Damasco, sorgi burbera città
Sulle tue strade ci sono tracce
Flebili, il tuo popolo vorrà
Delle stelle, delle luci le facce;
Tra le tenebre il sole se ne andrà
Tra gioie, degli uomini le bisacce
Che si rincorrono come bambini
Nell'azzurro di nimbi adamantini
Damasco, sveglia l'abramica preda
Che ha investito il tuo torace ritto.
Ritorna alla sorgente che defeda
Lo scafo truce del tuo relitto
Nella notte che l'Amore depreda
Nella notte che l'Amore depreda
Nel fievole giorno del sole invitto.
Vai mostrami il tuo grande mistero
Dammi di bere il tuo antico siero
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