il desiderio che ho da sempre.
perché sei olocausto che mi rinnova
tregua inaspettata
- o melodia come acqua nuova.
e che non presenta inganni.


Un lieve palpito
da un piccolo pertugio del cuore
sussurrò all’anima :
“Rendimi la libertà.
Sono l’amore blindato
spezza questa corazza
soffoco in questa prigionia.
Squarcia velate ipocrisie
non esser complice del pettegolezzo
frantuma convenzioni,
rendimi la libertà.
Diverrò piuma
nel calore d’un altro cuore
lievemente m’adagerò,
dell’opprimente oscurità
un vago ricordo custodirò.
Nella gioia dell’insieme
coglierò dell’incipiente autunno
ogni istante,
brunite foglie nel lento adagiarsi
saranno complici della ritrovata serenità.
Ma tu…Rendimi la libertà,
potrei regalarti felicità
prima che giunga gelido inverno
ad ammantare pensieri e miserie”.
chiostro d’astri
in un vernissage di sguardi,
nel pensier mio t’accendi
come sole in un campo di grano,
t’accoccoli nei miei respiri
come petali di cristallo.
Il giorno scuce il tramonto
come nastro d’onda una spiaggia
ed un chiacchiericcio d’anime
s’apparta sui nostri cuori:
siam gemme di ciliegi in fiore.
legando le tue mani alle preghiere
per redimere la tua carne,
supplicando Dio perché ti perdoni.
Eppure lo sai che Lui è buono
e non perdona la carne,
ma solo l’anima perché essa è immortale.
E per non farcelo dimenticare,
ha donato a noi tutti un’arma assai potente,
quella della fede.
Seppur la pioggia la lavi da millenni
odora ancor di sangue la Croce,
dove ha fatto donar la vita a suo Figlio,
per poterci far capire
che la sofferenza non sta nel morire,
ma in quella di non credere a niente,
lasciandoci traviare dai falsi ideali,
perdendo quelli spirituali.
giustamente i capelli
più dei pensieri.
Anche perché questi ultimi
per raccontarli tutti
sarebbero bastati due minuti.
I capelli invece no.
Per contarli e ricomtarli
- se così posso dire -
non ci bastavano le notti.
Adesso di me invece ti piacciono
i pensieri più dei capelli
anche perché questi ultimi oramai
li puoi contare sulle dita delle mani.
I pensieri no.
Per raccontarli ed ascoltarli insieme
ci vorranno anni.
Tutti.
anche il nodo relativo
c'è stato regalato,
poca scelta per la strada
- già perfettamente assegnata -
solo sciogliendolo
il dono sarà completo.
A porsi di traverso,
di resistenza opporsi
- cercando altra avventura -
vita intera non basta
per riuscire a soddisfarsi.
Col cuore sincero
senza macchina che macchi
il circondario osserva
... a soggetto
di sicuro t'accorgi
di chi - anche ignaro -
al suo perché
viaggia di fianco
... e chi no!
Sono vivo, e me ne accorgo ancora,
Sono vivo nonostante
Il mio distratto orgoglio.
Destini incrociati su mulini a vento,
Dove vortici portano lontano,
Le tue pale strappate dai soffi girano,
Girano, su pensieri e rovi
Qualche stella ha illuminato
Parte dei miei passi,
Qualche stella , che dirne il nome non saprei
O non vorrei osare.
Cuore e anima sono avvolti
Di speranze mai sopite,
Mai celate,
Come timide vele lungo il fiume.
Come fame per il destino,
Come sogni inchiodati al domani.
distese infinite di giorni quieti.
Il vento non pizzica corde d'arpa
e non lo sento.
La pioggia non trafigge margherite
né annega coccinelle.
La luna non mostra mai
la faccia cruda della notte
né la veste di magia.
Tutto procede d'inerzia nel mio mondo.
Il sole s'alza e torna a letto
senza aprire queste tende.
Forse, profumano le rose
nel giadino fuori casa
Ma il calendario appeso al muro
non avverte ch'è già Maggio.
E cammino per la stanza,
per la via e la città.
Chissà che sto pensando...
mentre perdo la mia strada.
della costanza, gli smarriti nel binario
del certo e più meriti da eresie
di zigomi tondi -l’opera assurta,
le repliche al teatro dei tarli che
insabbiano le stelle. Slanci -come
si sta a dirli al pulviscolo che
non lascia spiegare i rumori
delle belle giornate, della lava
venuta su da ossa di conchiglie.
i confini alati
cenere abbandonata
al vento di passione,
tacito il ricordo
d'un viaggio
miserabile
fra queste
mura
son represso
e malinconico smetto
di sognare.
Accolto
mi trovo indigesto
talvolta
sento
parlare di razzismo,
di odio,
ma anche di tolleranza
e fratellanza,
bipolarismo umanitario.
Uomini distinti
interrogano
le mie
intenzioni
frugando fra
i miei pensieri di fede
districandosi fra
i turbamenti che mi affliggono
nell'animo plagiato,
la mia fede
è la mia famiglia
siamo scappati
dal conflitto insaguinato
tormentati
dalla paura
d' essere perseguitati,
silenziosi nell'ombra
abbiamo smesso
di vivere e
compreso il valore
della nostra vita
sfortunata.
Ho fatto una promessa
oltre la fede
di uomo, di padre,
con me porto il calore
dei miei figli, di mia moglie,
delle nostre tradizioni.
Ho vagato
senza direzione
disperso nel nulla
d'un deserto
implacabile e cinico
ho ceduto
i denari che portavo
e svenduto
la mia dignità
per sfidare il mare
sopravvivere alla morte
sicura
d'un viaggio
all'inferno
sicuramente più mite
dell'inferno
che ho lasciato.
come tremano gli inganni
“Hai forse paura del tuo Dio?”
Di mio padre io ne avrei
se solo un padre avessi chiamato
ma chiamo te
terra d'inferi
di gendarmi appesi
di colori in testa e al collo
Io e le tue parole
eco di mente e corpo
al contrarsi nel cercare indice
-quello della via-
e le tamerici salmastre m'innondano mulini
strade cieche di menti astute -e forse arse-
ed io fra loro
piccola mente d'umido cuore
che culla il domani di piccoli giganti
Che sia d'amore
La metà d'una
pallida Luna,
ancora insiste
nel cielo.
E quasi nascosta,
tra i rami spogli
della grande quercia,
osserva divertita
il sole che, già stanco,
si arrampica su intrecci
di nuvole scivolose.
È l'alba e già
la terra affoga,
nella nebbia d'un
grigio mattino d'autunno.
Voglia di riposare,
staccare, lasciare.
Presentare il conto
e abbandonare.
Quanto mi devi ancora?
Quanto... vita!
Ma, è gia tardi,
un intero giorno
mi aspetta.
Muoviti sole!
Dai muoviti che ho fretta!
di braccare la confusione del mio respiro e
strappare la voce del mio cuore.
fallo per sempre;
sconfina oltre il tempo di una carezza;
fallo oltre il frutto proibito delle tue cosce.
Lo devi fare oltre la puntale presenza
di te distesa accanto a me.
Sbugiardando,
spogliando con la sola forza delle parole,
il mio corpo per intero.
Perché non è questione di forza
se queste tue parole
sono scese nel materiale duro
del mio cuore.
Né se la pazzia di questo
mio folle amore,
m'ha fatto scrivere
il mio nome,
mille volte me l'ha fatto scrvere,
nell’incavo
dell‘ anima tua.
Dunque se decidi di amarmi,
e decidi di restare stretta
sul palmo della mia mano...
devi incollarti addosso la mia pelle,
attaccare su di te la mia presenza,
impregnarti notte e giorno nel mio odore.
Non devi farlo per un solo giro della terra.
Fallo oltre la durata di un bacio
Oltre la durata della seduzione
del tuo corpo sul mio.
Altrimenti dovrei camminare
senza potermi più stancare;
e non potrei maledirlo
questo desiderio di trovare riposo
perché dentro di esso sarà sempre presente
il nome tuo.
Perciò se decidi di donarmi il tuo riposo
fallo oltre tutto il tempo
in cui io ti amerò.










