Non t’amo
perché sei respiro che si apre
e prolunga della vita il dolce sorso;
  nè per la diversa bellezza del tuo volto.
Non t'amo
 per la tua terra sovrana 
in cui deporre il seme del rifugio
   l’impero della mia immaginazione
  il desiderio che ho da sempre.
E non ti amo
 perché sei olocausto che mi rinnova
 
   tregua inaspettata   
- o melodia come acqua nuova.
  Amo invece -te –
che sei qui d’innanzi
  -per la storia che ti porti dentro
  e che non presenta inganni.

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Profilo Autore: Hera  

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L'Autunno non si ferma
e canta alla vigna la sua rossa stagione
ho qui tra le mani un allegro calice
e brindo alle quattro sorelle del cielo
e penso che per una foglia che muore
un'altra nasce poesia.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Un lieve palpito

da un piccolo pertugio del cuore

sussurrò all’anima :

“Rendimi la libertà.

Sono l’amore blindato

spezza questa corazza

soffoco in questa prigionia.

Squarcia velate ipocrisie

non esser complice del pettegolezzo

frantuma convenzioni,

rendimi la libertà.

Diverrò piuma

 nel calore d’un altro cuore

lievemente m’adagerò,

dell’opprimente oscurità

un vago ricordo custodirò.

Nella gioia dell’insieme

coglierò dell’incipiente autunno

 ogni istante,

 brunite foglie nel lento adagiarsi

saranno complici della ritrovata serenità.

Ma  tu…Rendimi la libertà,

potrei regalarti felicità

 prima che giunga gelido inverno

ad ammantare pensieri e miserie”.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Partitura d’atomi,

chiostro d’astri

in un vernissage di sguardi,

nel pensier mio t’accendi

come sole in un campo di grano,

t’accoccoli nei miei respiri

come petali di cristallo.

 

Il giorno scuce il tramonto

come nastro d’onda una spiaggia

ed un chiacchiericcio d’anime

s’apparta sui nostri cuori:

siam gemme di ciliegi in fiore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sotto di un saio hai coperto i tuoi peccati,
legando le tue mani alle preghiere
per redimere la tua carne,
supplicando Dio perché ti perdoni.
Eppure lo sai che Lui è buono
e non perdona la carne,
ma solo l’anima perché essa è immortale.
E per non farcelo dimenticare,
ha donato a noi tutti un’arma assai potente,
quella della fede.
Seppur la pioggia la lavi da millenni
odora ancor di sangue la Croce,
dove ha fatto donar la vita a suo Figlio,
per poterci far capire
che la sofferenza non sta nel morire,
ma in quella di non credere a niente,
lasciandoci traviare dai falsi ideali,
perdendo quelli spirituali.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Allora di me ti piacquero

giustamente i capelli

più dei pensieri.

Anche perché questi ultimi

per raccontarli tutti

sarebbero bastati due minuti.

I capelli invece no.

Per contarli e ricomtarli

- se così posso dire -

non ci bastavano le notti.

Adesso di me invece ti piacciono 

i pensieri più dei capelli

anche perché questi ultimi oramai

li puoi contare sulle dita delle  mani.

I pensieri no.

Per raccontarli ed ascoltarli insieme

 ci vorranno anni. 

Tutti.




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Profilo Autore: francesco  

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Col dono della vita

anche il nodo relativo

c'è stato regalato,


poca scelta per la strada

- già perfettamente assegnata -

solo sciogliendolo

il dono sarà completo.


A porsi di traverso,

di resistenza opporsi

- cercando altra avventura -

vita intera non basta

per riuscire a soddisfarsi.


Col cuore sincero

senza macchina che macchi

il circondario osserva

... a soggetto


di sicuro t'accorgi

di chi - anche ignaro -

al suo perché

viaggia di fianco




... e chi no!
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Ascolto ancora il battito del mio cuore,
Sono vivo, e me ne accorgo ancora,
Sono vivo nonostante
Il mio distratto orgoglio.
Destini incrociati su mulini a vento,
Dove vortici portano lontano,
Le tue pale strappate dai soffi girano,
Girano, su pensieri e rovi 
Qualche stella ha illuminato
Parte dei miei passi,
Qualche stella , che dirne il nome non saprei
O non vorrei osare.
Cuore e anima sono avvolti
Di speranze mai sopite,
Mai celate,
Come timide vele lungo il fiume.
Come fame per il destino,
Come sogni inchiodati al domani.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ho una tenda da circo

Prodigo il mio cuore si esibisce

Tra le ferite del morso quotidiano lambisco i fari di ogni delusione

In clessidra si traduce la stanchezza del vivere quotidiano

Soffitta del cranio!




A brandelli giace come corda l'anima affollata

Mentre il mare esegue strane danze a pendolo

Astuto scarto di montagna!




Prego

Si accomodi

Si accomodi sulla mia testa

E poi sul mio cuore

La raccomando, lo faccia senza indugio, il più violentemente .




Ed ecco una spina cingermi furiosa:




Ossario dell'anima mia!
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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In sovrappensiero, attraverso

distese infinite di giorni quieti.

Il vento non pizzica corde d'arpa

e non lo sento.

La pioggia non trafigge margherite

né annega coccinelle.

La luna non mostra mai

la faccia cruda della notte

né la veste di magia.

Tutto procede d'inerzia nel mio mondo.

Il sole s'alza e torna a letto

senza aprire queste tende.

Forse, profumano le rose

nel giadino fuori casa

Ma il calendario appeso al muro

non avverte ch'è già Maggio.

E cammino per la stanza,

per la via e la città.

Chissà che sto pensando...

mentre perdo la mia strada.

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Profilo Autore: Ibla  

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Come si sta a fare i piccoli acrobati

della costanza, gli smarriti nel binario

del certo e più meriti da eresie

di zigomi tondi -l’opera assurta,

le repliche al teatro dei tarli che

insabbiano le stelle. Slanci -come

si sta a dirli al pulviscolo che

non lascia spiegare i rumori

delle belle giornate, della lava

venuta su da ossa di conchiglie.  



  
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Schiantano
i confini alati
cenere abbandonata
al vento di passione,
tacito il ricordo
d'un viaggio
miserabile
fra queste
mura
son represso
e malinconico smetto
di sognare.
Accolto
mi trovo indigesto
talvolta
sento
parlare di razzismo,
di odio,
ma anche di tolleranza
e fratellanza,
bipolarismo umanitario.
Uomini distinti
interrogano
le mie
intenzioni
frugando fra
i miei pensieri di fede
districandosi fra
i turbamenti che mi affliggono
nell'animo plagiato,
la mia fede
è la mia famiglia
siamo scappati
dal conflitto insaguinato
tormentati
dalla paura
d' essere perseguitati,
silenziosi nell'ombra
abbiamo smesso
di vivere e
compreso il valore
della nostra vita
sfortunata.
Ho fatto una promessa
oltre la fede
di uomo, di padre,
con me porto il calore
dei miei figli, di mia moglie,
delle nostre tradizioni.
Ho vagato
senza direzione
disperso nel nulla
d'un deserto
implacabile e cinico
ho ceduto
i denari che portavo
e svenduto
la mia dignità
per sfidare il mare
sopravvivere alla morte
sicura
d'un viaggio
all'inferno
sicuramente più mite
dell'inferno
che ho lasciato.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Tremano le ore

come tremano gli inganni




“Hai forse paura del tuo Dio?”




Di mio padre io ne avrei

se solo un padre avessi chiamato

ma chiamo te

terra d'inferi

di gendarmi appesi

di colori in testa e al collo




Io e le tue parole

eco di mente e corpo

al contrarsi nel cercare indice

-quello della via-




e le tamerici salmastre m'innondano mulini

strade cieche di menti astute -e forse arse-

ed io fra loro

piccola mente d'umido cuore

che culla il domani di piccoli giganti




Che sia d'amore
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Profilo Autore: Aita Carla  

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La metà d'una
pallida Luna,
ancora insiste
nel cielo.
E quasi nascosta,
tra i rami spogli
della grande quercia,
osserva divertita 
il sole che, già stanco,
si arrampica su intrecci
di nuvole scivolose.
È l'alba e già
la terra affoga,
nella nebbia d'un
grigio mattino d'autunno. 
Voglia di riposare,
staccare, lasciare.
Presentare il conto
e abbandonare.
Quanto mi devi ancora?
Quanto... vita!
Ma, è gia tardi,
un intero giorno
mi aspetta.
Muoviti sole!
Dai muoviti che ho fretta!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Se decidi di donarmi il tuo riposo
di braccare la confusione del mio respiro e
strappare la voce del mio cuore.
fallo per sempre;
sconfina oltre il tempo di una carezza;
fallo oltre il frutto proibito delle tue cosce.
Lo devi fare oltre la puntale presenza
di te distesa accanto a me.
Sbugiardando,
spogliando con la sola forza delle parole,
il mio corpo per intero.
Perché non è questione di forza
se queste tue parole
sono scese nel materiale duro
del mio cuore.
Né se la pazzia di questo
mio folle amore,
m'ha fatto scrivere
il mio nome,
mille volte me l'ha fatto scrvere,
nell’incavo
dell‘ anima tua.
Dunque se decidi di amarmi,
e decidi di restare stretta
sul palmo della mia mano...
devi incollarti addosso la mia pelle,
attaccare su di te la mia presenza,
impregnarti notte e giorno nel mio odore.
Non devi farlo per un solo giro della terra.
Fallo oltre la durata di un bacio
Oltre la durata della seduzione
del tuo corpo sul mio.
Altrimenti dovrei camminare
senza potermi più stancare;
e non potrei maledirlo
questo desiderio di trovare riposo
perché dentro di esso sarà sempre presente
il nome tuo.
Perciò se decidi di donarmi il tuo riposo
fallo oltre tutto il tempo
in cui io ti amerò.
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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

Questo autore ha pubblicato 36 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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