Dicesti
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
8 commenti

M’avvolge il silenzio
in influssi
accompagnanti la luce
del trasparente giorno
volto in un invaso di pace,
deposto
sul palmo delicato del tempo
tale da volerne fermare
l’istante fuggente.
Desiderio
di rimanere in stato di quiete
e non seguire quel vento
che spira di corsa,
rimanere in uno stato di sosta allargata
che si assiepa calma attorno all’io confuso.
Pensieri vagano, scolpiti, levigati:
istantanee lucide
presenti con la vividezza della loro voce,
fune lanciata alla finestra aperta della vita
che lascia riflettere sul passato
e sul tempo a venire.

Restano via crucis
i passi tuoi
che cerchi in ogni dove il mio re-spiro
e quel battito bambino
- particolare di un’appartenenza -
Restano dolori
acuti, al ricordo del mio esistere
e ogni altro legamento
spezzato adesso, senza paragoni
“ s'aggroviglia la notte
come lacrima di carta
sul ciglio di lamiere
Ta to
glia
è lo SPIRITO
a ubriacare canzoni strappate
Nelle vertebre la caduta di una stella
è uno stridere agghiacciante
Quattro dita
in alba alcolica
e nella bocca veleno
che s'accartoccia all'anima
e la confonde
nella croce
al
T
R
O
N
C
O ”
Perché devi sapere donna
ciò che il tuo cuore già sa;
ciò che il tuo corpo ha da tempo assaggiato:
che provo una certa attrazione
per le geometrie del tuo corpo.
E che il tempo del mio monologo alla luna
è appena iniziato,
poiché ora ti distendi accanto a me.
E di questo ne sei cosciente donna
che sono tuttora attirato da te,
che da sempre cerco un posto
persino in qualche periferia del tuo cuore.
Anche se a volte desidero che
la visuale dei miei occhi si allarghi oltre te;
ma la mia memoria si blocca,
i miei pensieri si insecchiscono,
il sole si istupidisce:
divento incapace di costruire
un angolo di cielo e piantarvi stelle e luna
per una notte da non dividere con te.
E di questo né se cosciente donna
che non ho forza ad abbandonare
la bellezza del tuo canto,
la quiete, il riposo
la carne della tua bocca.
Perché quando ho tentato,
per quanto possibile,
di staccare la mia voce da te,
il tempo ha smesso d’essere poesia;
la cadenza del mare è divenuta
malinconica,
ossessione;
la luna ha abbandonato i suoi cicli
di donna feconda:
e non ho più potuto inclinare il cielo
far scivolare il sole un po’ in giù
e illuminare il buio del mio animo
senza più l'amore di altra donna.
Perciò alzati e corri verso me.
Raccogli le mie parole,
falle ruzzolare dalle mie alle labbra tue
così posso raccontarti
come è iniziata a svanire la mia forza
da quando non ho saputo resistere
al tuo bacio di donna.
ciò che il tuo cuore già sa;
ciò che il tuo corpo ha da tempo assaggiato:
che provo una certa attrazione
per le geometrie del tuo corpo.
E che il tempo del mio monologo alla luna
è appena iniziato,
poiché ora ti distendi accanto a me.
E di questo ne sei cosciente donna
che sono tuttora attirato da te,
che da sempre cerco un posto
persino in qualche periferia del tuo cuore.
Anche se a volte desidero che
la visuale dei miei occhi si allarghi oltre te;
ma la mia memoria si blocca,
i miei pensieri si insecchiscono,
il sole si istupidisce:
divento incapace di costruire
un angolo di cielo e piantarvi stelle e luna
per una notte da non dividere con te.
E di questo né se cosciente donna
che non ho forza ad abbandonare
la bellezza del tuo canto,
la quiete, il riposo
la carne della tua bocca.
Perché quando ho tentato,
per quanto possibile,
di staccare la mia voce da te,
il tempo ha smesso d’essere poesia;
la cadenza del mare è divenuta
malinconica,
ossessione;
la luna ha abbandonato i suoi cicli
di donna feconda:
e non ho più potuto inclinare il cielo
far scivolare il sole un po’ in giù
e illuminare il buio del mio animo
senza più l'amore di altra donna.
Perciò alzati e corri verso me.
Raccogli le mie parole,
falle ruzzolare dalle mie alle labbra tue
così posso raccontarti
come è iniziata a svanire la mia forza
da quando non ho saputo resistere
al tuo bacio di donna.
Quanta violenza inaudita c'è nelle parole,
quando arrivano solo per offendere chi ami,
in quel momento offendi e distruggi l’amore.
Quanta violenza inaudita c’è... quando alzi le mani,
per colpire e picchiare chi ami,
in quel momento distruggi l’amore.
L’amore non è mai fatto di botte e offese,
l’amore è fatto di affetto, verità, comprensione
e sincerità reciproca,
quando mancano queste cose,
uccidi la parola amore.
Quanto male fanno i lividi che vedi sul tuo corpo,
li guardi e ti chiedi il perché di tutta quella violenza,
perché certi amori nascono malati,
lasciando dei lividi nel cuore,
che non vedi, ma non andranno mai più via.
quando arrivano solo per offendere chi ami,
in quel momento offendi e distruggi l’amore.
Quanta violenza inaudita c’è... quando alzi le mani,
per colpire e picchiare chi ami,
in quel momento distruggi l’amore.
L’amore non è mai fatto di botte e offese,
l’amore è fatto di affetto, verità, comprensione
e sincerità reciproca,
quando mancano queste cose,
uccidi la parola amore.
Quanto male fanno i lividi che vedi sul tuo corpo,
li guardi e ti chiedi il perché di tutta quella violenza,
perché certi amori nascono malati,
lasciando dei lividi nel cuore,
che non vedi, ma non andranno mai più via.
Dove andranno le rondini
Quando finirà il tempo ,
Se questo autunno
Sfiorirà nel
Mutamento e tu volerai
Insieme alle foglie ?
Mancherai come il fiato
Nella corsa ,E immobile e svuotata
Nell'udire il silenzio
Di ovattato fogliame ritroverò
la pace nel sentirti consecutiva
In questo giorno dove
I disegni son di cristalli,
Specchi di noi .
E allungherò la mano
Per accarezzarti il viso
Senza sentirne il calore
Odorando per te
Mille primavere , che'
Il nostro tempo ritornerà .
Quando finirà il tempo ,
Se questo autunno
Sfiorirà nel
Mutamento e tu volerai
Insieme alle foglie ?
Mancherai come il fiato
Nella corsa ,E immobile e svuotata
Nell'udire il silenzio
Di ovattato fogliame ritroverò
la pace nel sentirti consecutiva
In questo giorno dove
I disegni son di cristalli,
Specchi di noi .
E allungherò la mano
Per accarezzarti il viso
Senza sentirne il calore
Odorando per te
Mille primavere , che'
Il nostro tempo ritornerà .
Mentre mi guardi
io guardo i nostri occhi compagni di sogni
che ancora vorrebbero abbracciare più pezzi del mondo ,
ma che di nauseabondo odore abbracciano
la tiepida umidità della stanza
mescolata a cose vecchie ,
lenzuola impregnate e scatole sul comò
a vedere passare la vita...
Ho distacco di me ...
Mentre ti guardo ascolto in silenzio
il lento ticchettio delle ore
mentre dalla finestra filtra un raggio di sole
che tiene l'ombra sul tuo viso
e le ciglia sbattono tortuose pene.
Quanta sofferenza hai in quel poco parlare!
Soffochi di una morte asettica senza grandezza
e so che trovi più che mai
il senso di voler andare .
Libera di poter ricominciare a volare la vita
che immensa ti è stata , come il mare,
ma crudele ti ha fatto affondare!
a te mamma❤️
a te mamma❤️
Uno sguardo una carezza
e son già brividi sulla pelle
sento il richiamo di te
del tuo corpo che mi desidera
come io desidero il tuo
Senza fretta gesti quasi studiati
ma ogni volta diversi
il ventre si scalda
mentre le tue labbra catturano le mie
arrendevoli al tuo sapore dolce
I vestiti cadono velocemente
ai nostri piedi
mi guardi, ti guardo anime gemelle
corpi pronti a donarsi con ardore
nell'ancestrale passione
A coppa nelle mani i seni raccogli
come champagne assapori piano,
accarezzo ogni parte di te
di cui sono padrona di cui conosco
le debolezze per portarti verso il cielo
I fianchi afferri dopo mille carezze e baci
mi fai tua sussurando il mio nome
amore, quanto immenso è l'amore mio per te
nell'unione dei nostri corpi
lo grido muto al vento che arrivi ovunque tu sia
L'acme del piacere cogliamo insieme
frutto dal sapore forte intenso e dolce all'unisono
frutto dal sapore forte intenso e dolce all'unisono
le dita incrociate così strette da far male
poi ti abbandoni a me accanto,
il profumo d'amore intride le lenzuola
e l'aria intorno a noi
Profumo di te, di noi …. profumo d'amore


Se dall'altra parte
come pare
conta solo la sostanza
e l'apparenza non appare
chissà le veline!
I fusti palestrati
gli stilisti e le modelle
la Marcuzzi e i suoi fratelli
i fuochi artificiali...
Insomma sarà dura
per il padreterno
dare all'apparenza una sostanza
diversa dalla nostra.
E se la commedia
non finisce qui vedremo.
Se no pazienza.
come pare
conta solo la sostanza
e l'apparenza non appare
chissà le veline!
I fusti palestrati
gli stilisti e le modelle
la Marcuzzi e i suoi fratelli
i fuochi artificiali...
Insomma sarà dura
per il padreterno
dare all'apparenza una sostanza
diversa dalla nostra.
E se la commedia
non finisce qui vedremo.
Se no pazienza.
Il cielo mi parla
da dietro le finestre
ma io non posso
ascoltare ancora
la sua storia.
Vorrei,
immaginarmi perso
in mezzo alla dura
nebbia d'inverno.
E poi in battito di ciglia
essere nel ventre caldo
di una vaporiera.
E poi ancora
stare sulla spiaggia bianca
di qualche isola tropicale
solo con me stesso.
E continuare
in questo modo
casuale ed imprevedibile
andando ovunque
nello spazio e nel tempo
il mio spirito voglia.
Senza poter
pensare a chi sono,
capire cosa voglio,
trovare chi cerco.
Solo io
in una cavalcata infinita
di momenti improbabili,
a testimonianza che
senza sentimenti
la vita non è mai vissuta.
Sei tu l’eroe di questi giorni triti
e delle notti larghe d’asfissia.
Ti spingi in scorci di sorrisi ambiti
tu che ti neghi il sole e scacci via
l’anima pesta in lago morto senza
vento. Tu che ti spremi il sangue in orci
dentro pareti buie ove l’assenza
d’una speranza nutre fuochi lerci.
Ti senti vile e tutti i giorni avanza
un resto d’avaria alla tua bile:
la danza macabra, la testa china
ed il silenzio imploso a tracotanza.
Legno consunto, baco del barile
privo di lustro, martire in vetrina.
e delle notti larghe d’asfissia.
Ti spingi in scorci di sorrisi ambiti
tu che ti neghi il sole e scacci via
l’anima pesta in lago morto senza
vento. Tu che ti spremi il sangue in orci
dentro pareti buie ove l’assenza
d’una speranza nutre fuochi lerci.
Ti senti vile e tutti i giorni avanza
un resto d’avaria alla tua bile:
la danza macabra, la testa china
ed il silenzio imploso a tracotanza.
Legno consunto, baco del barile
privo di lustro, martire in vetrina.
Non sono mai stato pio. Di quelli per intenderci
che dicono continuamente: Signore… Signore…perché
nelle banalità d’inferno c’è poco della sua luce
pochissimo per cui chiedergli ragione
e la sua presenza è chiara
Chiarissima d’altronde la mia piccolezza
i limiti della veduta sono ben noti persino ai passeri
che non sanno del peso e pensano sia una storpiatura delle ali
rimanere attaccati al suolo
La macchina di Einstein è compatta abbastanza
per non lasciare filtrare altro tipo d’essere se non questo divenire
di energia in energia e girare continuamente gli astri
e perdersi infine nel freddo dello zero
in qualche modo non ha bisogno di meccanici
nessuna troupe è efficace abbastanza da annullare il pit stop
ma il gioco è tutto lì, un secondo, un mezzo un quarto e così via
nella vanità del dividere all’infinito negare il margine estremo
che dicono continuamente: Signore… Signore…perché
nelle banalità d’inferno c’è poco della sua luce
pochissimo per cui chiedergli ragione
e la sua presenza è chiara
Chiarissima d’altronde la mia piccolezza
i limiti della veduta sono ben noti persino ai passeri
che non sanno del peso e pensano sia una storpiatura delle ali
rimanere attaccati al suolo
La macchina di Einstein è compatta abbastanza
per non lasciare filtrare altro tipo d’essere se non questo divenire
di energia in energia e girare continuamente gli astri
e perdersi infine nel freddo dello zero
in qualche modo non ha bisogno di meccanici
nessuna troupe è efficace abbastanza da annullare il pit stop
ma il gioco è tutto lì, un secondo, un mezzo un quarto e così via
nella vanità del dividere all’infinito negare il margine estremo










