Non voglio niente altro.
che sentir parlare
di Cristo Salvatore.
spogliarmi del peccato.
Liberarmi dai vizi.
Abbandonare
membra ammalate,
senescenti,putrescenti.
Tornare il neonato
che vagisce in una culla.
Non sapere
ancora parlare;
non distinguere
il bianco dal nero;
inghiottito
da luci smorzate
che sentir parlare
di Cristo Salvatore.
spogliarmi del peccato.
Liberarmi dai vizi.
Abbandonare
membra ammalate,
senescenti,putrescenti.
Tornare il neonato
che vagisce in una culla.
Non sapere
ancora parlare;
non distinguere
il bianco dal nero;
inghiottito
da luci smorzate
3 commenti
Non so come sarà la luce quando leggerai questo messaggio
ma spero che dopo averlo letto
sentirai il sole dentro
so che con gli occhi
sarai nelle mie parole
quindi vicino a me
e scoprirai il segreto che sto per dirti
voglio che tu sappia una cosa
c'è una conchiglia sulla morbida sabbia
è rosata con venature azzurre
ha viaggiato molto
viene da altrove
conosce tutte le cose del mare
la corrente, la risacca e l' ultima onda
l'hanno poggiata lì per te
cercala e prendila
ponila sul tuo cuore
ascolterà i suoi battiti
e lo bacerà
all'unisono con la voce del vento e del mare
la magia della sorpresa ti farà sentire bene
lascerai decantare il dolore dentro te
come un vascello affondato nell' abisso
scoprirai nuove rotte
seguendo l'ago magico della bussola del cuore
sentirai la dolce corrente di sogni oceanici
accarezzarti la schiena
e guardando all' orizzonte la linea sottile che fonde cielo e mare
sentirai il soffio intrinseco di ciò che contempli
e il sortilegio che ti fa amare
una conchiglia rosa che sul tuo cuore vuol restare
ma spero che dopo averlo letto
sentirai il sole dentro
so che con gli occhi
sarai nelle mie parole
quindi vicino a me
e scoprirai il segreto che sto per dirti
voglio che tu sappia una cosa
c'è una conchiglia sulla morbida sabbia
è rosata con venature azzurre
ha viaggiato molto
viene da altrove
conosce tutte le cose del mare
la corrente, la risacca e l' ultima onda
l'hanno poggiata lì per te
cercala e prendila
ponila sul tuo cuore
ascolterà i suoi battiti
e lo bacerà
all'unisono con la voce del vento e del mare
la magia della sorpresa ti farà sentire bene
lascerai decantare il dolore dentro te
come un vascello affondato nell' abisso
scoprirai nuove rotte
seguendo l'ago magico della bussola del cuore
sentirai la dolce corrente di sogni oceanici
accarezzarti la schiena
e guardando all' orizzonte la linea sottile che fonde cielo e mare
sentirai il soffio intrinseco di ciò che contempli
e il sortilegio che ti fa amare
una conchiglia rosa che sul tuo cuore vuol restare
Troppo bianco quell'abito,
bianchissimo,
più adatto agl'indici puntati
che sanno benissimo
il fatto e il grembo che nasconde.
Si confonde la sposa tra la folla
e s'incolla ogni maldicenza
su peccato e coscienza
di donna già madre,
di signora già moglie
e le prossime doglie.
L'occasione s'è fatta inquisizione
e la ragion non vale.
Ma si distingue tra le malelingue
il corpo scultoreo, trionfale,
il volto ancora affascinante,
e il giovane amante ben vestito
ma senza una cosa,
l’abito non ha il bianco della sposa.
bianchissimo,
più adatto agl'indici puntati
che sanno benissimo
il fatto e il grembo che nasconde.
Si confonde la sposa tra la folla
e s'incolla ogni maldicenza
su peccato e coscienza
di donna già madre,
di signora già moglie
e le prossime doglie.
L'occasione s'è fatta inquisizione
e la ragion non vale.
Ma si distingue tra le malelingue
il corpo scultoreo, trionfale,
il volto ancora affascinante,
e il giovane amante ben vestito
ma senza una cosa,
l’abito non ha il bianco della sposa.

Felice incontro
ha reso allegre le ore.
Sorpresa grata!
Divino… l’impensato.
Perenne… l’affezione!
*****
Tanka (accenti ritmici 2-4-6) elaborato dopo aver letto un pensiero dello scrittore e poeta brasiliano del 1900, Paulo Coelho:
“Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano”.
… E non un rumore nè un suo
più piccolo accenno, quasi un’assenza
di gravità e suoni, sensazione che
attorno tutto leviti.
… Il mare è fruscio lento
quasi impercettibile e i gabbiani,
in volo, restano senza voce.
… Ovatta sulle cose
che assorbe i respiri e li fa silenti,
quasi carezze.
Ma un passero osa ed irrompe,
e così giovani rondini in tubino nero.
… Si abbozza quel chiacchiericcio festoso,
come di vecchie comari all’uscio
e si spande, zigzagando,
e nuvole civettuole
s’aggrappano al sole.
… E’ un gioco di attese e capricci,
questo stato di torpore ed inerzia,
pari a timide avances di amanti innamorati.
… Fiacche voglie perse nell’aria
e quest’estate resta incerta
come i miei pensieri e i desideri un po’ sfatti.
… Solo un lampo screzia il cielo,
quel ruggito, ora,
potrebbe essere la scossa
ma tutto tace, in monotona stasi.
… E cade una goccia …
più piccolo accenno, quasi un’assenza
di gravità e suoni, sensazione che
attorno tutto leviti.
… Il mare è fruscio lento
quasi impercettibile e i gabbiani,
in volo, restano senza voce.
… Ovatta sulle cose
che assorbe i respiri e li fa silenti,
quasi carezze.
Ma un passero osa ed irrompe,
e così giovani rondini in tubino nero.
… Si abbozza quel chiacchiericcio festoso,
come di vecchie comari all’uscio
e si spande, zigzagando,
e nuvole civettuole
s’aggrappano al sole.
… E’ un gioco di attese e capricci,
questo stato di torpore ed inerzia,
pari a timide avances di amanti innamorati.
… Fiacche voglie perse nell’aria
e quest’estate resta incerta
come i miei pensieri e i desideri un po’ sfatti.
… Solo un lampo screzia il cielo,
quel ruggito, ora,
potrebbe essere la scossa
ma tutto tace, in monotona stasi.
… E cade una goccia …
Tutti questi futuri a raffica che promettono.
Sembrano lillà sul punto di nascere lo ammetto.
Il terreno sotto è concimato di passeri
morti in autunno - ma le mie verze
le righe colorate dei calzini
r i s b o c c e r a n n o
(puoi dire tu di no?)
parlando in francese
a una colonna del chiostro.

Fammi sentire ancora
il tuo respiro
come un onda
che accarezza uno scoglio
come una nuvola
che fa impazzire il cielo.
Fammi sentire che ci sei
e mi vuoi ancora
anche così come sono
ora che ho poco da dire
ma ho ancora tanto da dare.
Fammi sentire di te
che di me
sei ancora innamorata
e abbracciamoci così
sotto le stelle
ballando ancora quella nostra canzone
infinita.
infinita.
Oggi il cielo assai sereno
mostrava un bell’ arcobaleno.
Color argento, che meraviglia!
Perlato come una conchiglia.
Eppure a scuola ho imparato,
i sette colori da cui è formato,
nessuno mai mi ha menzionato,
l’ottavo color madreperlato.
Forse é soltanto mia la colpa,
ma ora vi dico, che a mia discolpa,
io del cielo, non ho specificato,
parlavo del suo gemello salato!
Sembra a me, ma a voi non pare
d’ aver anche un “cielo”chiamato mare?
In entrambi sappiamo soffia il vento
io non lo vedo, comunque solo lo sento;
diversi soltanto lessicalmente
il vento del mare si chiama corrente.
Per non parlare dei loro animali,
entrambi volano, mi sembrano uguali.
Chi ha le piume, chi ha le squame,
nel movimento hanno un legame:
Son senza peso all’apparenza
aria o acqua non fa differenza.
Eccoci giunti alla questione:
La parola, può diventar prigione
se tutto quel che abbiam imparato
lo intrappoliamo nel significato.
Come potrebbe poi l’uomo creare
ed il progresso nel mondo portare.
Tutto è possibile con la fantasia
che scaccia dall'uomo l’apatia
grazie alla quale, ho visto sul mare,
l’arcobaleno d’argento sbocciare.
Altro non era, che luce riflessa,
Da oggi per me, mai più la stessa.
mostrava un bell’ arcobaleno.
Color argento, che meraviglia!
Perlato come una conchiglia.
Eppure a scuola ho imparato,
i sette colori da cui è formato,
nessuno mai mi ha menzionato,
l’ottavo color madreperlato.
Forse é soltanto mia la colpa,
ma ora vi dico, che a mia discolpa,
io del cielo, non ho specificato,
parlavo del suo gemello salato!
Sembra a me, ma a voi non pare
d’ aver anche un “cielo”chiamato mare?
In entrambi sappiamo soffia il vento
io non lo vedo, comunque solo lo sento;
diversi soltanto lessicalmente
il vento del mare si chiama corrente.
Per non parlare dei loro animali,
entrambi volano, mi sembrano uguali.
Chi ha le piume, chi ha le squame,
nel movimento hanno un legame:
Son senza peso all’apparenza
aria o acqua non fa differenza.
Eccoci giunti alla questione:
La parola, può diventar prigione
se tutto quel che abbiam imparato
lo intrappoliamo nel significato.
Come potrebbe poi l’uomo creare
ed il progresso nel mondo portare.
Tutto è possibile con la fantasia
che scaccia dall'uomo l’apatia
grazie alla quale, ho visto sul mare,
l’arcobaleno d’argento sbocciare.
Altro non era, che luce riflessa,
Da oggi per me, mai più la stessa.
A tutte le genti urlare vorrei
mestizia che il cuore affligge
in questa stagione di calura.
I boschi vigorosi
della terra mia più non vivono
dall'inferno i demoni
si sono liberati
danzando per l'intera isola sarda.
Il verde hanno mutato
in orribile fiamma
e l'ossigeno in veleno.
Agire vorrei
per arrestare l'abisso in terra
ma altro non posso
che gli Angeli invocare
per armonia reintegrare.
mestizia che il cuore affligge
in questa stagione di calura.
I boschi vigorosi
della terra mia più non vivono
dall'inferno i demoni
si sono liberati
danzando per l'intera isola sarda.
Il verde hanno mutato
in orribile fiamma
e l'ossigeno in veleno.
Agire vorrei
per arrestare l'abisso in terra
ma altro non posso
che gli Angeli invocare
per armonia reintegrare.
Nel colore antico e inquieto del crepuscolo,
scorgo falchi
che studiano la preda...
....l'ultimo volo di colombe, eccolo!
La guerra è pronta!
scorgo falchi
che studiano la preda...
....l'ultimo volo di colombe, eccolo!
La guerra è pronta!
Rimbombi e suoni di campane
treni su rotaie che collegano nazioni
pioggie violente, e torri di Babele.
Ali rotte d’aeroplani,
la notte contro il giorno,
l’uragano contro il sole.
La bomba, che disegna un cerchio nero,
e l’albero non ha più radici;
il cielo... è una piega nera!
Il serpente sibila:
chissà quanti esseri viventi
saran tirati fuori da quegli abissi!
Scenario autentico,
orrbile giardino di enormi fiori neri
Scenario autentico,
orrbile giardino di enormi fiori neri
e ricordi ormai segreti …
… arde solo la brace!
L'ultimo volo di colombe. Eccolo!
E' il crepuscolo
e sento le mie mani vuote,
il suono dolce e infranto di antico flauto...
...arde solo la brace!
...
L'ultimo volo di colombe. Eccolo!
E' il crepuscolo
e sento le mie mani vuote,
il suono dolce e infranto di antico flauto...
...arde solo la brace!
...

Quella Domenica mattina
arrivai da te,
dormivi...
Forse costretta dai calmanti.
Quando apristi gli occhi...
Avrei voluto
non essere li,
avrei voluto vederti
come molti anni fa,
in cucina
a deliziarci
con i tuoi soliti manicaretti.
E' triste
non riconoscere
più i tuoi figli.
E' triste
sentire le tue imprecazioni,
tu che sei sempre stata
molto educata e religiosa.
E' terribile...
Quel mostro
ti ha tolto la serenità, la felicità,
ti ha tolto anche la dignità.
Non dovrebbero esistere
queste sofferenze.
Non dovrebbe esistere
questa malattia.
E triste vederti cosi
non sei più tu,
quel mostro
ti ha tolto la capacità di ragionare,
ti ha tolto l’anima.
E triste vederti cosi
molto triste...
DEDICA AD UNA DONNA CHE GLI DEVO MOLTO...MOLTISSIMO, COLPITA DA UNA BRUTTISSIMA MALATTIA, HO QUASI PAURA A PRONUNCIARE IL NOME DELLA MALATTIA, ALZHEIMER...
GRAZIE ANGELA, TI SARO' GRATA PER TUTTA LA VITA...
arrivai da te,
dormivi...
Forse costretta dai calmanti.
Quando apristi gli occhi...
Avrei voluto
non essere li,
avrei voluto vederti
come molti anni fa,
in cucina
a deliziarci
con i tuoi soliti manicaretti.
E' triste
non riconoscere
più i tuoi figli.
E' triste
sentire le tue imprecazioni,
tu che sei sempre stata
molto educata e religiosa.
E' terribile...
Quel mostro
ti ha tolto la serenità, la felicità,
ti ha tolto anche la dignità.
Non dovrebbero esistere
queste sofferenze.
Non dovrebbe esistere
questa malattia.
E triste vederti cosi
non sei più tu,
quel mostro
ti ha tolto la capacità di ragionare,
ti ha tolto l’anima.
E triste vederti cosi
molto triste...
DEDICA AD UNA DONNA CHE GLI DEVO MOLTO...MOLTISSIMO, COLPITA DA UNA BRUTTISSIMA MALATTIA, HO QUASI PAURA A PRONUNCIARE IL NOME DELLA MALATTIA, ALZHEIMER...
GRAZIE ANGELA, TI SARO' GRATA PER TUTTA LA VITA...
Doglia non mi reca il pensier di quel tempo,
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?
Non lo avrei mai detto,
e non lo avrebbero mai detto
neppure le lucide perle nere
del tuo secondo matrimonio,
quello meno movimentato.
Evidentemente, per me,
un pugno di zucchero
e due di caffè
possono
bastare
ad allungare
di un altro giorno
questa vaga tristezza.
Ma per te, che non mi guardi
perché sono più povero dei poveri
e più in là delle tue cinque caste,
esistere non dovrebbe certo
essere la scelta sbagliata.
Comunque, lo ammetto,
lo spero ancora d'esser toccato
da qualcosa che non sia mediocrità
o la dura suola della tua lingua a ciabatta.
In Danimarca
tra teschi vento spille
e un po' di magia
la musica era come l'acqua
quei ragazzi correvano veloci
volevano carezzare l'aria
da sempre
aspettavano i fulmini
per abbracciarsi
In alto a cambiar nome alle stelle
le rune incise
c'era un suono per tutto
non si tornava indietro
da quando le voci
imploravano ascolto
I letti d'erba le case di neve
tra baci e sguardi
non era più amore
erano convinti neanche Dio
li poteva fermare
nessuna promessa
in nessuna dimensione !
Lei ...
da tempo poggiava le mani
sul volto
quella vecchia melodia
la voleva trovare
tra il dissolversi delle immagini
e la fine della scena rubata!
Tornava d'incanto
settembre
da qualche parte
era di nuovo con lei
tra caos ed armonia
il grano era luce
La ragazza che aveva perso
senza alcuna differenza
risplendeva ancora
dei colori piu lievi !
tra teschi vento spille
e un po' di magia
la musica era come l'acqua
quei ragazzi correvano veloci
volevano carezzare l'aria
da sempre
aspettavano i fulmini
per abbracciarsi
In alto a cambiar nome alle stelle
le rune incise
c'era un suono per tutto
non si tornava indietro
da quando le voci
imploravano ascolto
I letti d'erba le case di neve
tra baci e sguardi
non era più amore
erano convinti neanche Dio
li poteva fermare
nessuna promessa
in nessuna dimensione !
Lei ...
da tempo poggiava le mani
sul volto
quella vecchia melodia
la voleva trovare
tra il dissolversi delle immagini
e la fine della scena rubata!
Tornava d'incanto
settembre
da qualche parte
era di nuovo con lei
tra caos ed armonia
il grano era luce
La ragazza che aveva perso
senza alcuna differenza
risplendeva ancora
dei colori piu lievi !













