E il giorno è finito, la notte c’inoltra nello spazio
dei sogni, dove è possibile ogni infinito, col grigio
riempito dal colore, la fantasia ad andamento
veloce e nessuna croce da portare sulle spalle.
E se c’è il tuo sguardo a tenermi compagnia
anche tra le coltri, se m’inoltri in sentieri fioriti,
il sole a scaldare ogni fibra esistente e la quercia
di fianco al prato firmato dallo stilista dell’amore
a sedare ogni ansia, allora con ancora il tuo sapore
sulle labbra, posso andare incontro a quella breccia
di futuro, con la corteccia resistente agli inviti
alla malinconia. Il tempo, le distanze, - che regia!-
il film che scorre è prossimo al finale, a valle
di ogni ritrovarsi, nell’attimo dell’affiatamento,
soffi di vita, col vento teso di prodigio
in faccia, contrario solo sino al prossimo inizio.
È ancora vita l'ultimo respiro.
Forse, ancora è vita la tua esistenza in un pensiero.
Là dove sei amato sarà il tuo nido.
Allora Osa!
Fatti amare di quell'amore universale.
Che sappiano d'ambrosia le tue parole
e di speziato miele.
Così volerai di nido in nido
nei millenni che verranno.
E mai, consegnerai all'oblio le tue ali.
Forse, ancora è vita la tua esistenza in un pensiero.
Là dove sei amato sarà il tuo nido.
Allora Osa!
Fatti amare di quell'amore universale.
Che sappiano d'ambrosia le tue parole
e di speziato miele.
Così volerai di nido in nido
nei millenni che verranno.
E mai, consegnerai all'oblio le tue ali.
i baffi dell'acero
contuso
dalla slitta,
macro lampo pixel
nelle terre del nulla
con gli occhi sgranati
e i piedi larghi
sotto il microscopio.
Non vedo,
non vedo altro che me,
magnifico piccole
emozioni da distanze
spaventose in vitro ;
le ife e le croci
i nostri miti
sono sempre
stati i giganti,
i nostri padri fra
le braccia del mondo
nelle orme del tempo
il passo accanto
fra la gioia a occhi chiusi
e il perdòno.
contuso
dalla slitta,
macro lampo pixel
nelle terre del nulla
con gli occhi sgranati
e i piedi larghi
sotto il microscopio.
Non vedo,
non vedo altro che me,
magnifico piccole
emozioni da distanze
spaventose in vitro ;
le ife e le croci
i nostri miti
sono sempre
stati i giganti,
i nostri padri fra
le braccia del mondo
nelle orme del tempo
il passo accanto
fra la gioia a occhi chiusi
e il perdòno.
… e scrivere di noi
sulle nostri pelli ,
proverbiali essenze …
le sottili differenze tra
l’essere perfetti e l’essere.
Il tatto è tutto,
le mani lo sanno;
toccarsi e non esistere,
toccarsi e non resistere …
attori attoniti a toni tinti
di fragranze ed evanescenze,
aritmie a ritmi e
palpitazioni di un cuore
che non ne può più,
che non ci vuole più divisi …
Perchè di visi intrisi ne è già pieno il Mondo …
Vorrei poter lasciare alle mie ossa la pelle
Galleggiare sopra il mare stanco stanco
In modo da poter vedere gli angoli della mia infanzia fare a botte con le luci della saggezza.
Annegare vorrei sulla terra ferma
Con gli occhi rovesci
Avendo l'agio di dedicarmi ai pensieri
Cammino allora sull'acqua strampalata dei ricordi
Schiava cardiaca di stelle!
Dissolvo con mano invernale
Come è solito fare un grande arrangiatore di pavida inquietudine, un umore ludico di flanella.
Imbottito sopra i falchi ruvidi di cristallo
Il paesaggio si è girato sul dorso, come in un sogno sopra i campi
Il ginocchio non è che un colle con rami e nervature d'albume,
Ma la neve fresca vale solo un soldo
E in belle curve l'agile fisica trova in volo la formula dell'amore cieco
Per voi, solo per voi, papà, tutta la notte ha nevicato!
Vado al camino allora
Vado ad accendere il freddo all'ombra degli ulivi.
Galleggiare sopra il mare stanco stanco
In modo da poter vedere gli angoli della mia infanzia fare a botte con le luci della saggezza.
Annegare vorrei sulla terra ferma
Con gli occhi rovesci
Avendo l'agio di dedicarmi ai pensieri
Cammino allora sull'acqua strampalata dei ricordi
Schiava cardiaca di stelle!
Dissolvo con mano invernale
Come è solito fare un grande arrangiatore di pavida inquietudine, un umore ludico di flanella.
Imbottito sopra i falchi ruvidi di cristallo
Il paesaggio si è girato sul dorso, come in un sogno sopra i campi
Il ginocchio non è che un colle con rami e nervature d'albume,
Ma la neve fresca vale solo un soldo
E in belle curve l'agile fisica trova in volo la formula dell'amore cieco
Per voi, solo per voi, papà, tutta la notte ha nevicato!
Vado al camino allora
Vado ad accendere il freddo all'ombra degli ulivi.
In una notte di incantevole primavera
quando ci si illude d'essere poeti,
dispiegheremo in cielo le nostre speranze
scortate con cura dalle rondini migliori.
Ne seguiremo il volo con sguardo attento
fino a toccare con garbo la luna.
Ne seguiremo il volo con sguardo attento
fino a toccare con garbo la luna.
L'emozione dei colori dell'alba, dei girasoli,
dopo la pioggia, l'estate è solo un lontano ricordo.
Ascolto i ricordi del passato, naufraga in un mondo
che non riconosco.
In cerca della strada dei pensieri,
l'illusione di un'altra estate che lascia il posto all'inverno.
Sento tanto freddo nelle ossa
il sole ancora padrone del cielo
in questo autunno avanzato
non mi arriva dentro
luce crea intorno ,troppa
Nubi grigie vorrei
così che i miei occhi feriti
dal logorroico pianto
potessero riposare
Come gli alberi si spogliano
delle vecchie foglie
lascio cadere sul terreno
pensieri, emozioni vissute
Nuoto in esse come in mare eterno
la forza è poca ma forte la tentazione
di lasciarmi andare scivolando
verso le meraviglie di quel mondo
Perchè così tristi pensieri ?
Perchè non trovare la volontà
di vivere cercandola tra i rifiuti del cuore,
forse potrei provare, almeno provare
la sorte potrebbe sorreggermi
unire come in puzzle i piccoli frammenti
sufficienti a far scorre nuovamente
sangue caldo nelle mie vene ...

Pensieri annodati, come un filo che crea una trama.
Pensieri e parole semplici , che arrivano dritte al cuore.
La semplicità conquista e rende dolce quel cuore, bisognoso di attenzione.
Pensieri che vanno a rianimarlo, a scaldare quel cuore così prezioso.
Una frase , un abbraccio e' un gesto spontaneo e di sicuro un buon effetto.
Senza tante parole complesse, o complicate le emozioni non vanno troppo spiegate.
I sentimenti positivi, sono sempre graditi, più siamo dolci più attiriamo .
La serenità, attrae la semplicità è una dote che noi tutti abbiamo .
Basta poco, al cuore altrui arriviamo con allegria ed un pizzico di simpatia.
Afflito,sei chiuso nella tua stanza
il confessionale di quei pensieri,
tumultuosi come le onde marine,
che animo senza sosta travagliano,
non trovi raggio di luce nel buio
di una tristezza che nel cuor ti regna,
mutando delle nitide giornate
in oscure tempeste infinite.
La Fiamma speranza ormai si è spenta
da rimorsi pesanti un incudine,
le iridi di pianto son bagnate
come terra dopo gocce di pioggia
il confessionale di quei pensieri,
tumultuosi come le onde marine,
che animo senza sosta travagliano,
non trovi raggio di luce nel buio
di una tristezza che nel cuor ti regna,
mutando delle nitide giornate
in oscure tempeste infinite.
La Fiamma speranza ormai si è spenta
da rimorsi pesanti un incudine,
le iridi di pianto son bagnate
come terra dopo gocce di pioggia
Con i miei silenzi
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
Quante volte con le mani ho accarezzato il silenzio
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
Cade una stella
Attraversando il cielo,
Sorvola il mio mare,
Fatto di sogni.
Brividi sulla pelle
Lasciano l'impronta del tuo dito.
Ti porto in tasca chiuso
Nella mia mano come scintilla
Che eterna brillera'.
E tu, da lì, riesci a sentire
I miei segreti che solo io conosco,
E la mia anima si perde
Correndo, verso l'orizzonte
In cerca di te.
Non vi guardo più stelle,
A voi troppe volte ho lasciato il mio destino,
Ubriache di cielo non mi avete esaudito.
Eroina senza spada,
In questo tempo in rovina
Mi avvolgero' delle correnti,
Sapendo che ho ancora luce negli occhi,
E cuore che trabocca.
Porterò la mia vita come fiore
Ancora da cogliere e sarà
Coraggio vestito di sorriso,
Su il mio viso.
Attraversando il cielo,
Sorvola il mio mare,
Fatto di sogni.
Brividi sulla pelle
Lasciano l'impronta del tuo dito.
Ti porto in tasca chiuso
Nella mia mano come scintilla
Che eterna brillera'.
E tu, da lì, riesci a sentire
I miei segreti che solo io conosco,
E la mia anima si perde
Correndo, verso l'orizzonte
In cerca di te.
Non vi guardo più stelle,
A voi troppe volte ho lasciato il mio destino,
Ubriache di cielo non mi avete esaudito.
Eroina senza spada,
In questo tempo in rovina
Mi avvolgero' delle correnti,
Sapendo che ho ancora luce negli occhi,
E cuore che trabocca.
Porterò la mia vita come fiore
Ancora da cogliere e sarà
Coraggio vestito di sorriso,
Su il mio viso.












