache,
dove ben
riesci a districarti.
Il sol tuo pensiero
mette agitazione
al cuore e alla mente.
Le tua bocca
impossibile non pensarla.
La tua sensibilità
trapela nell’aria.
Rimango
profondamente colpita,
dalla tristezza
che emana
La tua lontananza.
Un vortice
di vento
spazza via l’infinito.
E muore
con me
stanotte.
mette agitazione
al cuore e alla mente.
Le tua bocca
impossibile non pensarla.
La tua sensibilità
trapela nell’aria.
Rimango
profondamente colpita,
dalla tristezza
che emana
La tua lontananza.
Un vortice
di vento
spazza via l’infinito.
E muore
con me
stanotte.

(con traduzione)
‘O tiempe s’è fernute e i’stonghe ‘cca
aspiette a te, nun sacce c’aggia a fa.
A vvocca a tiene pe ce respirà
ma dimme surtante quant’aggi’a campà !
Pecchè si arapre chella vucchella e rose
pe dimme tutte ‘e peggiore cose,
nun me va cchiù de vivere accussì
aggi’a cercà nu mode pe sparì.
Me se’ trasuta dinta a goccia a goccia,
si crisciuta pian piano comm’ a ‘na pioggia
e ment’ie te guardave appassiunate
comm’ a ‘nu mare si addiventate.
Pecchè nun parle e nun me fai sapè
ca dint’o core tiene sul’a me !
Me pare ca ti si addormuta….
Gesù…..fusse sordomuta !
Traduzione
Il tempo e finito e sono qua
aspetto te, non so cosa fare.
La bocca ti serve a respirare
ma dimmi soltanto quanto devo vivere !
Perché se apri quella boccuccia di rose
per dirmi tutte le peggiori cose,
non mi va più di vivere così
devo trovare il modo di sparire.
Mi sei entrata dentro goccia a goccia,
sei cresciuta pian piano come una pioggia,
e mentre ti guardavo appassionato
come un mare sei diventata.
Perchè non parli e non mi fai sapere
Che dentro il cuore tieni solo me !
Mi pare che ti sei addormentata…
Gesù….fossi sordomuta ?
‘O tiempe s’è fernute e i’stonghe ‘cca
aspiette a te, nun sacce c’aggia a fa.
A vvocca a tiene pe ce respirà
ma dimme surtante quant’aggi’a campà !
Pecchè si arapre chella vucchella e rose
pe dimme tutte ‘e peggiore cose,
nun me va cchiù de vivere accussì
aggi’a cercà nu mode pe sparì.
Me se’ trasuta dinta a goccia a goccia,
si crisciuta pian piano comm’ a ‘na pioggia
e ment’ie te guardave appassiunate
comm’ a ‘nu mare si addiventate.
Pecchè nun parle e nun me fai sapè
ca dint’o core tiene sul’a me !
Me pare ca ti si addormuta….
Gesù…..fusse sordomuta !
Traduzione
Il tempo e finito e sono qua
aspetto te, non so cosa fare.
La bocca ti serve a respirare
ma dimmi soltanto quanto devo vivere !
Perché se apri quella boccuccia di rose
per dirmi tutte le peggiori cose,
non mi va più di vivere così
devo trovare il modo di sparire.
Mi sei entrata dentro goccia a goccia,
sei cresciuta pian piano come una pioggia,
e mentre ti guardavo appassionato
come un mare sei diventata.
Perchè non parli e non mi fai sapere
Che dentro il cuore tieni solo me !
Mi pare che ti sei addormentata…
Gesù….fossi sordomuta ?
'A ggenta altolocata quanno fa' 'na speretiata,
votta pe' dinto a ll'aria n'essenza 'mprufumata
Se ne và sbuffanno ca 'o culillo tutto rumbante
e pe derete lle jesceno anielle cu 'e brillante.
J' ca songo sulo 'na povera mortale,
nun pozzo propeto ave' 'nu prublema anale!
Si 'na piccola scurreggia 'nun vulenne 'mme scappa,
subito 'na sirena sona, 'mme trova e m' acchiappa.
'A ggente 'mme guarda, avutannese disgustata
"che schifo", mme dice "ma c'avite menate..!"
Ma je accussi m'esprimo.Tengo 'o didietro eccentrico,
ca se ne và parlanno, in modo unico e autentico.
Ogni tanto, quanno vo', se fa' 'na strumbettiata
e mena tutt'attuorno n'arietta 'ndelicata.
Ce sta chi c''a vocca, abboffa palle pe' parla'.
Je parlo cchiù cuncreto e pe derete pe mme spiega'.
votta pe' dinto a ll'aria n'essenza 'mprufumata
Se ne và sbuffanno ca 'o culillo tutto rumbante
e pe derete lle jesceno anielle cu 'e brillante.
J' ca songo sulo 'na povera mortale,
nun pozzo propeto ave' 'nu prublema anale!
Si 'na piccola scurreggia 'nun vulenne 'mme scappa,
subito 'na sirena sona, 'mme trova e m' acchiappa.
'A ggente 'mme guarda, avutannese disgustata
"che schifo", mme dice "ma c'avite menate..!"
Ma je accussi m'esprimo.Tengo 'o didietro eccentrico,
ca se ne và parlanno, in modo unico e autentico.
Ogni tanto, quanno vo', se fa' 'na strumbettiata
e mena tutt'attuorno n'arietta 'ndelicata.
Ce sta chi c''a vocca, abboffa palle pe' parla'.
Je parlo cchiù cuncreto e pe derete pe mme spiega'.









