ero
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
2 commenti
Veniva,tra le mani con spine selvagge
e i capelli rossi sconfinavano in efelidi andanti,
come a piacer del sole.
E mise una spezia nel mio pane caldo
mentre la festa cresceva al di là del muro
e gli asini aspettavano sotto gli alberi.
E' cosi strano essere innamorati e rotolarsi nell'erba,
che in bellezza segna la via del gioco,
tanto da far ridere i bambini che strillano
chiamando per nome i fiori,aiutati dalla luna.
Si alzò e mi portò a ballare tra le fioche
luci del naviglio con le mani strette alla mia vita
che non vedendo altro cadde su una gobba di sale,
e lasciai che ridesse come si ride per sazietà di vino e calore,
fino a che la pelle fu un letto d'amore senza tempo.
e i capelli rossi sconfinavano in efelidi andanti,
come a piacer del sole.
E mise una spezia nel mio pane caldo
mentre la festa cresceva al di là del muro
e gli asini aspettavano sotto gli alberi.
E' cosi strano essere innamorati e rotolarsi nell'erba,
che in bellezza segna la via del gioco,
tanto da far ridere i bambini che strillano
chiamando per nome i fiori,aiutati dalla luna.
Si alzò e mi portò a ballare tra le fioche
luci del naviglio con le mani strette alla mia vita
che non vedendo altro cadde su una gobba di sale,
e lasciai che ridesse come si ride per sazietà di vino e calore,
fino a che la pelle fu un letto d'amore senza tempo.
C’è chi ha un amico dentro il cuore,
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
Notturno d'amore
Sotto covoni di paglia
Nemmeno un'anima
A fare compagnia.
E di questa assenza incomposta
Il tempo né è saturo.
Consistenze d'azzurro
Possono aprire la via del mare,
Tra strappi di cielo e nuvole raminghe.
Canto di note vibrate, increspano l'onda,
E come bagno divino
Tolgono macchie,
Tra il leggero tremolio
Di mani d'autore.
Nessuna foglia danzera'
Nella notte celeste.
Sotto covoni di paglia
Nemmeno un'anima
A fare compagnia.
E di questa assenza incomposta
Il tempo né è saturo.
Consistenze d'azzurro
Possono aprire la via del mare,
Tra strappi di cielo e nuvole raminghe.
Canto di note vibrate, increspano l'onda,
E come bagno divino
Tolgono macchie,
Tra il leggero tremolio
Di mani d'autore.
Nessuna foglia danzera'
Nella notte celeste.
Quanno c’a tavola se sedemo
sempre er sapore noi ve cerchiamo.
Amaro o dorce ’e papille esercitiamo,
p’avè più gusto da quello che magnamo.
E anche ‘na vita è così
cercamo quarcosa pe falla ‘nsaporì,
inder la gente, l’omini e le cose
cogliamo sempre quelle più sfiziose.
Quello a cui non posso fare senza
che me stupiscano pe l’intelligenza
condita co granne austerità
da ‘na gran dose de semplicità.
E mille e mille sono i sapori
che dalla gente poi tirà fori
prelibatezze che nun hanno pari
puro ar sapore de peperoni amari.
E, a te, amica, che vojo sempre amà
me piace definirti ‘nu babà
nun pe l’impasto ma pe er rum
che rende er tuo sapore ‘n unicum !
sempre er sapore noi ve cerchiamo.
Amaro o dorce ’e papille esercitiamo,
p’avè più gusto da quello che magnamo.
E anche ‘na vita è così
cercamo quarcosa pe falla ‘nsaporì,
inder la gente, l’omini e le cose
cogliamo sempre quelle più sfiziose.
Quello a cui non posso fare senza
che me stupiscano pe l’intelligenza
condita co granne austerità
da ‘na gran dose de semplicità.
E mille e mille sono i sapori
che dalla gente poi tirà fori
prelibatezze che nun hanno pari
puro ar sapore de peperoni amari.
E, a te, amica, che vojo sempre amà
me piace definirti ‘nu babà
nun pe l’impasto ma pe er rum
che rende er tuo sapore ‘n unicum !
Amala con la sua storia
e il suo destino,
col peso dei suoi anni,
col graffio di una ruga
e gli occhi umidi di pianto.
Amala così, sensibile e testarda,
imprevedibile o scontata,
ovunque sia rivolto il cuore.
Amala coi suoi disadorni abiti,
mani stanche e senza trucco,
e con un’ombra nello sguardo.
Amala, le ferite lasciano il segno,
ma le carezze trattengono
chi vuol fuggire.
Amala coi suoi pensieri,
con la forza del suo fare,
con la pura di un brutto sogno,
col batticuore di tanti silenzi.
Amala lontano dagli angoli
d’un tempo senza amore,
portala fuori dal vuoto,
in un cielo senza nuvole,
ovunque tu vorrai.
Stringila, ci sarà pur posto
dove il silenzio di un volo
di mille farfalle diverrà
melodia di mille violini,
e le parole d’una canzone
la voce del cuore,
lì, tra le tue forte braccia.

L’assalto alle parole, chi vende e chi compra,
in mezzo ad aiuole di consonanti e vocali,
per esprimere il nulla, il vuoto di senso.
E se ci penso e se ci rifletti un attimo
tutto questo inseguire aquiloni di presenti,
passati e futuri, metafore d’oriente,
iati a ponente, assomiglia all’arte
del recitare, una storia, una parte
nel gioco delle tre carte. Fa niente,
se l’esistenza a questo stadio non l’inventi
con uno schiocco di dita, il cottimo
della presenza a forfait è dell’incenso
che si nutre, elegie e madrigali
a zonzo e della poesia neanche l’ombra.
Un tranquillo signore
con decreto reale
fu fatto artigliere
e dovette partire
per il fronte orientale
in difesa di terre
di onori del re
e della regina di fiori.
Ma un altro fante
anche lui al fronte
per difendere il re
e la regina di picche
gli ruppe il cuore.
Così la guerra finì.
Ma non come dissero
i re e le regine
di tutti i colori:
- per presa visione
di sangue ed orrori.
Quella guerra finì
come quelle di ora:
Per mancanza di fanti
di picche e di fiori
di quadri e di cuori.
con decreto reale
fu fatto artigliere
e dovette partire
per il fronte orientale
in difesa di terre
di onori del re
e della regina di fiori.
Ma un altro fante
anche lui al fronte
per difendere il re
e la regina di picche
gli ruppe il cuore.
Così la guerra finì.
Ma non come dissero
i re e le regine
di tutti i colori:
- per presa visione
di sangue ed orrori.
Quella guerra finì
come quelle di ora:
Per mancanza di fanti
di picche e di fiori
di quadri e di cuori.
Il mio soffio lo sposto sul tuo viso
come aria nuova
come un volo di foglie
rifratto di luce.
E ti coloro l'umore
con tutto quello
che anima terra e mare .
Due lapislazzuli blu
dalle mie acque a colorarti gli occhi
una manciata di corallo caldo
amore che ancora brucia
a riempirti il cuore
e baci di spumose bianche scogliere
a graffiarti il tempo.
Un soffice soffio
a scuotere
il quieto vivere di noi .
Ottobre, mese ancor gentile,
i brividi che sento
non sanno di paura né di gelo.
È un pensiero nuovo che li procura.
Così nascosto nella mente
che ancor non l'ho veduto.
L'animale primitivo che c'è in me
l'ha fiutato e a pelo dritto resta in guardia
mentre vago nella nebbia.
In questo mese transitorio
che in modo dolce, di sicuro
mi sospinge in fredde zone
di questo vivere ormai stanco.
Quel pensiero mi segue muto
invadendomi ogni anfratto.
Quando infine l'avrò scovato,
non avrò forze da parare a difesa.
Silenzioso avrà già ucciso
ogni devota sentinella e sarò presa.
i brividi che sento
non sanno di paura né di gelo.
È un pensiero nuovo che li procura.
Così nascosto nella mente
che ancor non l'ho veduto.
L'animale primitivo che c'è in me
l'ha fiutato e a pelo dritto resta in guardia
mentre vago nella nebbia.
In questo mese transitorio
che in modo dolce, di sicuro
mi sospinge in fredde zone
di questo vivere ormai stanco.
Quel pensiero mi segue muto
invadendomi ogni anfratto.
Quando infine l'avrò scovato,
non avrò forze da parare a difesa.
Silenzioso avrà già ucciso
ogni devota sentinella e sarò presa.
Cosa ci porta a considerare
Che non sia per nulla vero –Dio-
Visto che non ha niente a che vedere
Con tutto ciò che conosciamo e che vediamo.
Cosa ci porta a non fare il tentativo
Mai riuscito, di avvicinarsi a Dio
Se esso risolve la presenza
di sentimenti così contrastanti.
di sentimenti così contrastanti.
Quale la cosa -che ci porta a non capire
Una tale logica evidenza.
Perché se la realtà – odiasse-
E esistesse solo il male- essa stessa non esisterebbe.
Cosa ci porta, allora,
In questa dolce prospettiva
a non considerare –Dio-
con tutte le premesse che ci ha dato?
Come non considerare -l’uomo-
e la Lectio -Difficilior- che ci ha consegnato!


Se non fosse per quelle due ,
tre matite nel viale
tre matite nel viale
che s'agitano , nulla... Tutto fermo!
Metto una mano fuori
un dispiegarsi di pensieri
tormenta .
Di questa sera d'Ottobre
solo una luna sfumata
smussa la quiete.
Ha il profumo di ginestre
di aromi distinti
di un tempo irrorato di miele
di promesse accarezzate
di occhi cibati di cuore
di dolci dimore d'immenso .
Ed io ne ascolto
il battito.
"Luminarie
nella sera
dipingono il tramonto
nella culla
di Sicilia,
il mondo
alla finestra
mi osserva
disincantato e
tacito
resta fermo.
Nulla è cambiato,
la nostalgia
è inquitudine
di non riconoscermi
nello specchio,
di non poter rivedere
i vostri volti
neppure in sogno,
la sera amara
incanta la tentazione
sognare
è ambiguo,
una semplice
distorsione
inconscia della
cruda realtà.
Mi spaventa
il domani
incerto è
il presente
amo restare
aggrappato
al passato
insieme a voi
in terra straniera
solo.
Non mi lascerò
andare
all'abbandono,
presto
quando il sole
sorgerà
in ogni dove
staremo ancora
insieme
con amore".
nella sera
dipingono il tramonto
nella culla
di Sicilia,
il mondo
alla finestra
mi osserva
disincantato e
tacito
resta fermo.
Nulla è cambiato,
la nostalgia
è inquitudine
di non riconoscermi
nello specchio,
di non poter rivedere
i vostri volti
neppure in sogno,
la sera amara
incanta la tentazione
sognare
è ambiguo,
una semplice
distorsione
inconscia della
cruda realtà.
Mi spaventa
il domani
incerto è
il presente
amo restare
aggrappato
al passato
insieme a voi
in terra straniera
solo.
Non mi lascerò
andare
all'abbandono,
presto
quando il sole
sorgerà
in ogni dove
staremo ancora
insieme
con amore".











