Si tutte quante bevesseme latte d'â stessa zizza,
'a uno 'e chilli piette generuse, fosseme soddisfatte,
pecché maje nnisciuno 'e nuje nne fosse escluso.
'Nvece no. Pe coccheduno 'a balia s'è asciuttata.
Nun tene chiù latte e s'è asseccata.
Pe tanta vocche è avanzato sulo 'nu schizzo.
S'hanno zucato 'o llatte 'a tutt'ê zzizze.
Ce stanne piette gruosse e piccerille
e chi s'attacca spisso a chisto e chillo.
Sulo 'o pettecciullo e mammà, no, nun se tocca.
'O ssape bbuono chi dorme c'â zizza 'mbocca.
Però nun se pò permettere, a chi aspiette.
'Sta cosa s'adda sapè piglià subbeto 'e pietto.
'O llatte è nn'alimento naturale.
Addò avessana zucà, uno o n'ato tale e qquale.
Nunn'ave 'mpurtanza 'a forma o ll'aspetto.
A tutte quante spetta 'o ppoco 'e pietto.
Balcuncielle, davanzale, zezzelle appese o perelle.
Sò tutte surrise appassiunate 'e mmarunnelle.
Sò mmummarele janche, chiene 'e affetto,
ca s'avessana sapè spartere c'ô dovuto rispetto.
'a uno 'e chilli piette generuse, fosseme soddisfatte,
pecché maje nnisciuno 'e nuje nne fosse escluso.
'Nvece no. Pe coccheduno 'a balia s'è asciuttata.
Nun tene chiù latte e s'è asseccata.
Pe tanta vocche è avanzato sulo 'nu schizzo.
S'hanno zucato 'o llatte 'a tutt'ê zzizze.
Ce stanne piette gruosse e piccerille
e chi s'attacca spisso a chisto e chillo.
Sulo 'o pettecciullo e mammà, no, nun se tocca.
'O ssape bbuono chi dorme c'â zizza 'mbocca.
Però nun se pò permettere, a chi aspiette.
'Sta cosa s'adda sapè piglià subbeto 'e pietto.
'O llatte è nn'alimento naturale.
Addò avessana zucà, uno o n'ato tale e qquale.
Nunn'ave 'mpurtanza 'a forma o ll'aspetto.
A tutte quante spetta 'o ppoco 'e pietto.
Balcuncielle, davanzale, zezzelle appese o perelle.
Sò tutte surrise appassiunate 'e mmarunnelle.
Sò mmummarele janche, chiene 'e affetto,
ca s'avessana sapè spartere c'ô dovuto rispetto.
4 commenti
"Non v'è Sofferenza, né Causa, né Liberazione, né Via [che vi conduca]". »
Armonia, rispetto,
purezza, tranquillità:
e chi lo avrebbe detto
che il senso della vita
si celava nel chiuso
della tazza
del chai?
Come
facevo
a saperlo,
che se ero io
quel verde germoglio
sulla via della polverizzazione,
tu eri per me l’acqua calda
che causava il miracolo?
Non posso donarmi,
senza sapere
di farlo-
a meno che
la mia mente
non incontri
la tua:
come
un
infuso
disciolto
nell’acqua
che si dissipa
per non potersi
mai più ricomporre.
« Mentre il fondatore era seduto in meditazione davanti al muro. Il suo successore era in piedi nella neve. Si tagliò un braccio e disse: "La mia mente non è pacificata. Per favore pacifica la mia mente". Il fondatore disse: "Portami la tua mente e io la pacificherò". Il successore disse: "Ho cercato la mia mente e non l'ho trovata". Il fondatore disse: "Ho pacificato la tua mente". »
Al petto stringo un fiore nel suo lento morire
guardo in silenzio la dolcezza disperata
che china il capo con lacrime d’anima
e profuma il sogno di mistero e cielo
lasciando nelle mani una piccola stiva
il cuore trasognato lungo la riva
adagiato in una dolce ninna nanna
folata antica di canto e panna
dispersa in un tempo lontano
dove parole di nonna sussurrano
melodia di biscotti e torte fatte a mano.
Come la rosa, i giorni si lasciano morire
non guardano più al cuore sul finire
e il tempo partorisce folletti di noia e disperazione
che saltellanti diventano asilo, illusione
rimpianti, sentimenti e fuga di passione
dimentichi sotto un tappeto di rughe
dove cercare l’ultima giovinezza sopravvissuta
quella più amata , da vivere e mai vissuta.
Sei l'unica musa che invoco,
mi riscaldi come fuoco
e mi rinfreschi come l'inverno,
quando in me regna l'inferno
La sola divinità a cui mi rivolgo,
l'unico fiore che colgo,
se mi circondi mi sciolgo
Sei come l'etere,
mi fai provare emozioni vere,
di sublimi sensazioni mi fai godere
Riesci ad alleviarmi ogni dolore,
la mia anima fai rinvigorire,
le mie paure induci a scomparire,
mi accendi la speranza di un domani migliore
Asciughi ogni mia lacrima,
purificando la mia anima
mi riscaldi come fuoco
e mi rinfreschi come l'inverno,
quando in me regna l'inferno
La sola divinità a cui mi rivolgo,
l'unico fiore che colgo,
se mi circondi mi sciolgo
Sei come l'etere,
mi fai provare emozioni vere,
di sublimi sensazioni mi fai godere
Riesci ad alleviarmi ogni dolore,
la mia anima fai rinvigorire,
le mie paure induci a scomparire,
mi accendi la speranza di un domani migliore
Asciughi ogni mia lacrima,
purificando la mia anima
Se ora mi
rivoluziono
se ora anche la bocca sputo e mi sciacquo
con la galassia bianchissima di un altro autore
se ora scorro veloce il libro
della mia nascita
fino a trascinarmi a questa amena sera di casa,
cosa vedo
se non pochissimo di vero.
Tutto il naturale s'è incespugliato durante un soffio,
di fieno un rotolino
qu'il s'en va.
Oh, mia isola perduta,
mio giglio, mia rosa…
I miei dannati destini,
i miei fuochi spenti!
I satiri e i saltimbanchi,
i Brevi lampi
e gli illusori istanti.
e gli illusori istanti.
La mia folle corsa……sventurata!
Incredibile Dea dagli occhi d’avorio:
Incredibile Dea dagli occhi d’avorio:
il tuo cuore ora è grosso!
Destini impenetrabili avvicini.
Destini già sconvolti tu avvicini.
Vacillano le lucciole!
Oh, mia isola bella...
….come fare per essere felice?
Di me, eternamente innamorata,
abbi per una sola volta…pietà!

Passa come vento su di me
voglia dolce e insana di te
Attendo si riveli profezia
e quello che ora e' utopia
possa diventare un magnifico sogno
anche di un intenso ed unico giorno.
Scorre come fluido va
questa tremenda libertà
Attendo mi dia un frutto domani
mentre cerco il caldo delle tue mani
per spogliarci piano piano
in un valzer di ti amo .
voglia dolce e insana di te
Attendo si riveli profezia
e quello che ora e' utopia
possa diventare un magnifico sogno
anche di un intenso ed unico giorno.
Scorre come fluido va
questa tremenda libertà
Attendo mi dia un frutto domani
mentre cerco il caldo delle tue mani
per spogliarci piano piano
in un valzer di ti amo .
Quella notizia
tanto attesa,
desiderata,
finalmente era arrivata.
Nonno...
si finalmente
saresti diventato
nonno...
La felicità ti si leggeva in viso,
finalmente avresti potuto
viziarlo...
coccolarlo.
I tuoi desideri
stanno per realizzarsi,
una nuova vita
animerà la casa.
Lo amerai più di un figlio,
questo piccolino che sta per arrivare
e che tutti aspettate con tanto amore,
Sbuccio farfalle di nebbia
ed il tramonto è un parto di stelle,
un porticato d’edera intrappolato
fra chioma frizzante d’equatore solare.
L’animo è trafitto da sagitte di luce,
il vespro grandina geometrie lunari
ed un marciapiede è anafora di marea,
chiostro d’avena e sibillina ninfea,
pozzanghera di cielo al mascara d’orchidea.
ed il tramonto è un parto di stelle,
un porticato d’edera intrappolato
fra chioma frizzante d’equatore solare.
L’animo è trafitto da sagitte di luce,
il vespro grandina geometrie lunari
ed un marciapiede è anafora di marea,
chiostro d’avena e sibillina ninfea,
pozzanghera di cielo al mascara d’orchidea.
Ed è stato bello averti tra i miei pensieri
Sentire ancora , in me , la tua ,anima gemella,
Sentire , quel brivido fanciullo
Che al solo sguardo mi dai, linfa nuova .
Ti ho pensata ,e per un attimo ho tremato
HO sospirato ,gli attimi più belli,
Con te ,poterli condividere, mentre il tempo scorre,
Fugge da noi , ladri di farfalle .
Si , ti ho detto ti voglio bene
E ho temuto di perderti all’istante
Per una enfasi azzardata , da me sentita
Forse inesistente, dove l’incertezza ,causa contrasti,
Detta sentimenti sinceri
E al primo scoglio si tuffano nel mare azzurro.
Ho pensato a te e dopo qualche giorno di assenza ho capito che nasceva un’ intesa
Una carezza data tra le righe, una breve mia poesia a te dedicata ,
Un sorriso dato per caso in un momento di umana resa
Di luce , per spegnere i miei inferni .
Ho acceso ancora una sigaretta, una dopo l’altra fumo
La mia mente è arsa da pretese,
Non accorgendomi poi , che da questa vita ,da me sei lontana,
Dal mio mondo fatto di illusioni.
Sentire ancora , in me , la tua ,anima gemella,
Sentire , quel brivido fanciullo
Che al solo sguardo mi dai, linfa nuova .
Ti ho pensata ,e per un attimo ho tremato
HO sospirato ,gli attimi più belli,
Con te ,poterli condividere, mentre il tempo scorre,
Fugge da noi , ladri di farfalle .
Si , ti ho detto ti voglio bene
E ho temuto di perderti all’istante
Per una enfasi azzardata , da me sentita
Forse inesistente, dove l’incertezza ,causa contrasti,
Detta sentimenti sinceri
E al primo scoglio si tuffano nel mare azzurro.
Ho pensato a te e dopo qualche giorno di assenza ho capito che nasceva un’ intesa
Una carezza data tra le righe, una breve mia poesia a te dedicata ,
Un sorriso dato per caso in un momento di umana resa
Di luce , per spegnere i miei inferni .
Ho acceso ancora una sigaretta, una dopo l’altra fumo
La mia mente è arsa da pretese,
Non accorgendomi poi , che da questa vita ,da me sei lontana,
Dal mio mondo fatto di illusioni.
Delicati sortilegi di musica planano in volo
archi melodici d'un grammofono lento
febbricitante interludio di nostalgici sfregi
a sbrego diagonale d’infanzia amata.
Colmo lo spazio vuoto fra ciò in cui essere
e ciò che divora il divenire nell’essere
e l’essere nel divenire, voce di solitaria aria.
S’increspa intensa l'opacità vibrante
vortice frantumato a più riprese dal silenzio
nerume muto al sordo pugno d’estro.
Desto! Il rimbombo si calma a larghe falde
Ali di marmo in gioco al gladio
respirano sospese al profondo e fragile ingoio
Ho sul cuore il pianto della vita
e nelle vene il tempo svanito
Una grande pace sull’orizzonte infinito
dalla devastante penna ai margini
Mi invade, oppio la dolcezza
il sentire fremente l’armonia dimentica di fine
dove la luce va a spegnersi in intima estasi
Irreale stasi a me così tanto cara .
archi melodici d'un grammofono lento
febbricitante interludio di nostalgici sfregi
a sbrego diagonale d’infanzia amata.
Colmo lo spazio vuoto fra ciò in cui essere
e ciò che divora il divenire nell’essere
e l’essere nel divenire, voce di solitaria aria.
S’increspa intensa l'opacità vibrante
vortice frantumato a più riprese dal silenzio
nerume muto al sordo pugno d’estro.
Desto! Il rimbombo si calma a larghe falde
Ali di marmo in gioco al gladio
respirano sospese al profondo e fragile ingoio
Ho sul cuore il pianto della vita
e nelle vene il tempo svanito
Una grande pace sull’orizzonte infinito
dalla devastante penna ai margini
Mi invade, oppio la dolcezza
il sentire fremente l’armonia dimentica di fine
dove la luce va a spegnersi in intima estasi
Irreale stasi a me così tanto cara .
Io sono vivo,
ogni giorno che mi sveglio
e rivedo ancora il sole,
quando cado e mi rialzo
poi riesco a stare sempre in piedi,
perché ci metto buona volontà
e tanta forza.
Mi sento vivo,
ogni giorno che respiro,
anche quando tutto va male
io sono vivo.
E mi piace stare qui a sognare,
disegnare i miei pensieri
con colori vivaci.
Mi fan sentire vivo,
il vento che mi scuote,
un tuono quando arriva un temporale
e poi la pioggia che bagna
i miei vestiti.
Io sono vivo,
anche quando mi dicono
che è tutto finito,
perché mi si accende la speranza
che tutto possa ritornare normale,
come prima...
E poi accendo la luce
mentre il cielo si veste
di nuvole allegre,
così so di esser vivo,
perché io vivo...
Son stanca di questo mondo antico,
voglio la Grecia e il suo sorriso arcaico!
Quest’aria millenaria mi abbatte,
Quest’aria millenaria mi abbatte,
e troppe automobili mi rattristano.
I giornali son ritratti ossessivi
di grandi uomini e racconti d’orror.
Le facciate piangenti
soffocano di manifesti che urlano la merce.
Le facciate piangenti
soffocano di manifesti che urlano la merce.
Questa religione e le confessioni inutili,
Cristo che muore, poi risorge
e i diavoli dall’abisso alzano il capo
per guardarlo…
…I preti eternamente elevano l’ostia
mentre l’aquila getta un grido:
Fermi!
Fermi...non è un assaggio!
Fermi...non è un assaggio!
....Son stanca di questo fare antico!
Voglio ornamenti di templi e strade
dove lo spirito raggiunge i sogni.
Sono Anima Greca,
Sono Anima Greca,
voglio la Grecia e il suo sorriso arcaico.
Voglio incontrar gli Dei!

Sbattevano tende strappate
vasi come uccelli dal balcone
vetri contro le pareti
tutti sapevan, amici, vicini, parenti
io
perfino i preti
gente che circonda quando c'è notizia
tristemente affonda, si nasconde
con la sua malizia
C'è voluto poco per fare un guaio
non dentro casa nostra
da quelli che litigavan sempre
da gennaio a gennaio
C'eran problemi grandi come il mondo
per questo siamo in tanti
per fare un girotondo
E' sempre quell'io
che non osa scegliere, accettare
quello, il momento, il metro, il giusto
si rintana in poco spazio, anche se angusto
La paura è sorella, fratello
sola dentro
la cosa peggiore averne tanta
lasciarla dormire, quando han bisogno accanto
Urla, spiegazioni e bastoni
la cena, il pranzo eran solo pretesti
per sedersi e ricominciare
fuori i problemi per qualcosa da mangiare
per un lavoro che decoro, non lo era più
per le belle notizie date dalla tv
Tutti siamo tutti, tutti siamo tutto, tutti siamo ancora
Tutto è sigillato, è tornato il silenzio, mai come prima
tutti sapevan di quel rifugio domestico prigione famigliare
i bambini non sanno niente
con i nonni sono al mare.
vasi come uccelli dal balcone
vetri contro le pareti
tutti sapevan, amici, vicini, parenti
io
perfino i preti
gente che circonda quando c'è notizia
tristemente affonda, si nasconde
con la sua malizia
C'è voluto poco per fare un guaio
non dentro casa nostra
da quelli che litigavan sempre
da gennaio a gennaio
C'eran problemi grandi come il mondo
per questo siamo in tanti
per fare un girotondo
E' sempre quell'io
che non osa scegliere, accettare
quello, il momento, il metro, il giusto
si rintana in poco spazio, anche se angusto
La paura è sorella, fratello
sola dentro
la cosa peggiore averne tanta
lasciarla dormire, quando han bisogno accanto
Urla, spiegazioni e bastoni
la cena, il pranzo eran solo pretesti
per sedersi e ricominciare
fuori i problemi per qualcosa da mangiare
per un lavoro che decoro, non lo era più
per le belle notizie date dalla tv
Tutti siamo tutti, tutti siamo tutto, tutti siamo ancora
Tutto è sigillato, è tornato il silenzio, mai come prima
tutti sapevan di quel rifugio domestico prigione famigliare
i bambini non sanno niente
con i nonni sono al mare.














