Lascia che a scorrere sia solo un'anima confusa;
lascia che a sorridere sia la scia dello sguardo
perduto tra di noi.
Respira il frutto dei fiori
e gira come l'ape
ronzando tra i miei capelli,
la mia mano leggere ti scaccerà senza toccarti,
giunco tranquillo che tocchi la terra.
Guarda chi si nasconde tra le ceste per casa,
guarda affamato ciò che non puoi udire.
Le sere sono fresche e tu ricordi le cose,
le ricordi coperte di miele.
Così dolce scorrerà nei tuoi ricordi
e tra i cuscini ogni respiro.
Questa sera, sì questa sera,
io ti porterò tra la luna e il sole ad est.
ho visto perfino il giardino della luna
l’acerba traccia di desio si espande in fughe
lascio che primavera abbondi,
nel primo verso sciolto sul mattino
come una malattia che non mi sfebbra
ed è un delirio a prendermi la mano.
Ti scrivo senza mai sapere dove
andrò a finire mentre seguo il filo
dei miei pensieri senza alcuna chiave
di volta tra le favole del cielo.
Mi lasci l'ineffabile sapore
di un sogno che mi sveglia quando cedo
al sonno... mentre avanzi e retrocedo
ammutolita innanzi al tuo splendore.
Non so da dove nasci, come muovi
i passi andando al fianco d'ogni cosa
donando una dolcezza silenziosa
al mondo con le tue parole lievi.
Ora la notte qui non è più buia
la illumina il riflesso della canna
di quest’arnese, sporta come zanna
che aggetta fiera dalla fitta tuia.
Fino al tramonto a salve si può armare
a chi vi turba il grotto sulla fronte
non c’è che digrignare arcate smunte
o ancora l’altra guancia rimostrare.
Ma appena il sole cala all’orizzonte
disintegra sorprese anche presunte.
Se d’uno spillo acuminate punte
minacciano un pericolo imminente
sappiate che v’assiste l’esimente:
legittima difesa e… alleluia!
C’è già la legge, ancor non scritta bene
e in caso di legittima reazione
a un’aggressione ingiusta e contestabile
non c’è poi da scontare grosse pene
se la difesa a offesa è proporzione
- con quella attuale e questa inevitabile -
e la reazione è l’unica pensabile.
Però questione vera e assai spinosa
è la non netta proporzione, cosa
più ambigua, perché il giudice s’abbuia.
Ma se la differenza è rilevante
tra male inflitto e male minacciato
- laddove l’arma punti i fuggitivi -
non c’è esimente e scatta l’aggravante.
Ma che il far west sia almeno scongiurato
che detti sempre il giudice i motivi
e che soltanto in casi tassativi
si possa rilasciare una licenza
per tirar colpi ed allentar la lenza
in questi mari mondi troppo bui.
Schiuso il bel balcone
ai tuoi vent’anni.
Il tuo respiro soffia primavera,
devia il vento
e nera la tempesta azzurra.
Lo sguardo imburra i tuoi vent’anni,
incollano occhi succulenti,
spogliano segreti riassunti.
Specchiano sguardi incantati,
rubano argenti e luce.
Oro acceso il tuo sguardo,
sei lava bollente.
Catturo ormai il tuo insieme
con gravoso respiro,
rimiro il tuo balcone e chiudo.
Io m’appresso al finire
tu continui a fiorire.
viviamo i disordini e le ingiustizie
e la vita si scioglie di rosso sangue all’orizzonte.
Siamo madri, padri e figli
di un male che ci vuole cancellare ,
siamo anime sotto le stelle di questo agitato mare.
Profonde le paure supplicano lo stesso DIO
lo stesso cielo.
Sotto il suo riflesso di vetro
gli occhi vegliano il niente
il niente appare
solo onde e lacrime da bere
centinaia di occhi bruni senza traccia e senza nome .
Se mai arriveremo nella terra del sole
impareremo a sorridere
senza ali
impareremo a volare.
Profonda è la ferita che ci lacera il cuore
invisibile cicatrice che segna
come l’acqua santa la fine di un tormento.
Mai ti dimenticheremo “ amata terra ”
lasciamo solo che il tempo scorra vivendo
guardando spesso dalla finestra
questo immenso ed agitato mare.

Destati, misero popolo assopito,
non vivere più l'attesa nel sopore,
perdendo la dignità e pur l'onore;
lotta chi ti ha derubato e poi tradito.
Il feticcio, che un dì tu eleggesti
con tanta fiducia per aver certezza,
con l'inganno ti ha ognor privato
sia del denaro, ma pure delle vesti;
per lui or c’è lusso e per te tristezza,
quando ti dice: “Sono desolato”.
Pesante è il giogo, a cui ti sottometti,
i buoi, stremati, fermano l'aratro;
se prendi lena, invece, e non aspetti,
potrai scacciare i roditori dal teatro
per poi recluderli nella patria galera
a scontar la pena per il grave danno,
arrecato con dolo alla nazione intera,
che vive l’incerto dì con tanto affanno.
L’estremo tentativo
Siamo fragili, quasi assenti,
Siamo diversi
L’ impermeabile utopia
Sulle note languide
di un sensuale tango
dove corpi s'intrecciano in crescendo
la musica scorre
ti prende
cattura i battiti
movimenti perfetti
in sincrono
due corpi ma un'anima sola
sguardi che accarezzano
spogliando anche la mente
ritmiche movenze
studiate ma calde
e impregnate d'ardore.
scorre la musica si posa
sulle calze velate e i tacchi
sul cappello da gigolò
e porta via
rimane solo un crescendo
che fa eccitare
come un amplesso d'amore.
Va! Dove il vento
sfiora i tuoi capelli
e accarezza la tua pelle.
e i tuoi occhi
possono ammirare la straordinaria bellezza
di un senso,
il senso della vita
che brilla come una stella
ed accompagna il tuo sorriso
fantastica compagna.
Va! Lasciati rapire
da questo dolce momento
dove tutto dorme
e solo tu sei sveglia,
riuscendo a percepire
le note d'amore
fischiate dal vento
in questo istante...
Ad ogni fruscio accompagni una pagina che al tuo ritrarsi inesorabile sparisce:
Sei così immenso mare costruttore paziente di queste coste.
Nel mio presente non vedo il tuo operare;
Ma granelli, pietre, grotte, baie;
Sono i frutti invisibili del tuo scrivere.
Mi ricordi la vita;
Passo giorni a fare e disfare;
In realtà come te scrivo pagine che formano le mie spiagge.
d'uccelli mentre il buio sta allentando
la morsa neanche un fremito di vento
sospira o sfiora questo nero blando.
In un silenzio ancor più silenzioso
del mio silenzio passano i minuti
verso l'infinità di un cielo esteso
più in là degli universi più remoti.
Il primo passo verso il nuovo giorno
il suono di una sveglia e lo sbadiglio
del gatto acciambellato in un giaciglio
tra le ramaglie e foglie di contorno.
Varco la soglia un "clic" e si richiude
il portoncino in una confusione
di voci poi scompare il marciapiede
e le parole vagano lontane.
Intorno a me soltanto porte bianche
coi vetri opachi bianche le pareti
apro una porta ed altre porte bianche
identiche su tutti e quattro i lati.
Qualcuno sta dicendo "Benvenuta
in questa casa senza via d'uscita"
Un labirinto strano...e l'ho scovata
l'istante in cui mi sono risvegliata.















