“ M’abbracci?”, le tue braccia
l’unico laccio che accetto, corpi
stretti e pelle a contatto. Rosso
o blu- diverse sfumature di colore
nella penombra- può cambiare il riflesso
degli occhi, la luce degli specchi sul tetto
ma quando ti guardo non vedo che emozione.
E se accetto la tirannia del tempo, ragione
del nostro separarci, è perché quel letto
che cambia a ogni appassionato amplesso
non ci appartiene del tutto. L’odore
addosso per ore, il calore nel corso
della nostalgia, i baci sono anticorpi
all’oblio e i versi, la nostra traccia.
Romantica amica
che sogni la vita
non come fatica
ma da amore condita,
adornata da un fiore
che riempie il tuo cuore,
ti dico resisti
agli eventi imprevisti
che ti fan dubitare
che è difficile amare.
Dei meandri diffusi
di sogni collusi
d’acredine e odio
ne fai un episodio,
poi torni a volare
non ti farà male
nelle magiche altezze
delle tue tenerezze.
Ti vorrei imitare,
o regina di cuori,
come i tuoi ammiratori
ma io non so amare,
solo sognare.
A te darmi lezione
in ogni occasione
di sogni leggiadri
che non siano ladri
di impulsi latenti
che danneggiano menti.
Con te voglio vivere,
con te sospirare,
riuscire a cantare
un romantico blues.
che sogni la vita
non come fatica
ma da amore condita,
adornata da un fiore
che riempie il tuo cuore,
ti dico resisti
agli eventi imprevisti
che ti fan dubitare
che è difficile amare.
Dei meandri diffusi
di sogni collusi
d’acredine e odio
ne fai un episodio,
poi torni a volare
non ti farà male
nelle magiche altezze
delle tue tenerezze.
Ti vorrei imitare,
o regina di cuori,
come i tuoi ammiratori
ma io non so amare,
solo sognare.
A te darmi lezione
in ogni occasione
di sogni leggiadri
che non siano ladri
di impulsi latenti
che danneggiano menti.
Con te voglio vivere,
con te sospirare,
riuscire a cantare
un romantico blues.
Ciò che non ho più mi manca
e quello che ho non mi basta.
Aspetto con ansia quel che verrà.
Brucio intanto e mi consumo
come una candela accesa
in una stanza vuota
nell'attesa che un respiro
mi spenga e che un sospiro
dolcemente mi riaccenda.
e quello che ho non mi basta.
Aspetto con ansia quel che verrà.
Brucio intanto e mi consumo
come una candela accesa
in una stanza vuota
nell'attesa che un respiro
mi spenga e che un sospiro
dolcemente mi riaccenda.
Fuoco di camino
Rosso rubino
Alari roventi
Passioni frementi
Cervellotiche idee
Grandiose moschee
Odor di cannoni
Fra tanti coglioni
Paesaggi di guerra
Violenza alla terra
Bambini affamati
Dall’uomo obliati
Pensieri dementi
Azioni incoscienti
Voglia di sesso
L’uomo depresso
Aborti divorzi
Loschi consorzi
Venduti politici
Pieni di cimici
Bimbe abbandonate
Mamme snaturate
Giovani cocainomani
Banditi cleptomani
Banchieri lestofanti
Treni maleodoranti
Ubriachi al volante
E una serata danzante
Pervertiti stupratori
Violenze omicidi orrori
Ospedali fatiscenti
Azioni evanescenti
Una terra devastata
Oltraggiata saccheggiata
Maltrattata profanata
La vita una corrida
Le metropoli la movida
La frenesia del consumismo
Partorirà il nanismo….
Basta divagare
Meglio osservare
Un aquilone volare
Tra il cielo e il mare
Ha una storia da raccontare
Solo a chi sa amare.
Se tu mi conoscessi mi ameresti per quello che sono,
forse molte volte sono un orso, ma di te un ghiottone.
Ho la barba lunga come babbo Natale,
ti guardo negli occhi e mi dico più di te nulla vale.
Certamente sono uno che viaggia con la fantasia,
ma di essa trovo che cosa più bella non ci sia,
scrivere per te e dedicarti una fantastica poesia.
Se vuoi conoscermi stammi vicino,
guardami bene da vicino, certamente in questo
grande corpo si nasconde un bambino
che ti vorrebbe regalare una stella al tuo risveglio ogni mattino.
Se imparerai a conoscermi nel profondo della mia anima,
capirai molte cose di me che sembrano celata,
ma solo ai ciechi che non hanno occhi per vedere
e capire l’amore che è racchiuso nel mio cuore.
Così quando mi conoscerai a tutto tondo dirai
tu mio uomo sei tutto il mondo.
forse molte volte sono un orso, ma di te un ghiottone.
Ho la barba lunga come babbo Natale,
ti guardo negli occhi e mi dico più di te nulla vale.
Certamente sono uno che viaggia con la fantasia,
ma di essa trovo che cosa più bella non ci sia,
scrivere per te e dedicarti una fantastica poesia.
Se vuoi conoscermi stammi vicino,
guardami bene da vicino, certamente in questo
grande corpo si nasconde un bambino
che ti vorrebbe regalare una stella al tuo risveglio ogni mattino.
Se imparerai a conoscermi nel profondo della mia anima,
capirai molte cose di me che sembrano celata,
ma solo ai ciechi che non hanno occhi per vedere
e capire l’amore che è racchiuso nel mio cuore.
Così quando mi conoscerai a tutto tondo dirai
tu mio uomo sei tutto il mondo.
Assenze
– tiepide mancanze
– tiepide mancanze
-l’anima
come carne leggera- tremante.
come carne leggera- tremante.
Chiedevo l’amore –io
- me lo ricordo.
Nel giardino della memoria
tra le mie rose astratte
e corone di spine scarlatte.
Richieste
- fradicie di pioggia
come filigrane scomposte
-serrate a ventaglio – riposte.
E pensare che ridevamo tanto al sole
per tutti i santi giorni
-con volti lucidi
-allegri e pessimisti.
-allegri e pessimisti.
Venti contrari -noi
-tra l’avere un senso e non averlo.
Io chiedevo amore –me lo ricordo.
Un pò del tuo cuore tirchio in cambio.
Amore tuo - sordo
– senza grembo!
– senza grembo!
E tra costellazioni anonime
- i miei pezzi di ricambio.


Quando la luna guarda
castelli in aria s'alzano
oltre i contorni sbavati
fra le stelle mescolati
sprangati da portali
umidi di fondali
dal pallore diverso
dalla luce di un cero
ormai scarso
Celati sono i viaggi
in labirinti sognanti
confusi da magri suoni
che orecchi attenti
incanalano a riserva
verso l 'alba
che nuovi giorni raccoglie
puntati
al mescolar lieve
d'incanti

Camminando senza meta
vidi un arcobaleno.
Rischiarò il mio percorso
come fossi dentro un sogno
ma... Una nube birichina
adombrò quei colori.
Li cercai un po’ confusa
non riuscii più a trovarli.
attendevo che finisse
che la nube andasse via
ma…Divenne ancor più scura
preferii trovar riparo.
Quando tutto poi finì
ricercai quei colori, ormai
dissolti oltre il tempo.
Vorrei tanto ritrovarli
nel percorso che rimane,
riprendere a sognare.

Nella foschia mattutina
settembre appena arrivato
lascia la sua impronta
nel variegato dei colori
che dall'acceso dell'estate
declinano all'ambrato.
Nell'aria
si nota una certa leggerezza,
una nuova frescura, propria
del preludio d'autunno
che ci viene incontro.
Un vento biricchino
gioca con le fronde facendole tremare
mentre l'ortensia
è piegata al frutto della luce.
Osservo
gli alberi roridi di rugiada
che sull'alto dei rami
la volta carezza nel loro turgore
mentre le bianche nuvole scorrono
in un inno silente.
I colori ramati
rimandano
i loro splendidi riflessi
a ricordare quella ruggine latente
che affiora ogni tanto
da cavità nascoste dell'anima
pronta a rimembrarmi quel saluto
lasciato cadere lì, frettolosamente;
ma di cui è rimasta l'eco
nell'aria che aleggia.
La vita è bella
danza serena e ti trascina con se,
in un vortice di sorrisi e speranza
va vissuta intensamente
attimo per attimo
La vita è colori, profumi
è musica, è un quadro meraviglioso
la vita è tutto è un dono di Dio
va custodita come il più prezioso gioiello
La vita ti mette alla prova
e non leggermente
ti getta via come un vecchio straccio,
ti getta in un pozzo buio
privo di scale o di corde
Calpesta il tuo cuore
come carne da macello
ti risucchia lentamente l'aria dai polmoni,
prosciuga il sangue dalle vene
come un'enorme zanzara maledetta
Qui si decide se sei uomo
se ami questo dono e te stesso
se accetti la sfida, cavaliere
senza armatura e senza spada
solo il tuo corpo e la tua mente
A mani nude risalirai dal pozzo
imprecando per il dolore
dissetandoti del sangue delle ferite
annaspando nelle tenebre
ansimando ma senza rinunciare
Ecco, un raggio di luce
effluvio di profumi, esplosione di colori
una mano delicata e forte
dalle unghie finemente laccate
ti porta verso il cielo
La vita non ti abbandona mai
devi combattere, soffrire
pensi di non potercela fare, no ...
mai perdere la speranza, lei ti ritrova sempre,
questo è il bello della vita ….
Tra lo smorzar del verde
E l'arrivo del giallo
Il bosco si veste a festa
Sfavilla di luci e tenaci colori
Prima di lasciar il suo manto cadere.
Assorbe energia e plasma il cuore
Riposa sotto un cielo incolore
Che promette tristezza.
Ma non intacca il tuo animo vivo,
Che canta sotto la voce del vento.
Sentinelle gli alberi altissimi
Proteggono la tua intima essenza
Con rami vivi che avvolgono.
Risalta il profumo acuto
Tra i tronchi ormai vecchi
Che si riposano a terra.
E l'arrivo del giallo
Il bosco si veste a festa
Sfavilla di luci e tenaci colori
Prima di lasciar il suo manto cadere.
Assorbe energia e plasma il cuore
Riposa sotto un cielo incolore
Che promette tristezza.
Ma non intacca il tuo animo vivo,
Che canta sotto la voce del vento.
Sentinelle gli alberi altissimi
Proteggono la tua intima essenza
Con rami vivi che avvolgono.
Risalta il profumo acuto
Tra i tronchi ormai vecchi
Che si riposano a terra.
La notte è madre dei sortilegi
Il giorno è figlio delle apparenze
Io nel buio ho trovato le maschere d'oro
fabbricate dalla luce, ed ho compreso
che l'evidenza non è sempre sincera
Ma io sono una creatura della luna
e appartengo a un mondo di sogno
(essendone perfettamente cosciente)
mentre tu credi alle bugie dell'illusione.
prendi per vere costruzioni oniriche
Cosa pensi siano i castelli in aria?
La tua mente architetta trappole
immergendoti nel sole, e ti basta
Io non credo una finta chiarezza illumini
più di una candela in uno sgabuzzino
I miei occhi felini setacciano l'oscurità
e non si fanno ingannare dai fuochi
che catturano ottuse falene
è nell'ombra che devi indagare
per riconoscere una forma ridotta
alla sua nuda essenza...
È così che ho scoperto la pienezza del vuoto
La notte è madre dei sortilegi
puoi darle il mio nome: Ecate
Il giorno è figlio delle apparenze
Io nel buio ho trovato le maschere d'oro
fabbricate dalla luce, ed ho compreso
che l'evidenza non è sempre sincera
Ma io sono una creatura della luna
e appartengo a un mondo di sogno
(essendone perfettamente cosciente)
mentre tu credi alle bugie dell'illusione.
prendi per vere costruzioni oniriche
Cosa pensi siano i castelli in aria?
La tua mente architetta trappole
immergendoti nel sole, e ti basta
Io non credo una finta chiarezza illumini
più di una candela in uno sgabuzzino
I miei occhi felini setacciano l'oscurità
e non si fanno ingannare dai fuochi
che catturano ottuse falene
è nell'ombra che devi indagare
per riconoscere una forma ridotta
alla sua nuda essenza...
È così che ho scoperto la pienezza del vuoto
La notte è madre dei sortilegi
puoi darle il mio nome: Ecate













