Il telefono è muto, quando tornerà
a squillare è la tua voce che voglio
sentire, non quella di Beatrice
Laura o Fiammetta, ti penso come la mia musa
di carne e sangue, il mio confetto rosa
su una spiaggia assolata e felice
se sei un vampiro, io non metto l’aglio
fuori dalla porta, è questa la libertà.
Aspetto un cenno dall’oscurità, dal velo
che ci scopre quando il treno è passato
ma non ha ancora finito la corsa. Il nido
è vuoto, non c’è un profumo di mimosa
a riempirlo, il tuo vestito da sposa
è in soffitta o in cucina, sorrido
del nulla che spesso ha attraversato
i miei giorni scanditi dal gelo.
Sarà un’alba allucinata e febbrile
ad accoglierci alle porte della galassia
in costruzione, ci porteremo dietro
l’anima in fibrillazione e corpi stanchi
per questa attesa sfinita. Mi manchi
da quando eri ancora ombra nello spettro
di questa luce ultra debole. Ora intarsia
le tue gemme, niente più ci è ostile.
a squillare è la tua voce che voglio
sentire, non quella di Beatrice
Laura o Fiammetta, ti penso come la mia musa
di carne e sangue, il mio confetto rosa
su una spiaggia assolata e felice
se sei un vampiro, io non metto l’aglio
fuori dalla porta, è questa la libertà.
Aspetto un cenno dall’oscurità, dal velo
che ci scopre quando il treno è passato
ma non ha ancora finito la corsa. Il nido
è vuoto, non c’è un profumo di mimosa
a riempirlo, il tuo vestito da sposa
è in soffitta o in cucina, sorrido
del nulla che spesso ha attraversato
i miei giorni scanditi dal gelo.
Sarà un’alba allucinata e febbrile
ad accoglierci alle porte della galassia
in costruzione, ci porteremo dietro
l’anima in fibrillazione e corpi stanchi
per questa attesa sfinita. Mi manchi
da quando eri ancora ombra nello spettro
di questa luce ultra debole. Ora intarsia
le tue gemme, niente più ci è ostile.

Commenti
Come vorrei aver indovinato, Francesco!
ECCEZIONALE POETAR...
LIETO MERIGGIO.
*****