All'improvviso la notte si fece luna,
raccomandami i tuoi pensieri,
lentamente, servito dall'amorevole compassione,
ti porgo la mano tesa,
accogli la resa con stizza,
gradualmente impressionata dalla fierezza,
cigola la sicurezza dell'assolutismo,
fermo immobile nella stanza vuota,
impregnato dal valore inestimabile di uomo,
valoroso e vigoroso,
entri tu, distratta,
con voce graziosa e spensierata,
pronunci tale proposizione,
"stai di nuovo litigando con lo specchio?"
raccomandami i tuoi pensieri,
lentamente, servito dall'amorevole compassione,
ti porgo la mano tesa,
accogli la resa con stizza,
gradualmente impressionata dalla fierezza,
cigola la sicurezza dell'assolutismo,
fermo immobile nella stanza vuota,
impregnato dal valore inestimabile di uomo,
valoroso e vigoroso,
entri tu, distratta,
con voce graziosa e spensierata,
pronunci tale proposizione,
"stai di nuovo litigando con lo specchio?"
Aggiungi commento
Preziose e belle
nel cielo le stelle
Il sole ed il gioco del fuoco
rischiaria il buio
scaldando la notte
perdendosi con lo sguardo
beato all'orizzonte
andando lontano
senza fare rumore
in un nuovo giorno al mattino
mentre la luna ci da la buona fortuna
senza dire un perché brilla per noi
nel cielo le stelle
Il sole ed il gioco del fuoco
rischiaria il buio
scaldando la notte
perdendosi con lo sguardo
beato all'orizzonte
andando lontano
senza fare rumore
in un nuovo giorno al mattino
mentre la luna ci da la buona fortuna
senza dire un perché brilla per noi

Come rivolo scorrevole corre il pensiero
ma a volte non riesce ad aleggiare
prigioniero com’è
di una roccia satura di calcare.
Rimane bloccato lì
e il suo grido interiore si contrae
non riuscendo ad esternare
ciò che è noto
all’ansa dell’anima dolente.
Muta rimane l’eco imprigionata
in una sospensione
nella quale soggiorna
il peso di un rospo gracidante
abbandonato nel vento
in un bozzolo
di stelle soffocate.
Palpita il cuore che non sente il silenzio
di un'eco, si avvilisce, contando giorni
lunghissimi, dietro ad infiniti frastuoni
li raccoglie e spera che un vento fortissimo
li spazza via, senza ritorno
Indietreggia, ma non può evitarli
troppa tenerezza prova
e allora perdona, sapendo che
può fare poco, con la paura
presente, in ogni istante
troppo vicina
di un'eco, si avvilisce, contando giorni
lunghissimi, dietro ad infiniti frastuoni
li raccoglie e spera che un vento fortissimo
li spazza via, senza ritorno
Indietreggia, ma non può evitarli
troppa tenerezza prova
e allora perdona, sapendo che
può fare poco, con la paura
presente, in ogni istante
troppo vicina
Resteranno i nostri pensieri
Immuni da ricordi
Sotto un tacito assenso
Vegliera' la mente
E lascerà libero il campo.
Ci riempirà di noi
Di ogni nostro respiro
Illuminerà i nostri corpi
Nel muto abbraccio.
E le labbra saranno sfiorate
Da carezze di baci.
Sotto sorrisi di specchio
Ferme le immagini di noi..
Di noi, che ci completiamo
Sotto lo stesso cielo.
Sotto i rami del bosco,
Sotto l'ombrello
Di un amore in crescendo.
Immuni da ricordi
Sotto un tacito assenso
Vegliera' la mente
E lascerà libero il campo.
Ci riempirà di noi
Di ogni nostro respiro
Illuminerà i nostri corpi
Nel muto abbraccio.
E le labbra saranno sfiorate
Da carezze di baci.
Sotto sorrisi di specchio
Ferme le immagini di noi..
Di noi, che ci completiamo
Sotto lo stesso cielo.
Sotto i rami del bosco,
Sotto l'ombrello
Di un amore in crescendo.
Nel cuore di questa lugubre notte
un misto di nitidi ricordi
riaffiorano nella mia mente
e d'incanto,un improvviso sorriso,
mi scappò nel pensar a quei momenti
puri come i fiumi cristallini,
oramai scolpiti nel mio animo.
Perle del passato distanti un oceano,
nella mia testa si rievocano
quelle giornate d'inverno in piazzetta
luogo d'incontro di giovani cuori
legati da un amicizia
leggiadra come il fior di loto.
un misto di nitidi ricordi
riaffiorano nella mia mente
e d'incanto,un improvviso sorriso,
mi scappò nel pensar a quei momenti
puri come i fiumi cristallini,
oramai scolpiti nel mio animo.
Perle del passato distanti un oceano,
nella mia testa si rievocano
quelle giornate d'inverno in piazzetta
luogo d'incontro di giovani cuori
legati da un amicizia
leggiadra come il fior di loto.
L'altra sera quasi quasi
mi consumasti con un bacio.
Fu nel riprender fiato
che mi chiamasti sospirando:
- Alfredo!... -
Ada, io son Francesco, ma tu
- pescatrice di perle -
per un bacio come quello se vuoi
mi puoi chiamare anche
Gertrude!...
mi consumasti con un bacio.
Fu nel riprender fiato
che mi chiamasti sospirando:
- Alfredo!... -
Ada, io son Francesco, ma tu
- pescatrice di perle -
per un bacio come quello se vuoi
mi puoi chiamare anche
Gertrude!...
Camminiamo in quelle vie dai nomi impronunciabili. Le stesse di ieri.
Non ricordo i nomi ma non importa. Ti dirò di più: non importa neanche dov'è che portano.
E' da ieri che camminiamo lungo le vie di questa splendida città e l'unica cosa che riesco a vedere sono le nostre mani.
Mi affascina il modo in cui si incontrano. Anche quando non si cercano prima o poi si trovano.
Mi affascina la perfezione con cui si incastrano... non tutte le mani sono fatte per stare insieme. Le nostre si, ne sono sicura, perché il cuore, tutte le volte che si trovano, per un istante si ferma per poi battere più forte che mai.
A volte si stringono forte, a volte si sfiorano solo poche dita. A volte non si accorgono di essere vicine, a volte si sciolgono in lunghe carezze.
Smetto di pensarci e stiamo già aspettanto l'aereo che ci riporterà a casa. Tu di nuovo mi tieni per mano.
Arrivederci Vienna, dolce cornice di questo nostro giovane amore.
Non ricordo i nomi ma non importa. Ti dirò di più: non importa neanche dov'è che portano.
E' da ieri che camminiamo lungo le vie di questa splendida città e l'unica cosa che riesco a vedere sono le nostre mani.
Mi affascina il modo in cui si incontrano. Anche quando non si cercano prima o poi si trovano.
Mi affascina la perfezione con cui si incastrano... non tutte le mani sono fatte per stare insieme. Le nostre si, ne sono sicura, perché il cuore, tutte le volte che si trovano, per un istante si ferma per poi battere più forte che mai.
A volte si stringono forte, a volte si sfiorano solo poche dita. A volte non si accorgono di essere vicine, a volte si sciolgono in lunghe carezze.
Smetto di pensarci e stiamo già aspettanto l'aereo che ci riporterà a casa. Tu di nuovo mi tieni per mano.
Arrivederci Vienna, dolce cornice di questo nostro giovane amore.
Quanto c'è di me
nello specchio dei tuoi occhi?
E quanto rimane di me
sulle tue labbra
dopo un bacio rubato?
Mentre fingo sicurezza,
l'unica certezza
che ho di te
-e di me-
è il contrasto
sottile
-ma evidente-
di due mondi
vicini
nell'orbita ellittica
una volta ogni mille anni
solo per lo spazio di un istante,
tra il nero tutto intorno
e il blu cobalto
del desiderio
che, quando lo sento,
mi fa presente
della barba sfatta di sei giorni.
nello specchio dei tuoi occhi?
E quanto rimane di me
sulle tue labbra
dopo un bacio rubato?
Mentre fingo sicurezza,
l'unica certezza
che ho di te
-e di me-
è il contrasto
sottile
-ma evidente-
di due mondi
vicini
nell'orbita ellittica
una volta ogni mille anni
solo per lo spazio di un istante,
tra il nero tutto intorno
e il blu cobalto
del desiderio
che, quando lo sento,
mi fa presente
della barba sfatta di sei giorni.
E sono dentro ogni tuo spasmo,
troppo tempo è stato perso
forse avresti potuto chiamare
al compimento della maggiore età…
e dirmi “ So che un giorno mi amerai
allora perché non accorciare i tempi?”
Pensi che non ti avrei creduto?
Di sicuro avrei riconosciuto
la tua voce, è parte dei miei lampi
di poesia e del raccolto nei granai
dei miei campi. Avrei bevuto di te a sazietà
ogni goccia di saliva, sempre connesso
ai tuoi perché, da ogni regione del cosmo.

Fa’ si
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
Impressioni di seta
nelle ombre vellutate
la musica decanta inferni
e sogna paradisi
Per il momento ascolto in silenzio
intanto cieli confinati
nella stanza slabbrano finestre
pronti a sciogliersi nell'aria
I fiori appena morti nel giardino
ancora profumano
di decadente bellezza
nelle ombre vellutate
la musica decanta inferni
e sogna paradisi
Per il momento ascolto in silenzio
intanto cieli confinati
nella stanza slabbrano finestre
pronti a sciogliersi nell'aria
I fiori appena morti nel giardino
ancora profumano
di decadente bellezza
Strizzai tra mani
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.












