Ogni luce, come perle di vetro,
cadevano come stille sugli occhi e le gote.
Così, come le tue tirannìe, come le tue tirannìe.
Ora riposano sulle bianche lenzuola di lino.
Le parole fuggirono ieri,
l'aria le danzava,
il temporale ne faceva casquè.
Che pena un cuore senza riposo,
alla ricerca di un muro tra le rovine: non c'è!
Allora arrivi tu, maestro di letti d'oro
e ricami con fili d'organza,
con limpidi effetti Madeira;
distendi la coltre col tuo gentile cuore,
come un buon Re lo profumi
con essenze di caprifoglio e passiflora
col soffio lieve su quel cuore squilibrato.
Non dormii sul tuo letto per amore,
non mi inquietai tra le tue trame,
resi solo quel mondo alle mie parole.
Esse dormirono calme e anche belle
e nessun rumore le destò.
Sono ferme e gelose in quel diario,
in una pagina color lavanda,
immerse in un caffè del sud.
Solo un pigiama a parti diverse
pende distratto dalla verde poltrona di rattan...
Ora!
l’appello al campanile domenicale.
L’angelo sulla fontana si china
ha il sorriso innocente del bimbo
balsamo sfiorato a lenire il labbro
che sospira bacio il bocciolo schiuso
caldo incontro, verginea luce ricolma di volo
nell’esplorazione che trasuda fonte.
Nutre l’anima il cuore vivo alla calma
a lungo accoccolato con occhi fissi al mondo.
Non ha più memoria del tempo il sospeso
sorge ad inseguire l’ora muta della sera
dove accogliere il sogno
che giunge a morire giorno .
Si schiude il fiore
Nel giorno dorato
L'anima smarrita
Poso' le sue ali
Nel tempo passato
Giaci nel profondo silenzio
La voce del dolore
Grida ancora il tuo nome
Madre perduta
Trema la mano
Lucidi occhi
Bagnano il cuore del fiore nato
Sboccia dentro il cuore
Nel silenzio
Un amore senza tempo.
in grappoli di luna,
ginestre di nuvola
corteggiano i pensieri
ed un fiammifero di poesia
rischiara rintocchi di cuore,
ed è volo d’anima nelle notti,
paesaggio d’emozioni,
scrivania di giorni disadorni,
in questa clessidra spenta
dal vuoto d’abbracci e delusioni.
che siamo tutti fantasmi
per ora illusi di consistenza
Questione di tempo
Quando ti persi
vidi che il corpo è un abito
così facile a sfilarsi
Questione di tempo
eppure non dubito
della tua esistenza
non essere qui
non significa non essere
ma la mia provvisoria umanità
brama l'abbraccio che manca
in un sentimento etereo
e cerca nell'ombra una concretezza
che invece subito si spezza
Da quando ti persi
dolce sogno mi attraversi
Gli occhi di una madre
però non si smarriscono mai
restano oltre ogni addio
e lo so bene io
Questione d'amore....
Alla sua festa, la vanità,
volendo ridere e scherzare,
invitò a festeggiare,
la furbizia, l’arroganza,
la malizia e tutti coloro
che, come lei, sanno solo vantarsi.
Invitò poeti, scrittori, musicisti,
compositori, attori, registi
e tutti questi si trovarono a loro agio,
perché si sentivano a casa loro,
come la maggior parte degli artisti
che d’arte e d’apparenza vivono.
Però di due, si dimenticò,
l’amore e l’umiltà,
che considerò povere e banali
e di scarsa visibilità.
Purtroppo, anche se molti
le decantano in parole e scritti,
e spesso le dipingono ed esaltano,
subitamente, le dimenticano,
raro, chi le fa vivere dentro di sè.
Come sbagliò, povera vanità,
credette di avere la ricchezza
e non si accorse
di coltivare, all'inverso, la povertà.
Foschia evapora umida
chiarore del mattino nasce
sotto nuovi languori
leggeri sbuffi si confondono
battaglie irruente di pensieri
nella mente si scontrano come bestie feroci
vago lo sguardo non da presagio di guerra
e poi..
poi incerto il passo
sospeso vaga piano
nel mare di gente che circonda
e tu fantasma senza nome
passi indenne
ectoplasma invisibile
odi frammenti di vita d'ognuno
t'imbevi di loro
un sorriso amaro nasce
per un attimo la luce fa intravedere il viso
l'acceca come fatuo foco
poi ritorni nell'oscura invisibilità.
è inseguita da una muta di donne
puttana svergognata ci rubi
i nostri mariti. Lei è già stanca
l’alba è passata da poco
e non ha ancora smaltito
la notte di duro lavoro. Il dito
è puntato, anche Rocco
il fornaio quello con l’anca
più corta, Giuseppe tra i furbi
il secondo di quella notte insonne
e Agnese, pure lei, la balena.
L’uomo vestito di bianco ha parlato
“chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Il primo che s’è chinato, non ho bestemmiato
il signore, il secondo, non ho tradito
la mia donna, poi l’altro, non ho mai ucciso,
era stato il primo a farlo e il secondo
aveva rubato i denari di tutti.
Le donne insieme ai farabutti
le gonne ancora sporche, è il mondo
a essere sbagliato, il denaro conteso
i segreti e le bugie di ogni marito.
Tutti in silenzio a pensare, chi è nato
ha peccato, la vita pesa ed è tetra
il macigno è nel cuore straziato.
Poi tutti si voltano a guardare
l’uomo vestito di bianco
chi è costui per parlare, chi lo manda?
Maddalena già fiuta il vento
ha capito l’antifona ed è la prima
ad alzare la pietra e a scagliarla
secondo coscienza. Tutte anime belle
il gregge che diventa branco, le stelle
arrossite di vergogna, sparla
e colpisci, organizza e trama
nell’ombra, il cuore è spento
puoi farla franca. La donna sulla sponda
del letto è morta, distesa su un fianco
cuore vergine, tutti i colpevoli a piangere.
nell'incontro di te
lo sguardo dolce
in un oceano di parole
VERA' di nuovo un colore
ad illuminare le scelte
Pensieri sereni
in un varietà di fragili grida
distante è ora Maggio
nei simboli a benedir crociate
Segni di luce
gioia da invocare
distanze da interpretare
nell'idea di te
che non lascio sfuggire !
c'è chi s'incista e si rannicchia ad ammalare
sotto la sua coltre di comfort
Un cane accarezzato mentre dorme
emette il suo ringhio di dissenso costante
e lo continui ad accarezzare credendo non esploderà
Correre verso l'estate
come in uno stadio zenoniano
significa perdere bulloni
e ruotare di sghembo
Tieni in mano una lattina senza linguetta
e ancora non mi hai detto la tua sorte
Io da tempo
mi sono arreso all'altalena della grandine
Chi si è fidato del mais
e del concedergli tutto prima
non ha fatto i conti con questo posto
Lo vede ora, solo ora
due complici amanti?
Cos’è la nostra vita
senza l’uno dell’altro
un sogno non realizzato?
Eppure siamo qui
che ci raccontiamo di noi due,
delle nostre emozioni,
degli attimi che viviamo
come battiti d’ali di una farfalla,
dei colori che hanno i nostri sogni,
o della monotonia e i grigiori
della vita quotidiana,
forse non lo sappiamo quello che siamo,
so solo che ti amo.












