Eleonora, vita mia!
Lascio che i miei occhi
Entrino nei tuoi, profondamente.
Ogni mattino porterà
Nuove scoperte per te,
Ossa delle mie ossa.
Rivedrai, nel mio volto stanco,
Ancora la voglia di cullarti,
Bambina d’oro!
Osserva come l’amore
Riduce tutto ai tuoi piedi!
Saprai col tuo vivere,
Andare lontano in mattini infiniti.
Tenderai le tue mani
Ispirando altri occhi…
Lascio che i miei occhi
Entrino nei tuoi, profondamente.
Ogni mattino porterà
Nuove scoperte per te,
Ossa delle mie ossa.
Rivedrai, nel mio volto stanco,
Ancora la voglia di cullarti,
Bambina d’oro!
Osserva come l’amore
Riduce tutto ai tuoi piedi!
Saprai col tuo vivere,
Andare lontano in mattini infiniti.
Tenderai le tue mani
Ispirando altri occhi…
2 commenti

Questo tempo ch'esalta
il bianco e nero sui muri
le ombre sbiadite ed ingrigite
e dalle ardesie
dappertutto rivestito.
Nel mio passeggiare
lungo la battigia
noto che anche il mare
si disfa nel respiro
e l'odore del salino s'infiltra
tra le cabine e le case chiuse.
Una nuova stagione si stempera
addormentandosi
tra le pieghe del tempo che varia
anche se a volte
l'eco dell'altra continua,
ormai siamo arrivati ai giorni
che sono una trottola di foglie.
Pure se tra il rosso e il giallo s'evince
l'odore dell'autunno nella terra
o di un sole malato in un velo d'alba
che ci parla di riposo, di stasi,
di una muta in embrione,
i gabbiani nella loro cosmica magia
virano in un vento di bengala
che li tiene sempre attivi
in ogni stagione.
Terra infranta di infrante voci
cosciente sei
che sprofondare nel tuo male
assolve il giullare da ogni croce
Il sogno sacrosanto
é nel tuo ventre
ingannata prole
tu non potrai perire
se elevarti saprai
da ogni fonte da cui bere
Fede ingannata
tra tristi spergiuri
oramai confinata
nella rovina di ogni voce
Il verbo del potere ti assolve
in ogni tempo con placido distacco
Nazione antica
tra disperazioni isteriche
persa in angustie medievali
resa resti e inginocchiata appari
o desta alla rivolta ?
Poesia che ora sangue sfugge
nell'Eterna promessa
nel fuoco di Croci
oramai senza martirio !
Scritta insieme ad Hera liberamente e in omaggio alla poetica di Pier Paolo Pasolini
cosciente sei
che sprofondare nel tuo male
assolve il giullare da ogni croce
Il sogno sacrosanto
é nel tuo ventre
ingannata prole
tu non potrai perire
se elevarti saprai
da ogni fonte da cui bere
Fede ingannata
tra tristi spergiuri
oramai confinata
nella rovina di ogni voce
Il verbo del potere ti assolve
in ogni tempo con placido distacco
Nazione antica
tra disperazioni isteriche
persa in angustie medievali
resa resti e inginocchiata appari
o desta alla rivolta ?
Poesia che ora sangue sfugge
nell'Eterna promessa
nel fuoco di Croci
oramai senza martirio !
Scritta insieme ad Hera liberamente e in omaggio alla poetica di Pier Paolo Pasolini
La mia vita scorre distante
Non conosce il tuo viso
Sa' solo il tuo nome per inciso.
Corrono le nostre vite su parallele
Che mai s'incontreranno,
Di te però, sento nell'aria
Il dolce canto e per ora mi basta.
Molti anni sono trascorsi sulle nostre braccia,
E mille segni tracciati sulla faccia.
Come rami d'ulivo contorto,
Nella dura terra, dove lacrime amare
Hanno bagnato radici,
Imploranti rami verso il cielo.
I tuoi occhi senza sogni non posson vedere
Ma so che c'è un mare dentro
Con la tranquilla onda,
E quando il vento forte mi fa lacrimare
Nei tuoi versi mi vado a consolare.
Seguirò sulla scia che traccia l'universo
Ammaliato dal tuo canto
Come Ulisse in mezzo al mare,
E sia un tacito sempre...
Siamo vite...parallele.
Non conosce il tuo viso
Sa' solo il tuo nome per inciso.
Corrono le nostre vite su parallele
Che mai s'incontreranno,
Di te però, sento nell'aria
Il dolce canto e per ora mi basta.
Molti anni sono trascorsi sulle nostre braccia,
E mille segni tracciati sulla faccia.
Come rami d'ulivo contorto,
Nella dura terra, dove lacrime amare
Hanno bagnato radici,
Imploranti rami verso il cielo.
I tuoi occhi senza sogni non posson vedere
Ma so che c'è un mare dentro
Con la tranquilla onda,
E quando il vento forte mi fa lacrimare
Nei tuoi versi mi vado a consolare.
Seguirò sulla scia che traccia l'universo
Ammaliato dal tuo canto
Come Ulisse in mezzo al mare,
E sia un tacito sempre...
Siamo vite...parallele.
E così,
il dono dell'umanità intera
- non è valso la magia-
il dono dell'umanità intera
- non è valso la magia-
nè l’antica promessa
di un mondo migliore e così sia.
di un mondo migliore e così sia.
-Da Gesù a Lenin
-da Socrate a Giordano Bruno
-a Marx e la bandiera rossa
è rimasta mera fantasticheria;
un sogno sacrosanto -per individui infranti
un sogno sacrosanto -per individui infranti
né buoni, né cattivi,
- certo – più ingiusti -e così via.
-Ci si ritrova con pochi spiccioli di mondo
nelle tasche (tanto il guadagno è forte),
e una disperazione isterica dataci in sorte.
Privi di facoltà mature,
tra i becchi di lividi rapaci,
tra i becchi di lividi rapaci,
i disoccupati dello spirito
giocano con allegrie inconsuete
pur nella certezza assoluta di ogni fine.
giocano con allegrie inconsuete
pur nella certezza assoluta di ogni fine.
Tra cuscini sterili, sterili orgasmi,
in una motrice di inversa felicità;
le necrofile filosofie
e le imprecazioni ampliate
le necrofile filosofie
e le imprecazioni ampliate
come per una sorta di umanità infetta
veloce solo- verso il “trance" e la disdetta.
Ma si parla di un voler ricominciare …
da chissà dove,
se il dopo Cristo - il post -perdono
lo abbiamo scoperto dolorosamente vano,
pur nel suo sacro vino.
pur nel suo sacro vino.
In realtà non ci è mai bastato,
non ci abbiamo mai creduto.
La terra gira ancora - ma non si è smossa,
i cuori sono freddi dentro le ossa
e i molti ridono dell'Eden invisibile,
forse- perchè non ne faranno parte incredibile.
forse- perchè non ne faranno parte incredibile.
Dovremo stare molto in guardia nel futuro prossimo;
controllare costantemente l’alba
che potrebbe non emettere la luce...
....ogni avanguardia.
....ogni avanguardia.
Adesso basta, certo – lo so!
Voglio sperare nel gran superamento:
Per ora, rimetto la speranza dentro questo foglio.


Il muro basso è rimasto
quasi per intero.
Separava per un tratto
corvo e sconnesso
un filare d'uva nera
da una bianca strada.
Il tempo ha cancellato
la vigna e l'uva nera
la strada bianca
con i suoi carri
trascinati da mansueti buoi
e immensi cavalli.
Il muro basso muschiato
con le sue scritte indecenti
pure e innocenti di lunga vita
in calce viva è rimasto.
Pare il vecchio matto del paese
che urla in mezzo a niente.
quasi per intero.
Separava per un tratto
corvo e sconnesso
un filare d'uva nera
da una bianca strada.
Il tempo ha cancellato
la vigna e l'uva nera
la strada bianca
con i suoi carri
trascinati da mansueti buoi
e immensi cavalli.
Il muro basso muschiato
con le sue scritte indecenti
pure e innocenti di lunga vita
in calce viva è rimasto.
Pare il vecchio matto del paese
che urla in mezzo a niente.
Dicono che per ripristinare le connessioni ci vorrà tempo
bisogna dunque avere pazienza. -L’ idraulico è stato allertato
Così anche l’ antennista-
Dio è riapparso nel frattempo.
Perché avessi abolito il cielo non lo so
accade di perdere la sensibilità verso certe cose che esistono
sopra o sotto di noi. Come per una bruciatura sul dito
può passarci il dolore di un cristo frustato a morte
-Il ciclista stendeva il filo da un angolo all’altro del soffitto
nessun indizio di qualcosa oltre il neon freddo
invenzione elettrica-
Anche la serie degli scheletri giocattolo ha preso carne e pelle
e s’è messa a delirare qualcosa sulla dannazione eterna
La speranza è che l’operaio x
rialzi il salvavita del quartiere e lo tenga ben in alto
Intanto che vado da un geranio all’altro
e gli uccelli salutano il mio sforzo
di accendere la bella di notte sul balcone
bisogna dunque avere pazienza. -L’ idraulico è stato allertato
Così anche l’ antennista-
Dio è riapparso nel frattempo.
Perché avessi abolito il cielo non lo so
accade di perdere la sensibilità verso certe cose che esistono
sopra o sotto di noi. Come per una bruciatura sul dito
può passarci il dolore di un cristo frustato a morte
-Il ciclista stendeva il filo da un angolo all’altro del soffitto
nessun indizio di qualcosa oltre il neon freddo
invenzione elettrica-
Anche la serie degli scheletri giocattolo ha preso carne e pelle
e s’è messa a delirare qualcosa sulla dannazione eterna
La speranza è che l’operaio x
rialzi il salvavita del quartiere e lo tenga ben in alto
Intanto che vado da un geranio all’altro
e gli uccelli salutano il mio sforzo
di accendere la bella di notte sul balcone
Il fotogramma è senza suoni
le parole che non mi hai detto
sono scritte a margine, note
aggiuntive all’eco del vento
che s’è alzato stanotte. Un cono
di luce sul viso, un sorriso scippato
alla tristezza, c’è la gabbia, il fato
che sceglie per tutti, il tuono
che senti arrivare è l’accento
sulle vocali dell’amore. Le quote
di destino vanno ripartite, ma a starci stretto
è l’orizzonte, se è a valle del domani.
Posato il fiore
riflette nell'ombra
distorta
della consolazione,
sopravvissuto e morto
nella nostalgia
disincantata
d'una foto strappata
stuzzica l'appetito
un piatto fumante,
troppo lancinante
la sofferenza di cibo,
troppi giorni
son passati senza nutrirmi.
Chissa' che sara di
me,
fingo apparente
sicurezza
nella maschera
di cartone
che avvolge la mia
espressione
confusa,
travolgente tempesta
sterile
di distruzione,
mi sento un invasore
invaso nella mia liberta'
incapace di comprendere
la riluttanza
d'una sensibilita'
ottusa e diversa.
Presto
saro' etichettato
di definizioni
arcaiche, razziste,
ma c'e'la faro'
a sopravvivere.
riflette nell'ombra
distorta
della consolazione,
sopravvissuto e morto
nella nostalgia
disincantata
d'una foto strappata
stuzzica l'appetito
un piatto fumante,
troppo lancinante
la sofferenza di cibo,
troppi giorni
son passati senza nutrirmi.
Chissa' che sara di
me,
fingo apparente
sicurezza
nella maschera
di cartone
che avvolge la mia
espressione
confusa,
travolgente tempesta
sterile
di distruzione,
mi sento un invasore
invaso nella mia liberta'
incapace di comprendere
la riluttanza
d'una sensibilita'
ottusa e diversa.
Presto
saro' etichettato
di definizioni
arcaiche, razziste,
ma c'e'la faro'
a sopravvivere.
Nero il cigno stende l'ale
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere
Io m'allargo di sorrisi
appesi al vento come uva
mentre incurvano quei legni
il contorcersi di mosto
Non s'arrenda nel suo volo
che il liquame in sè faceto
mai si curerà dell'arma
del color che si fa vezzo
Don Chisciotte
i suoi mulini
Ronzinante e le sue briglie
Mai che vadano a finire
le mie piume in miserere
Menti geniali
creano soluzioni
nella sperduta foresta del nord.
creano soluzioni
nella sperduta foresta del nord.
Lanciano palloni aereostatici
nel cielo azzurro.
Alto,alto
lontano,lontano.
Per poi ricadere e
dare importanti dati
per migliorare il futuro.
La scienza trionfa,
ma da qualsiasi nazione si proviene
l'aurora boreale
mette d'accordo tutti,
sulla bellezza
sconfinata della natura.

nel cielo azzurro.
Alto,alto
lontano,lontano.
Per poi ricadere e
dare importanti dati
per migliorare il futuro.
La scienza trionfa,
ma da qualsiasi nazione si proviene
l'aurora boreale
mette d'accordo tutti,
sulla bellezza
sconfinata della natura.

(Ad un’amica abbandonata dal marito dopo anni di matrimonio)
Poco brillante e lo sguardo spento,
l’ostilità del tempo appariscente,
velato e lento il suo nativo acume;
è quel che fu d’una bella donna,
ritrovatasi sola e solamente nonna.
Quasi più nulla della sposa ch’era,
madre esemplare, fine e premurosa.
Pena il capriccio d’un’età distorta:
quarant’anni consumati insieme
e a settanta: io non t’amo più.
Pugnalata all’aorta, la vita cancellata,
come un tornado che s’abbatte giù.
Pulsioni estreme al suon d’una risata,
la confusion dell’anno con un giorno,
il genitor che chiude in buffonata.
Il divenir che manca del contorno
ch’annienta ragion e realtà snatura;
l’illusorio vigore divenuto attacco
che il valore antico trasfigura.
Paradisi di carta e pueril distacco.
Questo è un canto per la delusione,
è il lamento d’un amico affranto,
un tormento offerto all’illusione,
questa è un’ode forte come il pianto.
Poco brillante e lo sguardo spento,
l’ostilità del tempo appariscente,
velato e lento il suo nativo acume;
è quel che fu d’una bella donna,
ritrovatasi sola e solamente nonna.
Quasi più nulla della sposa ch’era,
madre esemplare, fine e premurosa.
Pena il capriccio d’un’età distorta:
quarant’anni consumati insieme
e a settanta: io non t’amo più.
Pugnalata all’aorta, la vita cancellata,
come un tornado che s’abbatte giù.
Pulsioni estreme al suon d’una risata,
la confusion dell’anno con un giorno,
il genitor che chiude in buffonata.
Il divenir che manca del contorno
ch’annienta ragion e realtà snatura;
l’illusorio vigore divenuto attacco
che il valore antico trasfigura.
Paradisi di carta e pueril distacco.
Questo è un canto per la delusione,
è il lamento d’un amico affranto,
un tormento offerto all’illusione,
questa è un’ode forte come il pianto.
Ti prenderai le mie scarpe ma non i miei passi,
ascolterai le mie parole ma non vivrai dei miei ricordi,
crederai di conoscermi per il sol fatto d’avermi stretto la mano,
abbiam mangiato insieme alla stessa tavola
ma non vedevi i miei digiuni.
Ti vestirai dei miei panni ma non sentirai la mia pelle,
ne odorerai il profumo, ma svanirà con il tempo;
resterai da solo se cercherai di vivere la mia storia,
non riportata nella tua memoria.
Ti prenderai il mio cuore, ma ogni volta che cercherai di aprirlo
ti sfuggirà sempre più lontano,
non ti serviranno chiodi e catene per legarlo al ceppo delle pene.
Sarò sol fumo che svanisce davanti ai tuoi occhi.
Son solo un mago e un giocoliere, l’artefice delle tue illusioni,
per te non esito se sai sol vedere dentro il grande abisso
che lentamente ingoia l’uomo e la sua mente.
ascolterai le mie parole ma non vivrai dei miei ricordi,
crederai di conoscermi per il sol fatto d’avermi stretto la mano,
abbiam mangiato insieme alla stessa tavola
ma non vedevi i miei digiuni.
Ti vestirai dei miei panni ma non sentirai la mia pelle,
ne odorerai il profumo, ma svanirà con il tempo;
resterai da solo se cercherai di vivere la mia storia,
non riportata nella tua memoria.
Ti prenderai il mio cuore, ma ogni volta che cercherai di aprirlo
ti sfuggirà sempre più lontano,
non ti serviranno chiodi e catene per legarlo al ceppo delle pene.
Sarò sol fumo che svanisce davanti ai tuoi occhi.
Son solo un mago e un giocoliere, l’artefice delle tue illusioni,
per te non esito se sai sol vedere dentro il grande abisso
che lentamente ingoia l’uomo e la sua mente.
Un sognatore..
Ha il fuoco negli occhi,
Lui vede ciò che non c'è.
La sua meta è la vita,
Guarda lungo i fiumi
E arriva al mare,
Scrive nel cielo con la luce delle stelle.
La luna illumina e gioca sulle strade
Non si perderà mai.
Il vento è suo fratello,
Solleva i suoi pensieri strambi
E li rende leggeri.
Nel cuore ha un seme
Che radici ha messo già.
Il suo nome? Fantasia e non se ne libererà.
Il sognatore distratto
Ad occhi aperti vede rosea la vita,
Sia giorno o notte
Il tempo non ha rumore.
Camminera' sospeso da ali
Sulla grigia terra...chiamata realtà.
Ha il fuoco negli occhi,
Lui vede ciò che non c'è.
La sua meta è la vita,
Guarda lungo i fiumi
E arriva al mare,
Scrive nel cielo con la luce delle stelle.
La luna illumina e gioca sulle strade
Non si perderà mai.
Il vento è suo fratello,
Solleva i suoi pensieri strambi
E li rende leggeri.
Nel cuore ha un seme
Che radici ha messo già.
Il suo nome? Fantasia e non se ne libererà.
Il sognatore distratto
Ad occhi aperti vede rosea la vita,
Sia giorno o notte
Il tempo non ha rumore.
Camminera' sospeso da ali
Sulla grigia terra...chiamata realtà.












