Cadute nel fango che sa di sconfitta
trasportato dal vento per un  eccesso di vita
per poi sdraiarsi in un arido campo senza fiori.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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mi volto indietro

per incontrare il vuoto

nel posto dove c’erano i tuoi occhi
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Ti amo di un amore segreto
tenuto nascosto
come le cose preziose.

Frugo i tuoi occhi di un cielo
che dipinge l’ardesia
a seconda dei tuoi momenti
di gaio tripudio
o di corrucciate riflessioni.

Ristagna in me
il vivere di una crisalide
che attende la stagione
del suo mutamento
ad accendere il soffio di una luce
tra le fessure di questo vivere immoto
che non avvia al chiaro
dell’azzurro cielo
atto ad espandere fili solari
smerigliati
di un’aria trasparente
disvelata
dal prodigioso passare del tempo
in cui i nostri sguardi
s’incontreranno attratti
in un canto soave e condiviso
di quell’attimo eterno.

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Profilo Autore: Grace D  

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C’è come una pioggia nelle scarpe
e fuori un lungo incendio
fino alla costola spezzata
-quale fragore fa l’indiscrezione della voce -
e poi s’è spento:
conosce, quella mano santa
quanto sia io poco resistente
(al mal de Vivre)
 
 
C’è come un ombrello sulla testa
orientato dove non mi volto
tu continui a crescere
soffiato con il vento, fai parte della ressa
-le nubi spinte alle perturbazioni
 
 
Per le strade vado, senza calze
le unghie smaltate di allegria
specchio nelle pozze la faccia che vorrei
al riparo dalla frattura insana
 
 
non ho pensato a recintare il cuore
sbadato muscolo: se ne va in giro
morso dal cane che non l'ha minacciato
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Stretto cappio sono per te
e soffoco il tuo respiro.
Nera come la notte, e pesante
come il più pesante dei ricordi
sono per te.
A rendermi leggera provo
davvero
per liberarti il cuore
e ogni pensiero.
Allento la mia presa
mi allontano
lasciandoti profumi e risa.
Ciò che di buono avevo.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Scosto i manici della borsa d'ombra inzuppata

per cercare non so cosa che non c'è




La cera la domenica

impregna i capelli tesi ad inricciolire

mentre il ripetersi della quotidiana centrifuga

lascia al suono mantra e sbadiglio




Caduca la mente nel capo altalenante

virgola cenci di pensiero

a tempo del ciondolar di gambe

che ruba il tocco della lancetta lunga

Può essere siano, di vita, suoni .
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Freme il pensiero

fruga la mente

ricercatamente


e maldestramente

frena nel mentre

si miete il fieno


pian piano

per non raggiungere

la meta con troppa fretta


e raggiante restare

indubbiamente

sempre e comunque mite.



Metà presto fatta

muta pare rimasta

... esterrefatta


per una lista spesa

oramai spaesata


senza più spada

a difesa de lo spiedo


che riprende il volo

contento e leggero


pare più sereno


sicuro ...

senza pensiero.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Quattro assi e due sassi, sessi opposti

avamposti di tutto, dell’amore nato

di quello appassito nel gelo dell’inverno

del corno d’ottone suonato in ginocchio

e dello spicchio di luna prima del giorno

delle nozze. L’abito da sposa ora riposa

in fondo al baule in cantina, eri una rosa

ora sei il finale di una canzone, il forno

del panificio senza farina, anche l’occhio

che non vede ciò che succede intorno

solo per scelta, l’ultimo giro del fato

nella città deserta all’ora dei costi.

 

E l’eco dei pentimenti, tangenti e bisettrici

a delimitare lo spazio dei sogni delusi

collusi col talento dell’infanzia, prisma

che è stato luce solo per un momento

per poi volgere in nera stele del canto.

E’ stato Dio- quante volte l’hai detto-

a girare il cuore dalla parte del tetto

e le fondamenta inabissate nel pianto

a prendersi il fiato, giglio e tormento

in corsa per il premio al miglior fantasma

del decennio. I fianchi stanchi, i pollici fusi

l’indice a indicare la luna delle cornici.

 

 
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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
In quest'alba
di rosa vestita,
sto sull'orlo
d'un azzurro mare.
Come l'onde,
dal ritmo 
della risacca,
mi lascio cullare.
Mentre un sole
ancora acerbo
timidamente germoglia
sull'orizzonte. 
E stormi d'uccelli
lontani, sembrano
impollinare di luce
il pallido mattino.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Damasco, sorgi burbera città  
Sulle tue strade ci sono tracce
Flebili, il tuo popolo vorrà
Delle stelle, delle luci le facce;
Tra le tenebre il sole se ne andrà
Tra gioie, degli uomini le bisacce
Che si rincorrono come bambini
Nell'azzurro di nimbi adamantini
 
Damasco, sveglia l'abramica preda
Che ha investito il tuo torace ritto.
Ritorna alla sorgente che defeda
Lo scafo truce del tuo relitto
Nella notte che l'Amore depreda
Nel fievole giorno del sole invitto.
Vai mostrami il tuo grande mistero
Dammi di bere il tuo antico siero
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Vorrei sognare
un'altra strada
che mi porti
dal signor coraggio 
che porti via
la signora paura.
Vorrei non sentire
più il dolore.
Vorrei vedere
la luce illuminare la notte.
Vorrei
non sentirmi in gabbia,
ed uscire
a correre per i campi verdi
con i piedi scalzi
fra le margherite.
Vorrei incontrare
i tuoi occhi
per guardarti e dirti
buon compleanno mamma... 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Completamente liberi
senza dover chiedere
abbandonarsi all'istinto
fare quello che ti va

Completamente liberi
senza dover cedere
alle opportunistiche lusinghe
di chi tira i fili

Completamenti liberi
cucendosi il vestito
quando a righe quando a fiori
anche fuori simmetria

Completamente liberi
arredandosi la vita
stile vintage quando asiatico
anche fuori mercato

Completamente liberi
senza un target
e manette alla fantasia
un bagaglio di sogni da sfare e rifare

Completamente liberi
abbracciando i sensi e le passioni
nel portafogli spiccioli
e tante emozioni... da vivere
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Profilo Autore: simone corrieri  

Questo autore ha pubblicato 70 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Paese ca te spiecchie dint'â ll'acqua. 
Te fliette dint'â natura supirchiosa. 
Te rimmire 'mbambulato ncopp'ô lago,
mustranne rame e ffoglie rigugliose.


'Nu forte addore d'aria 'mbalzammata,
mme fa scennere brivide p'ê rine. 
Se 'mprufumma d'ammore tutt''o cuorpo, 
mme pogne 'o naso pe n'addore 'e pino.

Casarelle janche 'ncoppa 'a vetta,
parene castelle 'e fate e fante.
'Nsilenzio s'aiza n'inno 'ncielo, 
saglienne và 'ncantanne angele e sante.

'Na nuvola spirciosa cu 'nu velo,
appanna appena appena 'na chiesiella. 
'Ntanto 'o parrucchiano 'ntona e sona, 
'o rramme 'e 'na vecchia campanella.

Vestuta 'e rose e ciure 'na figliola, 
regnennese 'e pagliuzze d'oro 'e ttrezze:
suspira penzanne a 'nnu muruso, 
ca passannele vicino ll'accarezza.

Ll'arrusto 'e cacciagione arrusulea, 
scrocchia ncopp'ô spiedo d'ê ppacchiane.
Se regnene 'e schiocche rosse 'e ffacce, 
mentre 'a luntano sonene 'e ccampane.

Ll'uocchie mje addeventene tupazie. 
Sotto 'o tetto 'na palomma è prena e sazia. 
So' sensazione ca 'nun vonno parole.
Mentre ce penso, comme me sbatte 'o core!

Traduzione
Paese di montagna

Paese che ti specchi nell'acqua,
ti fletti nella natura superba.
Ti rimiri imbambolato sul lago,
mostrando rami e foglie rigogliose.

Un forte odore di aria imbalsamata,
mi fa scendere brividi lungo la schiena.
Si profuma d'amore tutto il corpo,
mi punge il naso per un odore di pino.

Casette bianche sulla cima,
sembrano castelli di fate e fanti.
In silenzio si alza un inno in cielo,
salendo va ad incantare angeli e santi.

Una nuvola umida simile ad un un velo,
appanna appena appena una chiesetta.
Intanto un parrocchiano intona e suona,
il rame di una vecchia campanella.

Vestita di rose e fiori una fanciulla,
riempendo di pagliuzze d'oro le sue trecce,
sospira pensando al suo moroso,
che passandole vicino l'accarezza.

L'arrosto di cacciagione si rosola,
scrocchia sugli spiedi delle contadine.
Si riempiono di colore rosso i volti,
mentre da lontano suonano le campane.

Gli occhi miei diventano topazi,
sotto al tetto una colomba è gravida e sazia.
Sono sensazioni che non vogliono parole.
Mentre ci penso, quanto mi batte il cuore.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Come l'onda dolce che si culla
prima di morire nel ventre del mare
la sua danza era leggera
Una corsa lieve a piedi scalzi
sulla linea  disegnata dalla battigia
un piccolo sogno baciato dal sole
Da bambini ci si sente immortali
si può giocare con il cielo
inventarsi ali le cui piume
hanno la piega di un sorriso
ci si può spingere oltre ogni orizzonte,
non si crede alla crudeltà
La sua danza era leggera
così eterea da immaginarla eterna
ma di fronte ai miei occhi atterriti
annegò nell'oceano del nulla
e ora piango quel precoce tramonto
Impotenti siamo noi uomini
di fronte  agli eventi, alle sentenze
emanate dalla sorte

ma siamo poi davvero innocenti?






A tutti i bambini sacrificati nelle guerre.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Corri svuotato lungo il sentiero:
è un timone rotto nelle mani;
amor per la sete il tarlo nero,
petali urlanti spagliano gli sciamani!
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 545 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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