È la dispotica faccia che ghigna sulla tua inutile fatica

è la stupidità umana che si duplica

pur essendo misera nell’anima e nella moneta

è il sacrilego vuoto che ti lascia il lavoro

è la repressione dell’ingegno

è la disperazione di mezzo secolo

speso per accalappiare sogni che non avevi il tempo di inseguire

è il corpo che si macera e cade come un involucro senza peso

è l’anima che si corrode e vola via

verso l’unica eterna liberazione.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Trionfo e apoteosi di un giorno assolato
Regno di silenzio e quiete
assioma di precarietà di esistenza
occulto nei cuori insensibili
notte che sempre scorre
turchese il cielo si distingue
occhio beato nel contemplar il creato
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Mi riprendo la speranza
con quei caldi sospiri al cielo
s
ono la voglia di cambiare il tempo
che non appaga e passa inesorabile e veloce.

Si perde quando è sera come rugiada sulle foglie
la mia parola attesa e appesa ad una preghiera .

Eppure oltre il vetro
ogni mattina e ogni sera li s'annida il cuore
q
uando il mare è una tempesta
quando l'assenza è silenzio
quando la nebbia m'avvolge
quando l'anima vaga tra i ricordi che fanno rumore e
i sogni chiedono la luce .

Nell'infinito sguardo delle stelle
ci sei tu SIGNORE
e non manchi alle mie labbra
quando spezzo il pane e mi bevo la vita

seduta alla finestra di ogni giorno

ingoio il dolce e l'amaro
che si scioglie lentamente
tra le mia dita.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mero il sole 
Sotto veli si nasconde
Anche ai cuori.
Muti i canti degli uccelli
Dentro i campi d'erbe e stoppie.
Stringono i lacci
Tra sospiri e nostalgie.
Timorosi gli animi
Si prostrano al cielo
Volta opale senza fumo
Di castagne arrosto.
Un novembre prossimo
a venire con mestizia 
E odore di candele.
Mentre sulle mani scorron fiumi
Senza meta
Nel brumoso  freddo mattino.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Donna fedele
calpestata sarai spesso
donna fedele,
energia profonda,
ornata nostalgia.
Rimarrai in me
romanza d’usignolo,
celeste sembianza,
strada sconfinata
del mio breve cammino.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Voi ben pensanti

critici

amici di miei amici

voi che scartate uomini come caramelle




che avete calli ai pollici a conteggiar denaro

ed unghie pronte a tessere corde a soffocare




non oda Dio lustrarvi queste mie parole

Lui che vi ama comunque voi decidiate d'essere




Sarei carogna d'uomo e i miei giudizi pure

ma non toccate l'anima di chi d'anima vive

di chi non schiaccerebbe formiche al suo passare




Ma io

a voi

putridi schifosi

che fan di merda oro

dirò soltanto verbo

parole cucite d'ago

e che Dio -il mio- mi perdoni

se per amore uccido in alfabeto figli suoi
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Dall’alito sorgivo,
nasceva Adamo, su terra consacrata;
dalla sua costola predetta,                                                                                                                                                                                                                            s’innalzò Eva, appariscente, immacolata bellezza.

Tra i lillà, soggiacevan alla vita;                                                                                                                                                                                                                      prorompenti e innocenti, le lor caste nudità.                                                                                                                                                                                                    Compagni d’avventura... o di sventura,                                                                                                                                                                                                            per l’arbitrio di chi non avea pari alcuno.

Silenzio in scaglie,
negli anfratti del seno prescelto,
fra costante rumor di fauna sibillina
e flora abbarbicata, ch’odorava persino nei colori.

Acqua adamantina, di purezza straripante.
Quasi giardin del cielo,
quell’Eden acquisito e primordiale;
singolare riflesso d’eccelso Paradiso.

Tra fronde verdeggianti e frutti sconosciuti,
avean casa viscide serpi velenose.

Fra cosce candide di donna, divenute esasperate,
strisciava, il vile ingannatore,
scatenando qualcosa d’inconsueto,
oltre alla percezione del pudore.

Di sangue, s'infradiciaron le di lei gambe.

D’istinti d’altra specie, esagitò Eva, ch’ignuda si sentì,
fin a coprirsi con la foglia d’un tenero virgulto.
Negata, quella mela che porse al prediletto Adamo,
che la seguì, privo d’obiezione.

Tremolii, su primitive labbra consenzienti,
dischiuse,
nello sfiorar d'un cristallino bacio,
seppur prologo d'ulteriori eccessi fattisi irruenti.

Tra oleandri e rampicanti,
betulle e piante sempreverdi,
gli olezzi dei roseti
inebriavano l'olfatto.

Parossismi equipollenti, nei lor sensi ossessionati;
sguardi impertinenti
supplicavan il coraggio,
per quegl'istinti di cui non erano coscienti.

Coperti dal primigeneo cielo,
vermiglio, nei riflessi conturbanti ceduti al mare,
nel suo ospitar il sole e i suoi colori rosseggianti,
nell'imbrunire, sì posto a ventaglio,
il femminile corpo seducente e nudo.

E nell'atavico amplesso sconsacrante,
dacché non eran sposi consacrati,
godeva, il serpente, nella sua spira avviluppato,
nel mentre ch'il sole perdeva i suoi appigli,
calandosi nell'acque divenute turbolente.

Ma s’oscuraron cirri, su di loro,
forgiando nubi di carbone;
si coprì il cielo, delle tinte della rabbia e d’impotenza,
scatenatesi all’indegno tradimento.

Poi giunse il tuono, nell'ira del Creatore palesato,
lor Dio Padre, che li additò a spergiuri e stolti peccatori,
sancendo pene gravi e pianti disperati,
per l'avventata Eva e il suo compagno Adamo.

Nel sospiro, che dal petto s’immolava,
s’arrancava il pentimento,
valicando il confine di tal Eden
sì perduto e benedetto.

D’uno sguardo dissonante,
si vestiron i lor occhi già cacciati e maledetti;
artefatte, la bellezza e la purezza,
ai compagni di condanna e di dolore...

Stranieri a quel giardino,
nel lor errar nel mondo ignoto,
alfin conobbero le vesti.



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Profilo Autore: IRIS VIGNOLA  

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Le parole, sono come sassi quando offendono o criticano.

Le parole , sono come sassi quando le usi per spargere cattiveria.

Le parole , invece quando sono dolci diventano fiori.

Le parole, impariamo ad usarle nel modo giusto, per dare amore e pace.

Le parole, impariamo ad usarle per consolare e rispettare, il nostro cuore sara' pieno di armonia e di tanta allegria.
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Profilo Autore: Anna  

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Come spesso ti succede,
la notte non riesci a dormire,
è la vita che ti fa soffrire ...
e nel silenzio soffochi il dolore.
Chi ti dorme accanto
è diventato un insopportabile rumore,
con il suo russare,
lo intravedi nel buio,
non sai più se amarlo oppure odiarlo.
La sua violenza non la sopporti più,
quei momenti d’ira che sfociano in insulti e schiaffi,
il suo ritorno tutto abbattuto a chiederti perdono,
giurandoti per l’ennesima volta che non l’avrebbe più fatto.
La voglia di cambiare ti rapisce il cuore,
esci di casa per non sentirti soffocare,
guardi il cielo che ogni notte ti sembra più nero,
eppur brillano le stelle come tanti diamanti,
lacrime mute con tanti rimpianti.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Resto smarrita 
in colori che non illuminano, 
in occhi che non vedono. 
Pungono sotto le palpebre 
aghi fanno male.
Sono arrivata tardi 
per vedere il colore 
che mi abbaglia, 
per vedere il sorriso 
che ho sognato molte volte.
Quelle lacrime 
non ripagano del dolore subito, 
non ripagano 
delle cattive parole. 
Quell'amore 
che ho provato 
l'ho perso. 
Quel valore
inestimabile l'ho rotto.
Ho provato...
Ci riproverò...
Anche se  
mai rivedrò 
quei colori che 
mi illuminavano.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Quando desidero parlare con Te
semplicemente sto in silenzio
  e l'anima parla a ruota libera
Tu sei ovunque e ti sento
nell'intimità di un tramonto
mentre il sole pian piano va a riposare
ed il manto scuro della sera si allunga
Ti parlo come ad un amico, un padre
è ciò che sei per tutti noi,
il miei peccati li conosci, perdonami se puoi
intendi i mei sentimenti più intimi,
la gratitudine per il Creato in cui vivo
Cogli nelle tue mani il dolore ascoso nel mio cuore
sai asciugare ogni lacrima che inumidisce i miei occhi
ma rimane imprigionate tra le ciglia
Dimmi come sta il mio uomo
fa che mi appaia almeno in sogno
affinche possa rivedere il suo viso
posare una carezza sui suoi ricci morbidi
Non Ti ho mai chiesto perchè l'hai preso con te
ne mai lo chiederò, so che non è tuo volere
chi vive cent'anni, chi muore a cinquanta
Si dice in giro, magra consolazione forse
che chiami i nostri cari al cielo per farne angeli ….
Ma quanti angeli vuoi? Hai un esercito di angeli ...
Signore grazie per gli anni condivisi con lui
sono stati meravigliosi, abbiamo sofferto
gioito insieme sempre ….
ecco questo “Sempre” mi manca
Ti chiedo un favore ancora
quando morirò fammi accogliere da lui
dalla stretta del suo abbraccio
allora si sarà un per “Sempre” vero
Grazie Signore



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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Cammino ad occhi chiusi
sul baratro della felicità. 
In costante equilibrio,
muovo passi, verso te. 
E il pensiero ti raggiunge,
ogni volta, nel profondo.
Mi lascio cadere e con te, 
di felicità... affondo.



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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Ti sembra niente -se adesso ti sorseggio
da dentro il mio muro graffiato
  e la mia maschera nera - bisognosa del tuo dono .
Ti sembra niente l’immersione mia
nelle tue profondità
per risalire con le labbra
la tua spina dorsale 
-tutto l’intero che c’è in te.
   E ti sembra niente la segreta rispondenza
-il rito comune
-il nostro corpo unico;
    in una mano sola- tutta la vita dell’anima!
Ti sembra vero poi
-se in autunno noi siamo primavera
-fiori non più disabitati
-spighe lucenti   
come gocce di fresca pioggia.
Risorti
- nella pelle sciupata
 sopra le ossa sotterranee
  senza giardino -senza oli- senza incensi.
  Asciutte senza il tremito del vino.

Non ti sembra santo
l’incontro delle nostre tenebre
nella miseria d’amore in cui ci lascia il tempo?
-Poterti dire che sei la vita della mia vita;
 sentirmi dire che sono vita della tua vita.

Restiamo qui…con questa stagione:
io ti farò il tè
-tu mi farai carezze buone.



MImmo Depinto: La carezza buona.
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Profilo Autore: Hera  

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Ho in bocca Lorenzo
lo schifo che resta
dall'amaro di certi giorni indecisi.
Svanirà ogni cosa col tempo
è quello che mi dico da sempre
per riprendere fiato
per ripartire come sempre ogni volta
dopo l'ennesima certezza perduta.
Non attenderti oltre,
sopravvivenza ostinata
come insegna la vita.
E la storia è la stessa
perchè mi rivedo per strada
tornare alla sera
che ho quindici anni
e odio il mondo davanti
il padre e la madre
e vivo nel vento
da sempre in balia
e ho preso tutta la pioggia
e le mie decisioni.
Ma non mi sono mai arreso.
Mi ha sempre pesato
l'imperativo obbligato
rendi conto a qualcuno,
il confrontarsi col mondo
che in ogni momento
mi è sembrato avere
così poca pazienza
verso chi a torto o ragione
non si è mai allineato.
Mi sono chiesto perchè troppe volte.
La risposta non c'è
figlio mio.
Almeno io non l'ho mai trovata.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Un fiore vi trovai nel selvaggio bosco,
avvelenato da chissà quale mano infame;
a stento sembrava continuar,
con la sua tinta giallognola e stelo debole,
quasi da far parere che aspettasse 
solo la fredda stagione.

Ma quella corolla con il color morente,
mi rimembrava la mia dolce figlia malata
dal carnato simile,

ormai addormentata.

Così decisi di sanare
l' suo dolore invece di coglierlo,

così da farlo essere anche per gli altri freddi, 
e sentir lei più vicina
e più lontano l'Padre Solitudo.
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Profilo Autore: Tommaso Alongi  

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