Un suon di ferro di lontano s’ode;

vien da la campagna

che ancor non è mattino.

Vanga una zappa

e ne l’orto già s’adopra il contadino:

scassa l’acqua, abbevera la coltura

e prima ch’il sole sorga tutto

rincasa, col sudato e amato frutto.

Ahi, come dura è quella vita

eppur egli non si duole,

vanga, vanga ma il riso della prole

a sera gli ripaga la fatica,

né si duole di pensieri

perché l’oggi è tutto

e quel che ha tra le mani,

non dell’estrema sorte, amara sì,

ma solo postrema lungo la via

e d’uopo al dopo che verrà, onde ben sa 

quanto ogni querula vana sia.

Potess’io esser tale

ma Natura mi fece agli affanni,

son vile invece e non son forte

e ogn’ora temo la morte,

guardo invece al domani e bramo,

onde mi prende, mi involve e mi assale

una noia mortale,

mentre la vita si consuma,

mentre volano gli anni.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Pietro Luciano  

Questo autore ha pubblicato 53 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Vera Lezzi
+2 # Vera Lezzi 28-08-2016 17:36
Capita, Amico, di sentire profondamente la noia del vivere...e anche la paura che accompagna l'idea del morire...
Sono pene della nostra vita terrena. Beato chi riesca a coltivare anche l'amore per ALTRO che, insieme a quello, profondamente senta far anche parte, e anche più incisivamente, della VITA!
:-) Vera
Rocco Michele LETTINI
+2 # Rocco Michele LETTINI 28-08-2016 17:44
Un metaforico decanto per annunciare l'amare che germoglia l'affetto per un infinito percorso gaudioso.
Insieme si vince... insomma!
Il mio augurio di una lieta settimana Luciano.
*****
Grace D
+2 # Grace D 28-08-2016 18:23
Beato chi vive nella semplicità, in mezzo alla natura e si accontenta di vedere la propria famiglia serena lontano dai mille affanni di chi ha scelto di vivere una vita travagliata. Ma anche il contadino deve temere le intemperie che spesso propina la natura. Bisogna, in ogni caso, raggiungere il giusto
equilibrio. bella descrizione. Un saluto!
pierrot
+2 # pierrot 28-08-2016 20:37
Sono tornata al Leopardi, agli affanni, alla noia che ruba qualcosa e poi fugge - Alla fatica e a quante fatiche conosciamo...di ferro o di paglia c'è sempre qualcosa che non conosciamo e che chiama...
Grazie
Hera
+2 # Hera 28-08-2016 21:34
la continua lotta con se stessi nel voler essere di ben altra natura, invece di quella che già si possiede.
Il desiderio di essere più forte, come quel quel suon di ferro della vanga del contadino, forte anch'egli comme il ferro del suo mestiere. Così forte da non sentire doloroso lo scorrere ineluttabile
della vita stessa. Forse anche la sua semplicità nell'accettare senza angoscia, lo scorrere degli anni.
Una malinconia cosmica pervade i tuoi versi dolcissimi; al cui disvelato desiderio, mi associo pienamente. Bravissimo!
Sir Morris*
+2 # Sir Morris* 29-08-2016 12:55
A me, amico Pietro, è bastato il titolo! Stupenda! :-)
Pietro Luciano
+1 # Pietro Luciano 29-08-2016 21:29
Grazie a tutti amici cari.
Silvana Montarello*
+1 # Silvana Montarello* 30-08-2016 07:27
Una lettura che mi ha fatta tornare indietro di molti anni, ho rivissuto alcuni anni che non torneranno più, molto profonda, mi ha molto colpita, ciao.
Ugo Mastrogiovanni
+1 # Ugo Mastrogiovanni 31-08-2016 17:09
Versi rapidi, sostanziali, di grande valore morale e artistico.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.