La navigazione
Ammiro, respiro
La vita continua
Lascio tutto
La vita continua
Sono andato a rubare a casa dei ladri
un’associazione chiamata parlamento
camera e senato, ho visto tutto dalla piccionaia
se li becchi ti guardano storto, il loro porto
alla foce del Tevere, chi è morto per la libertà
se la ride, ma solo perché non ha più lacrime
da versare. Poi uno mi ha risposto per le rime
“ Se vuoi le nostre briciole di pane e hai l’età
giusta, iscriviti al partito dei tonti d’asporto
sono milioni e navigano beati, sabbia e ghiaia
sullo stivale d’Europa. Qui ci sono quadri
e scritti d’arte, tutto è di parte, persino la chiesa
che è a guardia della pretesa di ribellione”
Detto fatto, comprai una calzamaglia nera
al mercato delle pulci, le forbici per tagliare
la lingua agli stolti, tredici libri da studiare
per diventare deputato, nessuno d’italiano
perché non serve hanno detto, è uno strano
linguaggio da poeti o da mercanti a levare
per battere cassa basta un decreto di sera
col presidente dalla penna a sfera e il maglione
a lupetto, pronto a firmare senza la pretesa
d’avere ragione. Poi ho fatto pratica coi pensionati
limando sui loro menù e qualcosa ho preso
agli operai, sì, esistono ancora, anche se non tutti
lo sanno: la ruota di scorta, lo specchietto
retrovisore, anche le mogli talvolta, ma per gioco.
E ai ragazzi ho rubato il futuro, con un po’ di magone
poi il drone spedito dal palazzo dei generali d’ottone
ha spiato tutto, persino i messaggi sul foglietto
e i pizzini dalla Sicilia, tre furbi e due farabutti
mi stanno col fiato sul collo, qualcuno avrò offeso
forse i vostri sogni oppure il venditore di gelati.
pronti alla metamorfosi,
farfalla è l’anima.
Arcobaleni d’ali
di iridi immalinconite
dai tuoni della vita
come nei temporali d’aprile.
Meraviglioso è il suo pensiero
quando anela a sprigionare
il desiderio più bello.
L’aprire il volo della libertà,
vuol dire librare l’anima
in sottofondi di mille pastelli
per un altro volo ancora…
S'alza il respiro
e assorbe questo vento
che soffia dentro
circonda i pensieri
li trapassa
ma non riesce a cancellarli.
girotondo di marionette
chi sorride e chi no
fanno compagnia come piccoli fantasmi
voci e suoni
son ruscello e canto libero
percepisci questi istanti
nel frastuono del silenzio.
fiori sbocciati sono amore
alberi sono casa e riparo
muschi verdi son parole
acqua scorre come preghiera.
s'alza il vento e copre questa anima
che assorbe il blu.
limpido cielo rendi libero
come uccello che prende il volo
Dieci ne ha dati
quel chiaro scuro tra i campi
non un suono, non un passo.
Mi chiedo
dove vanno a finire
tutti quei canti che al mattino
piroettano il cielo
quei pizzichi tra le foglie
che ronzano i rami
gli orpelli del vento
sulla mia collina
ora sono ombre distratte !
Ah se potessi ...mi farei nuvola
con il tremolio di una dolce pioggerellina
avvolgerei questo tempo
che più non guarda il cielo
e non mantiene le promesse.

forse vezzi
arricciare la fronte
per la nostalgia espressa
il prudere di naso
al giusto caso
su ricordi
appena dietro l'angolo
giovani gatti impauriti
dal pelo ritto
un bosco di sorprese
potato per la primavera
al timore di una nevicata
fuori frontiera
Rimane
la pelle elettrizzata
un inciampo
nello scendere di scalinata
un attutire normale della giornata
il cambio della luce ritornata
guardando
sopra la ringhiera del balcone
avverarsi
quella nevicata
sulla campagna stesa fino al mare
tra i voli silenziosi di una bella
mattina che si lascia conquistare.
È giorno di mercato ed un fermento
d'andirivieni freme sulle strade
invase dalle mode del momento
tra chi fa acquisti e chi non si decide.
Ma è l'ultimo dei banchi che cattura
la luce poi i miei passi poi i pensieri
e vanno dritti verso l'avventura
tra libri dei più disparati autori.
In mezzo al mucchio capita talvolta
più di qualcuno sembra quasi avere
un magico potere e non ho scelta:
al primo sguardo m'ha carpito il cuore.
È bella la mattina l'aria è buona
e svolto verso il parco coi miei nuovi
amici... già una storia mi appassiona
con la sua trama di sussurri lievi.
o è folle chi
non ha mai amato?
Amare una persona
per un attimo o per l’eternità,
è pur sempre amare,
senza amore non ci sarebbe un uomo
che ruba un fiore,
una lacrima o un sorriso.
Ma soltanto tanti attimi
di una monotona malinconia.
Sono morto
no, non è vero
ingoio cocci di luce
per sfamare la bramosia d’esserci.
Allora vivo!
Perché? Devo?
C’è qualcuno che bussa alla mia porta
pur non essendo testimone di nulla
se non della fame che vesto.
Dimora in me
Signora Serenità
e utilizziamo la bigamia
come unica arma di sale.
Da quando ogni foglia
che cadendo,
aggredisce il catrame
per un semplice sparire
per vincere la morte.
E’ dentro di me, come di tutti
la falce nera nel fegato marcio
gli occhi a spiare nell’intestino
ma fino a che mi lascia in pace
può nutrirsi quanto vuole del mio cibo.
Che resti un pensiero molesto
ma nel sonno, perché di questo tempo
di quello che ancora mi resta
so già e ancora, ancora cosa farci.
Starò con la mia donna e la renderò felice
parlerò a tutti perché non perdano
un minuto, anche uno solo in chiacchiere inutili.
E poi quando un giorno mi presenterà il conto
la ringrazierò del suo ritardo
del suo smarrirsi tra le pieghe del mio corpo
e le offrirò l’ultimo fiore del giardino
che la mia donna ha raccolto con le sue mani.
Lievi tratti di matita
sopra fogli sparsi
come piccoli rilievi
di un atavica scrittura
lasciano setosi intrecci
e nel tempo che lento scorre
non si ferman le parole
escono fluide dalla bocca
come fiumi neri.
coprono viso e occhi
marchiandole a fuoco
salgono sulla fronte
e nella mente s'impregnano per ricordare
ciò che rimane.
musica di voce che decanta poesie
come inutili armonie.












