Lungo i larghi corridoi del museo,
cautamente mi muovo fra occhi colmi di vita,
più di quelli alimentati dal sangue naturale.
Mi osservano, incuriositi e supponenti,
consapevoli di essere i soggetti delle mie morbose attenzioni.
Odo il rumore delle palpebre chiudersi,
ed aprirsi, e poi richiudersi nuovamente,
in un girone fatto di affascinante monotonia.
Vedo più verità nei loro occhi che in quelli di chi mi circonda,
privati, questi ultimi, di quella realtà tanto vera quanto preziosa.
Siedo al capezzale d’un corpulento aristocratico,
che mi scruta a oltranza senza pronunziare alcuna asserzione.
Sento finalmente la vita scorrermi nelle vene,
diffondendomi nell'anima un alone di speranza,
che io non sono solo.
cautamente mi muovo fra occhi colmi di vita,
più di quelli alimentati dal sangue naturale.
Mi osservano, incuriositi e supponenti,
consapevoli di essere i soggetti delle mie morbose attenzioni.
Odo il rumore delle palpebre chiudersi,
ed aprirsi, e poi richiudersi nuovamente,
in un girone fatto di affascinante monotonia.
Vedo più verità nei loro occhi che in quelli di chi mi circonda,
privati, questi ultimi, di quella realtà tanto vera quanto preziosa.
Siedo al capezzale d’un corpulento aristocratico,
che mi scruta a oltranza senza pronunziare alcuna asserzione.
Sento finalmente la vita scorrermi nelle vene,
diffondendomi nell'anima un alone di speranza,
che io non sono solo.
1 commento
Sull’Ara silenziosa che ricorda il pianto
-nel rumorio sommesso
come di qualche pietà umana
-oggi -
nessun vaso o coppa eguaglia i fiori freschi
nessun vaso o coppa eguaglia i fiori freschi
offerti e sparsi
-quasi a spiritualizzarsi.
Un senso di concordia e grazia
emana dalla terra
-poi dal cielo e anche dal mare:
-quasi a spiritualizzarsi.
Un senso di concordia e grazia
emana dalla terra
-poi dal cielo e anche dal mare:
oh, anime - come giglio bianco senza età
-chinate sul vostro davanzale
-aprite le finestre- a distrarne eternità!
Opera di : Antonio Canova
Dove sei anima gitana
che vaghi per aridi deserti,
per oceani in burrasca
per prati fioriti?
Ti ho perso in un giorno infinito
dentro a una fossa di rimpianti.
Dove sei anima in pena,
che piangi ormai senza lacrime,
rubate da un atroce destino
feroce e assassino?
Soffio vitale,
senza volume e peso,
si agita costante in corpo lacerato.
Slancio verso il cosmo proteso
svela un uomo
dalla sua stessa stirpe
vilipeso.
che vaghi per aridi deserti,
per oceani in burrasca
per prati fioriti?
Ti ho perso in un giorno infinito
dentro a una fossa di rimpianti.
Dove sei anima in pena,
che piangi ormai senza lacrime,
rubate da un atroce destino
feroce e assassino?
Soffio vitale,
senza volume e peso,
si agita costante in corpo lacerato.
Slancio verso il cosmo proteso
svela un uomo
dalla sua stessa stirpe
vilipeso.
Ogni abbandono
assomiglia ad un abisso
e si consuma
nel silenzio delle lune
tra stelle cadute
con bagliori luciferini
il pianto del cielo è muto
e piove cieco il dolore
ma la dipartita in sordina
di ogni sogno
mutila comunque lo spazio
della sua luce
assomiglia ad un abisso
e si consuma
nel silenzio delle lune
tra stelle cadute
con bagliori luciferini
il pianto del cielo è muto
e piove cieco il dolore
ma la dipartita in sordina
di ogni sogno
mutila comunque lo spazio
della sua luce
Caro amore,
domani ti porterò
un mazzo di rose rosse
abbelliranno la tua casetta
è già così piccola e fredda,
per te che amavi tanto il sole
Un tempo portavi tu a me i fiori
di varie qualità e colori
rallegravano e profumavano la casa
erano un tuo dono, ogni cosa venuta da te
era preziosa più dell'oro
provavo felicità ringraziando
di averti incontrato amore mio
Era una speranza che non facevo mia
trovare l'uomo della mia vita,
invece eri dietro l'angolo per farmi tua per sempre,
far di me una donna con il tuo amore ed il mio
che crebbero insieme fino alla fine
So che lì giace solo il tuo corpo
la tua anima è stella lucente
quella che la sera brilla
più di ogni altra e saluto con bacio
prima che venga il sonno
Io amavo anche il tuo corpo
che racchiudeva il meglio di te
mi accoccolavo fra le tue braccia
il mondo si tingeva dei più bei colori
che affrescano il quadro della vita
Sono semplici parole queste ma sentite
sono dolci ed amare insieme perchè mi manchi,
ogni giorno continuo ad innamorarmi di te
come un romanzo tratto da una storia vera
Ho visto soldati andare via,
camminavano lungo le strade
del loro tempo
e, seppur cantassero,
in quelle parole non c’era allegria,
sapevano quanto può essere infame la sorte,
perché qualsiasi guerra, che si combatte,
porta solo dolore e morte.
Ho visto spose asciugare le lacrime,
di chi bagnava le canne dei fucili,
in ognuno di quei ragazzi,
vedevano il dono della vita,
i propri figli.
Ho visto ragazzi partire,
con negli occhi la voglia di vivere,
erano soldati per modo di dire,
perché a vent’anni si ha voglia di vivere
e non di morire,
essendo la vita un giardino
dove nascono ogni giorno solo fiori
che si chiamano amori.
Guardo fuori,
il mondo corre,
corre in fretta.
Strade tappezzate
da macchine nervose.
Gente disabituata a sorridere.
Sguardi distratti e annoiati
tra la folla.
Non c'é tempo
per ascoltare,
non c'é tempo
per dare un po' di se stessi.
Si deve andare,
andare,
Ma dove?
Poche buone notizie
un vagone di storie brutte.
Meglio stare per conto proprio,
meglio vivere egoisticamente
la propria realtà,
senza dare niente.
La natura calpestata
come se non fosse
la nostra casa.
La gente criticata,
allontanata,
senza dare una possibilità.
Si giocava in strada con un pallone,
mentre i grandi guardavano,
sorseggiando un caffé.
Si mangiava un gelato,
seduti sopra un muretto.
Mi presta il sale?
Ora chi ha lo smartphone
piú costoso ha vinto.
chi ha il macchinone
é un grande.
Come rimpiango
i giochi creati con la fantasia.
Legge un libro
seduta sotto un albero.
No!
Bisogna andare!
il mondo corre,
corre in fretta.
Strade tappezzate
da macchine nervose.
Gente disabituata a sorridere.
Sguardi distratti e annoiati
tra la folla.
Non c'é tempo
per ascoltare,
non c'é tempo
per dare un po' di se stessi.
Si deve andare,
andare,
Ma dove?
Poche buone notizie
un vagone di storie brutte.
Meglio stare per conto proprio,
meglio vivere egoisticamente
la propria realtà,
senza dare niente.
La natura calpestata
come se non fosse
la nostra casa.
La gente criticata,
allontanata,
senza dare una possibilità.
Si giocava in strada con un pallone,
mentre i grandi guardavano,
sorseggiando un caffé.
Si mangiava un gelato,
seduti sopra un muretto.
Mi presta il sale?
Ora chi ha lo smartphone
piú costoso ha vinto.
chi ha il macchinone
é un grande.
Come rimpiango
i giochi creati con la fantasia.
Legge un libro
seduta sotto un albero.
No!
Bisogna andare!
andare!
Ma andare dove!
Ma andare dove!
Muta o donna
Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
Il suo sguardo era spento, vuoto
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
Stringerle la mano
mi rimembra quando ero felice;
forse quando ero un neonato
e tutto andava bene,
perché con le mie mani esili
stringevo le sue.
Forse l'ultima volta
in cui sono stato veramente felice,
fu prima che mi strappassero dal suo seno;
quando ho dovuto imparare
a sopravvivere da solo.
Forse sono egoista,
ma sarebbe stato meglio
spegnersi per sempre,
sul suo grembo caldo
quando mi cullava.
mi rimembra quando ero felice;
forse quando ero un neonato
e tutto andava bene,
perché con le mie mani esili
stringevo le sue.
Forse l'ultima volta
in cui sono stato veramente felice,
fu prima che mi strappassero dal suo seno;
quando ho dovuto imparare
a sopravvivere da solo.
Forse sono egoista,
ma sarebbe stato meglio
spegnersi per sempre,
sul suo grembo caldo
quando mi cullava.
Dal diario di Riccardo il nipotino:
13 dicembre: Santa Lucia!...
20 dicembre: Saggio a scuola
21 dicembre: Fine del mondo.
22 dicembre: Pizzata nuoto.
23 dicembre: Prove lettura messa.
Segue nota maestra Maria:
Oggi Riccardo invece di studiare
faceva le capriole.
13 dicembre: Santa Lucia!...
20 dicembre: Saggio a scuola
21 dicembre: Fine del mondo.
22 dicembre: Pizzata nuoto.
23 dicembre: Prove lettura messa.
Segue nota maestra Maria:
Oggi Riccardo invece di studiare
faceva le capriole.
Cerco la quiete e trovo apatia
di quei pensieri gagliardi,
sogni che nell'animo son occulti,
son scrigno di titanica paura;
voglio scoprirmi come albero spoglio,
emancipare da questo buio ego,
volar dalla realtà senza nesso
sino a giungere nell'altro orizzonte.
Bivio mentale privo di segnali,
nel cuore giaciono aitanti ricordi
ne rammento qualsiasi frammento
mutando in turista di fiumi tersi
deṣìo nel dejavu di quei tempi
li',anche quelle amare delusioni,
sono custodite nel prisco tempio
dove vi è più oro di Re Mida.
Or che son barca sguarnita di remi
vagabondo in dei smarriti sentieri,
oscillo la tra fobia e il coraggio
e il dubbio divenuto timoniere.
Il vuoto regnante del mio spirito
simboleggia una tempesta di vento
di pietà digiunante,soffia forte
d'ostilità ricco,deriva dona
il rischio capitano del viaggio
l'insicurezza vi è una ospite
ed io,di loro so' battello,vedo
la mia meta distante un oceano.
di quei pensieri gagliardi,
sogni che nell'animo son occulti,
son scrigno di titanica paura;
voglio scoprirmi come albero spoglio,
emancipare da questo buio ego,
volar dalla realtà senza nesso
sino a giungere nell'altro orizzonte.
Bivio mentale privo di segnali,
nel cuore giaciono aitanti ricordi
ne rammento qualsiasi frammento
mutando in turista di fiumi tersi
deṣìo nel dejavu di quei tempi
li',anche quelle amare delusioni,
sono custodite nel prisco tempio
dove vi è più oro di Re Mida.
Or che son barca sguarnita di remi
vagabondo in dei smarriti sentieri,
oscillo la tra fobia e il coraggio
e il dubbio divenuto timoniere.
Il vuoto regnante del mio spirito
simboleggia una tempesta di vento
di pietà digiunante,soffia forte
d'ostilità ricco,deriva dona
il rischio capitano del viaggio
l'insicurezza vi è una ospite
ed io,di loro so' battello,vedo
la mia meta distante un oceano.
Guardo alla vita e annego nei miei pensieri,
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.









