se mai lo vorrai io resterò per accarezzare
parole lente, sommesse frasi
e un cuore alla deriva da poter ancorare.
Aspetterò seduto sulla riva di questo oceano mare
che la tempesta plachi,
e il vento cessi di soffiare .
Se lo vorrai io sarò qui ad aspettare
se mai vorrai avrò il mondo, il mio mondo
e te lo saprò donare.
Io sarò qui attento ad ascoltare
il lento trascorrere del tempo
e le tue frasi ormai indistinte che il vento mi vorrà portare.
Non un disteso bianco e nero
Scrivo oltre
frugo tutto l’azzurro del cielo
e mi trucco gli occhi...
Trucco la nostalgia!
Oggi indosso labbra rosse
accese d'amore
m'intona la vita.

Non è sera la notte e gli occhi
trafitti da freccia di balestra
serrati come bocca che digrigna denti
e non c'è un oggi a trattenere dolori persi
nè un domani a sgranare l'Ave
Sono anime figli d'anima persi in ossei labirinti
e quando pensi che l'uscita abbia traccia
le cinque dita a schiaffo ti slacciano i perchè
per il mio viaggio di non ritorno,
ma ora non trovo le parole,
che d’improvviso sono sparite dentro di me
e non fluiscono più, anche se molti pensieri affollano la mia mente.
Pensieri pesanti come macigni,
che non trovano corpo e dimensione.
Vorrei che, nel momento in cui mi vedrai partire,
tu mi salutassi con un sorriso, sul tuo viso.
Ti lascerò, dandoti un forte abbraccio,
perché tu, sempre, mi possa ricordare.
Parto, perché questo è un evento
che accade nella nostra vita
e noi non possiamo fermare.
Io seguirò il corso degli eventi,
che in questo momento mi chiamano altrove.
Non mi girerò indietro a guardar i miei ricordi,
per non portare con me nostalgie o passioni sopite,
perché ogni cosa ha un inizio e una fine.
Se riuscirò, di te, vorrei portar, come ricordo nel mio viaggio,
una tua lacrima, che terrò stretta nella mano .
Ne farò un brillante, che illumini il cammino
e, quando una notte, alzando gli occhi al cielo,
vedrai una nuova stella che brillerà più di tutte le altre,
capirai qual era il mio destino.
cuori non plasmabili dall'amore
L'assassino in questa vita
forse troverà nell'oltre
la morbidezza assente ora
nel suo spirito di pietra
la roccia e la goccia
prima o poi la prima
viene levigata dal bacio
lieve e costante dell'acqua,
dalla lacrima che punge
il suo corpo freddo e solido
con immane pazienza (anni o secoli)
Anche il nostro spirito è un sasso
in attesa della carezza del fiume calmo
Ci bagnerà stilla per stilla
una fonte divina
sgretolerà finalmente
il nostro ego granitico,
rivelerà friabili sentimenti
anche dentro algidi occhi
La tenerezza vive perfino
nel nucleo della più forte montagna
Dentro la corazza il guerriero
più impavido resta sempre
e soltanto un uomo
Dentro un uomo c'è sempre un bimbo
Sappi che il mio amore
per te nacque allora
dalla tua dolce,
lenta, ostinata pioggia
Credi ora al potere
di una goccia sulla roccia?
Stolide polveri
innalzate barriere
soffocando grida e bocche
senza meta varcate confini
ignare del devastamento
che lasciate
tempeste di sabbia perenni
che annebbiano e riempiono orecchi
nulla ferma il vostro cammino.
trasportate da caldo vento
che sa di sole e aridi colli
nemmeno la notte vi placa.
ogni granello ogni piccola parte
tramuta dolore.
sabbie sferzanti e mulinelli
tagliano il cuore che tace
sotto il vostro incedere lento.
Come un anfiteatro o un cuore rosso
nel buio della stanza, pendolari dell’amore
a ore, i minuti rubati a tutti, la circostanza
è di fronte, surreale a strati, un saluto
di ghiaccio a occhi discosti o un bacio
appassionato, lo dirà il vigile urbano
con la multa nel taschino o il capotreno
in minigonna della stazione lunare.
Il laccio è nella carrozza del batticuore
teso al braccio e il respiro che è meno
di un singhiozzo. Ti chiamo e ti stano
dai pensieri molesti, quando taccio
è perché sono dentro il tuo piacere assoluto.
Ci sarà il coprifuoco e sentirò la tua mancanza
forse vedrò l’estate dei tramonti sul mare
col soffio dello scirocco, nel cielo nessun rimorso.

Ti voglio mi dici piano,
anzi bisbigli
con piccoli baci sul mio collo nudo.
Sembra vento di maggio
la tua voce tiepida e fresca
che scartoccia lieta
questo desiderio che danza
nelle nostre ore che corrono serene
nel meriggio olezzante di profumi
e dorato dai riflessi
che spuntano tra gl'interstizi del fogliame
delle piante.
Tu vivi in ogni silenzio recondito
del mio cuore,
in ogni anfratto della mia anima...
la tua voce mi culla e mi scalda,
è musica che ascolto
col cuore appeso al cielo,
è un trillo sovrano aggrappato al mistero
che m'attrae suadente
nelle valli del mio tempo...
mi s’annida come un tatuaggio in petto,
addensa nebbia che di te mi porto.
E si imbianca la notte col fumo
rimane solo un canto che trema
sulle note quasi assenti dei passi.
Non oso guardare in alto le stelle
l’occhio s’ostina sull’erba lavata
di brina e salta sui solchi dei cani
nelle ceneri del trotto dei bimbi.
E tu rimani anche tu assente
tra le mie mani stanche di vuoto
che s’asciugano ancora all’odore
di te sul vestito.
E m’affido alla luna
al sicuro suo pianto di neve
al rumore di pioggia che nutre
il respiro dell’aria e vorrei
fosse alba o notte più scura
del nero che dentro rimane
fuliggine di te ancora assente.
a lasciarmi incuriosire
dall' ebrezza del mare
e non mi sono mai accorto
che mi cadevano i capelli
e lacrimavano gli occhi
fin quando non ho perso tutto.
E ci si sente come a muovere le braccia a respiro sconnesso,
non trovar più le parole alle canzoni ancora da scrivere,
e uscire,alle volte,per cambiare casa o per fumare.
Odio il tempo e i soldi
perché voglio tempo e soldi,
ma non serve l'udito agli uomini sordi
e io che non sento
se non le mille voci dentro di me;
e ci ho pensato ad esaudire i loro desideri,rendermi piuma in un mondo di scogli,
ma non ne è mai valsa la pena di perder me stesso al costo di ritrovare chiunque altro.
Ho dormito mille pomeriggi e diecimila sabato sera,
a volte penso di essermi svegliato solo per recuperare le sigarette perse,
altre,cento,perché la vita è bella.
E ci provo a far vedere che questa merda non mi tocca,
ma mi tocca,
e a volte,milioni,la merda sono io.
E se potessi essere un uccello
proprio come lo voleva mio zio,
forse volerei via
ma forse mi schianterei;
non puoi mai sapere cosa ha in serbo per te il cielo,
che a tratti è azzurro e poi viola e poi arancione e poi blu e poi rosa e poi vuoto. Mi ritrovo.
E gli altri cosa vedono in me?
Che so ridere.
Per loro va bene cosi,è che se riesci a nasconderlo un po' ti fai del male pensando il contrario,
che a volte,un miliardo,ti credi più forte di tutto e di tutti e non per superbia o esaltazione,ma pietà di te stesso,
e non sai affrontarti davanti ad uno specchio perché quello specchio sei tu e hai paura,
paura degli altri,che possano vederti proprio in quello stesso modo.
Per questo vorrei essere due persone,o avere un paio in più di pupille da poter utilizzare:
per Sorvegliarmi.
E magari un giorno non sarà nemmeno difficile come credevo sarebbe stato (vivere),
ma per ora non riesco più a seguire le metriche delle mie stesse poesie,
figuriamoci dell'eterno.
E ho paura,anche,
che possa perdere ciò che più amo
(chi più amo),
a fare lo stronzo.
Mi servirebbe il più grande dei fari ad illuminare questa rotta,
al momento non ho destinazione.
Mi servirebbe un cuore nuovo e nuove mani,
la pelle di un bambino e la saggezza di un vecchio,
o la mia,di saggezza,può rimanere.
Non mi serve piangere
ma non so smettere.
Non mi serve pensare
ma non so smettere.
Tutto ciò che vorrei smettere,
non riesco.
E intanto gli altri mi superano e vanno veloce veloce veloce veloce veloce veloce,
e io ancora non so correre.
dove tace la tua voce.
Libera l'anima al cospetto del sole,
che attende al suo sorgere
gli occhi tuoi
umidi,
in un sorriso di vita.
Mentre qualcosa
mi ferisce
tra queste mura...
forse quel sorriso di un tempo
e quel profumo
che svanisce
pian piano
nel ricordo della mia mente,
della tua pelle chiara
e quelle carezze
appena sfiorate...
sorridi ...
per non morire nel silenzio.
a un metro d’universo
il sole scotta,
in due metà perfette

Neve
nuda di freddo
Lunga e impervia la scalinata di Mauthausen
dove l'anima dei morti anticipati proferiva l'ultima boccata d'aria
Lo sguardo del potere nero vegliava l'ancora di vita
tra muri e trame in filo spinato che attorcigliavano le baracche allineate
Neve
bianca sulle montagne d'occhiale - tondi - ove la vista fu eterna prigioniera
Silenzio
perpetuo.
Toccarti è













