Profetizzavi nei vetri rischiarati
un`idea reazionaria
che sa dare respiro
riflesse le nuove prospettive
in questo volo
dalle fragili linee
fin dove le salite frantumano luci
Tramonti che non hanno timore
in uno spazio a fondersi
resta ferma l'immagine di te
dalle vette oltraggiate !
.
un`idea reazionaria
che sa dare respiro
riflesse le nuove prospettive
in questo volo
dalle fragili linee
fin dove le salite frantumano luci
Tramonti che non hanno timore
in uno spazio a fondersi
resta ferma l'immagine di te
dalle vette oltraggiate !
.
4 commenti
Così vicina
-indosso la tua materia
-il tuo regno!
-indosso la tua materia
-il tuo regno!
Ad occhi chiusi
scorro le tue gocce di sale
-scorro
-scivolo
- e ti tengo in mente.
- e ti tengo in mente.
Sei corpo esteso –accanto-
vulcano liquido nel firmamento.
Sul fregio del tuo pube
ti vado cercando.


Piccola rosa d'Oriente
Che ti alzi al mattino
Quando il sole non è ancora nato
Su i tuoi occhi di bambina innocente
La vita ombre scure mette già.
Ma tu sotto al tuo velo
Che copre i corvini capelli
Nascondi sogni grandi che vanno oltre la realtà.
La tua schiena si spezza sotto il pesante fardello
Che ogni giorno tu porti.
Nessun canto ti può allietare
Ma nel cuore che tace un volo di aironi bianchi
Ti solleverà....spezzera' le catene invisibili
Che duri uomini senza fede
Hanno posto ai tuoi polsi.
Guarda ora il tramonto
E un altro giorno piano muore
Senza che un lamento sia uscito da quella bocca
Di rosa in boccio.
Ora il sonno ti prende le membra
E il tuo volo di aironi ti innalzera'.
Che ti alzi al mattino
Quando il sole non è ancora nato
Su i tuoi occhi di bambina innocente
La vita ombre scure mette già.
Ma tu sotto al tuo velo
Che copre i corvini capelli
Nascondi sogni grandi che vanno oltre la realtà.
La tua schiena si spezza sotto il pesante fardello
Che ogni giorno tu porti.
Nessun canto ti può allietare
Ma nel cuore che tace un volo di aironi bianchi
Ti solleverà....spezzera' le catene invisibili
Che duri uomini senza fede
Hanno posto ai tuoi polsi.
Guarda ora il tramonto
E un altro giorno piano muore
Senza che un lamento sia uscito da quella bocca
Di rosa in boccio.
Ora il sonno ti prende le membra
E il tuo volo di aironi ti innalzera'.
Questo messaggio in bottiglia
non è per chi lo trova
È per te mare, mia sola famiglia.
Un grazie da un piccolo cuore.
Mi hai protetto e cullato nel lungo viaggio.
Non mi hai visto straniero, ma figlio tra i figli.
Tu genitore ancestrale
mai, vorresti farci del male.
È l'errore dell'uomo
-che più non sa capire
il linguaggio antico dei padri-
a distruggere vite su vite.
Le tue lacrime alzano onde
e cullano straziate i corpi perduti.
Non è furia, ma dolore a impazzare!
A te il disperato compito d'annunciare
alla terra tua sposa, il non ritorno della prole.
Mentre lei già sta piangendo
quelli a cui non sa badare.
Su di voi si apre il cielo
e vi veste di candore.
Creatori innoccenti di virtù e di barbarie.
Spettatori annichiliti di destini spaventosi.
Io sono fuggito da un altra riva di mondo
dove il fratello uccide il fratello.
Tu, Padre mi hai portato qui
dove io faccio paura.
Hai fatto per me del tuo meglio
di più può fare solo l'uomo
che dagli abissi uscì un giorno
per non più farci ritorno.
non è per chi lo trova
È per te mare, mia sola famiglia.
Un grazie da un piccolo cuore.
Mi hai protetto e cullato nel lungo viaggio.
Non mi hai visto straniero, ma figlio tra i figli.
Tu genitore ancestrale
mai, vorresti farci del male.
È l'errore dell'uomo
-che più non sa capire
il linguaggio antico dei padri-
a distruggere vite su vite.
Le tue lacrime alzano onde
e cullano straziate i corpi perduti.
Non è furia, ma dolore a impazzare!
A te il disperato compito d'annunciare
alla terra tua sposa, il non ritorno della prole.
Mentre lei già sta piangendo
quelli a cui non sa badare.
Su di voi si apre il cielo
e vi veste di candore.
Creatori innoccenti di virtù e di barbarie.
Spettatori annichiliti di destini spaventosi.
Io sono fuggito da un altra riva di mondo
dove il fratello uccide il fratello.
Tu, Padre mi hai portato qui
dove io faccio paura.
Hai fatto per me del tuo meglio
di più può fare solo l'uomo
che dagli abissi uscì un giorno
per non più farci ritorno.
Sento dentro qualcosa di rotto
che devasta i miei pensieri
e infrange tutti i desideri...
Cerco come acqua nel deserto
quella forza che sento di aver perso;
fuggire da questa maledizione
di chi vorrebbe sperare in qualcosa
ma ormai senza forza né intenzione.
Sento di aver tutto e nulla,
mi sembra di impazzire,
pronto a rinascere e subito morire.
E' come se il tutto
mi avvolge dolcemente nella sua ragnatela
con macabra cautela,
soffocando il mio respiro,
spazzando via senza scampo
ogni mia illusione da questo cuore infranto.
Vorrei vivere nel nulla, nel vuoto,
fuggire da questa realtà,
che mi opprime senza pietà;
al di là da questa dimensione,
lontano dai miei pensieri, lontano...
Conservo il mio tormento
solo per scappar col vento,
dalla disperazione, dal tormento.
Vorrei dolcemente morire,
fuggir dal presente senza impazzire
e invece no, lo so, sono ancora qua
a subire questa cinica realtà...
Poi per un solo e breve istante
mi rendo conto che sotto il mio cielo
ci sei anche tu,
meravigliosamente bella e incantevole,
enigmatica come la vita stessa.
Spero sia vero che la strada per il Paradiso
inizi nei vicoli bui dell'Inferno,
almeno sono certo di esser sulla strada giusta,
sulla strada verso la salvezza,
verso la mia adorata Paky
e la sua incantevole bellezza.
che devasta i miei pensieri
e infrange tutti i desideri...
Cerco come acqua nel deserto
quella forza che sento di aver perso;
fuggire da questa maledizione
di chi vorrebbe sperare in qualcosa
ma ormai senza forza né intenzione.
Sento di aver tutto e nulla,
mi sembra di impazzire,
pronto a rinascere e subito morire.
E' come se il tutto
mi avvolge dolcemente nella sua ragnatela
con macabra cautela,
soffocando il mio respiro,
spazzando via senza scampo
ogni mia illusione da questo cuore infranto.
Vorrei vivere nel nulla, nel vuoto,
fuggire da questa realtà,
che mi opprime senza pietà;
al di là da questa dimensione,
lontano dai miei pensieri, lontano...
Conservo il mio tormento
solo per scappar col vento,
dalla disperazione, dal tormento.
Vorrei dolcemente morire,
fuggir dal presente senza impazzire
e invece no, lo so, sono ancora qua
a subire questa cinica realtà...
Poi per un solo e breve istante
mi rendo conto che sotto il mio cielo
ci sei anche tu,
meravigliosamente bella e incantevole,
enigmatica come la vita stessa.
Spero sia vero che la strada per il Paradiso
inizi nei vicoli bui dell'Inferno,
almeno sono certo di esser sulla strada giusta,
sulla strada verso la salvezza,
verso la mia adorata Paky
e la sua incantevole bellezza.
Mentre resta sull’acqua
quel vecchio fiore d’agave
ho perso l’abitudine
di contare i flutti e anche i viaggi
e quanti vetri
lisi dall’aria del domani
sono ambientati qui, nel giro
che fanno gli occhi
da una piccola morte
e morbidezze imbambolate.
Mai svegliatemi
da questo nocciolo ispessito
oscuro di galassie
non ho che due carezze
di cura autentica
e sorrisi in ginocchio
come uccellini
nel petto di gennaio.
E io son qui che ti guardo,
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
Assopita sul divano di rocce
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
… e anche quando il freddo viene
-perché c’è il tempo anche del freddo-
e come se bruciasse il freddo stesso
quando sto in tua compagnia
e sento d’improvviso caldo in tua presenza.
Lo so nella realtà questo non succede
se fa freddo e la donna che mi ama
è accanto me
fa freddo comunque.
E io e te ci strigiamo ancora di più;
magari con le mani ancora più strette,
con il corpo e con le guance addossate...
ma fa freddo comunque.
E io e te siamo due che si amano
ma che hanno freddo.
-perché c’è il tempo anche del freddo-
e come se bruciasse il freddo stesso
quando sto in tua compagnia
e sento d’improvviso caldo in tua presenza.
Lo so nella realtà questo non succede
se fa freddo e la donna che mi ama
è accanto me
fa freddo comunque.
E io e te ci strigiamo ancora di più;
magari con le mani ancora più strette,
con il corpo e con le guance addossate...
ma fa freddo comunque.
E io e te siamo due che si amano
ma che hanno freddo.











